{"id":51614,"date":"2019-05-30T09:00:26","date_gmt":"2019-05-30T07:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51614"},"modified":"2019-05-29T18:18:55","modified_gmt":"2019-05-29T16:18:55","slug":"sulla-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51614","title":{"rendered":"Sulla giustizia"},"content":{"rendered":"<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/GIUSTIZIA.jpg\" width=\"300\" height=\"235\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Salvatore Bravo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La scomparsa delle parole<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stato presente ha la sua verit\u00e0 nella signoria della merci, i tavoli ballano, affermava Marx, come se avessero vita propria, tanto pi\u00f9 signoreggiano i dominanti quanto pi\u00f9 il controllo del linguaggio, il suo declinarsi nella forma del calcolo o della chiacchiera erode spazi di significato della politica. Vi \u00e8 comunit\u00e0 solo se vi \u00e8 politica, il fondamento, la casa della politica come della comunit\u00e0, parafrasando Heidegger, \u00e8 il linguaggio. Si assiste al teatrino del nichilismo dei significati, ci si confronta sul nulla, fingendo di essere su posizioni politiche opposte pur governando assieme, il riferimento \u00e8 alla perenna scenetta tragicomica Di Maio-Salvini. In realt\u00e0 non si tratta di casi politici, ma del sintomo di una malattia endemica dovuta alla signoria del valore di scambio. L\u2019attuale teatrino, ormai quotidiano, non \u00e8 che l\u2019espressione di un corpo infetto interno a relazioni politiche segnate dai processo liberistici di mercificazione. Sono venute a mancare le parole-valori della politica, parole che fungono da catalizzatrici per i programmi politici. Tali parole sono scomparse dal linguaggio, al loro posto non vi \u00e8 che la violenza della pancia, parole-insulti il cui fine \u00e8 distogliere lo sguardo dalla razionalit\u00e0 dell\u2019accadere per orientarlo verso la violenza, verso obiettivi secondari. Vi sono parole che l\u2019ordine del discorso del turbocapitalismo, mette in circolazione per colonizzare l\u2019immaginario al fine di anestetizzare i significati disfunzionali al sistema capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parola della politica, della comunit\u00e0 di cui nessuno osa proferire parola, \u00e8 la parola giustizia. La filosofia politica dell\u2019occidente nella sua storia ha fatto della giustizia la pietra miliare della discussione politica. Giustizia \u00e8\u00a0metron\u00a0per i Greci, si pensi alla giustizia commutativa-regolatrice e distributiva in Aristotele (Etica Nicomachea libro V). Nel Vangelo il miracolo dei pesci e dei pani, riportatato da tutti gli evangelisti, nell\u2019interpretazione di Massimo Bontempelli e Costanzo Preve significa simbolicamente che se c\u2019\u00e8 giustizia, c\u2019\u00e8 razionalit\u00e0 e dunque equa distribuzione, per cui ce n\u2019\u00e8 per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ges\u00f9 raccoglie gli avanzi della moltiplicazione, perch\u00e9 lo spreco \u00e8 un lusso che offende con la sua ingiustizia chi vive nella penuria. Il miracolo \u00e8 la giustizia. La parola giustizia \u00e8 cos\u00ec scomparsa, perch\u00e9 se fosse posta al centro tale parola, inevitabilmente si denuncerebbe lo stato attuale per l\u2019ingiustizia che regna sovrana. L\u2019operazione di manipolazione-annichilimento si spinge oltre, la parola comunit\u00e0 \u00e8 legata alla giustizia ed ai diritti sociali, per cui si ipostatizza l\u2019individuo, si pone l\u2019accento sui soli diritti individuali, per occultare la giustizia, fino ad arrivare ad affermare che la societ\u00e0 non esiste (Margaret Thatcher), ma esiste solo l\u2019individuo astratto, pertanto la giustizia \u00e8 possibile solo alla maniera di Trasimaco (Platone Repubblica libro I) come legge del pi\u00f9 forte: l\u2019individuo determina la \u201csua giustizia\u201d a sua misura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giustizia e comunit\u00e0 internazionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La giustizia non \u00e8 flatus vocis, \u00e8 sufficiente sporgersi oltre di pochi decenni per rendersi conto che era linguaggio comune della politica. La giustizia implica la comunit\u00e0, se ne discuteva in relazione al progetto di comunit\u00e0 che si aveva. Aldo Moro ne \u00e8 un esempio, rileggendo i suoi scritti scorre, e non certo come inciampo, la parola giustizia, non solo per la comunit\u00e0 nazionale, ma anche internazionale. I conflitti sono l\u2019effetto dell\u2019assenza di giustizia, sono causati dalla violenza della legge del pi\u00f9 forte:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201dViene in evidenza un altro, pi\u00f9 importante e pi\u00f9 durevole, motivo di crisi. \u00c8 la volont\u00e0 dei paesi in via di sviluppo, possessori di un cos\u00ec prezioso fattore condizionante dell\u2019economia e, del resto, ricchi in generale di materie prime, di far pesare di pi\u00f9, per realizzare il proprio progresso, quello che \u00e8 il loro peculiare apporto alla produzione dei beni dei quali il mondo ha bisogno crescente. Solo in questa luce si coglie la vera dimensione del fenomeno dinnanzi al quale ci troviamo e che rappresenta una svolta assai significativa nel confronto tra paesi ricchi e paesi poveri e, per essere realistici, nel confronto tra paesi ricchi, ma potenzialmente poveri, e paesi poveri, ma potenzialmente ricchi. Noi dobbiamo quindi essere consapevoli della nostra fragilit\u00e0 (&#8230;). Di fronte a queste cose bisogna collocarsi in una posizione di realismo e ragionevolezza. (&#8230;) Si capisce che un pi\u00f9 alto livello di giustizia internazionale coster\u00e0 di pi\u00f9 ai paesi industrializzati e condurr\u00e0 a rallentare il loro progresso per consentire il progresso degli altri. Ma questo \u00e8 un prezzo che si deve pagare, uscendo dalla fase retorica e passando alla fase politica dei rapporti con i paesi in via di sviluppo\u201d.\u00a0(Relazione alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati, 24 aprile 1974)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La giustizia nel cammino dei popoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle parole di Moro, a confronto delle quali il semplicismo dell\u2019attuale politica non \u00e8 che primitiva capacit\u00e0 linguistica, vi \u00e8 la consapevolezza che la giustizia \u00e8 complessit\u00e0 e storicit\u00e0. Giustizia \u00e8 sintesi degli interessi della comunit\u00e0, \u00e8 un\u2019operazione di ascolto e mediazione, essa si incarna nella storia. La giustizia \u00e8 in cammino con i popoli, vive nei popoli che gradualmente si risvegliano dai dogmatismi e dalle violenze ideologiche dei dominanti, per cui \u00e8 necessario accompagnare tale risveglio aurorale con la politica, al fine di convogliare le energie migliori di tutti verso il logos. Essa esige la partecipazione dal basso, o il suo posto non pu\u00f2 che essere preso dal dispotismo, dagli interessi di pochi che usano le parole come ceppi, come catene per soffocare il grido dei popoli:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201dVi sono certo dati sconcertanti di fronte ai quali chi abbia responsabilit\u00e0 decisive non pu\u00f2 restare indifferente: la violenza talvolta, una confusione ad un tempo inquietante e paralizzante, il semplicismo scarsamente efficace di certe impostazioni sono s\u00ec un dato reale e anche preoccupante. Ma sono, tuttavia, un fatto, bench\u00e9 grave, di superficie. Nel profondo \u00e8 una nuova umanit\u00e0 che vuole farsi, \u00e8 il moto irresistibile della storia. Di contro a sconcertanti e, forse, transitorie esperienze c&#8217;\u00e8 quello che solo vale ed al quale bisogna inchinarsi, un modo nuovo di essere nella condizione umana. \u00c8 l\u2019affermazione di ogni persona, in ogni condizione sociale, dalla scuola al lavoro, in ogni luogo del nostro Paese, in ogni lontana e sconosciuta regione del mondo; \u00e8 l\u2019emergere di una legge di solidariet\u00e0, di eguaglianza, di rispetto di gran lunga pi\u00f9 seria e cogente che non sia mai apparsa nel corso della storia. E, insieme con tutto questo ed anzi proprio per questo, si affaccia sulla scena del mondo l\u2019idea che, al di l\u00e0 del cinismo opportunistico, ma, che dico, al di l\u00e0 della stessa prudenza e dello stesso realismo, una legge morale, tutta intera, senza compromessi, abbia infine a valere e dominare la politica, perch\u00e9 essa non sia ingiusta e neppure tiepida e tardiva, ma intensamente umana.\u201d.\u00a0(Discorso al Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana, 21 novembre 1968)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giustizia e libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non vi \u00e8 libert\u00e0 senza giustizia. La giustizia \u00e8 accompagnamento giuridico alla prassi dell\u2019emancipazione, per cui se non si hanno mezzi materiali per porre in atto ci\u00f2 che la legge in potenza consente \u00e8 solo\u00a0fictio iuris, una finzione ideologica per addomesticare i dominati. La giustizia \u00e8 cos\u00ec libert\u00e0 solo se si integrano il piano formale e sostanziale, prevede un ordito di provvedimenti dalla formazione, al lavoro, alla sanit\u00e0 che rendono prassi la libert\u00e0 e la giustizia. La libert\u00e0 \u00e8 giustizia se la persona, il lavoratore \u00e8 posto al centro della comunit\u00e0 come persona, non ha solo braccia ed intelletto per la produzione, ma \u00e8 persona nella sua complessit\u00e0 dinamica che esige che l\u2019economia sia per la persona:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201dIl regime di libert\u00e0, per dispiegarsi in tutta la sua ricchezza e fecondit\u00e0, ha bisogno di una autorit\u00e0 democratica, di strumenti efficaci realizzatori di giustizia. \u00c8 giusto dunque temere per lo Stato democratico, dubitare che esso non riesca ad essere uno strumento aperto, flessibile, ma istituzionalmente capace di dare alla libert\u00e0 tutto il suo spazio. L&#8217;equilibrio tra le crescenti libert\u00e0 della societ\u00e0 moderna ed il potere necessario all&#8217;ordine collettivo \u00e8 fra i pi\u00f9 grandi, se non il pi\u00f9 grande problema della nostra epoca. (\u2026) Queste cose nuove certo emergono non senza contrasti, non senza difficolt\u00e0, non senza eccessi, non senza momentanei squilibri. Ma \u00e8 questo il compito della nostra epoca. Il tema dei diritti \u00e8 centrale nella nostra dialettica politica. Di fronte a questa fioritura la politica deve essere conscia del proprio limite, pronta a piegarsi su questa nuova realt\u00e0, che le toglie la rigidezza della ragione di Stato, per darle il respiro della ragione dell&#8217;uomo\u201d.\u00a0(Discorso al XIII Congresso della Democrazia Cristiana, Roma, 20 marzo 1976)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giustizia e storia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giustizia non \u00e8 rendere ipostasi il presente, chiudere la storia in un sepolcro di sole merci, per scoraggiare ogni iniziativa al suono delle parole \u201cNon c\u2019\u00e8 alternativa\u201d(\u00a0Angela Dorothea Merkel). Se non c\u2019\u00e8 alternativa, se il presente \u00e8 tutto, allora la politica non ha senso, \u00e8 solo finzione, l\u2019epifenomeno dell\u2019economia liberista. La giustizia, invece, \u00e8 dialettica, pensiero che apre nuovi scenari per allargare la sfera e l\u2019orizzonte di consapevolezza. La giustizia \u00e8 dunque trasformazione che, mentre si attua nella storia, ha la chiarezza del propria fondamento. E\u2019 in cammino, nel suo concretizzarsi storico incontra nuove variabili per confrontarsi con esse, non rimuove la storia nel suo farsi, ma si impegna ad un continuo confronto con il presente:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201dSiamo dunque impegnati, sotto la pressione di una societ\u00e0 trasformata nel profondo, in continua evoluzione ed estremamente esigente, ad una grande opera di liberazione dell\u2019uomo e di giustizia. Un\u2019opera difficile, perch\u00e9 gli obiettivi vengono spostati pi\u00f9 innanzi, rendendo qualche volta disagevole il moto di progresso che si va, mano a mano, realizzando. Ma il contenuto rinnovatore di questa politica, secondo un preciso ed indeclinabile intento, \u00e8 fuori discussione. Corrispondere alle esigenze della societ\u00e0 con pi\u00f9 giusti ordinamenti, dimostrare che le istituzioni sono capaci di ricevere ed incanalare le aspirazioni popolari, effettuare il raccordo, in termini di comune consapevolezza e di comune responsabilit\u00e0, tra il vertice e la base del potere, stabilire costantemente un equilibrio politico non statico, ma dinamico, significa assicurare la stabilit\u00e0 del regime democratico\u201d.\u00a0(Discorso a un Convegno della Democrazia Cristiana, Milano, 3 giugno 1969)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">La giustizia \u00e8 per le cose che nascono, \u00e8 facile dinanzi al nuovo che ci minaccia patteggiare pe il passato che con i suoi confini netti ci rassicura, giustizia \u00e8 solo in una comunit\u00e0 in cui dinanzi alla paura del nuovo non si reagisce con la paura, ma si affronta il tutto con la parola, con il logos, con la partecipazione dal basso:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201dSe noi vogliamo essere ancora presenti, ebbene dobbiamo essere per le cose che nascono, anche se hanno contorni incerti, e non per le cose che muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime\u201d.(Discorso all\u2019XI Congresso della Democrazia Cristiana, Roma, 29 giugno 1969)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Avvenire e giustizia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non giudico l\u2019operato di Moro, o la sua coerenza, ma le sue parole, lo spessore dei suoi interventi, ci dovrebbe indurre a pensare l\u2019abisso relativistico in cui siamo e l\u2019anonimato individualistico che sa utilizzare tutto per fini privati decretando la morte di ogni avvenire. L\u2019urgenza \u00e8 l\u2019avvenire, senza giustizia non vi \u00e8 che un futuro di conflitti, che nega l\u2019umanesimo comunitario in nome di un astratto individualismo che ha sostituito la giustizia con l\u2019integralismo economico funzionale a conservare i privilegi di pochi contro la maggioranza sempre pi\u00f9 confusa ed afflitta dalla violenza ideologica dei nostri giorni. Vorrei concludere con le parole di Moro che unisce giustizia, libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 verso il futuro, in un trittico valoriale permanente, oggi, da ricostruire ad iniziare dalla consapevolezza della sua assenza:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201dEbbene, siamo qui provenienti da una lunga ed utile esperienza democratica (\u2026), siamo qui ancor oggi, non per fare delle piccole cose, non per puntellare condizioni logorate, non per provvedere all\u2019amministrazione del passato, ma, nella salvaguardia dei valori permanenti ed essenziali della nostra tradizione e della nostra civilt\u00e0, per lavorare con tutte le nostre forze per un nuovo, pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 umano assetto della nostra societ\u00e0. Siamo qui insomma per l\u2019avvenire\u201d. (Discorso al Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana, 29 luglio 1963)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/15088-salvatore-bravo-sulla-giustizia.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/15088-salvatore-bravo-sulla-giustizia.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Salvatore Bravo) &nbsp; La scomparsa delle parole Lo stato presente ha la sua verit\u00e0 nella signoria della merci, i tavoli ballano, affermava Marx, come se avessero vita propria, tanto pi\u00f9 signoreggiano i dominanti quanto pi\u00f9 il controllo del linguaggio, il suo declinarsi nella forma del calcolo o della chiacchiera erode spazi di significato della politica. 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