{"id":51434,"date":"2019-05-24T08:00:49","date_gmt":"2019-05-24T06:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51434"},"modified":"2019-05-21T23:22:25","modified_gmt":"2019-05-21T21:22:25","slug":"nuove-barriere-americane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51434","title":{"rendered":"Piaccia o no, il sovranismo sveglia l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di \u00a0ARIANNA EDITRICE (Marcello Veneziani)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"preview post\" src=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/data\/articoli\/big\/0\/0-13930.jpg\" alt=\"Piaccia o no, il sovranismo sveglia l\u2019Europa\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">I carri allegorici dell\u2019eurocrazia sfilano uniti contro il pericolo nazional-sovranista e i suoi richiami mitologici veri e presunti. Napolitano, Prodi, Monti, Moscovici, il Collettivo Direttori dei Giornaloni all\u2019unisono con l\u2019Arco Euro-Costituzionale nostrano, si sono mobilitati contro il Pericolo Imminente, il sovranismo di casa e il sovranismo di fuori. L\u2019allarme non \u00e8 giustificato dalla minaccia di un golpe o di una rivoluzione armata \u2013 anche se i sovranisti vengono decorati con vecchi fregi nazifascisti \u2013 ma nasce dal terrore che il popolo europeo, in libere, pacifiche e democratiche elezioni, decida una svolta.<\/p>\n<p>Non so se i sovranisti avranno davvero i numeri per capovolgere gli assetti di potere dell\u2019Europa; non so se riusciranno a trovare un punto di convergenza ampio, pur nelle loro diversit\u00e0 nazionali e se troveranno alleati lungo la strada o in parlamento. E ancora non so se i sovranisti saranno in grado di far cambiare \u2013 e in meglio \u2013 quest\u2019Europa asfittica e lacerata che ci ritroviamo addosso. Non so nemmeno se avranno strategie e non solo slogan, se avranno statisti o solo tribuni delle plebi scontente; insomma se saranno all\u2019altezza della sfida. Non lo so, e magari dovremmo provarli su strada prima di bocciarli in salotto.<\/p>\n<p>Per\u00f2 quel che si pu\u00f2 dire con certezza \u00e8 che grazie a quella ventata di sovranismo, di identit\u00e0 nazionali e popolari che soffia nel mondo, in Europa e da noi, si \u00e8 rimessa in moto la democrazia, andiamo finalmente a votare potendo scegliere tra due modelli, due visioni, due strade differenti. Pensate a cos\u2019era accaduto negli ultimi vent\u2019anni e pi\u00f9. Caduto il comunismo, divenuto dominante l\u2019assetto tecno-finanziario vigente, divenuto egemone il modello ideologico politically correct, non avevamo altra scelta se non all\u2019interno dello stesso quadro. Era il Nuovo Ordine Mondiale che si andava imponendo, si confondeva con il capitalismo globale e non ammetteva scampo. Lo chiamavano con un acronimo T.I.N.A. ossia there is not alternative, non c\u2019\u00e8 alternativa. Sullo sfondo, il pericolo del terrorismo islamico, la minaccia degli stati canaglia, l\u2019incognita espansiva del commercio cinese, incrinavano questo orizzonte uniforme. Ma nel nostro mondo euro-occidentale tutto era dentro quel sistema, potevi scegliere tra liberal o radical, tra popolare o socialdemocratico, ma nella piena osservanza di quell\u2019Assetto e quel Codice.<\/p>\n<p>Invece da qualche anno si \u00e8 aperto il campo, \u00e8 in atto una svolta decisiva. Nuove leadership emergono nel mondo e vanno in direzione opposta al Canone Prestabilito, gli elettori scelgono a sorpresa gli outsider, si rimettono in gioco gli assetti consolidati e i catechismi indiscussi. Finalmente abbiamo la possibilit\u00e0 di scegliere tra due vie, due priorit\u00e0, due paradigmi e non solo dentro un solo tracciato di prescrizioni. Cresce la libert\u00e0 con i suoi spazi, migliora il tenore della democrazia, si allargano le inclusioni e le opzioni. Crescono anche i rischi? Pu\u00f2 darsi, ma sono i rischi di una democrazia aperta. E\u2019 la prima volta che accade all\u2019Europa Unita, la prima volta dopo Maastricht, anzi dalla nascita del Parlamento Europeo. Due idee contrapposte d\u2019Europa si affrontano e non in piazza o in trincea, ma nelle urne e nei dibattiti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque dovremmo gridare al pericolo sovranista? Anche chi non \u00e8 fautore, seguace o simpatizzante del sovranismo dovrebbe considerare questa novit\u00e0 mondiale come un fattore positivo. Il confronto costringe a ripensarsi, a rimettersi in discussione, a migliorarsi. E d\u00e0 al popolo sovrano la possibilit\u00e0 di fare scelte importanti, non di routine; scelte di fondo e non solo laterali o marginali. Da quando c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di adottare la via della sovranit\u00e0 nazionale e popolare, lo scenario si \u00e8 animato, la democrazia \u00e8 pi\u00f9 viva, il dibattito \u00e8 pi\u00f9 fervido. Sui confini, sulle identit\u00e0, sulle reti di protezione civile ed economica, sulle famiglie e sulle societ\u00e0, sui flussi migratori si confrontano due idee e non vige solo un canone. E non solo: aprendosi la reale possibilit\u00e0 di cambiar verso all\u2019Europa, per usare uno slogan renziano, il potenziale d\u2019insofferenza e dissenso che cova nelle viscere profonde della societ\u00e0 pu\u00f2 finalmente incanalarsi in uno sbocco costruttivo, democratico e civile. Ovvero pu\u00f2 non fermarsi allo stadio ribollente del rancore e dell\u2019invettiva, fino all\u2019eversione, perch\u00e9 pu\u00f2 cimentarsi nella competizione elettorale con possibilit\u00e0 concreta di affermarsi.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 grazie alla presenza di un\u2019alternativa sovranista, che \u00e8 al governo in mezzo mondo, oggi la nostra democrazia, il sistema politico europeo, pu\u00f2 diventare pi\u00f9 partecipativo e pi\u00f9 inclusivo. Si allargano i confini della lotta politica, rientrano nel gioco forze escluse, si crea circolazione delle classi dirigenti, si aprono sfide che possono liberarci da quella percezione di automatismo e dominazione oligarchica che avevamo finora.<\/p>\n<p>Torno ai carri allegorici in difesa dello status quo, ovvero ai nemici del fronte sovranista (come chiamarlo, fronte sottanista?): perch\u00e9 dovremmo considerare una sciagura avere due opzioni anzich\u00e9 un percorso univoco e obbligato? E lo dico anche se a conti fatti ritenessi poi preferibili gli assetti vigenti a quelli eventuali. Ci stavamo avviando e avvitando in una china di depressione e decadenza; questa scossa, comunque la si valuti e qualunque effetto sortisca, rivitalizza un voto spento di un\u2019Italia e un\u2019Europa in declino. Chiamatela libert\u00e0, chiamatela competizione, chiamatela adrenalina, ma la politica ha senso solo se prevede la scelta tra due campi realmente divergenti. Avanti popolo, corri alle urne.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=61979\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=61979<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di \u00a0ARIANNA EDITRICE (Marcello Veneziani) &nbsp; I carri allegorici dell\u2019eurocrazia sfilano uniti contro il pericolo nazional-sovranista e i suoi richiami mitologici veri e presunti. Napolitano, Prodi, Monti, Moscovici, il Collettivo Direttori dei Giornaloni all\u2019unisono con l\u2019Arco Euro-Costituzionale nostrano, si sono mobilitati contro il Pericolo Imminente, il sovranismo di casa e il sovranismo di fuori. 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