{"id":51524,"date":"2019-05-30T00:47:47","date_gmt":"2019-05-29T22:47:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51524"},"modified":"2019-05-28T16:57:53","modified_gmt":"2019-05-28T14:57:53","slug":"uno-spettro-si-nasconde-dietro-il-trono-di-spade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51524","title":{"rendered":"Uno spettro si nasconde dietro &#8220;Il trono di spade&#8221;&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>di GENNARO SCALA (FSI Bologna)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo fare subito una sorta di avvertenza spoiler, di seguito analizzeremo tanto esteticamente che politicamente la favola del potere dal nome Il trono di spade, quanti credono invece che si tratti solo di un innocuo divertimento, da non prendere sul serio, possono anche abbandonare la lettura. Noi educati nelle scuole delle nazioni europee \u201ccontinentali\u201d, e quel noi sottende anche chi scrive, conserviamo un ingiustificato senso di superiorit\u00e0, o giustificato solo dalle passate glorie, nei confronti della cultura statunitense (e vedo gi\u00e0 qualcuno storcere il naso al termine \u201ccultura statunitense\u201d) . Gli statunitensi sono ignoranti, semianalfabeti, non sanno neanche dove si trovano le nazioni che il loro governo bombarda ecc. Si tratta di una specie di \u201cformazione reattiva\u201d direbbero gli psicologi, o comunque una forma di subalternit\u00e0 mascherata da \u201catteggiamento critico\u201d, una reazione mentale all&#8217;effettiva nostra subordinazione, anche culturale, agli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 che solitamente dagli Usa viene importato prevalentemente solo quanto \u00e8 privo di valore, la quantit\u00e0 enorme di paccottiglia che riversano nel nostro tempo libero attraverso i loro canali mediatici, mentre invece quanto di valido producono in generale viene da noi poco apprezzato e valorizzato. Si \u00e8 passati dal rifiuto \u201capocalittico\u201d della \u201ccultura di massa\u201d al consumo onnivoro e acritico \u201cintegrato\u201d al sistema, senza mai instaurare un filtro critico che possa separare quanto \u00e8 valido da quanto \u00e8 nocivo dal punto di vista culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l&#8217;oggetto della nostra riflessione, ho superato davvero la diffidenza verso questo prodotto dell&#8217;industria culturale statunitense soltanto con l&#8217;ultimo episodio, pur avendo visto tutte le puntate delle otto stagioni. Ero persino convinto che sfociasse, dopo il penultimo episodio, il pi\u00f9 sconvolgente, in qualche forma sofisticata di apologia dei \u201cmassacri umanitari\u201d. Certo dei motivi c&#8217;erano, le dosi massicce di \u201csesso e violenza\u201d, che pare siano un must per una \u201cserie di successo\u201d, difficilmente ne fanno un prodotto consigliabile a fini educativi, altrimenti la fiaba sarebbe ideale per scopi didattici (come pur qualcuno suggerisce nel web), invogliando i giovani fans a ricercare i tantissimi riferimenti storici, a partire dalle principali casate in lotta, che altre non sono che i Lancaster e York, sotto appena mentite spoglie, le due casate in lotta la cui reciproca estinzione port\u00f2 all&#8217;affermazione della dinastia dei Tudor, che diede il via all&#8217;unificazione dell&#8217;Inghilterra e allo stato moderno. Inoltre, la ricchezza di vicende, conflitti e colpi di scena, non pu\u00f2 che far pensare per contrasto alla vita alquanto smorta in un mondo occidentale quanto mai povero di movimenti politici e culturali, insomma che questa serie, come le tante prodotte negli ultimi anni, volesse offrire una forma di compensazione alla vita piuttosto priva di avvenimenti di noi spettatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prevalere esclusivo dell&#8217;evasione e dell&#8217;intrattenimento, sempre pi\u00f9 spinto, \u00e8 un problema comune a tutta la produzione mediatica odierna, ma Il trono di spade non \u00e8 solo intrattenimento, come ogni opera d&#8217;arte (sic!) sa intrattenere, divertire e allo stesso tempo dare un senso all&#8217;esperienza che facciamo del mondo. La serie possiamo ascriverla al genere del realismo fantastico, categoria non molto diffusa nell&#8217;ambito dell&#8217;estetica, ma \u00e8 la stesso genere de <em>L&#8217;Orlando furioso<\/em>, il tema centrale non \u00e8 per\u00f2 l&#8217;eros, la nuova concezione del rapporto amoroso che si afferma all&#8217;inizio dell&#8217;era moderna nel Rinascimento, \u00e8 invece il conflitto, nello specifico la spietata lotta per il potere che dovr\u00e0 decidere a chi spetta il \u201ctrono di spade\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ambiente in cui si muovono i personaggi \u00e8 quello del fantasy, draghi, donne guerriere, figure della notte, lupi, i loro rapporti (di potere) sono invece descritti alla luce del pi\u00f9 crudo realismo machiavelliano. Si tratta di un mondo pagano, quello delle saghe nordiche, il cristianesimo \u00e8 assente sul piano valoriale, compare nella figura dell&#8217;Alto Passero, incarnazione del Savonarola, per alcuni versi, per venire liquidato niccianamente come una forma di volont\u00e0 di potenza che si manifesta in modo perverso come umilt\u00e0 e devozione che nascondono uno smodato desiderio di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale paganesimo pu\u00f2 sembrare incongruente con l&#8217;ambientazione della serie, sebbene il <em>fantasy<\/em> conferisca una notevole libert\u00e0 sul piano spazio-temporale, grosso modo siamo collocati all&#8217;inizio dell&#8217;era moderna, tuttavia corrisponde ad un certo paganesimo della cultura di massa, si pensi alla musica rock (I Pink Floyd a Pompei per dirne una), che spesso diventa una forma di paganesimo auto-demonizzante. Questo deriva dal fatto ci troviamo a far i conti con due eredit\u00e0 contrastanti: quella greco-romana e quella cristiana. Se si vuole avere un&#8217;idea visiva di come tale eredit\u00e0 resti viva nei nostri stessi costumi, si pensa alle donne romane in bikini nei mosaici dell&#8217;epoca che si sono conservati fino a noi, mentre invece il Cristianesimo ha un rapporto con il corpo che \u00e8 pi\u00f9 simile a quello islamico. Goethe ha provato a mettere d&#8217;accordo queste due eredit\u00e0 nel Faust, ma \u00e8 un compito alquanto arduo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che Machiavelli sia tra i principali ispiratori della saga \u00e8 chiarito da Goerge R. R. Martin, l&#8217;autore dei romanzi a cui la serie si ispira in un&#8217;intervista alla Bbc (26\/11\/2013). La serie televisiva diverge in vari punti dal romanzo originale, ma l&#8217;impronta machiavelliana \u00e8 stata conservata. A cominciare dal primo personaggio Ned Stark, il re giusto e leale, destinato a \u201cruinare tra quanti buoni non sono\u201d, inaugurando una serie di personaggi amati dal pubblico in quanto \u201ceroi positivi\u201d, ma fatti \u201cruinare\u201d dagli sceneggiatori, infatti la sistematica eliminazione dei personaggi pi\u00f9 amati e popolari \u00e8 stata una delle caratteristiche della serie, fino ad uno dei pi\u00f9 amati di tutti Jon Snow, che per\u00f2 hanno dovuto far resuscitare a furor di popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;eliminazione di Jon era in effetti ingiustificata, un colpo di scena gratuito, in quanto egli \u00e8 fedele al suo ruolo di guerriero custode dell&#8217;ordine, estraneo e lontano dagli intrighi politici, verr\u00e0 acclamato Re del Nord, ma perch\u00e9 lo hanno trascinato in questo ruolo che non \u00e8 il suo, e lo cede volentieri Daenerys, e non ha davvero intenzione di reclamare il suo diritto al trono di spade. L&#8217;eliminazione di Daenerys, l&#8217;altro grande personaggio pi\u00f9 amato, invece non \u00e8 affatto ingiustificata, come hanno sostenuto i suoi tanti ammiratori. Quelli \u201cdi sinistra\u201d (ma se si va ad indagare si scoprirebbe che essa \u00e8 stata amata anche \u201ca destra\u201d quale \u201cgrande conquistatrice\u201d) hanno sostenuto che in Daenerys si \u00e8 voluto infangare ogni idea di trasformazione sociale (ad es. Slavoj \u017di\u017eek in un articolo dell&#8217;Indipendent), attribuendogli un comportamento ingiustificato, o giustificato solo dal \u201cmaschilismosciovinismo\u201d che vede di cattivo occhio le donne al potere perch\u00e9 in quanto tali irrazionali. Autentica sciocchezza politicamente corretta, relativamente ad una serie che ha visto un deciso protagonismo femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sansa non diventa regina del Nord? Il gesto finale di Daenerys \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi \u201ccolpi di scena\u201d dell&#8217;intera serie, che ne ha visti tanti, ma \u00e8 coerente con l&#8217;evoluzione del personaggio. Gli estimatori della bionda conquistatrice avrebbero dovuto notare che fin dall&#8217;inizio guidava un esercito di ex-schiavi, liberati certo, ma che obbedivano ciecamente ai suoi ordini. Anche il suo desiderio di essere amata, \u00e8 una forma di imposizione, gli altri debbono amarla. Il fine che persegue, \u00e8 l&#8217;estensione potenzialmente a tutti i popoli conosciuti della libert\u00e0, per\u00f2 priva di contenuti, potremmo dire diritti civili contro diritti sociali. \u00c8 spinta dal desiderio inviduale di rivalsa in quanto ex-schiava. \u00c8 una politica che non corrisponde al bisogno comunemente sentito di porre termine alla guerra come fa notare Tiryon a Jon nel dialogo finale. \u00c8 la ricerca della libert\u00e0 priva di contenuti, \u00e8 la sua libert\u00e0. Proprio perch\u00e9 il suo non \u00e8 un fine politico che possa essere condiviso, ma una forma di <em>hybris,<\/em> si ritrova sola alla festa per la vittoria sugli Estranei, dove capisce di essere \u201cnon amata\u201d&#8230; allora \u201cavranno paura di me\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;epilogo lo spettro di Machiavelli si fa avanti alla scena: il Principe dev&#8217;essere amato o temuto? Daenerys non pu\u00f2 che scegliere la seconda opzione, Machiavelli per\u00f2 introduce una cruciale distinzione, il Principe deve farsi temere ma non odiare, lei invece accecata dall&#8217;odio, consapevole di non essere amata, compie un gesto che \u00e8 dettato s\u00ec dalla follia, ma \u00e8 una follia che ha una suo logica, brucia senza motivo l&#8217;intera citt\u00e0, dopo che di fatto la truppe a difesa si sono arrese, e il gesto prelude all&#8217;instaurazione di un regno del terrore, tutti si rendono conto che \u00e8 pericolosa, per cui Jon, ancora innamorato di lei, a poco a poco si convince e viene convinto da Tyrion, in un dialogo davvero bello e drammatico, a mettere fine alla sua vita. Tutto \u00e8 perfettamente coerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine, con l&#8217;uccisione di Daenerys proviamo il brivido del dramma autentico, vero, in termini letterari. Gli autori riescono a riannodare in questo ultimo episodio la trama dell&#8217;intera serie. Che la sorte di Daenerys voglia essere di ammonimento agli Usa \u201cesportatori dei diritti umani\u201d \u00e8 reso estremamente chiaro, al limite della didascalia, nel dialogo tra Tyrion e Jon Snow. Ci sono tutte le ragioni per sostenere che Il trono di spade ha voluto promuovere una riflessione sulla politica statunitense degli ultimi decenni. Il messaggio \u00e8 forte e chiaro: se gli Usa proseguiranno nella loro politica finiranno per commettere dei gravi e ingiustificati crimini simili o peggiori degli errori\/orrori del passato (i pochi sopravvissuti ustionati dal drago di Danerys nella citt\u00e0 carbonizzata di King&#8217;s Landing ricordano vivamente orrende scene del passato), e verrano odiati dai popoli che troveranno il modo per detronizzarli, oppure tutto potrebbe sfociare in un conflitto talmente orrendo che \u00e8 meglio non pensarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non un banale e facile pacifismo, che serve solo per far mostra di buoni sentimenti, quando non tiene conto della realt\u00e0 del mondo, ma l&#8217;invito a seguire una politica razionale, il che \u00e8 sempre un bene, per tutti. In breve, Il trono di spade suggerisce una svolta non solo per quanto riguarda \u201cl&#8217;esportazione dei diritti umani\u201d, persino per quanto riguarda il neo-liberismo perseguito finora in campo economico, Tyrion, diventato infine primo ministro, afferma che \u00e8 ora di ricominciare a fare un po&#8217; di debiti, accantonando uno dei dogmi principali del neo-liberismo. E non possiamo che essere d&#8217;accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che una serie di largo successo popolare promuova questo tipo di riflessioni \u00e8 sorprendente, positivamente sorprendente, e indica un&#8217;ancora notevole vitalit\u00e0 del sistema sociale americano (a differenza ahim\u00e8 degli stati europei), per cui si confida che gli Usa possano accogliere pragmaticamente i consigli di Tyrion, l&#8217;archetipo, insieme a Varys, dello stratega animato dal fine etico ultimo della conservazione della comunit\u00e0 attraverso la mediazione dei conflitti, incarnazione del segretario fiorentino, che da noi invece non trova nessun ascolto, \u00e8 praticamente dimenticato dai nostri sciocchi moralisti con o senza stellette morali autoappuntate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GENNARO SCALA (FSI Bologna) &nbsp; Devo fare subito una sorta di avvertenza spoiler, di seguito analizzeremo tanto esteticamente che politicamente la favola del potere dal nome Il trono di spade, quanti credono invece che si tratti solo di un innocuo divertimento, da non prendere sul serio, possono anche abbandonare la lettura. 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