{"id":51776,"date":"2019-06-11T10:30:27","date_gmt":"2019-06-11T08:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51776"},"modified":"2019-06-06T08:49:53","modified_gmt":"2019-06-06T06:49:53","slug":"poema-della-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51776","title":{"rendered":"Poema della fame"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LE PAROLE E LE COSE (Fabrizio Bajec)<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00ab Noi che avremmo voluto essere gentili,<\/em><\/p>\n<p><em>a noi non fu concessa gentilezza \u00bb<\/em><\/p>\n<p>Barbara Balzerani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Della primavera del 2016 non dimenticher\u00f2 una frase udita durante una delle manifestazioni pi\u00f9 commentate a Parigi contro la riforma del lavoro, quella in cui le vetrine dell\u2019ospedale Necker (dei bambini malati) furono infrante da un solo individuo, mentre poi il governo ne approfitt\u00f2 per rimettere in discussione la legittimit\u00e0 stessa delle proteste. Fu come un grido incongruo, dal tono quasi scandalizzato di un membro della CGT (sindacato ancora maggioritario nel settore privato) e diretto alle brigate della polizia che impugnavano pistole Flash Ball (LBD 40) e granate (Gli-F4): \u00ab State colpendo la classe operaia! Non vi vergognate? \u00bb. Sembrava uscire dal secolo scorso e mi fece pi\u00f9 effetto per il tono disperato che per il messaggio.<\/em><span id=\"more-35820\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Da allora, la repressione del popolo manifestante ad opera della polizia e dei gendarmi non ha fatto che aumentare, suscitando le critiche di varie ONG e del consiglio di sicurezza dell\u2019ONU. Ma si \u00e8 intensificata anche la risposta dello stesso cordone sindacale, i cui responsabili erano stufi di essere confusi con gli autonomi o gli infiltrati, spediti dal governo per lasciar distruggere il mobilio urbano e caricare meglio i manifestanti pi\u00f9 rumorosi, senza privarsi di colpirne molti altri. Un giorno i sindacalisti si sono difesi sparando a loro volta lacrimogeni sui celerini. E i famosi portuali di Le Havre hanno respinto uno squadrone trovatosi ad un dato momento in minoranza numerica. Con l\u2019insorgere dei gilet gialli, due anni dopo, il numero delle mutilazioni subite e dei soprusi \u00e8 in ascesa: ferite di guerra, un omicidio di Stato, una scolaresca messa in ginocchio, mani dietro alla nuca, e una ventina gilet gialli travolti e ammazzati da automobilisti spazientiti ai posti di blocco. Si \u00e8 dunque arrivati a repliche pi\u00f9 offensive, come l\u2019irruzione di un gruppo di gilet gialli del segretario del Governo messo in fuga, con tanto di portone sfondato da un montacarichi, o i proiettili spediti a diversi deputati della maggioranza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Senza dimenticare, un anno prima, il tentativo di omicidio di due poliziotti in una vettura incendiata nel bel mezzo di un corteo. Pi\u00f9 di recente, il lancio di slogan che invitavano le forze dell\u2019ordine a suicidarsi, poi ripresi e lasciati sui muri di una gendarmeria in Bretagna, con allusione al reale aumento di suicidi nelle caserme del paese. Non riuscendo a discutere di tutto ci\u00f2 in un articolo, visti i continui aggiornamenti e la variet\u00e0 dei reati in corso, ho preferito farlo con i versi, seguendo un\u2019idea di fondo in preoccupante sviluppo, e cio\u00e8 che la politica della violenza possa, al di l\u00e0 delle aspettative, pagare pi\u00f9 del pacifismo, o comunque riproporsi come una soluzione in fin dei conti accettabile per le diverse componenti del movimento.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I.<\/p>\n<p>solerti restarono in piedi<\/p>\n<p>nella loro miseria belavano<\/p>\n<p>contro la nebbia avvelenata<\/p>\n<p>che il governo faceva piovere<\/p>\n<p>sulle teste calde e canute<\/p>\n<p>dei suoi sudditi ora insorti<\/p>\n<p>dalle campagne e periferie<\/p>\n<p>lungo le autostrade e rotatorie<\/p>\n<p>riuniti intorno a un fuoco la notte<\/p>\n<p>e il giorno sotto la neve<\/p>\n<p>raccolti dentro una baracca<\/p>\n<p>le capanne del loro Natale<\/p>\n<p>ma che le ruspe dei gendarmi<\/p>\n<p>spazzano insieme ai lunghi sforzi<\/p>\n<p>poi tornano i recalcitranti<\/p>\n<p>riedificano sempre una base<\/p>\n<p>per quanto precaria e aperta<\/p>\n<p>mai resistente a sufficienza<\/p>\n<p>per traversare il gelido inverno<\/p>\n<p>e accogliere nuovi affamati<\/p>\n<p>nuova rabbia e braccia disponibili<\/p>\n<p>ora trascinano ferraglia<\/p>\n<p>nei viali delle citt\u00e0 legna<\/p>\n<p>macchine a qualsiasi prezzo<\/p>\n<p>con ogni mezzo le barricate<\/p>\n<p>si ergono tra la vita e la morte<\/p>\n<p>la santissima morte cantata<\/p>\n<p>da altri cittadini in rivolta<\/p>\n<p>un tiro squarcia la mascella<\/p>\n<p>polverizza l\u2019occhio di un ragazzo<\/p>\n<p>fora il seno di un\u2019infermiera<\/p>\n<p>che non ha mai perso un corteo<\/p>\n<p>n\u00e9 un treno della dignit\u00e0<\/p>\n<p>per sputare sulla capitale<\/p>\n<p>i suoi straordinari week-end<\/p>\n<p>quanti storpi sfigurati orbi<\/p>\n<p>sfileranno il sabato seguente<\/p>\n<p>senza dire una parola<\/p>\n<p>saranno visti con bende<\/p>\n<p>e fasce sanguinanti eloquenti<\/p>\n<p>volete decimarci o cosa?<\/p>\n<p>noi che mangiamo una volta al giorno<\/p>\n<p>piangiamo tra i debiti dormiamo<\/p>\n<p>anche in macchina per lavoro<\/p>\n<p>se non rende abbastanza per stare<\/p>\n<p>dalla parte di chi grida al caos<\/p>\n<p>chi recrimina i danni pubblici<\/p>\n<p>e si chiede perch\u00e9 distruggiamo<\/p>\n<p>perch\u00e9 domanda una principessa<\/p>\n<p>con le scarpe da ginnastica<\/p>\n<p>all star converse o adidas<\/p>\n<p>perch\u00e9 mai prendersela col lusso<\/p>\n<p>che non vi ha fatto nulla e brilla<\/p>\n<p>in quartieri che non sono i vostri<\/p>\n<p>come potete punire cos\u00ec<\/p>\n<p>il commercio che in fondo \u00e8 la vita<\/p>\n<p>ne converrete sfama i piccoli<\/p>\n<p>imprenditori come pu\u00f2 darsi<\/p>\n<p>tra voi si nascondano e sfasciano<\/p>\n<p>tutto quello che non possiedono<\/p>\n<p>al che risposero irati<\/p>\n<p>venite dalle nostre parti<\/p>\n<p>venga principessa e apra<\/p>\n<p>il suo indispensabile negozio<\/p>\n<p>poich\u00e9 \u00e8 dotata non chiuder\u00e0<\/p>\n<p>e risero svergognandola<\/p>\n<p>come fosse l\u2019ultima cagna<\/p>\n<p>di un villaggio fantasma accorsa<\/p>\n<p>per un pasto che non s\u2019\u00e8 mai visto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>II.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>sabato avremo l\u2019esercito<\/p>\n<p>per tenerci buoni e cauti<\/p>\n<p>riserve antiterroristiche<\/p>\n<p>giovani impreparati all\u2019uopo<\/p>\n<p>e che ieri badavano al popolo<\/p>\n<p>ma potrebbero sparare se<\/p>\n<p>provocati o in pericolo<\/p>\n<p>la donna dal seno bucato<\/p>\n<p>\u00e8 pronta a tornare in trincea<\/p>\n<p>perch\u00e9 sa di aver ragione<\/p>\n<p>non teme pi\u00f9 nulla ma che orrore<\/p>\n<p>le fa questo dispositivo<\/p>\n<p>quando basterebbe rimettere<\/p>\n<p>la tassa ai pi\u00f9 ricchi il rialzo<\/p>\n<p>del salario minimo e basta<\/p>\n<p>ce ne torneremmo a casa<\/p>\n<p>con un po\u2019 di giustizia in tasca<\/p>\n<p>mentre contiamo i nostri morti<\/p>\n<p>dall\u2019inizio di questo conflitto<\/p>\n<p>sappiamo che voi non ne avete<\/p>\n<p>perch\u00e9 il monopolio delle armi<\/p>\n<p>e della brutalit\u00e0 \u00e8 vostro<\/p>\n<p>allora torno con mio marito<\/p>\n<p>sabato prossimo marcer\u00f2<\/p>\n<p>in mezzo a tutto quel giallo<\/p>\n<p>adesso mi sono svegliata<\/p>\n<p>se assaltano un ministero<\/p>\n<p>o vi introducono una bomba<\/p>\n<p>io giuro non mi stupisco<\/p>\n<p>avete i fucili da assalto<\/p>\n<p>le granate antisommossa<\/p>\n<p>la polvere paralizzante<\/p>\n<p>gli elicotteri e ora i soldati<\/p>\n<p>io non riesco a sfamare mia madre<\/p>\n<p>n\u00e9 a spedirla dove sgobbo<\/p>\n<p>nei nostri centri inoperanti<\/p>\n<p>si sviliscono i pi\u00f9 vecchi<\/p>\n<p>perci\u00f2 cosa avr\u00f2 da perdere<\/p>\n<p>cos\u00ec parl\u00f2 la donna ferita<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>III.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ah maledetti l\u2019avete fatto<\/p>\n<p>avete spinto in rianimazione<\/p>\n<p>una settantenne attivista<\/p>\n<p>che non costituiva un ostacolo<\/p>\n<p>e oggi il presidente le augura<\/p>\n<p>pronta guarigione e saggezza<\/p>\n<p>che resti a casa se \u00e8 fragile<\/p>\n<p>in fondo non esiste violenza<\/p>\n<p>poliziesca n\u00e9 repressione<\/p>\n<p>in uno stato di diritto<\/p>\n<p>la Repubblica \u00e8 buona<\/p>\n<p>non importa se in passato<\/p>\n<p>un ministro invi\u00f2 l\u2019esercito<\/p>\n<p>a domare gli scioperanti<\/p>\n<p>mietendo morti e feriti<\/p>\n<p>non importa se varie entit\u00e0<\/p>\n<p>non governative vi accusano<\/p>\n<p>di smisurata forza ai danni<\/p>\n<p>della societ\u00e0 che vi elesse<\/p>\n<p>ah maledetto il vostro nome<\/p>\n<p>e il giorno in cui foste scelto<\/p>\n<p>dalle classi pi\u00f9 abbienti<\/p>\n<p>a costo di svenare le altre<\/p>\n<p>IV.<\/p>\n<p>abbattono un edificio<\/p>\n<p>tra boati esplosivi fracassi<\/p>\n<p>gli operai dell\u2019azienda pubblica<\/p>\n<p>tornano al lavoro scherzando<\/p>\n<p>e puzzano di fumo e caff\u00e8<\/p>\n<p>comunque vedendoli passare<\/p>\n<p>si vorrebbe salutarli<\/p>\n<p>perch\u00e9 indossano il colore<\/p>\n<p>che ci \u00e8 entrato nel cervello<\/p>\n<p>ora vediamo cospiratori<\/p>\n<p>sparsi per l\u2019intera citt\u00e0<\/p>\n<p>con le stesse casacche fluo<\/p>\n<p>mentre quelli veri si radunano<\/p>\n<p>in qualche remota landa<\/p>\n<p>e stilano dichiarazioni<\/p>\n<p>articoli costitutivi<\/p>\n<p>si mettono ai voti azioni<\/p>\n<p>di disobbedienza e si canta<\/p>\n<p>la canzone dei partigiani<\/p>\n<p>l\u2019uomo dall\u2019occhio solo afferma<\/p>\n<p>togliete il casco e perdete il posto<\/p>\n<p>meglio non farlo meglio scappare<\/p>\n<p>o estrarre l\u2019arma e puntarla<\/p>\n<p>due secondi e mezzo su di noi<\/p>\n<p>se lasciate che veniamo avanti<\/p>\n<p>fino alle nostre istituzioni<\/p>\n<p>invaderemo le redazioni<\/p>\n<p>gli studi televisivi<\/p>\n<p>democrazia \u00e8 il possesso<\/p>\n<p>comunitario dei giornali<\/p>\n<p>a morte la stampa di caserma<\/p>\n<p>a morte i privilegi risorti<\/p>\n<p>abbasso il sondaggio l\u2019opinione<\/p>\n<p>ci \u00e8 favorevole badate<\/p>\n<p>ma l\u2019avrete gi\u00e0 notato<\/p>\n<p>nella palude sono tornate<\/p>\n<p>belle e pronte all\u2019attacco<\/p>\n<p>le ruspe comunali<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=35820\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=35820<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Fabrizio Bajec) \u00ab Noi che avremmo voluto essere gentili, a noi non fu concessa gentilezza \u00bb Barbara Balzerani \u00a0 Della primavera del 2016 non dimenticher\u00f2 una frase udita durante una delle manifestazioni pi\u00f9 commentate a Parigi contro la riforma del lavoro, quella in cui le vetrine dell\u2019ospedale Necker (dei bambini malati) furono infrante da un solo individuo, mentre poi il governo ne approfitt\u00f2 per rimettere in 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