{"id":5165,"date":"2011-12-11T11:48:34","date_gmt":"2011-12-11T11:48:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5165"},"modified":"2011-12-11T11:48:34","modified_gmt":"2011-12-11T11:48:34","slug":"germania-piigs-2-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=5165","title":{"rendered":"Germania PIIGS 2 &#8211; 0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Articoli letti su <a href=\"http:\/\/georgiamada.splinder.com\">Georgiamada<\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Due articoli molto interessanti, ve li posto <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><span style=\"font-size: 16px;\">(georgia)<\/p>\n<p>\t<span style=\"font-size: 28px;\"><span style=\"color: rgb(153, 0, 102);\"><strong>Banche, i veri rischi a Parigi e Berlino<\/strong><\/span><\/span><br \/>\n\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Morya Longo e Fabio Pavesi <\/span><\/p>\n<p>\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Sono pi&ugrave; tossici i titoli che da anni tutti chiamano &laquo;tossici&raquo;, oppure i titoli di Stato che per anni sono stati da tutti considerati a &laquo;rischio zero&raquo;? L&#39;European banking authority (Eba), imponendo aumenti di capitale per 106 miliardi di euro solo agli istituti pi&ugrave; esposti sui titoli di Stato di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, ha dato la sua risposta: sono pi&ugrave; pericolosi i bond governativi. Punto a capo. Sta di fatto che, cos&igrave; facendo, l&#39;Eba ha penalizzato banche come quelle italiane o spagnole, ma ha salvato le francesi e le tedesche. Eppure, a ben guardare, in quei Paesi i problemi non mancano: gli istituti sono pieni di titoli tossici, hanno banche, a leva finanziaria pi&ugrave; elevata, hanno sempre fatto molto meno credito alle imprese. Il &laquo;Sole 24 Ore&raquo;, numeri alla mano, &egrave; in grado di dimostrarlo.<\/span> <\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">I titoli &laquo;tossici&raquo; e di Stato <\/span><\/strong><br \/>\n\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Per titoli &laquo;tossici&raquo; si intendono quelle obbligazioni a salsiccia, create impacchettando mutui subprime e titoli strutturati, che da anni non hanno pi&ugrave; un mercato. Sono classificati a &laquo;livello 3&raquo; nei bilanci e pesano in Europa per 337 miliardi. Dove stanno? Soprattutto nelle grandi banche del Nord Europa. Solo il 4% &egrave; in Italia. Intesa Sanpaolo e UniCredit, infatti, hanno asset &laquo;tossici&raquo; in bilancio per soli 3,5 e 10,4 miliardi: si tratta, rispettivamente, dell&#39;8% e del 18% del patrimonio di vigilanza. Percentuali tranquille. Ben diversi, invece, i numeri delle banche tedesche e francesi: Deutsche Bank a fine 2010 aveva 46,6 miliardi di euro di titoli &laquo;Livello 3&raquo;, Commerzbank 5,9 miliardi, Bnp Paribas 32,7 miliardi. Rispetto al patrimonio di vigilanza, Deutsche Bank ha titoli &laquo;tossici&raquo; per un valore pari al 96%. Ben pi&ugrave; del 18% di UniCredit.<\/span> <br \/>\n\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Discorso opposto per l&#39;esposizione sui titoli di Stato: &egrave; ovvio che le banche dei Paesi in crisi siano piene di bond di casa. Le italiane hanno fatto incetta di BTp italiani (58 miliardi per Intesa e 48 per UniCredit), le spagnole di Bonos locali (53 miliardi il Bbva e 41 il Santander). E questo &egrave; il problema: imponendo il rafforzamento parimoniale solo a chi ha tanti titoli di Stato periferici, e non a chi &egrave; pieno di titoli &laquo;tossici&raquo;, sono state le italiane e le spagnole ad essere penalizzate. &Egrave; vero che i titoli di Stato sono rischiosi, ma perch&eacute; non sono stati considerati tali i tossici?<\/span> <\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">La leva finanziaria<\/span><\/strong> <br \/>\n\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Stesso discorso per la leva finanziaria, cio&egrave; la quantit&agrave; di attivit&agrave; rispetto al capitale. Ebbene: le banche italiane &ndash; calcola l&#39;Abi &ndash; hanno la leva pi&ugrave; bassa in Europa: gli attivi sono appena 14 volte pi&ugrave; grandi del patrimonio netto. Le banche tedesche e francesi, invece, su questa voce hanno l&#39;allarme rosso acceso da anni: la leva &egrave; mediamente di 35 in Germania e di 30 in Francia. Insomma: da loro le banche svolgono attivit&agrave; 35 volte maggiori del capitale che hanno, ricorrendo al debito. Per capire la sproporzione: &egrave; come se una persona, disponendo di 100mila euro, ottenesse un mega-mutuo per la casa da 3,5 milioni di euro. Impossibile vero? Eppure l&#39;Eba non ne tiene conto.<\/span> <\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Il credito alle famiglie<\/span> <\/strong><br \/>\n\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Le banche italiane e spagnole, per contro, sono tradizionalmente pi&ugrave; vicine a imprese e famiglie: nel Belpaese (dati Abi) il credito tradizionale rappresenta il 62% degli attivi e in Spagna il 61,4%, contro il 31,7% di Germania e il 30,3% di Francia. Questo significa che in Italia e Spagna le banche hanno sempre fatto pi&ugrave; attivit&agrave; bancaria e meno speculazione sui mercati. Questo, ovvio, le espone ai rischi congiunturali: non a caso in Italia i crediti deteriorati &ndash; calcolava Mediobanca a fine 2010 &ndash; sono molto maggiori che all&#39;estero.<\/span> <br \/>\n\t<span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\">Ma ora si rischia di aggravare la situazione. Se non riusciranno a realizzare gli aumenti di capitale, le banche italiane dovranno per forza ridurre gli attivi: cio&egrave; il credito a imprese e famiglie. Mediobanca securities stima un de-leverage (dimagrimento) tra il 17% e il 32% a seconda degli istituti. Questo, di conseguenza, rischia di peggiorare la congiuntura economica e &ndash; in estrema conseguenza &ndash; di far aumentare i crediti in sofferenza. Il rischio, insomma, &egrave; di un avvitamento della crisi bancaria ed economica nei Paesi gi&agrave; deboli<\/span><\/span><\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: rgb(51, 51, 51);\"><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2011-10-28\/banche-veri-rischi-parigi-225820.shtml?uuid=Aa7GIxGE&amp;fromSearch\" target=\"_blank\"><font color=\"#676c56\">Il sole 24 ore<\/font><\/a>, 29 ottobre 2011 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\t<span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"font-size: 28px;\"><span style=\"color: rgb(153, 0, 102);\"><strong>Berlino ridisegna il capitalismo Ue<\/strong><\/span><\/span><br \/>\n\tJoseph Halevi<\/p>\n<p>\tSul Sole24Ore di sabato 29 ottobre &egrave; apparso un importante articolo di Morya Longo e Fabio Pavesi: &laquo;<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2011-10-28\/banche-veri-rischi-parigi-225820.shtml?uuid=Aa7GIxGE&amp;fromSearch\" target=\"_blank\"><font color=\"#676c56\">Banche, i veri rischi a Parigi e Berlino<\/font><\/a>&raquo;. Viene quantitativamente confermata l&#39;osservazione che facciamo da tempo: i sistemi bancari pi&ugrave; infetti sono il tedesco e il francese e quindi anche il belga, strettamente legato a Parigi.<br \/>\n\tDallo studio emerge che le banche gallico-teutoniche tuttora detengono un grande ammontare di titoli provenienti dagli anni di bengodi finanziaria in cui sparivano i denari di cassa per trasformarsi in scatole cinesi di derivati e pacchetti strutturati.<br \/>\n\tTali titoli appaiono ancora col valore attribuito al momento della loro creazione ma in realt&agrave; oggi avrebbero un valore zero o quasi, cosa che comporterebbe il crollo delle banche pi&ugrave; esposte. In rapporto al patrimonio di vigilanza la Deutsche Bank &eacute; la pi&ugrave; contaminata con un&#39;esposizione di oltre il 95%. La altre per&ograve; non scherzano affatto. La Bnp-Paribas ha un rapporto pari al 37% ed il Credit Agricole del 28%.<br \/>\n\tComplessivamente la presenza di questi titoli in Italia &eacute; molto bassa, solo il 4% del totale; lo stesso dicasi per la Spagna.<br \/>\n\tNell&#39;articolo analitico di spalla Fabio Pavesi osserva come nulla sia stato fatto per sterilizzare quei prodotti mentre vengono resi tossici, grazie alle decisioni prese a Berlino, Francoforte e Bruxelles, i titoli pubblici nazionali che sono invece preferiti, proprio perch&eacute; di Stato, dalle banche italiane e spagnole.<br \/>\n\tLongo e Pavesi forniscono inoltre un&#39;informazione cruciale per capire le strategie in atto. La European Banking Authority (Eba) ha imposto aumenti di capitale alle banche italiane, spagnole, irlandesi, portoghesi e greche perch&eacute; piene di buoni del tesoro.<br \/>\n\tIn tal modo l&#39;Eba protegge le banche tedesche e francesi infette e penalizza quelle dei paesi sotto tiro. E&#39; un atto istituzionale il cui messaggio &eacute; preciso: sui franco-tedeschi non viene fatta alcuna pressione per liberarsi dei titoli tossici, mentre l&#39;intero peso della paura dell&#39;infezione e del fallimento viene spostato sui buoni pubblici e sulle banche dei paesi dichiarati colpevoli.<br \/>\n\tNon sono errori di valutazione. Si tratta dell&#39;esercizio puramente machiavellico dei rapporti di forza intercapitalistici a livello europeo. Ancora una volta viene dimostrato che &eacute; assurdo parlare di Europa come se fosse uno spazio politico condiviso e comune le cui istituzioni si occupano dei membri discoli.<br \/>\n\tFrancia e Germania vogliono esonerare il proprio sistema bancario da ogni controllo e giudizio esterno mentre intervengono liberamente negli affari degli altri paesi tramite il falso alibi del debito pubblico. A tal fine mobilitano le istituzioni dette europee che non sono per niente democratiche bensi riflettono l&#39;evoluzione dei rapporti di forza.<br \/>\n\tLa crisi del 2008 ha aperto una nuova fase nella dinamica della riconfigurazione del capitalismo europeo. Il processo &eacute; diretto dalla Germania convinta che, grazie all&#39;espansione delle sue esportazioni extraeuropee, possa far pesare l&#39;aggiustamento finanziario sia privato che pubblico dell&#39;eurozona soprattutto su alcuni paesi terzi.<br \/>\n\tTra questi la Francia non pu&ograve; esserci pi&ugrave; di quanto decida Parigi stessa, altrimenti l&#39;impianto su cui poggia la Germania franerebbe. Non possono esserci nemmeno l&#39;Austria e il Benelux perch&eacute; costituiscono parte essenziale del blocco neomercantilista tedesco. Il fuoco &eacute; diretto sia verso i paesi dell eurozona col maggiore debito pubblico che verso quelli che pur essendo stati virtuosi si trovano ora risucchiati nel baratro della depressione economica.<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\/archivi\/fuoripagina\/anno\/2011\/mese\/11\/articolo\/5696\/\" target=\"_blank\"><font color=\"#676c56\">Il Manifesto<\/font><\/a>, 1 novembre 2011<br \/>\n\t<\/span><\/span><!--\n    <rdf:RDF xmlns:rdf=\"http:\/\/www.w3.org\/1999\/02\/22-rdf-syntax-ns#\"\n      xmlns:dc=\"http:\/\/purl.org\/dc\/elements\/1.1\/\"\n      xmlns:trackback=\"http:\/\/madskills.com\/public\/xml\/rss\/module\/trackback\/\">\n    <rdf:Description rdf:about=\"http:\/\/georgiamada.splinder.com\/post\/25717746\"\n      dc:identifier=\"http:\/\/georgiamada.splinder.com\/post\/25717746\"\n      dc:title=\"\"\n      dc:subject=\"economia\"\n      trackback:ping=\"http:\/\/www.splinder.com\/trackback\/25717746\" \/>\n    <\/rdf:RDF>\n    --><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articoli letti su Georgiamada Due articoli molto interessanti, ve li posto (georgia) Banche, i veri rischi a Parigi e Berlino Morya Longo e Fabio Pavesi Sono pi&ugrave; tossici i titoli che da anni tutti chiamano &laquo;tossici&raquo;, oppure i titoli di Stato che per anni sono stati da tutti considerati a &laquo;rischio zero&raquo;? 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