{"id":51726,"date":"2019-06-05T08:00:54","date_gmt":"2019-06-05T06:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51726"},"modified":"2019-06-05T08:08:52","modified_gmt":"2019-06-05T06:08:52","slug":"governo-a-termine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51726","title":{"rendered":"Governo a termine"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/scontro-cop.jpg\" alt=\"Governo a termine\" \/><br \/>\n<strong>di IL PONTE (Giancarlo Scarpari)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, dopo un anno di sondaggi mediatici, sui cui esiti veniva ogni giorno calibrata la campagna politica dei partiti, il governo del cambiamento alla fine ha dovuto sottoporsi alla verifica del pi\u00f9 concreto sondaggio elettorale, che, almeno, ha cancellato molte chiacchiere inutili e ha costretto gli osservatori a misurarsi con alcuni dati della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti di questi, tuttavia, erano emersi sin dall\u2019inizio e riguardavano proprio la natura di questa nuova forma di governo, non prevista dalla Costituzione vigente, posto che, per un contratto privato, due viceministri stabilivano l\u2019agenda politica, dettavano le priorit\u00e0 e il presidente del Consiglio, un illustre sconosciuto definito l\u2019esecutore, era chiamato ad applicarle (con evidente stravolgimento dell\u2019art. 95 Cost. che, logicamente, prescrive l\u2019opposto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senonch\u00e9 questa \u201canomalia\u201d, imposta al presidente della Repubblica anche con la minaccia di una sua messa in stato d\u2019accusa, passava subito in seconda linea di fronte alla pubblicizzata compattezza dell\u2019esecutivo, manifestatasi con la concordata spartizione dei posti di governo e di sottogoverno, con la comune volont\u00e0 di occupare ogni articolazione del potere statale (dalla Rai, alla Consob, all\u2019Inps, all\u2019Istat, ecc.) e col programma unitario di \u201cmantenere le promesse fatte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente, l\u2019identica parola d\u2019ordine faceva riferimento a progetti diversi: per i primi mesi il procedere unito del governo era scandito solo dalla competizione interna per la priorit\u00e0 da riservare alle singole leggi di bandiera, che dovevano avanzare appaiate e realizzarsi, comunque, prima delle elezioni europee; trovava poi il suo culmine nella votazione del Def, quando i contraenti, cancellato in silenzio l\u2019asse portante della loro campagna elettorale (l\u2019uscita dalla Ue, la battaglia contro i suoi vincoli, ecc.), si adattavano alle richieste di Bruxelles, pur di evitare il procedimento di infrazione prima del 26 maggio; e approdava infine al provvisorio epilogo nella votazione congiunta volta a evitare il processo penale per sequestro di persone al viceministro Salvini per la vicenda della nave Diciotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma strada facendo \u2013 e quest\u2019ultima votazione l\u2019avrebbe messo in risalto \u2013 l\u2019anomalo governo iniziale, \u201ca guida Conte\u201d, aveva partorito un\u2019ulteriore anomalia, facendo nascere un secondo esecutivo in fieri, \u201ca guida Salvini\u201d, sostenuto in parlamento dall\u2019intera \u201copposizione\u201d di destra; e se Il primo aveva votato compatto le leggi sul reddito di cittadinanza, su quota 100 e il Def, il secondo, con il partito di Di Maio ridotto a ruota di scorta, aveva sostenuto il Decreto sicurezza, la difesa \u201csempre legittima\u201d e l\u2019impunit\u00e0 per il Capitano, dando cos\u00ec plastica rilevanza a un governo con due esecutivi, sorretti da altrettante distinte maggioranze parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto la scadenza delle elezioni del 26 maggio faceva saltare questo gi\u00e0 precario e anomalo equilibrio: il carattere europeo della competizione e la legge proporzionale che la regolava rendevano pi\u00f9 complessi i giochi, poich\u00e9 i due partiti del governo Conte, non dovendo pi\u00f9 convenire su ci\u00f2 che li univa e dovendo invece sottolineare ci\u00f2 che li differenziava, inauguravano non un confronto sui programmi e sulle tematiche da affrontare in Europa (programmi inesistenti o lasciati prudentemente nel cassetto, per non richiamare alla memoria le precipitose retromarce dei mesi precedenti), bens\u00ec una serie di risse, attacchi personali, proposte pi\u00f9 o meno provocatorie a uso dei social e delle televisioni serventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo imperversare, l\u2019esecutivo Conte cessava praticamente di governare, approvando, \u201csalvo intese\u201d decreti definiti urgenti \u2013 il c.d. Sblocca cantieri e il Decreto crescita \u2013 e tuttavia rimessi in un cassetto per intere settimane, a causa dei continui litigi interni; in compenso, sui media, Di Maio tentava di ritornare alle origini, utilizzando la bandiera della \u201clegalit\u00e0\u201d in occasione delle vicende giudiziarie dei leghisti Siri e Fontana, cercando di recuperare i consensi persi per la lunga sudditanza a Salvini, opponendosi cos\u00ec, improvvisamente, a tutte le iniziative di quest\u2019ultimo; mentre il Capitano, guardando alla sua seconda maggioranza, si scopriva improvvisamente \u201cgarantista\u201d, rilanciava la Flat Tax al 15% e l\u2019autonomia tutta speciale per il Lombardo-Veneto: la Meloni si dichiarava subito pronta a sostituire quella zavorra \u201cdi sinistra\u201d e Berlusconi cercava di salire sull\u2019ultimo treno, dichiarandosi disposto a formare alleanze anche con i \u00absovranisti illuminati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finalmente il 26 maggio poneva un punto fermo a questa penosa pantomima. L\u2019esito del voto fotografava alcune evidenti novit\u00e0, le cui incidenze sulla scena politica si rivelavano per\u00f2 diverse a seconda degli scenari considerati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello propriamente europeo, malgrado Salvini \u2013 con scarso controllo di parole e di concetti \u2013 avesse spacciato queste elezioni per \u00abun referendum tra la vita e la morte, tra passato e futuro, tra Europa libera e Stato islamico basato su precariet\u00e0 e paura\u00bb nulla di tutto questo era in gioco e nulla del genere si \u00e8 ovviamente verificato. Le forze cui Salvini faceva riferimento e che aveva schierato nella parata milanese del 18 maggio sono complessivamente aumentate di peso, ma l\u2019Enf, il raggruppamento che comprende la Lega e il Rassemblement National della Le Pen, ha ottenuto 58 seggi sui 751 complessivi, le altre formazioni sono disperse in coalizioni varie, i 13 deputati di Orban restano per il momento con i popolari e i 29 di Farage sono entrati nel Parlamento europeo per uscirne presto. Insomma in Europa la Lega era e continua a essere un nano politico ed \u00e8 per giunta isolata, al di l\u00e0 dei proclami del Capitano, poich\u00e9 il debito pubblico, che in quest\u2019anno di governo \u00e8 ulteriormente aumentato in Italia, la rende un alleato assai improbabile per coloro che pure ne condividono le iniziative contro l\u2019immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di contro il Ppe e i socialdemocratici (con il Pd), pur notevolmente dimagriti in queste elezioni, possono contare, rispettivamente, su 180 e 146 seggi, sulla concreta possibilit\u00e0 di allearsi con l\u2019Alde dei liberali e di Macron (109 seggi) ed eventualmente con i Verdi di Ale (69 deputati): le elezioni hanno semplicemente spostato gli equilibri tra i gruppi \u201ceuropeisti\u201d, impedendo la riproposizione dell\u2019alleanza esclusiva tra popolari e socialdemocratici e aumentando di conseguenza la competitivit\u00e0 interna in vista delle scelte istituzionali pi\u00f9 rilevanti (Commissione e Bce, su tutte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessun terremoto, dunque, si \u00e8 verificato, anche se il futuro si presenta problematico: le forme e, soprattutto, i contenuti dell\u2019alleanza che si profila diranno se i vecchi partiti hanno imparato qualcosa dalla crisi da essi provocata negli anni passati, se le nuove formazioni saranno in grado di apportare al governo europeo istanze di reale rinnovamento e se la fase della politica di austerit\u00e0 debba considerarsi chiusa definitivamente o se, invece, ricalcheranno, con retoriche di facciata o mere correzioni marginali, ricette e prassi precedenti. In tal caso, si pu\u00f2 star certi, saranno solo in grado di produrre disuguaglianze crescenti, rabbie impotenti, ricerca pilotata di capri espiatori, prepareranno il terreno ideale per una crescita rapida delle destre sempre pi\u00f9 nazionaliste e aggressive e accentueranno la crisi sempre meno reversibile della costruzione dell\u2019Unione europea, comunque la si voglia configurare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diversa risulta, invece, l\u2019incidenza dell\u2019esito del voto sulla situazione italiana. Qui il nano europeo appare un gigante, essendo riuscito a capovolgere i rapporti di forza col socio di governo, passando in un anno dal 17,4% di consensi ottenuti alla Camera nel marzo del 2018 al 34,3% del maggio del 2019, mentre Di Maio \u00e8 riuscito nell\u2019altrettanto memorabile impresa di prosciugare il successo dell\u2019anno precedente, passando dal 32,7% al 17,1% dei voti conseguiti. \u00c8 vero che a quest\u2019ultima tornata elettorale hanno partecipato 2.524.795 elettori in meno, per cui i raffronti tra le due votazioni non sono tecnicamente corretti, ma sono i numeri reali a rappresentare ancora pi\u00f9 efficacemente l\u2019impressionante divaricazione: 3.443.359 nuovi elettori per la Lega di Salvini, 6.195.538 quelli perduti, invece, dal partito di Di Maio. Niente di imprevisto, sia chiaro, poich\u00e9 l\u2019ascesa dell\u2019uno e la caduta dell\u2019altro erano state monitorate giorno per giorno dai loro successi o insuccessi mediatici; e tuttavia la disillusione e l\u2019allontanamento di coloro che avevano votato il M5S sono andate al di l\u00e0 di quanto previsto dagli stessi sondaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo il 26 maggio, tuttavia, il governo Conte pu\u00f2 continuare a vantare un consenso pari al 51,4%, ma questo gli conferisce una stabilit\u00e0 solamente apparente, visto il terremoto avvenuto al suo interno e che ha innestato dinamiche non facilmente controllabili; ma non sar\u00e0 solo per questo stravolgimento che sar\u00e0 ricordato l\u2019operato di Di Maio, quanto piuttosto per l\u2019aver prodotto e avallato, con rara insipienza politica, la crescita, vertiginosa e non resistita, della destra estrema in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, oltre ai consensi per la Lega, sono aumentati anche quelli del partito post-fascista della Meloni, che, collocatasi sulla scia di Salvini, ha ottenuto un incremento di 293.000 voti, pari al 2% in percentuale; e il risultato raggiunto gi\u00e0 oggi consente alla Lega e a Fd\u2019I, fermi un anno fa al 31,8%, di superare la fatidica barriera del 40%, un dato che, con la legge elettorale attuale, gi\u00e0 consentirebbe loro di varare un nuovo governo (e, dati alla mano, una proiezione prevede, per i due partiti associati, la conquista di 328 seggi su 618 alla Camera e di 162 su 309 al Senato). In pi\u00f9 con FI, sia pure dimezzato e ridotto a serbatoio di voti per i due soci in ascesa, il \u201cgoverno Salvini\u201d al completo, che gi\u00e0 abbiamo visto in fieri nei mesi passati e che oggi gi\u00e0 supera il 49%, potrebbe, in caso di elezioni anticipate, dare probabilmente forma e contenuto al prossimo esecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Capitano, a differenza di Di Maio che ha esaurito le promesse e che \u00e8 finito in un vicolo cieco, pu\u00f2 infatti incrementare ulteriormente le attese (e i consensi), continuando la campagna elettorale e annunciando sempre nuove misure contro l\u2019immigrazione (una politica che funziona in Ungheria dove non ci sono immigrati, figurarsi da noi dove il Capitano con i suoi decreti-sicurezza ha aumentato il numero dei \u201cclandestini\u201d e dei \u201csenza diritti\u201d) e nuove opportunit\u00e0 per i ceti di riferimento (il giorno dopo le elezioni ha rilanciato infatti una Flat Tax da 30 miliardi e nuovi corposi condoni per le imprese).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il messaggio veicolato da Salvini \u00e8 quello, tradizionale, della \u201cdifesa della roba\u201d (no alla \u201cpatrimoniale\u201d, via a lacci e lacciuoli per le imprese, sanatorie e condoni mirati, ecc.); ma con una importante precisazione, perch\u00e9 chiarisce che quella che va salvaguardata \u00e8, innanzitutto, \u00abla roba degli italiani\u00bb. E ci\u00f2 anche a costo di invertire la tradizionale scala dei valori, dato che quell\u2019obiettivo deve essere raggiunto anche col sacrificio della vita (degli altri): il ladro che tenta l\u2019effrazione e spaventa il proprietario pu\u00f2 essere ucciso immediatamente sul posto (la difesa \u00e8 sempre legittima); il migrante che sta per arrivare, considerato un ladro potenziale, o peggio, deve, con azione preventiva, essere riportato nei lager libici o, peggio, essere abbandonato alla sua sorte e finire annegato (e una Ong disobbediente merita, secondo Salvini, di essere addirittura sanzionata con 5.500 euro per ogni migrante salvato). Poi, dopo aver imbracciato un fucile, il Capitano si \u00e8 presentato nelle piazze, baciando il rosario e invocando la Madonna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un progetto politico chiaro, come chiara (e inquietante) \u00e8 la cultura che l\u2019ha prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo in una fase di transizione , tra un governo Conte gi\u00e0 segnato da queste caratteristiche e la prospettiva di un \u201cgoverno Salvini\u201d deciso ad andare anche oltre: pronto a difendere, oggi, con le speciali autonomie richieste, soprattutto \u201cla roba\u201d degli italiani del Nord, alterando cos\u00ec profondamente gli equilibri Stato-Regioni stabiliti dall\u2019art. 117 Cost.; e pronto, domani, a incidere ulteriormente sulle articolazioni dello Stato, potendo, con una maggioranza pi\u00f9 coesa, cambiare la legge elettorale ed eleggere un presidente della Repubblica a essa omogeneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo un avventurismo eccessivo del Capitano o la reazione dei mercati (l\u2019Italia \u00e8 in stagnazione, lo spread a maggio \u00e8 a quota 290%), ancor prima degli avvertimenti provenienti dall\u2019Europa (subito dopo il voto \u00e8 infatti arrivata l\u2019annunciata lettera di richiamo) sembrano in grado di interrompere questo processo, non certo la forza dell\u2019attuale opposizione parlamentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte a questa realt\u00e0 e, soprattutto, di fronte a una simile prospettiva, il Pd, infatti, \u00e8 giunto alla scadenza del 26 maggio praticamente disarmato, senza una propria identit\u00e0 e senza capacit\u00e0 alcuna di incidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le elezioni, com\u2019era logico vista la paralisi dell\u2019anno trascorso, sono servite infatti solo per raggruppare le stanche membra di un partito che non \u00e8 pi\u00f9 tale; Zingaretti, timoroso di nuove fratture, ha tenuto insieme tutte le sue componenti, perdendo ugualmente 120.000 voti rispetto a quelli conseguiti dal partito nel marzo 2018, migliorando in percentuale solo per il calo dei votanti, superando il M5S grazie alla sua caduta libera, \u201ctenendo\u201d tuttavia in alcune grandi citt\u00e0 nelle contemporanee elezioni amministrative (ma il Pd \u00e8 stato sconfitto in Piemonte e questo risultato ha consegnato alla destra il governo di tutte le regioni del Nord).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Persa l\u2019identit\u00e0, il Pd non l\u2019ha pi\u00f9 ritrovata; e il giorno dopo le elezioni il candidato pi\u00f9 votato, Calenda, ha pensato di fornirgliene addirittura due, suggerendo una scissione concordata, con una proposta rivolta a sinistra e un\u2019altra, la sua, destinata al centro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019iniziativa, se rivela cosa stia covando sotto l\u2019immagine unitaria del partito offerta in occasione del 26 maggio, si presenta come operazione di piccolo cabotaggio nella forma e illusoria nella sostanza: a sinistra non sembra vi siano fertili praterie, ma solo terre desertificate (i risultati di \u00abla Sinistra\u00bb,1,8% e del Partito della Rifondazione Comunista, 0,88%, parlano da soli); il mitico centro \u00e8 diventato un non luogo, progressivamente svuotato dai c.d. moderati, ormai da tempo affluiti altrove; dei milioni di elettori che avevano votato il M5S e che l\u2019hanno abbandonato, neppure il 3%, secondo l\u2019analisi dei flussi fatta da Pagnoncelli, ha scelto il Pd (il 14,4% ha preferito infatti votare Lega); dal grande mare dell\u2019astensione, infine, nessuno sembra aver fatto ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se tutto questo \u00e8 successo una ragione ci sar\u00e0. Evitare di sciogliere questo nodo e preoccuparsi solo di cercare, da subito, improbabili alleanze, non risolver\u00e0 il problema, ma solo ne sposter\u00e0 nel tempo la soluzione, rendendola per\u00f2, in tal modo, sempre pi\u00f9 ardua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/06\/03\/governo-a-termine\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/06\/03\/governo-a-termine\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Giancarlo Scarpari) &nbsp; Cos\u00ec, dopo un anno di sondaggi mediatici, sui cui esiti veniva ogni giorno calibrata la campagna politica dei partiti, il governo del cambiamento alla fine ha dovuto sottoporsi alla verifica del pi\u00f9 concreto sondaggio elettorale, che, almeno, ha cancellato molte chiacchiere inutili e ha costretto gli osservatori a misurarsi con alcuni dati della realt\u00e0. 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