{"id":51432,"date":"2019-05-22T09:00:05","date_gmt":"2019-05-22T07:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51432"},"modified":"2019-05-21T17:53:33","modified_gmt":"2019-05-21T15:53:33","slug":"disciplinare-le-periferie-i-fascisti-a-guardia-dellausterita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51432","title":{"rendered":"Disciplinare le periferie: i fascisti a guardia dell\u2019austerit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/05\/servi3-1.png?w=700\" alt=\"servi3\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso dell\u2019ultimo mese a Roma si sono avvicendati tre episodi raccapriccianti di tentativo di \u2018caccia allo straniero\u2019 nell\u2019ambito dei procedimenti di assegnazione delle case popolari. L\u2019ultimo, pi\u00f9 mediaticamente esposto, \u00e8 stato quello del quartiere della periferia est di Casal Bruciato dove l\u2019assegnazione di una casa popolare ad una famiglia di etnia rom e nazionalit\u00e0 bosniaca ha scatenato un indegno assedio organizzato dai fascisti di CasaPound che hanno tentato, peraltro con scarso successo, di <a href=\"https:\/\/www.romatoday.it\/cronaca\/frasi-contro-rom-ti-stupro.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">impedire l\u2019accesso all\u2019abitazione della suddetta famiglia<\/a>, strumentalizzando il malcontento dei residenti che, in quella periferia come in molte altre marginalit\u00e0 romane, versano in condizioni di pressoch\u00e9 totale abbandono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi orribili episodi, oltre a dover mantenere sempre altissima l\u2019attenzione sociale sul rischio di rigurgiti reazionari da parte gruppi organizzati di stampo neofascista, pronti a cavalcare le condizioni di immiserimento delle masse e proletarizzazione dei ceti medi, devono far riflettere anche e soprattutto sulle condizioni sociali da cui questa spaventosa brodaglia reazionaria trae linfa: le condizioni di territori flagellati dalle politiche di austerit\u00e0 che da molti anni devastano il gi\u00e0 fragilissimo tessuto sociale delle periferie. Emblematico il caso di Roma, citt\u00e0 ricattata da anni di procedure di rientro dal debito accumulato ed afflitta, oltre che da propri problemi di gestione atavici, da un decennio di durissime politiche incentrate su tagli draconiani dei servizi e aumento delle imposte locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, le sceneggiate della melma fascista sono il contrappunto di una partita che si gioca su altri tavoli, non troppo lontani da Casal Bruciato: proprio nelle ultime settimane, a causa di scaramucce all\u2019interno della maggioranza gialloverde, si \u00e8 infatti tornato a parlare del debito di Roma. Il luogo del contendere \u00e8 stato il \u2018Decreto Crescita\u2019 entro cui si situano anche le misure relative al taglio del debito di Roma Capitale. In origine, infatti, erano circolate bozze di decreto nel quale si prevedeva che lo Stato si accollasse una quota consistente di quella parte del debito di Roma che nel 2008 era confluita in un\u2019apposita gestione commissariale. In seguito alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/19_aprile_23\/salvini-lega-no-regali-roma-stata-raggi-dire-che-citta-fuori-controllo-ce537d34-659f-11e9-8d28-170002d143ad.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">proteste della Lega e di Salvini<\/a>, il quale aveva lamentato una disparit\u00e0 di trattamento tra Roma e gli altri comuni italiani, la norma \u00e8 stata poi trasformata in ben altro: si apre, infatti, la strada alla fine della gestione commissariale, disponendo il trasferimento alla gestione ordinaria della titolarit\u00e0 dei crediti e del piano di estinzione dei debiti precedentemente in capo al Commissario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il commissariamento, disposto nel 2008 tramite decreto-legge dal Governo Berlusconi IV, prevede la separazione tra la gestione del debito maturato fino al 28 aprile 2008 e la gestione ordinaria del bilancio capitolino. In questo modo, in sostanza, il Comune di Roma (guidato, all\u2019epoca, da Gianni Alemanno), si ritrov\u00f2, per quel che riguarda la gestione ordinaria, con zero debiti. Per il debito ordinario accumulato a partire dal 2008, Roma \u00e8 soggetta come tutti gli altri comuni italiani alle regole di bilancio derivanti dalle leggi nazionali in materia. In sostanza, le regioni e gli enti locali devono perseguire l\u2019obiettivo delle norme del pareggio di bilancio affermate nelle modifiche degli articoli 81 e 119 della Costituzione imposte nel 2012, che sanciscono non solo l\u2019austerit\u00e0 di bilancio al livello nazionale, ma la estendono alle singole gestioni locali in una logica di stretta autonomia finanziaria. In definitiva, il pareggio di bilancio deve essere perseguito anche in ambito di finanza pubblica locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma cosa \u00e8 previsto, invece, per la gestione straordinaria, ovvero per quei circa 12 miliardi di euro di debiti accumulati fino al 28 aprile 2008? Tramite il decreto-legge n. 78 del 2010 (sempre all\u2019epoca del Berlusconi IV e di Alemanno) fu disposto che la gestione commissariale provvedesse alla riduzione di tale debito nella misura di 500 milioni di euro ogni anno. A questo piano di rientro si provvede attraverso due fonti di finanziamento: la prima, a carico del bilancio dello Stato, consiste nelle risorse destinate a un apposito capitolo di bilancio del MEF con una dotazione annua di 300 milioni di euro; i rimanenti 200 milioni, invece, devono essere in larghissima parte ripagati dai cittadini romani tramite un aggravio dell\u2019addizionale Irpef locale, ovvero un aumento delle imposte sui redditi. Nondimeno, la disciplina di bilancio ha imposto sacrifici anche dal lato della spesa comunale: con particolare riferimento ai fatti di cronaca, \u00e8 doveroso notare che negli ultimi dieci anni le risorse destinate all\u2019edilizia pubblica sono passate da 101 a soli 3 milioni di euro. Si tratta di un taglio di quasi 100 milioni ai fondi destinati alle case popolari: l\u2019amministrazione capitolina ha dunque, nell\u2019ultimo decennio, aumentato la pressione fiscale mentre di fatto azzerava edilizia pubblica e spese di governo del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altri termini, in aggiunta al prelievo fiscale e ai tagli di bilancio necessari al raggiungimento del pareggio di bilancio nella gestione ordinaria (pareggio raggiunto a partire dal 2013 e da allora sempre mantenuto), ogni anno 200 milioni vengono sottratti al tessuto economico locale tramite maggiori aliquote sui redditi dei cittadini romani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 della retorica liberista, il pareggio di bilancio per lo Stato nel suo complesso ha degli obiettivi economici e politici ben precisi: vietando il ricorso alla spesa in disavanzo, sottrae alla politica il principale strumento di stimolo alla crescita economica e dunque rende impossibile il perseguimento della piena occupazione. Sappiamo che, nella lotta di classe, la disoccupazione di massa rappresenta l\u2019arma pi\u00f9 affilata in mano ai padroni per disciplinare i lavoratori ed evitare che chiedano aumenti salariali, schiacciandoli sotto il ricatto del licenziamento. In questo contesto, la funzione degli enti locali \u00e8 certamente quella di collaborare al raggiungimento del pareggio di bilancio, ma sono anche altri gli obiettivi dei capitalisti che possono essere pi\u00f9 facilmente raggiunti con le vigenti norme di finanza locale. Il vincolo del pareggio di bilancio costringe i comuni con i redditi pi\u00f9 bassi (e gettiti fiscali pi\u00f9 ridotti) a ridurre drasticamente l\u2019erogazione dei servizi, soprattutto in quei territori che ne avrebbero particolarmente bisogno, in quanto ospitano le popolazioni pi\u00f9 svantaggiate dal punto di vista economico e sociale. Inoltre, la necessit\u00e0 di reperire risorse ha spinto e spinge molti enti locali a privarsi del proprio patrimonio tramite privatizzazione di aziende ex-municipalizzate o vendita del patrimonio immobiliare, spesso a prezzi particolarmente sfavorevoli per l\u2019ente (e, dunque, favorevolissimi per gli avvoltoi che acquistano). Degli enti locali, insomma, non si butta via niente. E Roma, in particolare, col suo sterminato patrimonio artistico, culturale, il suo enorme bacino di servizi pubblici e il suo immenso patrimonio immobiliare, costituisce una preda particolarmente ambita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si \u00e8 detto, le conseguenze pi\u00f9 immediate sulla pelle dei cittadini romani e di tutti i comuni costretti a operare tagli particolarmente gravosi sono sotto gli occhi di tutti. Si inasprisce la pressione fiscale e si tagliano servizi fondamentali: addio interventi urbanistici, edilizia pubblica, manutenzione del servizio idrico e del manto stradale, trasporto pubblico locale, manutenzione delle scuole, spesa per beni e attivit\u00e0 culturali. Questo comporta che le citt\u00e0, soprattutto le periferie, diventino sempre pi\u00f9 invivibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel che accade a Roma \u00e8 noto a molti: dall\u2019urbanizzazione selvaggia all\u2019emergenza abitativa, dalle buche ai disservizi nel trasporto pubblico locale, dai disagi delle famiglie all\u2019impoverimento culturale della capitale. Sono tutte conseguenze dei tagli imposti alla citt\u00e0 dalle norme nazionali e sovranazionali, trasversalmente applicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, oltre alla degradazione dei servizi pubblici, \u00e8 la situazione abitativa in citt\u00e0 ad essere altamente drammatica. Proviamo a fotografarla con qualche numero. Secondo stime riportate dall\u2019Acer (Associazione dei Costruttori Edili di Roma e Provincia) l\u2019emergenza abitativa a Roma riguarda 57mila famiglie, pari a 200mila persone. Inoltre, si \u00e8 assistito, negli anni recenti, un incessante aumento degli sfratti (circa 7mila provvedimenti all\u2019anno, di cui l\u201980% per morosit\u00e0, con 2.500 famiglie soggette ad interventi di sgombero forzoso ogni anno) con il conseguente aumento del ricorso ad alloggi di fortuna, occupazioni abusive e baraccopoli che sorgono nei luoghi abbandonati in proibitive condizioni di sicurezza e igiene. Vi sarebbero, inoltre, 12mila nuclei familiari in attesa di un alloggio di edilizia popolare, ed il numero rischia di aumentare, come sottolinea l\u2019Unione inquilini, in quanto ogni anno, a fronte di 1.500 nuove domande, si registrano solamente 500 nuove assegnazioni. Sarebbero circa 100 gli stabili occupati ove vivrebbero circa 10mila persone. Infine vi sarebbero in citt\u00e0 pi\u00f9 di 7mila persone senza fissa dimora e 9mila rifugiati richiedenti asilo. In questo desolante panorama, l\u2019aspetto forse pi\u00f9 spaventoso \u00e8 che a fronte di questa drammatica richiesta di alloggi, a Roma vi sono ad oggi 34.750 case inutilizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono questi i numeri ed \u00e8 questo l\u2019ambito sociale entro cui, altri avvoltoi, oltre agli speculatori, volano in picchiata verso le macerie per approfittare del disastro sociale generato dal pervicace perseguimento del pareggio di bilancio e della riduzione del reddito. Nelle periferie, che per prime e pi\u00f9 pesantemente risentono dei tagli ai servizi, nuovi e vecchi fascisti puntano a diventare egemoni e a incanalare la rabbia dei cittadini nei confronti non dei veri aguzzini, bens\u00ec dei pi\u00f9 facili capri espiatori che si possano immaginare: rom e immigrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli strati popolari delle periferie italiane sono stremati da anni di austerit\u00e0. Le infinite liste di attesa per le case popolari e per le visite mediche, la scarsit\u00e0 di servizi fondamentali come la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade, le condizioni miserrime delle infrastrutture e della viabilit\u00e0, la minaccia di chiusura di pres\u00ecdi ospedalieri e di pronto soccorso hanno portato le condizioni economico-sociali di ampie fette della popolazione ben oltre il limite del disagio. Quando i servizi scarseggiano, \u00e8 facile, per chi ha interesse a cavalcare la protesta in senso xenofobo, innescare una guerra tra poveri che si contendono le briciole derivanti dall\u2019imposizione dei tagli di bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per bloccare questi fenomeni di sciacallaggio non possono bastare ipocriti richiami istituzionali all\u2019antifascismo da parte di chi coi fascisti ci governa o ci ha governato, o <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/roma\/news\/casal_bruciato_oggi_rom_anziana_sfrattata_roma_raggi-4497541.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">stucchevoli passerelle<\/a> in periferia. Bisogna in primo luogo farla finita con i vincoli europei alla spesa pubblica e, pi\u00f9 in generale, con l\u2019agenda neoliberista della politica economica: per farlo, occorre riproporre con urgenza la centralit\u00e0 della piena occupazione, dello Stato sociale e dei servizi attraverso politiche di deficit spending. In altri termini, bisogna chiudere la stagione della scarsit\u00e0 artificialmente imposta tramite trattati europei, riforme costituzionali e leggi nazionali. In nessun altro modo sar\u00e0 possibile contrastare, contemporaneamente, l\u2019attacco ai lavoratori e agli strati popolari da parte delle classi dominanti, l\u2019immiserimento progressivo del tessuto sociale delle citt\u00e0 a partire dalle periferie e l\u2019avanzata della melma fascista e razzista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualsiasi iniziativa che non tenga conto delle pi\u00f9 basilari necessit\u00e0 dei cittadini \u00e8 destinata, se tutto va bene, all\u2019irrilevanza; se tutto va male, a spargere benzina in giro per le citt\u00e0, aspettando la prossima scintilla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/05\/20\/disciplinare-le-periferie-i-fascisti-a-guardia-dellausterita\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/05\/20\/disciplinare-le-periferie-i-fascisti-a-guardia-dellausterita\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA &nbsp; Nel corso dell\u2019ultimo mese a Roma si sono avvicendati tre episodi raccapriccianti di tentativo di \u2018caccia allo straniero\u2019 nell\u2019ambito dei procedimenti di assegnazione delle case popolari. 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