{"id":51569,"date":"2019-05-30T10:00:10","date_gmt":"2019-05-30T08:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51569"},"modified":"2019-05-28T12:25:43","modified_gmt":"2019-05-28T10:25:43","slug":"la-critica-di-marx-alluniversalismo-astratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51569","title":{"rendered":"La critica di Marx all\u2019universalismo astratto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/5065e42a18db0d02d1fe5df7b91ffe98_XL.jpg\" alt=\"La critica di Marx all\u00e2\u0080\u0099universalismo astratto\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\"><em><span style=\"font-size: 12pt\">Credits: https:\/\/www.magdicristianoallam.it\/blogs\/ps-politicamente-scorretto\/marx-ha-vinto-il-capitalismo-e-morto-solo-in-occidente-pero.html<\/span><\/em><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La critica materialista di Marx all\u2019universalismo astratto tanto nella forma giuridica, quanto nella forma politica dello Stato, quale istituzione volta ad armonizzare la societ\u00e0 civile.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019<strong>universalismo astratto<\/strong>\u00a0della dichiarazione, da parte della borghesia ancora rivoluzionaria, dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/marx-e-la-concezione-borghese-dei-diritti-umani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>droits de l\u2019homme<\/em><\/a>\u00a0cela un\u00a0<strong>particolarismo disumano<\/strong>, la brama di profitto mediante lo\u00a0<strong>sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo<\/strong>. Come osserva, a tal proposito,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/i-concetti-fondamentali-di-il-capitale-parte-i\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Karl Marx<\/a>\u00a0nella moderna societ\u00e0 capitalista: \u201ctempo per un\u2019educazione da esseri umani, per lo sviluppo intellettuale, per l\u2019adempimento di funzioni sociali, per rapporti socievoli, per il libero giuoco delle energie vitali fisiche e mentali, perfino il tempo festivo domenicale e sia pure nella terra dei sabbatari\u201d divengono dei \u201c<em>fronzoli\u00a0<\/em>puri e semplici\u201d [1]. Per tale motivo le\u00a0<strong>classi oppresse<\/strong>\u00a0si vedono costrette a contrapporre a tale universalismo astratto tanto il particolarismo\u00a0<strong>concreto degli esclusi<\/strong>\u00a0dal pieno godimento dei diritti umani \u2013 donne, popoli coloniali, immigrati e non possidenti \u2013 quanto il corporativismo dei salariati, quale\u00a0<strong>mediazione essenziale<\/strong>\u00a0per rendere l\u2019universale\u00a0<strong>effettivamente tale<\/strong>\u00a0[2]. Ci\u00f2 dimostra che per Marx non si tratti tanto e solo di rivendicare astratti diritti, ma di far s\u00ec che i\u00a0<strong>bisogni reali dell\u2019uomo, storicamente determinato<\/strong>, possano, attraverso\u00a0<strong>le lotte sociali<\/strong>, essere riconosciuti anche sul\u00a0<strong>piano giuridico<\/strong>, possano essere accolti nel novero dei diritti imprescrittibili dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Marx, secondo una tradizione che va\u00a0<strong>da Machiavelli a Spinoza a Hegel<\/strong>, rigetta la rappresentazione\u00a0<strong>giusnaturalista<\/strong>\u00a0di un diritto pi\u00f9 originario della societ\u00e0 la quale, a partire da tale presunto diritto naturale, si fonderebbe sulla base di un\u00a0<strong>contratto sociale<\/strong>, secondo una rappresentazione comune a Hobbes, il massimo teorico dell\u2019assolutismo, a Locke il padre del\u00a0<strong>liberalismo<\/strong>\u00a0e a J. J. Rousseau il fondatore della\u00a0<strong>democrazia moderna<\/strong>. Il diritto astratto, come mostra Marx, non \u00e8 affatto autonomo rispetto ai rapporti di\u00a0<strong>forza reali fra le classi sociali<\/strong>, che non ne sono affatto imparzialmente regolati sulla base di esso ma ne costituiscono il\u00a0<strong>fondamento reale, storico<\/strong>. Il formalismo procedurale mistifica, denuncia Marx, il fatto che in tutte le societ\u00e0 divise in classe la sfera\u00a0<strong>sovrastrutturale giuridico-politica<\/strong>\u00a0dipende dai rapporti di produzione\u00a0<strong>sociali ed economici<\/strong>\u00a0vigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Alla base di tale mistificazione vi \u00e8 il\u00a0<strong>feticismo<\/strong>\u00a0ovvero, come chiarisce\u00a0<strong>Roberto Finelli<\/strong>, \u201cquel processo di apparenza oggettiva, che potremmo definire anche come il processo di naturalizzazione e di neutralizzazione dei rapporti sociali capitalistici.\u00a0<em>Feticismo<\/em>\u00a0(o reificazione) vale infatti per il Marx maturo come la distorsione ottica che la societ\u00e0 capitalistica soffre in se stessa nella sovrapposizione del suo mondo di superficie alla realt\u00e0 del suo mondo pi\u00f9 profondo e costitutivo. Consiste nella\u00a0<em>deformazione<\/em>\u00a0necessaria che l\u2019essenza della realt\u00e0 economico-sociale subisce nella sfera del suo apparire, o pi\u00f9 propriamente della sua apparenza: ossia quando la sfera della produzione di sfruttamento e di capitale trapassa e si traduce nella sfera del mercato, della circolazione cio\u00e8 di mercati tra liberi soggetti. Una deformazione rappresentativa che per Marx \u00e8 consustanziale al passaggio da un\u2019ottica all\u2019altra: da quella collettiva delle classi, propria del nesso di produzione e scandita dalle legge del plusvalore, a quella individualistica del soggetto di mercato e della sfera della circolazione\u201d [3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Del resto, non a caso, il diritto per quanto funzionale agli interessi dei possidenti \u00e8 costantemente violato, come denuncia Marx, dalle stesse classi dominanti e dirigenti ogniqualvolta entra in contrasto con le loro esigenze socio-economiche e tale lesione non \u00e8 sancita se non entra in contraddizione esplicita con l\u2019intero sistema e con l\u2019interesse generale del blocco sociale al potere e, soprattutto, dei suoi settori egemoni. La violazione del\u00a0<strong>diritto e dei valori su cui si fonda ideologicamente il dominio borghese<\/strong>\u00a0appare, come denuncia a ragione Marx, nel modo pi\u00f9 evidente e palese nelle colonie: \u201cla profonda ipocrisia e l\u2019intrinseca barbarie della civilt\u00e0 borghese ci stanno davanti senza veli quando dalla madrepatria, dove assumono forme rispettabili, volgiamo gli occhi alle colonie, dove esse vanno nude. I borghesi sono i difensori della propriet\u00e0, ma forse che un partito rivoluzionario ha mai suscitato rivoluzioni agrarie paragonabili a quelle del Bengala, di Madras, di Bombay? Forse che essi in India, per usare l\u2019espressione di quel gran ladrone che \u00e8 Lord Clive in persona, non ricorsero ad estorsioni atroci quando la semplice corruzione non teneva il passo con la rapacit\u00e0? Mentre in Europa cianciavano di santit\u00e0 inviolabile del debito nazionale, non confiscavano forse in India i dividendi dei rajah, che aveva investito i loro risparmi privati nelle azioni della Compagnia? Mentre combattevano la rivoluzione francese col pretesto di difendere \u2018la nostra santa religione\u2019, i borghesi non proibivano forse, nello stesso tempo, di diffondere il cristianesimo in India e, per spremere denaro ai pellegrini che affluivano ai templi di Orissa e del Bengala, non si accaparravano il commercio dell\u2019omicidio e della prostituzione perpetrato nel tempio di Jagannath? Questi sono i campioni di \u2018propriet\u00e0, ordine, famiglia e religione\u2019\u201d [4].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Allo stesso modo lo\u00a0<strong>Stato<\/strong>, per quanto si presenti sotto la maschera dell\u2019universalit\u00e0 e sia spacciato dagli intellettuali tradizionali idealisti quale arbitro\u00a0<em>super partes<\/em>\u00a0dei conflitti della societ\u00e0 civile, non \u00e8 altro \u2013 come chiarisce Marx \u2013 che &#8220;l\u2019espressione ufficiale della societ\u00e0 civile\u201d [5], ovvero la sintesi dei rapporti di forza fra le\u00a0<strong>classi dominanti in un perpetuo conflitto con i ceti subalterni<\/strong>. Lo Stato borghese, dunque, \u00e8 fondato proprio in funzione della moderna societ\u00e0 civile in cui la liberazione dei lavoratori dalla servit\u00f9 feudale \u00e8 funzionale alla loro emancipazione politica da ogni limitazione etica al loro sfruttamento e da ogni forma di possesso collettivo dei\u00a0<strong>mezzi di produzione<\/strong>. Proprio perci\u00f2 Marx ed Engels, in seno alle organizzazioni dei lavoratori, hanno condotto una dura battaglia per bandire qualsiasi subordinazione ideologica al partito democratico piccolo-borghese, che coltiva pie illusioni sulla neutralit\u00e0 dello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Come ha giustamente osservato, a tal proposito,\u00a0<strong>Eric Hobsbawm<\/strong>\u00a0\u201ccome in filosofia sostennero i princip\u00ee del materialismo contro ogni forma di idealismo, cos\u00ec essi criticarono coerentemente l\u2019opinione che lo Stato fosse al di sopra delle classi, che rappresentasse l\u2019interesse comune di tutta la societ\u00e0 (se non in senso negativo, come salvaguardia per evitarne il crollo), o che mantenesse una posizione neutrale tra le classi. Lo Stato era un fenomeno storico creato dalla societ\u00e0 classista, ma finch\u00e9 esisteva in quanto Stato esso rappresentava il predominio di una classe, anche se non necessariamente nella forma, semplificata a fini di propaganda, di un \u2018comitato esecutivo della classe dominante\u2019\u201d [6].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Le istituzioni democratiche non sono intese dal partito democratico come uno strumento da utilizzare in funzione del superamento della contraddizione tra lavoro salariato e capitale mediante l\u2019eliminazione dei due estremi, ma come mezzo atto ad attenuarne il contrasto fino a trasformarlo in una presunta armonia interclassista. Tale funzione apparentemente regolatrice dello Stato nei confronti della crescente polarizzazione di classe, che si produce con lo sviluppo dei rapporti di produzione capitalistici, \u00e8 stata favorita dall\u2019affermarsi di forme di dominio politico borghese per interposta persona, come nel caso della monarchia guglielmina, del Secondo impero francese o del periodo bismarckiano, che hanno contribuito a ingenerare soverchie illusioni sulla funzione regolatrice degli\u00a0<strong>spiriti animali del capitale<\/strong>\u00a0da parte di uno Stato con cui \u2013 secondo le illusioni socialdemocratiche \u2013 sarebbe possibile scendere a patti, al fine di svilupparlo in senso sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Marx avverser\u00e0 sempre con forza tali concezioni \u2013 particolarmente forti in Germania anche fra i ceti subalterni a causa di Ferdinand Lassalle \u2013 che considerano lo Stato una istituzione neutrale, al di sopra dello scontro sociale fra le classe, con i cui rappresentanti del movimento proletario sarebbe potuti scendere a patti per ottenerne un sostegno assistenziale allo sviluppo, ad esempio, del movimento cooperativo. Tanto pi\u00f9 respinge ogni possibile accordo con le forze propugnatrici di un rafforzamento del potere esecutivo in nome di un dispotismo illuminato, di una rivoluzione dall\u2019alto, di un socialismo di stato pi\u00f9 o meno autoritario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Dunque, Marx insiste sulla necessit\u00e0 di rompere con i lassalliani e le loro illusioni sulla presunta neutralit\u00e0 dello Stato, pena cadere nel fatale errore di considerarlo un \u201cente autonomo, che possiede sue proprie\u00a0<em>basi spirituali<\/em>,\u00a0<em>morali<\/em>,\u00a0<em>liberali<\/em>\u201d [7]. Il partito democratico lassalliano, infatti, s\u2019illudeva di poter rappresentare scopi superiori a quelli delle classi in lotta, in quanto difendeva essenzialmente gli interessi di una classe, la piccola borghesia, in cui l\u2019antinomia fra proprietari e forza lavoro appare attenuata. Marx, tuttavia, considera una visione ristretta pensare che la piccola borghesia possa portare avanti coscientemente il proprio ristretto e, in ultima istanza, reazionario interesse di classe. La piccola borghesia crede sinceramente che \u201cle condizioni\u00a0<em>particolari<\/em>\u00a0della sua liberazione siano le condizioni\u00a0<em>generali<\/em>, entro alle quali soltanto la societ\u00e0 moderna pu\u00f2 essere salvata e la lotta di classe evitata\u201d [8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Lo stesso richiamo dei democratici al diritto umano alla\u00a0<strong>fratellanza<\/strong>, dopo che con la presa del potere da parte della borghesia i suoi interessi materiali iniziarono a divergere radicalmente da quelli dei lavoratori, \u00e8 divenuto, come denuncia Marx, \u201cun livellamento sentimentale degli interessi di classe contraddittori\u201d, un \u201cimmaginario elevarsi al di sopra della lotta di classe\u201d [9], funzionale in ultima istanza al consolidamento, dietro un presunto interesse comune, del dominio borghese. Lo Stato rappresenta, dunque secondo Marx, in forma idealizzata il dominio d\u2019una classe sulle altre, ovvero un determinato rapporto fra le classi sociali in lotta, un rapporto non paritario, ma di pi\u00f9 o meno velata signoria e servit\u00f9. I rapporti reali fra le classi sociali non sono affatto posti dal potere dello Stato; essi sono piuttosto la potenza reale che lo pone e determina. I membri della classe dominante, come osserva Marx, \u201cdevono dare alla loro volont\u00e0 condizionata da questi rapporti determinati un\u2019espressione universale sotto forma di volont\u00e0 dello Stato, di legge: espressione il cui contenuto \u00e8 sempre dato dai rapporti di questa classe\u201d [10]. Lo Stato ha, infatti, la funzione di regolare il conflitto d\u2019interesse sempre latente fra gli interessi privati dei membri della classe dominante e quello funzionale al mantenimento del sistema dei rapporti di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[1] Karl Marx,\u00a0<em>Il capitale<\/em>, vol. I, tr. it. di D. Cantimori, Editori Riuniti, Roma 1989, pp. 300-01.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[2] Cfr. il prezioso contributo di Eustache Kouv\u00e9lakis alla critica marxista del diritto di cittadinanza, in Id.,\u00a0<em>Critica della cittadinanza; Marx e la\u00a0\u201cQuestione ebraica\u201d<\/em>, tr. it. di N. Augeri, in \u00abMarxismo Oggi\u00bb 1, Milano 2005, p. 68.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[3] Roberto Finelli,\u00a0<em>Tra moderno e postmoderno. Saggi di filosofia sociale e di etica del riconoscimento<\/em>, Pensa Multimedia, Lecce 2005, p. 97.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[4] K. Marx, Friedrich Engels,\u00a0<em>Opere complete<\/em>,<em>\u00a0marzo 1853 \u2013 febbraio 1854<\/em>, tr. it. di F. Codino, vol. XII, Ed. Riuniti, Roma 1978, p. 228. Su tali temi confronta gli essenziali contributi di Domenico Losurdo, in particolare: Id.,\u00a0<em>Marx e il bilancio storico del Novecento<\/em>, La scuola di Pitagora, Napoli 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[5] K. Marx,\u00a0<em>Lettera a Pavel Vasilevi\u010d Annenkov<\/em>, Bruxelles 28\/12\/1846, in Marx-Engels,\u00a0<em>Le opere<\/em>, Ed. Riuniti. Roma 1971, p. 286.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[6] Eric J. Hobsbawm,\u00a0<em>Gli aspetti politici della transizione dal capitalismo al socialismo<\/em>, in AA. VV.,\u00a0<em>Storia del marxismo<\/em>, vol. I, Einaudi, Torino 1978, p. 284.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[7] K. Marx,\u00a0<em>Critica al programma di Gotha<\/em>, tr. it. di P. Togliatti, Ed. Riuniti, Roma 1990, p. 28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[8] Id.,\u00a0<em>Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte<\/em>, tr. it. di P. Togliatti, Ed. Riuniti, Roma 1991, p. 51.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[9] Id,.\u00a0<em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850<\/em>, tr. it. di P. Togliatti, Ed. Riuniti, Roma 1987, p. 47.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[10] K. Marx e F. Engels,\u00a0<em>L\u2019ideologia tedesca<\/em>, tr. it di F. Codino, Ed. Riuniti, Roma 1967, p. 313.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/la-critica-di-marx-all-universalismo-astratto\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/la-critica-di-marx-all-universalismo-astratto<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) Credits: https:\/\/www.magdicristianoallam.it\/blogs\/ps-politicamente-scorretto\/marx-ha-vinto-il-capitalismo-e-morto-solo-in-occidente-pero.html La critica materialista di Marx all\u2019universalismo astratto tanto nella forma giuridica, quanto nella forma politica dello Stato, quale istituzione volta ad armonizzare la societ\u00e0 civile. L\u2019universalismo astratto\u00a0della dichiarazione, da parte della borghesia ancora rivoluzionaria, dei\u00a0droits de l\u2019homme\u00a0cela un\u00a0particolarismo disumano, la brama di profitto mediante lo\u00a0sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo. Come osserva, a tal proposito,\u00a0Karl Marx\u00a0nella moderna societ\u00e0 capitalista: \u201ctempo per un\u2019educazione da esseri umani, per lo sviluppo intellettuale, per&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":47798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/la-citt\u00e0-futura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dpL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51569"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51569"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51569\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51571,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51569\/revisions\/51571"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}