{"id":51399,"date":"2019-05-21T08:00:31","date_gmt":"2019-05-21T06:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51399"},"modified":"2019-05-19T21:54:10","modified_gmt":"2019-05-19T19:54:10","slug":"intervista-a-thomas-sankara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51399","title":{"rendered":"Intervista a Thomas Sankar\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ARIANNA EDITRICE (Claudio Moffa)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"preview post\" src=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/data\/articoli\/big\/0\/0-10804.jpg\" alt=\"Intervista a Thomas Sankar\u00e0\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Se permette, Presidente, cominciamo dalla fine. In Italia, come pu\u00f2 immaginare, si parla poco del suo paese. E quando poi c\u2019\u00e8, l\u2019informazione non sembra andare tanto per il sottile, ricorda un po\u2019 i tempi della guerra fredda. In un articolo di un quotidiano la svolta del 4 agosto viene presentata come un momento dell\u2019\u201cespansionismo libico\u201d in Africa. Mi scusi allora la provocazione: lei \u00e8 un agente di Gheddafi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Inizia cos\u00ec la mia intervista a Thomas Sankar\u00e0, leader riconosciuto della \u201crivoluzione del 5 agosto\u201d, una rivolta militare che lo scorso anno sfoci\u00f2 nell\u2019esautorazione della destra dell\u2019esercito dell\u2019Alto Volta. Di lui stampa e riviste straniere hanno gi\u00e0 scritto molto, eppure sono parecchi i punti poco chiari. 35 anni, il capitano Sankar\u00e0 \u00e8 da lungo tempo, si dice della \u201cLega patriottica per lo sviluppo\u201d, un\u2019organizzazione di massa di ispirazione marxista, a sua volta legata al comune e clandestino \u201cPartito africano dell\u2019indipendenza\u201d. Jeune Afrique si \u00e8 domandata se egli \u2013 come tutto il gruppo dirigente a lui legato: Compaor\u00e9, Zongho, Lingani, Pierre Ouedraogo \u2013 non sia comunista.\u00a0 Liberation ha elencato come modelli di riferimento (in ordine cronologico), Nkrumah, Gheddafi, Mengistu, Rawlings. Di certo, come ha fatto notare Jean Ziegler su Le monde diplomatique di marzo, e come ho potuto verificare io stesso, nel paese sono assai influenti due organizzazioni marxiste, l\u2019\u201cUnione delle lotte comuniste\u201d filocinese e appunto la \u201cLipad-Pai\u201d, entrambe \u201ccivil-militari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa vecchia burocrazia statale e dell\u2019esercito \u00e8 stata in gran parte epurata. I nuovi ministri e i dirigenti sono quadri giovani, spesso ex studenti a Parigi negli anni Settanta. La popolazione \u00e8 mobilitata su microprogetti di sviluppo attraverso migliaia di \u201cComitati di difesa della rivoluzione\u201d. Per la prima volta dall\u2019indipendenza del 1960 sono stati presi provvedimenti economici che colpiscono i ceti privilegiati urbani (burocrazia civile e militare, commercianti etc.) e che favoriscono soprattutto le campagne, dove vive il 95% della popolazione. Un a rivoluzione contadina dunque, che pure si fa scudo di un linguaggio e n bagaglio teorico marxista, per il quale ad esempio in contadini vengono classificati come \u201cborghesia\u201d e la classe operaia (praticamente inesistente, 10 mila unit\u00e0) viene giudicata come \u201cveramente rivoluzionaria\u201d. Insomma una situazione ricca di elementi di studio e di verifica. Proprio per questo, e proprio perch\u00e9 in continuo movimento, molto interessante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Seduto sulla sua poltrona, Thomas Sankar\u00e0 accenna un sorriso alla mia domanda. Poi risponde:<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo rivoluzionari in Alto Volta. Ci\u00f2 vuol dire che facciamo affidamento innanzitutto alla capacit\u00e0 del popolo voltaico di decidere il modello economico e l\u2019orientamento politico necessario al suo sviluppo. Non facciamo appelli ad altri, e meno che mai a qualche potenza straniera. Rifiutiamo di dare lezioni ad altri, e di prendere lezioni da altri, che sia l\u2019ovest o l\u2019est, il nord o il sud, bianchi o neri. Ovviamente abbiano buoni rapporti con tutti i paesi i cui popoli sono liberi o aspirano apertamente alla libert\u00e0. Abbiamo buoni rapporti con la Libia, e li manterremo fino a che essi si fonderanno sul rispetto reciproco. Resta il fatto, certo, che la Libia non \u00e8 l\u2019Alto Volta, e l\u2019Alto Volta non \u00e8 la Libia: abbiamo delle divergenze che vogliamo risolvere amichevolmente e fraternamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nVoglio aggiungere una cosa al proposito: per noi, per quel che riguarda i rapporti con Gheddafi, esistono tre tipi di paese. In una prima categoria ci sono quei tipi di paese che avendo ricevuto delle consegne esplicite o implicite, rifiutano ogni rapporto, anche commerciale, con la Libia. Nella seconda categoria ci sono quelli che trattano con Gheddafi, ma non hanno il coraggio di dirlo al loro popolo. Alla terza categoria infine appartengono quelli che hanno rapporti con Gheddafi, e lo dichiarano apertamente. I paesi delle prime due categorie sono in un modo o nell\u2019altro manipolati, pedine di giochi altrui. Quelli del terzo gruppo sono paesi liberi. Noi apparteniamo a questo gruppo. Noi abbiamo rapporti con Gheddafi e siamo liberi nei suoi confronti\u201d.<\/p>\n<p><em><strong>La sua risposta sembra molto pertinente al caso italiano. Passiamo ad argomenti pi\u00f9 importanti: cos\u2019\u00e8 la rivoluzione del 4 agosto?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nMolto brevemente, la rivoluzione del 4 agosto, sta facendo in modo che il popolo voltaico acquisti fiducia nella possibilit\u00e0 di decidere del proprio destino. L\u2019Alto Volta ha conosciuto prima il colonialismo, poi il neocolonialismo. L\u2019indipendenza ci \u00e8 stata concessa, e come lei sa la vera indipendenza non viene donata ad altri, la si conquista. Cos\u00ec \u00e8 accaduto che il nostro popolo ha sempre pensato fatalisticamente che il suo sviluppo dovesse venire dall\u2019esterno, da coloro che l\u2019avevano colonizzato e sfruttato. Oggi non \u00e8 cos\u00ec: la dignit\u00e0 del popolo voltaico \u00e8 stata restaurata. Oggi il popolo si avvia ad assumere in prima persona il proprio destino, si avvia a scegliere gli obbiettivi che vuole, coni sacrifici che sono necessari allo sviuppo. La rivoluzione \u00e8 questo: \u00e8 la gestione dell\u2019Alto Volta da parte dei voltaici.<\/p>\n<p><em><strong>Ma quali concrete misure sono state prese fino ad oggi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa rivoluzione ha pochi mesi di vita, \u00e8 solo ai primi passi. Nel discorso di orientamento politico del 2 ottobre, il manifesto programmatico della rivoluzione, abbiamo definito le grandi linee del nostro programma di lavoro: riforma agraria, riforma dell\u2019amministrazione, riforma scolastica, modernizzazione delle strutture di produzione e distribuzione. Per adesso abbiamo varato solo provvedimenti parziali: abbiamo adottato in bilancio di austerit\u00e0 per l\u2019anno corrente, per il quale sono state abolite parte delle indennit\u00e0 dei funzionari statali, militari, dei magistrati, agenti delle societ\u00e0 pubbliche. Con la nuova legge sulla casa, sono stati ridotti gli affitti delle abitazioni popolari, ed \u00e8 stato dato un colpo alla lottizzazione abusiva. Abbiamo istituito una cassa di solidariet\u00e0 nazionale con i cui fondi verranno finanziati alcuni progetti di sviluppo, come quello della valle del Souru. Abbiamo istituito una politica di rigore nelle dogane. Abbiamo abolito i privilegi della feudalit\u00e0 rurale, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p><em><strong>In un paese come l\u2019Alto Volta la riforma agraria \u00e8 fondamentale. Quali ne saranno i criteri fondamentali?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNel \u201cDiscorso di orientamento politico\u201d abbiamo delineato i criteri generali della riforma agraria. Essa dovr\u00e0 modernizzare e diversificare l\u2019agricoltura, per farla diventare un punto di appoggio per lo sviluppo dell\u2019industria. Dovr\u00e0 soprattutto togliere potere alle forze retrograde che hanno sfruttato fino ad oggi le masse contadine, e restituire al popolo la terra, perch\u00e9 la lavori. Questo \u00e8 un fatto fondamentale: se la terra no \u00e8 propriet\u00e0 di chi la lavora, non c\u2019\u00e8 incentivo a migliorarla, a apportarvi le trasformazioni qualitative che sono necessarie. Che si tratti di pascoli, alberi, campi. Finisce invece che la terra viene sfruttata il pi\u00f9 possibile, con la conseguenza di provocare la desertificazione, di impoverire il suolo, e di accrescere dunque la nostra dipendenza dagli aiuti alimentari e dagli imperialisti. Invece noi puntiamo all\u2019autosufficienza.<\/p>\n<p><strong><em>Nel discorso di orientamento la classe operaia, quasi inesistente in Alto Volta, viene definita come realmente rivoluzionaria, mentre i contadini vengono classificati come \u201cpiccolo borghesi\u201d. D\u2019altro canto la rivoluzione poggia essenzialmente sui contadini, la maggioranza della popolazione. Come affrontare questa contraddizione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIn effetti, al contrario dei paesi industriali dove \u00e8 numericamente molto sviluppata, da noi la classe operaia \u00e8 minoritaria. I contadini sono la maggioranza, e certo essi costituiscono una classe di borghesi. Ma questo non vuol dire che non facciano parte della rivoluzione. Tutto dipende dal lavoro di spiegazione e formazione delle coscienze che sviluppa nei loro confronti. Se operiamo delle trasformazioni che rendono i contadini pi\u00f9 borghesi, essi finiranno per ribellarsi contro la rivoluzione. Al contrario se compiamo delle trasformazioni che avvicinano maggiormente alla classe operaia la borghesia contadina, essa si schierer\u00e0 con la rivoluzione. E\u2019 questo il problema: \u00e8 un problema che \u00e8 tipico dei paesi sottosviluppati, e che dobbiamo risolvere.<\/p>\n<p><em><strong>Una rivoluzione non \u00e8 solo cambiamento economico, ma anche dello Stato. Qual \u00e8 il ruolo, in questo quadro, dei Comitati di difesa della rivoluzione?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nI Comitati di difesa della rivoluzione sono stati istituiti con quattro compiti: politico, socio-economico, culturale e militare. Per noi i Cdr costituiscono una scuola di democrazia e di esercizio del potere da parte del popolo da parte del popolo. Questo non lo vogliamo affermare solo a parole. Vogliamo che sia effettivo. Che il popolo partecipi, decida, costruisca il proprio avvenire materialmente, che sia padrone di s\u00e9 stesso. Sviluppo e povert\u00e0, benessere e carestia, tutti i problemi del paese non sono pi\u00f9 un affare riservato a un gruppo di dirigenti, come accadeva nell\u2019Alto Volta dei vecchi partiti politici. Sono questioni che riguardano tutto il popolo.<\/p>\n<p><em><strong>Nel paese sono in corso i processi dei Tribunali popolari. Imputati sono quasi sempre funzionari di Stato, ex ministri, professionisti. Perch\u00e9? Non teme che venga messa in pericolo quel minimo di professionalit\u00e0, di efficienza esistente nel paese?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNoi pensiamo che non sia un bene per il paese avere un ingegnere dotato del migliore diploma del mondo, se questo ingegnere, invece di lavorare per il suo popolo, ruba il denaro pubblico e passa il suo tempo a bere e a divertirsi nei cabarets. Allo stesso modo \u00e8 inutile avere un medico con un\u2019ottima laurea, e che per\u00f2 invece di occuparsi della salute della gente, pensi solo a curare o suoi pochi danarosi clienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPreferiamo un medico alle prime armi, che deve ancora imparare, piuttosto che un medico con grandi capacit\u00e0 intellettuali, ma che \u00e8 disonesto. I Tribunali popolari rivoluzionari costituiscono da questo punto di vista prima ancora che uno strumento punitivo, una scuolo diu responsabilizzazione. Per 24 anni il paese \u00e8 stato rovinato dalla corruzione e dalle malversazioni. Adesso tutti sanno che esiste vigilanza nell\u2019operato di ciascuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em><strong>Anche sui militari?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nCertamente. I tribunali popolari rivoluzionari processano anche dei militari, come il generale Lamizana, il colonnello Saye Zerbo, il comandante di squadrone Andr\u00e9 Roch Compaor\u00e9\u00a0\u00a0 e altri. L\u2019esercito \u00e8 una componente della societ\u00e0 voltaica, una componente che conosce le stesse contraddizioni degli alti strati sociali.<\/p>\n<p><strong><em>Il ministro della difesa Lingani ha detto che un \u201cmilitare senza coscienza politica \u00e8 un criminale in potenza\u201d. Che vuol dire? Come cambia l\u2019esercito nella rivoluzione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nL\u2019esercito voltaico diventer\u00e0 un esercito di popolo. Ci\u00f2 vuol dire una serie di cose: che la difesa non sar\u00e0 pi\u00f9 affare di una ristretta cerchia di specialisti, ma compito di tutto il popolo; che dentro l\u2019esercito, le cose non verranno decise solo da un ristretto gruppo di ufficiali superiori, ma da tutti, soldati compresi.; che i militari parteciperanno alla produzione, nelle campagne come nei cantieri; che gli ufficiali non godranno pi\u00f9 dei privilegi di cui hanno finora beneficiato: non \u00e8 normale che i militari abbiano buoni alloggi, siano ben vestiti, mentre il popolo non ha di che mangiare, vestirsi, curarsi.<\/p>\n<p><em><strong>Presidente, lei e i suoi compagni, siete militari diventati rivoluzionari, o rivoluzionari entrati per ragioni di opportunit\u00e0 nelle Forze armate?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nCon Lingani, Zonghi, Compaor\u00e9, Ouedraogo, con questi e molti altri compagni, non abbiamo improvvisato le cose. Veniamo da lontano, da molto lontano. E\u2019 vero, siamo stati militari di un esercito neocoloniale, con tutti i privilegi che ne conseguivano. Ma noi questi privilegi li abbiamo utilizzati per combattere la reazione, per creare un movimento progressista dentro l\u2019esercito, e per stabilire un\u2019alleanza rivoluzionaria tra militari e civili. E\u2019 cos\u00ec che siamo riusciti a dare il via alla rivoluzione. E ripeto, non abbiamo improvvisato le cose. La nostra lotta parte da lontano. Afrique-Asie, a proposito di Ghana e Alto Volta, ha parlato di \u201ccorrente profonda\u201d negli eserciti Negli eserciti africani va sorgendo in effetti una nuova coscienza. Non bisogna pensare che gli eserciti in Africa siano sempre e comunque degli strumenti per aggredire e reprimere il popolo.<\/p>\n<p><strong><em>Un\u2019ultima domanda: cosa pensa della Rivoluzione d\u2019ottobre? Per voi \u00e8 un modello di riferimento?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNon possiamo negare l\u2019importanza della Rivoluzione d\u2019ottobre. Al contrario. E\u2019 un avvenimento molto, molto importante, che ha trasformato radicalmente la vita dell\u2019umanit\u00e0, importante almeno quanto la scoperta dell\u2019elettricit\u00e0. Ma non bisogna impelagarsi nel \u201cmodello\u201d. La Rivoluzione d\u2019ottobre \u00e8 stata fatta nelle condizioni storiche dell\u2019epoca, con uomini dell\u2019epoca e condizioni tecnologiche, scientifiche e di comunicazione dell\u2019epoca. Se fossero esistiti gli aerei da caccia, crede forse che la rivoluzione del 1917 si sarebbe scolta nello stesso modo? Certamente no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci fosse stata la televisione laggi\u00f9 a Mosca, ci sarebbe stata possibilit\u00e0 di comunicare con milioni di persone facilmente, e questo avrebbe probabilmente facilitato anche un certo livello di democrazia. La Rivoluzione d\u2019ottobre \u00e8 stata invece fatta con e condizioni tecnologiche, con i livelli di democrazia, di sviluppo dei diritti civili quali esistevano all\u2019epoca. Questi sono solo alcuni esempi. Il problema \u00e8 isolare storia e geografia di ciascun paese che vive una rivoluzione, dai principi fondamentali della rivoluzione stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivoluzione del 1917 \u00e8 stato un grande balzo in avanti per l\u2019umanit\u00e0, ha generato ovunque nel mondo una nuova presa di coscienza. Come la rivoluzione francese: la rivoluzione del 1789 ci ha dato delle grandi lezioni, delle lezioni di successo e di sconfitta. Ma la cosa importante del1789 non sono le barricate. Importanti sono i suoi principi fondamentali che bisogna saper isolare dagli aspetti contingenti del fenomeno rivoluzionario.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>: \u00a0&#8211;<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=61971\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=61971\u00a0\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Claudio Moffa) &nbsp; Se permette, Presidente, cominciamo dalla fine. In Italia, come pu\u00f2 immaginare, si parla poco del suo paese. E quando poi c\u2019\u00e8, l\u2019informazione non sembra andare tanto per il sottile, ricorda un po\u2019 i tempi della guerra fredda. In un articolo di un quotidiano la svolta del 4 agosto viene presentata come un momento dell\u2019\u201cespansionismo libico\u201d in Africa. Mi scusi allora la provocazione: lei \u00e8 un agente di Gheddafi? 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