{"id":51395,"date":"2019-05-21T09:00:47","date_gmt":"2019-05-21T07:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51395"},"modified":"2019-05-19T21:55:16","modified_gmt":"2019-05-19T19:55:16","slug":"focus-abitare-collettivo-vivere-nella-fabbrica-diffusa-napoli-1973","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51395","title":{"rendered":"Focus \u201cAbitare collettivo\u201d \/ Vivere nella fabbrica diffusa. Napoli 1973"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALFABETA2 (Marcello Anselmo)<\/strong><\/p>\n<article id=\"post-18151\" class=\"post-18151 post type-post status-publish format-standard hentry category-alfadomenica-2 tag-abitare-collettivo tag-lega-dei-lavoratori-a-domicilio tag-marcello-anselmo tag-napoli tag-studi-condominiali\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Domani, luned\u00ec 20 maggio 2019 si terr\u00e0 a Napoli presso il CNR-ISSM (Via Cardinale Guglielmo Sanfelice 8, Sala convegni Polo Umanistico, 6\u00b0 piano) un seminario intitolato <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"https:\/\/www.issm.cnr.it\/it\/news-convegni-studi-condominiali-sguardi-disciplinari-sull-abitare-collettivo\">Studi condominiali. Sguardi disciplinari sull\u2019abitare collettivo<\/a><\/u><\/span>. Il seminario sar\u00e0 visibile in streaming dal canale <a href=\"https:\/\/www.issm.cnr.it\/it\/servizi\/servizi-informatici\/streaming\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.issm.cnr.it\/it\/servizi\/servizi-informatici\/streaming<\/a>. Per accedere direttamente alla diretta, basta collegarsi all\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/live.cnr.it\/liveIssm.html\">https:\/\/live.cnr.it\/liveIssm.html<\/a> all\u2019ora di inizio dei lavori. Nel focus proponiamo le rielaborazioni di due interventi.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_18168\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18168 size-medium\" src=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/napoli-300x95.jpg\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/napoli-300x95.jpg 300w, https:\/\/www.alfabeta2.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/napoli-768x244.jpg 768w, https:\/\/www.alfabeta2.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/napoli.jpg 1024w\" alt=\"(https:\/\/www.flickr.com\/photos\/jrgcastro\/)\" width=\"300\" height=\"95\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">(Jorge Castro, Napoli, Quartieri spagnoli)<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"JUSTIFY\">La storiografia che, fino ad oggi, si \u00e8 dedicata agli anni \u201960 e \u201970 si \u00e8 concentrata soprattutto nello studio dei movimenti politici, della lotta armata o di quei contesti dove il conflitto sociale ha mostrato le sue forme pi\u00f9 manifeste e la classe operaia aveva organizzazioni e forme definite. Al contrario, le dinamiche sociali e le forme di antagonismo che si sono sviluppate nel Mezzogiorno sembrano esser rimaste degli elementi secondari del lavoro degli storici. In particolare, Napoli \u00e8 stata considerata una citt\u00e0 priva di un tessuto industriale sviluppato e di conseguenza segnata dalla presenza di una classe operaia debole non in grado di incidere in modo efficace sul piano politico e sociale. Al contrario la citt\u00e0 viene spesso descritta come popolata da un sottoproletariato indolente, restio ad accettare le dinamiche dello sviluppo capitalista e dedito a perpetuare pratiche economiche informali, paralegali o criminali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si tratta di una rappresentazione che rinunzia al parametro della complessit\u00e0 e, soprattutto, che si arrocca sul piano macroscopico. \u00c8 necessario avventurarsi in un gioco di scala che provi a dilatare i contorni del contesto partenopeo di quegli anni. Addentrarsi in un contesto urbano dove la fabbrica \u00e8 entrata nelle case degli operai, nei condomini, nei \u201cbassi\u201d. Attraversare non la capitale del sottosviluppo ma il contesto nel quale si \u00e8 sperimentata una forma d\u2019avanguardia del capitalismo post-fordista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tra l\u2019agosto e l\u2019ottobre 1973 a Napoli esplose l\u2019ultima epidemia di colera dell\u2019Europa occidentale. In quei mesi la citt\u00e0 divent\u00f2 il simbolo di tutte le contraddizioni del Mezzogiorno, la capitale del sottosviluppo e del fallimento delle politiche di industrializzazione e modernizzazione sviluppate dagli anni \u201950 in poi. Nel 1973 la citt\u00e0 aveva un tasso di mortalit\u00e0 infantile e l\u2019indice di densit\u00e0 abitativa pi\u00f9 alti d\u2019Europa, il livello di disoccupazione e la maggiore congestione di traffico urbano d\u2019Italia, malnutrizione infantile diffusa, una diffusione endemica di tifo ed epatite virale e un inquinamento marino devastante.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il colera fu un detonatore che favor\u00ec l\u2019emersione delle contraddizioni sociali profonde e, soprattutto, fece emergere il protagonismo politico e sociale della configurazione storica del proletariato marginale. Con il pretesto dell\u2019epidemia fu messo in atto un tentativo di espellere definitivamente il proletariato marginale dal centro cittadino. Gli untori di Napoli vennero, infatti, identificati nelle donne e gli uomini che vivevano nelle abitazioni insalubri del centro antico e i ghetti periferici, sorti con la ricostruzione post-bellica ma privi di infrastrutture adeguate. Un proletariato marginale che, ben prima del colera, subiva le conseguenze di un modello di sviluppo basato sulla disuguaglianza e lo sfruttamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Qualche mese prima, nel maggio del 1973 cinquanta giovani donne (tra i 17 e i 20 anni) vengono ricoverate in diversi ospedali di Napoli presentando paralisi gravi agli arti superiori e inferiori. La loro malattia si riveler\u00e0 essere la polinevrite causata da collanti, ovvero un avvelenamento dovuto all\u2019uso di materiali nocivi utilizzati nella realizzazione delle scarpe. In effetti le ragazze sono tutte operaie dell\u2019industria calzaturiera e dei guanti, un settore produttivo molto radicato nell\u2019area partenopea.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si tratta di una filiera produttiva estesa in tutta l\u2019area metropolitana napoletana. Dalle aziende di medie dimensioni dei quartieri periferici e dei comuni dell\u2019Hinterland alle microfabbriche ospitate in sottoscala insalubri e nei \u201cbassi\u201d nei quartieri della Sanit\u00e0 e di Montecalvario. Se la prima tipologia di azienda insiste su aree scarsamente popolate, la seconda \u00e8, invece, incistata nei vicoli e nei palazzi del centro antico. Rumore di macchine, miasmi nocivi scaturiti dall\u2019uso di collanti e prodotti chimici, scarti di lavorazione ammassati negli androni condominiali, il continuo carico e scarico di merci sono fattori che vanno ad aggiungersi alle condizioni igienico-sanitarie critiche e all\u2019insalubrit\u00e0 delle abitazioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se le microfabbriche di scarpe sono ancora circoscritte in ambienti delimitati, in spazi condominiali generalmente ospitati al piano terra o nei sottoscala, \u00e8 il decentramento produttivo, strategia di una pi\u00f9 ampia ristrutturazione capitalista, che apre le abitazioni proletarie alla fabbrica diffusa. Il lavoro diventa attivit\u00e0 domiciliare. Le macchine da cucire e i collanti trovano ospitalit\u00e0 negli stessi spazi dove si cucina, si dorme, si fa all\u2019amore. Si lavora come in fabbrica ma restando a casa propria. Si lavora per un salario miserevole. E mentre si cuciono scarpe o guanti tutt\u2019intorno scorre la vita delle comunit\u00e0 condominiali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La macchina da cucire diventa parte del mobilio se non addirittura la componente domestica intorno cui si organizza l\u2019intero spazio abitativo. La casa, nei quartieri del centro antico molto spesso un semplice \u201cbasso\u201d di un\u2019unica stanza, diventa una propaggine della fabbrica. L\u2019alta densit\u00e0 abitativa costringe, di fatto, tutti gli abitanti del vicinato a convivere con i ritmi della produzione e subirne le conseguenze nocive.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per cucire le tomaie si utilizza il doppio dell\u2019energia elettrica necessaria da pagare secondo le tariffe residenziali e non quelle industriali. Cos\u00ec come raddoppia l\u2019utilizzo dell\u2019acqua corrente. I costi di produzione ricadono sui lavoratori che di frequente si allacciano illegalmente alla distribuzione elettrica dell\u2019intero stabile provocando l\u2019intervento della forza pubblica e il distacco della fornitura. Il lavoro a domicilio irrompe all\u2019interno delle dinamiche abitative e nelle forme di coabitazione condominiali. Nascono attriti ma anche forme di solidariet\u00e0. Una di queste \u00e8, ad esempio, lo sviluppo di comitati di quartiere per l\u2019autoriduzione delle bollette elettriche. Si tratta di un primo momento di ricomposizione politica e sociale il cui il protagonismo del proletariato marginale risulta evidente e organizzato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019autoriduzione \u00e8 una pratica capace di riassumere un insieme complesso di contraddizioni. Denunzia l\u2019attivit\u00e0 del lavoro domiciliare evidenziandone lo sfruttamento, ma al contempo affronta anche la situazione abitativa e la drammatica condizione igienico-sanitaria in cui si trova la citt\u00e0 nel suo insieme. I comitati sorti in parti diverse della citt\u00e0, nel nuovo ghetto periferico del rione Traiano cos\u00ec come nel centrale quartiere di Montesanto, mettono in contatto diretto gli abitanti dei condomini proletari, favoriscono lo sviluppo delle pratiche sociali di solidariet\u00e0. Attraverso la loro attivit\u00e0 i meccanismi della fabbrica diffusa nelle abitazioni e la nocivit\u00e0 del lavoro domiciliare diventano oggetto di un lavorio politico che porter\u00e0 alla nascita della Lega dei lavoratori a domicilio nel 1975.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il contesto condominiale e la prossimit\u00e0 abitativa si configurano, quindi, come terreni di analitici utili ad esplorare quegli effetti pi\u00f9 celati delle trasformazioni sociali della storia recente.<\/p>\n<\/div>\n<footer class=\"entry-footer\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\/2019\/05\/19\/focus-studi-condominiali\/\">https:\/\/www.alfabeta2.it\/2019\/05\/19\/focus-studi-condominiali\/<\/a><\/footer>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALFABETA2 (Marcello Anselmo) Domani, luned\u00ec 20 maggio 2019 si terr\u00e0 a Napoli presso il CNR-ISSM (Via Cardinale Guglielmo Sanfelice 8, Sala convegni Polo Umanistico, 6\u00b0 piano) un seminario intitolato Studi condominiali. 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