{"id":51694,"date":"2019-06-04T09:00:44","date_gmt":"2019-06-04T07:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51694"},"modified":"2019-06-03T19:20:27","modified_gmt":"2019-06-03T17:20:27","slug":"esteri-di-a-negri-leuropa-bellicista-il-falso-mito-della-pace-e-linterventismo-della-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51694","title":{"rendered":"L\u2019Europa bellicista: il falso mito della pace e l\u2019interventismo della Francia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di BARBADILLOT (Alberto Negri)<\/strong><\/p>\n<div class=\"lf-col1 typography lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non ce ne eravamo accorti ma <strong>l\u2019Europa era gi\u00e0 sovranista prima che arrivassero sulla scena Salvini, Orb\u00e0n o Le Pen<\/strong>: non ha mai avuto una politica estera e di difesa comuni. <strong>La Francia ha dato il via alla guerra di Libia nel 2011 consultandosi con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, non con la Germania o l\u2019Italia<\/strong>. Questa decisione, la pi\u00f9 grave di tutte, perch\u00e9 si \u00e8 trattato di andare in guerra, ha reso chiaro che a prevalere erano gli interessi nazionali. L\u2019avventura libica \u00e8 stato il maggiore disastro per l\u2019Italia dalla seconda guerra mondiale ma anche per l\u2019Unione europea. Tutti hanno capito che un Paese fondatore poteva essere colpito nella sua sfera vitale, nonostante ci fosse l\u2019Unione e che anzi proprio l\u2019Europa poteva affondare un suo stato membro. <strong>La politica estera europea \u00e8 un po\u2019 come l\u2019araba fenice.<\/strong> Ha dei contorni assai vaghi e si esprime soprattutto con mezzi economici, come le sanzioni o attraverso la cooperazione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma soprattutto si scontra con una mantra falso quanto mai: <strong>\u201cl\u2019Europa ha garantito la pace e la sicurezza nel continente per 70 anni\u201d<\/strong>. Al massimo ha garantito la pace tra i Paesi membri dell\u2019Unione ma fino a un certo punto. Sarebbe meglio dire che <strong>l\u2019Unione ha limitato, e pure male, le conseguenze delle sanguinose e devastanti guerre in Europa e nel Mediterraneo.<\/strong> I flussi migratori e le tragedie del mare derivati dal caos libico in Italia hanno regalato a sovranisti e populisti l\u2019arma migliore che potessero trovare: le \u00e9lite tradizionali non erano state in grado di difendere il Paese. E\u2019 la vecchia leva della paura che spinge a votare a destra.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Vediamo allora qual \u00e8 la realt\u00e0<\/strong> e di rifrescarci la memoria. Negli anni <strong>Novanta<\/strong> non solo l\u2019Europa non impedisce la guerra in Jugoslavia ma<strong> favorisce la disgregazione della Federazione fondata dal Maresciallo Tito.<\/strong> La Germania, insieme al Vaticano, appoggia la secessione della Croazia e inizia un conflitto che in un decennio far\u00e0 oltre 250 mila morti e pi\u00f9 di un milione di profughi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia per esempio sulla secessione Jugoslavia aveva idee assai diverse da quelle di una Germania che dopo il crollo del Muro nel 1989 si era appena riunificata. La disgregazione della Jugoslavia \u00e8 stata la fine dello stato pi\u00f9 multi-etnico e multi-religioso dell\u2019Europa, un evento drammatico che poi \u00e8 stato foriero di altre guerre, di altre secessioni e di altri guai.<\/p>\n<p>Durante le stesse guerre della Jugoslavia<strong> l\u2019Europa non \u00e8 stata capace di fermare il conflitto in Bosnia<\/strong> la cui fine \u00e8 stata dovuta all\u2019intervento degli americani, non degli europei. Pi\u00f9 o meno lo stesso discorso vale per la <strong>guerra in Kosovo<\/strong> che \u00e8 stata portata dalla Nato ma che evidenziava l\u2019obiettivo americano di spingersi verso Est e tenere sotto pressione la Russia che aveva dato addio da un pezzo all\u2019Urss e si trovava allora in piena decadenza. Se poi la Russia di Putin ha replicato in Ucraina, Crimea e Siria, lo si deve anche a quegli eventi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa non ha garantito nulla e non ha fermato alcun massacro<\/strong>, anzi ha contribuito a crearne altri. Non solo. Va in ordine sparso e davanti o scelte epocali come la pace e la guerra ragiona secondo gli interessi degli stati nazionali.<\/p>\n<p>Prendiamo la guerra all\u2019Iraq del 2003, <strong>il conflitto che ha scatenato l\u2019attuale destabilizzazione del Medio Oriente<\/strong>, voluto da americani e britannici sulle false prove che Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa. L\u2019Italia per esempio si \u00e8 unita alla guerra, dove ha subito il massacro di Nassiriya, mentre la Francia di Jacques Chirac ha tenuto a casa le truppe ed era contraria al conflitto.<\/p>\n<p>E veniamo alla Libia e alle cosiddette \u201cprimavere arabe\u201d del 2011. La guerra in Libia contro Gheddafi \u00e8 stata scatenata dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. <strong>La Francia ha cominciato i raid su Gheddafi senza neppure farci una telefonata<\/strong>, pur sapendo che il Colonnello era il maggiore alleato dell\u2019Italia nel Mediterraneo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Parigi ha causato all\u2019Italia la peggiore sconfitta dalla seconda guerra mondiale<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Parigi ha causato all\u2019Italia la peggiore sconfitta dalla seconda guerra mondiale<\/strong>. Sei mesi prima dei bombardamenti, il 30 agosto 2010, Gheddafi era stato ricevuto a Roma e aveva firmato accordi su temi economici e della sicurezza per un valore di dozzine di miliardi di euro. Intese, \u00e8 bene ricordarlo, approvate dal 98% dei nostri parlamentari. Non solo. <strong>L\u2019Italia venne costretta un mese dopo a partecipare ai raid.<\/strong> La decisione fu presa dal presidente della repubblica Napolitano sulla scorta di una considerazione pratica e di una politica. I terminali dell\u2019Eni di Mellitah erano stati collocati nella lista dei bersagli della Nato, il presidente della Repubblica voleva tenere l\u2019Italia nell\u2019alveo dell\u2019Alleanza Atlantica e degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Ma il peggio doveva ancora venire. Gli Stati europei, senza una politica comune ma dettata dagli interessi nazionali, hanno determinato la frantumazione della Libia e destabilizzato con la questione dei migranti il quadro politico italiano.<strong> Le missioni europee come quella denominata Sophia per frenare il traffico dei migranti non hanno avuto alcun successo e non sono mai state pienamente attuate<\/strong> con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. N\u00e9 tanto meno abbiamo ottenuto, se non in parte, la redistribuzione dei migranti mentre sei Paesi sospendevano gli accordi di Schengen.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 dell\u2019altro. L\u2019attuale governo e quelli precedenti si sono fatti prendere in giro con la promessa americana di una \u201ccabina di regia\u201d sulla Libia che nessun Paese europeo e della regione ha mai voluto affidare all\u2019Italia. <strong>Cos\u00ec siamo stati presi di sorpresa anche dall\u2019avanzata del generale Haftar.<\/strong> Come ben si vede in Libia non c\u2019\u00e8 nessuna politica europea e l\u2019Italia ne paga il prezzo con il suo isolamento. A Tripoli abbiamo sostenuto un governo Sarraj appoggiato dalla Turchia e dal Qatar, due stati non europei. E\u2019 chiaro che siamo sbilanciati e ora tentiamo di smarcarci senza troppo successo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Gli Stati europei, senza una politica comune ma dettata dagli interessi nazionali, hanno determinato la frantumazione della Libia e destabilizzato con la questione dei migranti il quadro politico italiano<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p>Tralascio i casi dell\u2019Ucraina e della Siria, se non per sottolineare che per i profughi siriani la Germania, dopo averne accolto un milione, ha voluto un accordo del valore di sei miliardi di euro con la Turchia per spingere Erdogan a tenersene in casa circa tre milioni. <strong>Come si vede la politica estera europea e la sua presunta solidariet\u00e0 sono a geometria piuttosto variabile<\/strong>, dettata dagli interessi dei due Paesi-guida, Francia e Germania. Nel caso di Brexit per\u00f2 sar\u00e0 la Francia ad avere i mezzi pi\u00f9 incisivi perch\u00e9 rester\u00e0 l\u2019unico Paese dell\u2019Unione dotata di un arsenale nucleare e con un seggio permanente al Consiglio di sicurezza Onu. Non solo. La Francia, a differenza della Germania, ha diverse missioni militari nel Sahel dove \u00e8 alleata con gli Usa.<\/p>\n<p>Tutto questo sar\u00e0 determinante per il futuro e in caso di conflitto tra Usa e Iran. <strong>Nonostante gli stati europei aderiscano all\u2019accordo sul nucleare con Teheran del 2015, finiranno per decidere la partecipazione a una guerra in base ai loro interessi nazionali. <\/strong><\/p>\n<p>Questi interessi sono determinati dall\u2019industria bellica, dai flussi di armi e dagli accordi economici con gli Usa, Israele e le monarchie del Golfo, tutti nemici dell\u2019Iran e anche maggiori clienti dell\u2019export di armamenti, oltre che fornitori di petrolio ed energia.<\/p>\n<p>La stessa Italia potrebbe essere chiamata dagli Usa a concedere le basi nel Sud in caso di conflitto con Teheran. <strong>E dove sar\u00e0 allora la politica estera europea comune? Rester\u00e0 un pezzo di carta straccia di false intenzioni.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.barbadillo.it\/82909-esteri-di-a-negri-leuropa-bellicista-il-falso-mito-della-pace-e-linterventismo-della-francia\/\">http:\/\/www.barbadillo.it\/82909-esteri-di-a-negri-leuropa-bellicista-il-falso-mito-della-pace-e-linterventismo-della-francia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLOT (Alberto Negri) Forse non ce ne eravamo accorti ma l\u2019Europa era gi\u00e0 sovranista prima che arrivassero sulla scena Salvini, Orb\u00e0n o Le Pen: non ha mai avuto una politica estera e di difesa comuni. La Francia ha dato il via alla guerra di Libia nel 2011 consultandosi con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, non con la Germania o l\u2019Italia. 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