{"id":51486,"date":"2019-05-24T08:30:06","date_gmt":"2019-05-24T06:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51486"},"modified":"2019-05-24T08:17:06","modified_gmt":"2019-05-24T06:17:06","slug":"circa-a-gramsci-passato-e-presente-grande-ambizione-e-piccole-ambizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51486","title":{"rendered":"Circa A. Gramsci, \u201cPassato e presente. Grande ambizione e piccole ambizioni\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>TEMPOFERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nei Quaderni (6\u00b0, 1930-32, 97) c\u2019\u00e8 un piccolo e prezioso frammento nel quale Gramsci si chiede in modo fulmineo se \u201c<em>pu\u00f2 esistere politica, cio\u00e8 storia in atto, senza ambizione?<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questa domanda va alla radice delle cose, conservando una costante attualit\u00e0. La parola \u201c<em>ambizione<\/em>\u201d \u00e8 la prima su cui si sofferma, e il primo compito \u00e8 scrostare il suo senso, in tempi nei quali come ora<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0il discredito della politica liberale ha condotto ai frutti avvelenati dell\u2019antipolitica imperante. La seconda acquisizione \u00e8 che la politica \u00e8 la \u201cstoria in atto\u201d, e quindi, come vedremo bisogna alzarsi al suo livello per rispondervi.\u00a0\u00a0<em>Il discredito<\/em>\u00a0\u00e8 quindi il primo ostacolo all\u2019attivazione della storia tramite la politica. Due ragioni, riflette l\u2019autore, sono alla base di questa disattivazione via discredito:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0la confusione tra \u2018grande ambizione\u2019 e \u2018piccole ambizioni\u2019;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0il tradimento della prima in favore di servizi pi\u00f9 lucrativi e di \u201cpronto rendimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Cio\u00e8 la riduzione della grande ambizione alle piccole ambizioni, e l\u2019abbandono della prima.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Con le parole di Gramsci:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cin fondo anche questo motivo si pu\u00f2 ridurre al primo: si tratta di piccole ambizioni, poich\u00e9 hanno fretta e non vogliono aver da superare soverchie difficolt\u00e0 o troppo grandi difficolt\u00e0, [o correre grandi pericoli]\u201d (p.771).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dunque la \u2018grande ambizione\u2019 pu\u00f2 essere tradita dalla fretta, dalla paura, dal discredito e dalla sfiducia e precipitare in \u2018piccole ambizioni\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma si pu\u00f2 fare politica, si pu\u00f2 fare storia in atto, senza ambizione (grande)?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Gramsci pensa di no.<\/em>\u00a0E pensa che l\u2019ambizione abbia a che fare con la questione del leader. Si esprime cos\u00ec: \u201c\u00e8 nel carattere di ogni capo di essere ambizioso, cio\u00e8 di aspirare con ogni sua forza all\u2019esercizio del potere statale\u201d. Cio\u00e8 aspirare ad affermare le proprie idee nel mondo, concretamente, fattivamente. Aspirare a cambiarlo, questo mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Cosa succede, invece, quando un \u201ccapo\u201d non ha ambizione (ma solo \u201cpiccole ambizioni\u201d)? Succede che diventa un \u201celemento pericoloso\u201d, un \u201cinetto o un vigliacco\u201d. Chi, come Arturo Vella<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, dice Gramsci, individuava nel Partito Socialista un ruolo di sola opposizione, \u00e8 accusato di \u201cpreparare i peggiori disastri\u201d. Stare all\u2019opposizione \u00e8 infatti comodo, ma inutile, e non ottiene neppure al partito che lo persegue il risultato di essere lasciato in pace, perch\u00e9 \u201cnon \u00e8 comodo per i dirigenti del governo\u201d, e quindi provoca alla fine comunque una risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<table style=\"font-weight: 400\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Antonio Gramsci al IV Congresso dell&#8217;Internazionale Comunista, 1922<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\"><br style=\"font-weight: 400\" \/><br style=\"font-weight: 400\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La \u201cgrande ambizione\u201d \u00e8 dunque necessaria alla lotta. Ma non \u00e8 neppure moralmente spregevole, \u00e8 anzi il contrario; ma c\u2019\u00e8 una importante condizione, leggiamo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201ctutto sta nel vedere se l\u2019\u2019ambizioso\u2019 si eleva dopo aver fatto il deserto intorno a s\u00e9, o se il suo elevarsi \u00e8 condizionato [consapevolmente] dall\u2019elevarsi di tutto uno strato sociale e se l\u2019ambizioso vede appunto la propria elevazione come elemento dell\u2019elevazione generale\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dunque si individua in sostanza la differenza tra \u2018grande ambizione\u2019 e \u2018piccole ambizioni\u2019 come lotta tra ricerca del bene collettivo e \u201cproprio particulare\u201d. E si connette il tutto alla questione della\u00a0<em>demagogia<\/em>. Ma anche qui c\u2019\u00e8 una distinzione strutturale: quella tra piccola demagogia e \u201cdemagogia superiore\u201d, e tra demagoghi \u201cdeteriori\u201d e non.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Non \u00e8 la demagogia in s\u00e9 ad essere accusata. La questione \u00e8 se\u00a0<em>ci si serve<\/em>\u00a0delle masse popolari, eccitando\u00a0<em>e nutrendo<\/em>sapientemente le loro passioni, ma per i\u00a0<em>propri\u00a0<\/em>fini particolari e le proprie piccole ambizioni (in questo modo l\u2019accesso alla tribuna, e il parlamentarismo, pu\u00f2 tracimare in cesarismo e bonapartismo).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Oppure, al contrario, se non si considerano le masse umane come \u201cuno strumento servile, buono per raggiungere i propri scopi e poi buttare via\u201d, ma se la buona demagogia serve a \u201craggiungere fini politici organici di cui queste masse sono il necessario protagonista storico\u201d. Se, cio\u00e8, il capo svolge \u201copera \u2018costituente\u2019 costrutttiva\u201d. Questa \u00e8 la \u201cdemagogia superiore\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Del resto non ci sono altre vie: \u201cle masse non possono non essere aiutate a elevarsi attraverso l\u2019elevarsi di singoli individui e di interi strati \u2018culturali\u2019\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Riepiloghiamo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cil \u2018demagogo\u2019 deteriore pone se stesso come insostituibile, crea il deserto intorno a s\u00e9, sistematicamente schiaccia ed elimina i possibili concorrenti, vuole entrare in rapporto con le masse direttamente (plebiscito, ecc, grande oratoria, colpi di scena, apparato coreografico fantasmagorico: si tratta di ci\u00f2 che Michels ha chiamato \u2018capo carismatico\u2019)\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">oppure:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cIl capo politico dalla grande ambizione invece tende a suscitare uno strato intermedio tra s\u00e9 e la massa, a suscitare possibili \u2018concorrenti\u2019 ed eguali, a elevare il livello di capacit\u00e0 delle masse, a creare elementi che possano sostituirlo nella funzione di capo. Egli pensa secondo gli interessi della massa e questi vogliono che un apparecchio di conquista [o di dominio] non si sfasci per la morte o il venire meno del singolo capo, ripiombando la massa nel caos e nell\u2019impotenza primitiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E c\u2019\u00e8 anche una implicazione ulteriore, perch\u00e9 la struttura intermedia deve essere anche in una relazione organica, e per quanto possibile anche biografica, con la classe che si intende rappresentare; con la \u201cmassa\u201d che si fa \u201cclasse\u201d attraverso la politica ed il partito: \u201cse \u00e8 vero che ogni partito \u00e8 partito di una sola classe, il capo deve poggiare su di questa ed elaborarne uno stato maggiore e tutta la gerarchia\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Detto in altri termini: se il partito \u00e8 mosso da una \u201cgrande ambizione\u201d, e quindi dalla volont\u00e0 di far affermare degli interessi, questi interessi devono generarne la struttura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per comprendere meglio le implicazioni di questo discorso gramsciano prover\u00f2 ora a stagliarlo sullo sfondo di un discorso per alcuni versi opposto, in continuit\u00e0 con il post sul \u201cpartito\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0di qualche giorno fa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In \u201c<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stato-dellarte\/come-ci-si-organizza-in-grande\/?fbclid=IwAR197RA1mnCKJJbGxqrzVu206i0ve_2YpquBe_qvnB4vq5aaKPe77Zuxd14\">Come organizzarsi in grande: la strategia di Sanders<\/a>\u201d, viene commentato un libro<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0di due staffer della campagna di Bernie Sanders per la nomination democratica del 2016. Nel libro si sostiene che in tempi nei quali l\u2019antipolitica ha introdotto una forte ostilit\u00e0 ad ogni organizzazione politica il successo della campagna (che, tuttavia, ha perso ed ha mostrato obiettive difficolt\u00e0 a conservare la mobilitazione nella fase finale della tornata elettorale) derivi da un modello di \u201cmilitanza diffusa\u201d non professionale, unita ad una direzione strategica verticistica<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ci\u00f2 che avrebbe fatto, secondo gli staffisti e l\u2019autore, Sanders \u00e8 stato di affidarsi ad una dinamica informale e flessibile, costruendo\u00a0<em>pi\u00f9 un movimento sociale che una mobilitazione di partito<\/em>. La cosa \u00e8 nominata come \u201c<em>organizzarsi in grande<\/em>\u201d, in specifica opposizione al modello della \u201c<em>Community Organising<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0di Saul Alinsky, che \u00e8 invece molto pi\u00f9 coerente con l\u2019ispirazione gramsciana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0Al di l\u00e0 della causa contingente (costruire in poco tempo un movimento di massa finalizzato all\u2019espressione di un voto un dato giorno), l\u2019idea sarebbe di unire l\u2019energia di movimenti anarcoidi come \u201cOccupy Wall Street\u201d, a leadership e unit\u00e0 d\u2019azione verticistiche, necessarie per prevalere nella competizione. \u00c8 interessante questa indicazione di obiettivo, limitato e specifico, che non sembra in grado di fare, in quanto tale, la differenza tra \u201cgrande ambizione\u201d e \u201cpiccole ambizioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per conseguire l\u2019obiettivo, allora, bisogna:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">1-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Distribuire il lavoro e centralizzare il piano<\/em>. Costruire una \u201cfabbrica di fiori\u201d, invece di lasciarli fiorire dal terreno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">2-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Deprofessionalizzare la campagna<\/em>. Sia evitando che gli addetti siano pagati e quindi facendo uso di volontari a rapida sostituzione, sia eliminando coloro i quali si impegnano troppo, facendo scappare le persone normali che hanno poco tempo ed attenzione (viene messo cos\u00ec: \u201cevitare la dittatura degli esagitati\u201d). Ed, infine, forse soprattutto, eliminare tutti i militanti storici in favore di persone \u201ccompletamente nuove alla politica\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In questa organizzazione, che per molti versi \u00e8 l\u2019esatto opposto di quella immaginata da Gramsci, si immagina possibile un modo di fare politica profondamente diverso da quello usuale:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>il centralismo<\/em>, rivendicato, \u00e8 letto come opposto alla discussione approfondita (che avviene, a dire degli autori, \u201ctra i soliti noti\u201d, ovvero coloro i quali sono dediti alla politica e ne sono quadri). E come opposto alla tendenza all\u2019assemblearismo del movimentismo che deriva dalla esperienza del \u201968 e seguire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>La non-professionalizzazione,\u00a0<\/em>al contrario, tenta di recuperare la mobilitazione spontanea propria di quelle esperienze, per impedire che le strutture intermedie gramsciane esercitino la propria capacit\u00e0 di contendere la linea del \u201ciperleader\u201d. L\u2019organizzazione immaginata sar\u00e0, quindi, \u201caperta a chiunque possa dare una mano\u201d, ma sar\u00e0 chiusa agli \u201cattivisti superpoliticizzati, ai militanti duri e puri\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In questo modo l\u2019idea \u00e8 di costruire \u201cfiducia nei sostenitori e nei simpatizzanti e nella base sociale che si vuole<em>rappresentare<\/em>, e sviluppo di una militanza attiva e effettivamente rappresentativa della societ\u00e0, in cui giovani, e persone inserite in servizi chiave come infermiere, insegnanti, lavoratori siano i veri protagonisti\u201d.\u00a0Ma, al contempo, \u00e8 prevista la capacit\u00e0 di operare in modo efficiente a larga scala, con una disciplina ferrea.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Due obiettivi difficili da tenere insieme. Per fare un esempio, non \u00e8 facile aggirare la necessit\u00e0 di persone motivate\u00a0<em>e formate<\/em>, nel fare politica rivolta alla costruzione della \u201cstoria in atto\u201d, e non solo alla riproduzione del presente al fine di farsi cooptare dai suoi poteri. La politica se non si riduce alla mera competizione elettorale, ma punta ad accumulare le forze per spostare l\u2019equilibrio della societ\u00e0 (ovvero se serve a qualcosa, oltre che alle \u2018piccole ambizioni\u2019), necessita di un orizzonte di stabilit\u00e0 e pluriennale. Deve assomigliare pi\u00f9 ad una \u2018lunga marcia\u2019 che ad un incendio nella steppa. Allora gli attivisti<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0nuovi, che non hanno mai fatto politica prima, sono ovviamente i benvenuti, ma senza una forte comunit\u00e0 politica che li accolga ed indirizzi, e che socializzi le loro migliori forze, aiutandoli a comprendere cosa sia davvero importante, sono anche un rischio. Perch\u00e9, bisognerebbe chiedersi, persone che sono \u201ccompletamente nuove alla politica\u201d, ovvero che fino a quel momento se ne sono fregate di essa e delle scelte pubbliche ora se ne occupano?\u00a0Magari sar\u00e0 che attraversano un momento di difficolt\u00e0 personale e sono molto arrabbiate? Quindi non \u00e8 che, oltre a non avere un radicamento culturale e portare con s\u00e9 i segni della egemonia dell&#8217;avversario, questi appena risolveranno i loro problemi spariranno? E non \u00e8 che se la congiuntura migliora, anche momentaneamente, tutto il movimento si dissolve come neve al sole?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Un\u2019organizzazione simile forse non \u00e8 tanto \u201cbuona\u201d, e non per caso Alinsky, che ben conosceva l&#8217;instabilit\u00e0 del capitalismo ragionava diversamente.\u00a0Non per caso lo stesso Gramsci, nel passo che stiamo commentando, teme che al venir meno della leadership, se questa \u00e8 sola, si ricada nel caos.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Torneremo tra poco su Gramsci, per provare ad individuare somiglianze e differenze, ma conviene provare a dire prima qualcosa di pi\u00f9 generale. L\u2019esempio portato \u00e8 di una competizione elettorale di breve durata,\u00a0<em>e l\u2019intero testo si pone sul piano della tecnica<\/em>. \u00c8 chiaro che lo fa per una questione di focus, ma c\u2019\u00e8 anche un livello pi\u00f9 profondo di coerenza<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il tono \u00e8 infatti ambizioso, ma sembra che tutto<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0si debba interamente risolvere nella mobilitazione ai fini di prevalere in una competizione (elettorale). In s\u00e9 non \u00e8 male, \u00e8 infatti chiaro che la lotta per il potere \u00e8 una corretta ambizione, ma ci\u00f2 che la qualifica, determinandone il segno, non \u00e8 il successo ma quella che Gramsci chiama la \u201cstoria in atto\u201d, ovvero la \u201cpolitica\u201d. Per rispondere alla domanda circa il senso e la qualit\u00e0 dell\u2019ambizione, e quindi anche della direzione, bisogna chiedersi insomma se il mezzo proposto (questo curioso ibrido di verticalismo e destrutturazione) \u00e8 capace di contribuire a che la \u201cmassa\u201d si faccia \u201cclasse\u201d e si alzi al livello della politica. Altrimenti la distanza, per fare un esempio recente, dalla \u201cLeopolda\u201d renziana potrebbe essere difficile da individuare<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00c8 qui che il discorso sulla \u201cgrande ambizione\u201d, che \u00e8 nominata da Gramsci con un singolare molto espressivo, e sulle \u201cpiccole ambizioni\u201d, che sono invece plurali e sconnesse, entra nel merito. Una delle spie utilizzare da Gramsci, oggi ancora pi\u00f9 utile come diremo, \u00e8\u00a0<em>la fretta<\/em>. Avere fretta e non voler superare \u201csoverchie difficolt\u00e0\u201d (o pericoli), \u00e8 una delle forme che pu\u00f2 prendere l\u2019orientamento a \u2018piccole ambizioni\u2019, anche travestite da \u2018grande ambizione\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 altro, e si annida nell\u2019idea che si tratti solo di competizione, ovvero di \u201cagonismo\u201d (con il linguaggio della Mouffe), e che per prevalere sia essenziale restare agili e fluidi,\u00a0<em>somigliare al mondo del quale si vuole prendere la testa<\/em>. La questione non \u00e8 se si ha una strategia, se si \u00e8 capaci di piano, ma se questa e questo servono ad elevare al potere una direzione (vincendo o meno una elezione), o se si tratta di trasformare questo mondo su cui si vuole agire. O, con il linguaggio di Gramsci, condizionare la propria crescita a quella dello strato sociale al quale si vuole servire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La seconda spia \u00e8 il tipo di demagogia di cui si fa uso. E qui \u00e8 ancora pi\u00f9 chiaro, bisogna capire\u00a0<em>chi si serve di chi<\/em>. Se ci si adatta al pensiero comune, al fine di nutrirlo ed eccitarlo, mobilitandone le passioni al fine di raccogliere la forza per i propri fini (scivolando nel cesarismo, pi\u00f9 o meno democratico). O se la ricerca di relazione con la massa \u00e8 finalizzata a far<em>ne<\/em>\u00a0un protagonista storico, elevando insieme strati intermedi, organizzazione e masse. La spia \u00e8 quindi se tra il vertice \u2018demagogico\u2019 e la massa c\u2019\u00e8 il vuoto (pi\u00f9 o meno attivato episodicamente), o se da questa emerge uno strato intermedio nel quale la linea sia contesa, i leader possano emergere ed essere sostituiti, le discussioni restino vive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Con ci\u00f2, sia chiaro, non estendo un paragone tra cose e momenti storici troppo lontani e non individuo nella risposta, che ha carattere ambivalente, al degrado del liberalismo ed all\u2019insorgere di un \u201cmomento Polanyi\u201d una forma di roto-fascismo. Metterla in questi termini significa impedirsi di capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Politico antifascista nato nel 1886 e morto nel 1943, aderente al Partito Socialista, vicesegretario nel 1919. Esponente del \u201cmassimalismo\u201d (una corrente molto rilevante del movimento socialista a cavallo del secolo, invalsa come sinonimo di estremismo verbale, di velleitarismo rinunciatario, di esasperazione ideologica, perfino di improvvisazione. Si tratta, comunque, di una figura importante anche se dimenticata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/04\/appunti-sulla-questione-del-partito.html\">Appunti sulla questione del partito: oltre il primo populismo<\/a>\u201d, 19 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; Si tratta di \u201c<em>Rules for revolutionaries: How big organizing can change everything\u201d<\/em>\u00a0di Becky Bond and Zack Exley.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; Naturalmente ci sono circostanze congiunturali, di tempo e risorse (le campagne americane sono quasi sempre caratterizzate da mobilitazioni e smobilitazioni, in particolare quando si \u00e8 un outsider di improvviso successo), e sono descritte nell\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Che viene descritta cos\u00ec: \u201cnegli anni \u201960 e \u201970 diede vita a una serie di campagne sociali a livello locale, che mettevano assieme sindacati, associazioni e gruppi religiosi. L\u2019idea di Alinsky era che fossero necessario puntare su un cambiamento lento e incrementale coltivando pazientemente nuovi leader, che dopo un periodo di apprendistato sarebbero stati in grado di radicare le strutture organizzative nelle comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; La frase completa \u00e8: \u201cIn un movimento entusiasmante e in crescita, la maggior parte delle persone saranno completamente nuove alla politica. Non zavorrare questi leader entusiasti\u00a0<strong>con il vecchio bagaglio della nostalgia del passato<\/strong>. Se non stiamo riesci a vincere con gli attivisti veterani di mille sconfitte non \u00e8 forse meglio accogliere attivisti nuovi?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; L\u2019argomentazione completa \u00e8: \u201cPerch\u00e9 adottano una postura massimalista, e pensano di sapere gi\u00e0 tutto sull\u2019attivit\u00e0 politica, quando\u00a0<strong>una forma organizzativa efficace necessita invece di umilt\u00e0, duttilit\u00e0 e capacit\u00e0 di adattamento rapido a uno spazio in continuo spostamento<\/strong>. Meglio reclutare persone alla prima esperienza, che fare affidamento su militanti incattiviti da mille sconfitte, e l\u2019innumerevole serie di scissioni che ha costellato l\u2019evoluzione della nostra sinistra parlamentare e extraparlamentare negli ultimi decenni. Spesso l\u2019esperienza di lungo corso, corredata di risentimento e di sospetto previo nell\u2019anticipazione dell\u2019ennesima delusione, si dimostra una zavorra insuperabile per ogni progetto politico. Meglio allora iniziare da zero con coloro, che magari sia pure solo per inesperienza o ingenuit\u00e0, almeno nutrono ancora qualche speranza e entusiasmo nella possibilit\u00e0 di cambiare le cose\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Chiaramente qui il termine scelto nell\u2019articolo, \u201cattivista\u201d, indica un grado intermedio di coinvolgimento tra il votante (\u201cbase di massa\u201d del partito), gli iscritti ed i militanti veri e propri. Spesso indica anche la scarsa formazione politica e l\u2019adesione alle idee circolanti nell\u2019ambito politico pi\u00f9 per una sorta di orecchiamento. La disponibilit\u00e0 alla militanza, talvolta eroica, e l\u2019odio per le discussioni che non riesce a seguire, ne fanno un indispensabile complemento di una leadership dirigista ed isolata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0&#8211; Detto per ora in sintesi, affonda nella particolare versione del laclauismo che \u00e8 portata avanti da Chantal Mouffe, principale riferimento teorico dell\u2019autore, la quale depotenzia la carica critica del marito, trasformandone il post-marxismo in una versione di liberalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0&#8211; La Mouffe individua una versione dell\u2019anti-essenzialismo che condivideva con il coniuge particolarmente radicale. Per lei quella che chiama \u201cnegativit\u00e0 radicale\u201d non pu\u00f2 essere superata dialetticamente ed impedisce qualsiasi elusione della contingenza. Se tutto \u00e8 contingente ogni questione si riduce a questione di egemonia, ovvero di prevalenza nella lotta per le nominazioni e le rappresentazioni. Questa affermazione ontologica (la negativit\u00e0 radicale) induce di necessit\u00e0 all\u2019abbandono di ogni possibile idea di societ\u00e0 riconciliata e traduce, qui il punto, la forma politica antagonista (che era, ad esempio, di Gramsci) in una forma meramente \u201cagonistica\u201d. Il conflitto \u00e8 sempre questione di affermazione di potere e questo risiede nella nominazione. L\u2019unico orizzonte residuale \u00e8 quindi liberale, si tratta di lottare per la piena affermazione della democrazia radicale. Una posizione che assomiglia abbastanza, nella sua forma ma non nel linguaggio, all\u2019Habermas degli anni ottanta e novanta. Con il suo linguaggio \u201cnon si tratta mai della manifestazione di una oggettivit\u00e0 pi\u00f9 profonda, esterna alle politiche che la portano all\u2019esistenza\u201d (\u201c<em>Il conflitto democratico<\/em>\u201d, p. 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0&#8211; Il primo Renzi, come si ricorder\u00e0, era caratterizzato da un chiarissimo impulso populista \u201cdi centro\u201d. Fu spinto al successo dal sommarsi di alcune onde \u201cin fase\u201d, magari trovate un poco per caso (o per \u2018istinto politico\u2019): la potente spinta verso il \u201cnuovo\u201d, che non deve essere stato coinvolto nei numerosi fallimenti del passato e con l\u2019insopportabile sensazione di impotenza che ne promana; l\u2019assenza di una forma definita, che non \u00e8 un peso se si vuole tenersi le mani libere e sfruttare ogni alito di vento, e che si \u00e8 rivelata come complemento indispensabile per poter effettuare quel che Laclau chiama una \u201ccatena equivalenziale\u201d potente, ottenendo da parte di tanti segmenti sociali diversi, il necessario \u201cinvestimento identitario\u201d richiesto per mobilitarsi; all\u2019inizio anche l\u2019umanit\u00e0 e la personale debolezza, che si intravede (o che viene abilmente fatta filtrare) in un personaggio che non si presenta come \u201cesemplare\u201d, come \u201cdi successo\u201d, come \u201csuperiore\u201d; \u00a0l\u2019aura del \u2018vincente predestinato\u2019 che \u00e8 stata costruita dai media, dalla stessa forza del percorso dell\u2019outsider che non viene fermato, dalla speranza disperata di trovare, infine, una nuova apertura al futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/05\/circa-gramsci-passato-e-presente-grande.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/05\/circa-gramsci-passato-e-presente-grande.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPOFERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Nei Quaderni (6\u00b0, 1930-32, 97) c\u2019\u00e8 un piccolo e prezioso frammento nel quale Gramsci si chiede in modo fulmineo se \u201cpu\u00f2 esistere politica, cio\u00e8 storia in atto, senza ambizione?\u201d Questa domanda va alla radice delle cose, conservando una costante attualit\u00e0. La parola \u201cambizione\u201d \u00e8 la prima su cui si sofferma, e il primo compito \u00e8 scrostare il suo senso, in tempi nei quali come ora[1]\u00a0il discredito della politica liberale ha&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":38863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-doq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51486"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51486"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51487,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51486\/revisions\/51487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}