{"id":51611,"date":"2019-05-30T08:00:46","date_gmt":"2019-05-30T06:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51611"},"modified":"2019-05-29T18:03:55","modified_gmt":"2019-05-29T16:03:55","slug":"sfruttare-limmigrato-si-ma-con-il-sorriso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51611","title":{"rendered":"Sfruttare l\u2019immigrato s\u00ec, ma con il sorriso"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1103 aligncenter\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/05\/servelacena-1.png?w=700\" alt=\"servelacena\" data-attachment-id=\"1103\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/05\/29\/sfruttare-limmigrato-si-ma-con-il-sorriso\/servelacena\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/05\/servelacena-1.png\" data-orig-size=\"810,456\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"servelacena\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/05\/servelacena-1.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/05\/servelacena-1.png?w=700\" \/><\/p>\n<p><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema immigrazione \u00e8, da ormai molti anni, ostaggio di un pericoloso scontro retorico tra due visioni apparentemente diverse, ma del tutto convergenti nel vedere nello straniero un oggetto, un mero strumento da valutare nel suo impatto sul benessere economico degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019odiosa schiera, sempre pi\u00f9 nutrita, degli xenofobi di professione e dei fomentatori di odio, coloro che nello straniero vedono il pericolo principale per la stabilit\u00e0 sociale e l\u2019integrit\u00e0 culturale ed una serissima minaccia per i posti di lavoro degli italiani, rispondono, con numeri e dati sciorinati meticolosamente, coloro secondo i quali senza stranieri il Paese andrebbe a scatafascio, l\u2019economia collasserebbe e lo stato sociale non potrebbe pi\u00f9 essere finanziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima visione semina odio e guerra tra poveri; la seconda, apparentemente conciliante nelle conclusioni, semina in verit\u00e0 un similissimo razzismo strisciante e una mostruosa concezione reificata e strumentale dell\u2019immigrato e di tutti i soggetti economici subalterni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.tusciaweb.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Presentazione-Immigrazione.pdf\">Una recente indagine<\/a>\u00a0della UIL e dell\u2019istituto di ricerca EURES, riportata con entusiasmo da diversi periodici di ispirazione liberal-progressista, ha simulato cosa accadrebbe nella regione Lazio se d\u2019un tratto scomparissero tutti i lavoratori stranieri: \u201cScompaiono colf, babysitter, muratori, infermieri, cuochi, commercianti e imprenditori. Le aule si svuotano, diminuiscono i matrimoni. Tremano le casse dell\u2019Inps. Le citt\u00e0 sono in tilt. Cosa accadrebbe se sparissero di colpo tutti gli immigrati in una regione come il Lazio? Il Pil regionale crollerebbe di 19 miliardi di euro, i conti della previdenza registrerebbero un buco milionario, salterebbero 80mila imprese e 300mila occupati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, con questa serie di numeri e dati da panico collettivo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2019\/05\/16\/news\/stranieri-226400744\/\">un articolo di Repubblica<\/a>\u00a0introduce la descrizione della ricerca UIL-Eures. Entrando nel merito dello studio, i numeri riportati dimostrerebbero dapprima che interi settori dell\u2019economia regionale subirebbero un drammatico tracollo: in agricoltura con 20.000 posti di lavoro persi; nel lavoro domestico (pulizie e badanti) dove l\u201984% degli occupati sarebbe costituito da stranieri con conseguenze drammatiche (sic!) sulla vita degli anziani non autosufficienti. Poi viene affermato, con un artificio retorico\u00a0gi\u00e0 usato\u00a0insistentemente dall\u2019ex presidente dell\u2019INPS Tito Boeri, un inevitabile tracollo del sistema previdenziale dovuto al fatto che i lavoratori stranieri, data la composizione anagrafica, versano molti pi\u00f9 contributi di quanti ne ricevano i pensionati stranieri. Si passa poi alla scuola asserendo che l\u2019ipotetica scomparsa di tutti gli studenti stranieri dalle scuole comporterebbe uno svuotamento delle aule con un esubero di ben 6800 insegnanti. Ed infine, ciliegina conclusiva, crollerebbe persino il numero di matrimoni visto che gli italiani si sposano sempre meno mentre le coppie straniere sempre di pi\u00f9. Insomma grazie agli stranieri la nostra economia e societ\u00e0 starebbe evitando quello che, altrimenti, sarebbe un inevitabile collasso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembrerebbe quasi superfluo rimarcare la disarmante banalit\u00e0 e sciattezza di questi dati usati come presunta dimostrazione dell\u2019utilit\u00e0 della popolazione straniera negli equilibri socio-economici del sistema economico italiano. Vale per\u00f2 la pena entrare nel merito del ragionamento di fondo che fa da sfondo all\u2019elencazione dei presunti effetti benefici della presenza degli immigrati nell\u2019economia del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando ad esempio si afferma che il settore agricolo o quelli dei servizi di badanti, colf e lavoratori domestici crollerebbero e che i nostri anziani si troverebbero senza possibilit\u00e0 di assistenza si sta commettendo un doppio e gravissimo scivolone: da un lato si dipinge lo straniero come un soggetto stabilmente dedito a determinate attivit\u00e0 a bassa qualificazione, una sorta di ruolo eterno che il migrante di turno sarebbe condannato a svolgere adempiendo cos\u00ec a quelle funzioni vitali che il lavoratore italiano non vorrebbe pi\u00f9 compiere; inoltre si rappresenta l\u2019economia come un sistema di relazioni cristallizzate, in cui i salari sono dati, le condizioni di lavoro sono date e, di conseguenza, l\u2019ipotetica sparizione della popolazione straniera farebbe automaticamente fallire l\u2019intera agricoltura italiana, dando per scontato che un italiano quel lavoro non lo svolgerebbe mai perch\u00e9 mal pagato e massacrante. Un pregiudizio economico e culturale che parte dal doppio assunto che un\u2019ora di lavoro agricolo o domestico\u00a0venga pagata con salari da fame immutabili\u00a0e che esistano lavori che, in quanto tali, nei paesi pi\u00f9 sviluppati vengano a priori scartati dai lavoratori locali e che uno Stato non possa intervenire nell\u2019economia per fornire servizi (ad esempio alla popolazione anziana oggi presa in cura dal sistema dei badanti stranieri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo spauracchio agitato \u00e8 quello dei conti pensionistici che finirebbero inesorabilmente in rosso senza lavoratori stranieri. Anche qui si mischiano numerosi pregiudizi e credenze tipiche dell\u2019ideologia dominante. Da un lato il\u00a0consueto terrorismo infondato\u00a0sull\u2019insostenibilit\u00e0 strutturale dei sistemi pensionistici nei paesi a demografia declinante come l\u2019Italia; dall\u2019altro l\u2019idea secondo cui l\u2019immigrato \u00e8 e sempre sar\u00e0 un oggetto itinerante destinato a non radicarsi, a lavorare come schiavo per qualche anno per far funzionare la macchina economica del paese versando anche contributi previdenziali, per poi ritirarsi altrove senza percepire la pensione avendo cos\u00ec un\u2019eterna posizione di contribuente netto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, la\u00a0boutade\u00a0conclusiva sulle scuole, per cui si perderebbero 6800 posti di lavoro tra gli insegnanti, \u00e8 totalmente priva di senso. La scuola italiana ha un disperato bisogno di personale e di manutenzione. Classi-pollaio, evasione scolastica, aule sporche e strutture pericolanti sono problemi che poco hanno a che fare con la platea di studenti iscritti e molto con i vincoli imposti alla finanza pubblica. Non \u00e8 certo dalla prolificit\u00e0 degli immigrati, ancora una volta ridotti a strumento (stavolta per l\u2019occupabilit\u00e0 degli insegnanti) che dobbiamo aspettarci un aumento degli investimenti in istruzione, un miglioramento del sistema scolastico, un dimensionamento adeguato del corpo docenti. Questi dovrebbero essere obiettivi delle politiche pubbliche indipendentemente dalla questione migratoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In definitiva, i risultati della ricerca UIL ed EURES forniscono il tipico quadro ad uso e consumo di chi nell\u2019immigrato lavoratore vede uno strumento usa e getta di valorizzazione del profitto dei capitalisti, ma copre ideologicamente questa funzione asserendo improbabili teoremi sul ruolo imprescindibile dei lavoratori stranieri come strumenti irrinunciabili per il funzionamento del sistema economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un teorema costruito su deleteri pregiudizi culturali, su una visione segregante della societ\u00e0, sprezzante nei confronti tanto dell\u2019immigrato quanto del lavoratore autoctono, nonch\u00e9 su una lettura liberista del sistema economico. Una concezione del mondo in cui l\u2019immigrato \u00e8 e deve restare l\u2019ultima ruota del carro, costretto a svolgere lavori temporanei, dequalificati e mal pagati e a supplire alle inevitabili carenze di uno stato sociale ormai a brandelli. Una narrazione in cui il lavoratore italiano \u00e8 invece il \u201cprivilegiato\u201d che non vorrebbe mai fare quei lavori, come se i livelli salariali fossero una variabile indifferente. Una concezione in cui la distribuzione del reddito e la produzione di beni e servizi sono determinate dal mercato e in cui lo Stato non \u00e8 capace di determinare i livelli occupazionali, offrire servizi e garantire il funzionamento del sistema pensionistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se questi fossero davvero i miseri argomenti economici e culturali per arginare il razzismo dilagante, non ci sarebbero allora speranze. \u00a0Il\u00a0razzismo buonista\u00a0del mito dello straniero che salva un\u2019economia altrimenti insostenibile non fa altro che incrementare esponenzialmente il razzismo cattivista di reazione di chi nello straniero individua un capro espiatorio per spiegare la propria condizione di subalternit\u00e0, in una spirale senza fine. \u00a0Soltanto una concezione radicalmente diversa del sistema economico e del ruolo dei lavoratori, tutti, nella loro dignit\u00e0 di classe sociale e di persone, pu\u00f2 ribaltare ogni pregiudizio razzista e classista, arginando l\u2019onda del pensiero segregante che sta devastando il tessuto sociale del paese e rilanciando la lotta di classe. Una lotta che deve necessariamente vedere i lavoratori italiani e quelli immigrati\u00a0combattere fianco a fianco\u00a0contro chi, in un modo o nell\u2019altro, vorrebbe vederli contrapposti per\u00a0perpetuarne lo sfruttamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/05\/29\/sfruttare-limmigrato-si-ma-con-il-sorriso\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/05\/29\/sfruttare-limmigrato-si-ma-con-il-sorriso\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA &nbsp; Il tema immigrazione \u00e8, da ormai molti anni, ostaggio di un pericoloso scontro retorico tra due visioni apparentemente diverse, ma del tutto convergenti nel vedere nello straniero un oggetto, un mero strumento da valutare nel suo impatto sul benessere economico degli italiani. All\u2019odiosa schiera, sempre pi\u00f9 nutrita, degli xenofobi di professione e dei fomentatori di odio, coloro che nello straniero vedono il pericolo principale per la stabilit\u00e0 sociale e l\u2019integrit\u00e0 culturale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":40187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/coniarerivolta.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dqr","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51611"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51611"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51613,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51611\/revisions\/51613"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}