{"id":519,"date":"2009-10-18T19:16:36","date_gmt":"2009-10-18T18:16:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=519"},"modified":"2009-10-18T19:16:36","modified_gmt":"2009-10-18T18:16:36","slug":"normalita-nei-mercati-finanziari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=519","title":{"rendered":"\u201cNormalit\u00e0\u201d nei mercati finanziari?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Filippo Petroni<\/strong><\/p>\n<p>Dando uno sguardo, anche solo superficiale, ai dati storici del Down Jones (DJ) ci si accorge di quanto siano frequenti le variazioni di prezzo di una certa entita&rsquo;.<\/p>\n<p>Per chiarire meglio di cosa si parla, si riportano alcuni esempi importanti: nell&rsquo;Agosto del 1998 il DJ scende in un giorno del 3,5%, tre settimane dopo scende del 4,4% ed il 31 Agosto 1998 del 6,8%. La causa di questi &ldquo;crolli&rdquo; cos&igrave; vicini era da ricercarsi nella crisi finanziaria che stava colpendo la Russia. Altri esempi recenti sono: il luned&igrave; nero del 1987 (in un solo giorno il DJ perde il 29.2%), il collasso dopo la bolla speculativa dei titoli legati ad Internet nel 2001 e, ovviamente, il crollo del 2008, collegato all&rsquo;emissione di mutui &ldquo;sub-prime&rdquo;, che ha determinato la crisi ancora in atto.<\/p>\n<p>Tutti questi fenomeni sono per loro natura imprevedibili.&nbsp;Ci&ograve; che gli studiosi fanno &egrave; cercare di prevedere la probabilit&agrave; che essi avvengano, utilizzando dei modelli matematici che, basandosi sulla natura stocastica della variazione dei prezzi dei titoli azionari, permettano di avere informazioni sulla probabilita&rsquo; che variazioni di prezzo di una determinata entit&agrave; avvengano in un dato lasso di tempo. Costruire modelli adatti a questo scopo e&rsquo; ovviamente complicato. Come in tutti i campi della scienza, si procede semplificando il problema in esame e facendo delle assunzioni di fondo. L&rsquo;importante ovviamente e&rsquo; che queste assunzioni non siano troppo lontane dalla realta&rsquo; e permettano, comunque, di fare stime numeriche confrontabili con i dati reali che esistono e sono analizzabili.<\/p>\n<p>Il modello servira&rsquo; a stimare quale sia la probabilita&rsquo; che in futuro si verifichino determinati eventi. E&rsquo; essenziale, quindi, che, affinche&rsquo; il modello sia credibile, si facciano verifiche sui dati del &nbsp;passato. Il modello deve essere in grado di stimare correttamente la probabilita&rsquo; di eventi gia&rsquo; accaduti.&nbsp;<\/p>\n<p>I modelli matematici largamente utilizzati sia dalle banche che dai governi si basano su una ipotesi di fondo dei fenomeni in analisi. Si assume che questi fenomeni abbiano una natura &ldquo;normale&rdquo;, ovvero, che variazioni di prezzo molto elevate siano estremamente rare. Per dare un&rsquo;idea, secondo questa ipotesi una perdita come quella del &ldquo;Black Monday&rdquo; si puo&rsquo; avere solo una volta ogni 10<sup>50<\/sup> anni (un tempo di gran lunga superiore all&rsquo;eta&rsquo; dell&rsquo;universo).<\/p>\n<p>Tecnicamente con &ldquo;normale&rdquo; si intende che la probabilit&agrave; con cui si descrive la variazione di prezzo di un titolo azionario (o di un indice azionario, essendo questo una &ldquo;semplice&rdquo; media di pi&ugrave; titoli) viene da una funzione detta appunto Normale (distribuzione di Gauss). La scelta di utilizzare l&rsquo;ipotesi di normalita&rsquo; dipende da vari fattori tra i quali ci sono sicuramente la semplicit&agrave; di utilizzo e i motivi storici (era gi&agrave; utilizzata agli inizi del &lsquo;900).<\/p>\n<p>Sfortunatamente, per&ograve;, le variazioni di prezzo sono tutt&rsquo;altro che normali. L&rsquo;assunzione di normalita&rsquo; del mercato funziona solamente per brevi periodi di calma. Quindi, i modelli basati sulla Normale sono completamente inadeguati quando si cerca di calcolare le probabilit&agrave; (o rischio) di variazioni di prezzo molto elevate. Questo implica che modelli matematici costruiti su questa ipotesi siano troppo lontani dalla realta&rsquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;inadeguatezza deriva essenzialmente dal fatto che si considera solo la possibilita&rsquo; di condizioni &ldquo;normali&rdquo; del mercato, attribuendo probabilit&agrave; infinitesime a quelli che vengono considerati eventi rari. Dall&rsquo;esperienza sappiamo che questi eventi poi cosi&rsquo; rari non sono. Infatti si puo&rsquo; facilmente verificare, attraverso un&rsquo;analisi approfondita degli andamenti storici degli indici azionari, che la probabilit&agrave; che si verifichino eventi rari &egrave; molto piu&rsquo; elevata di quella che puo&rsquo; essere calcolata dai modelli matematici basati sulla normalit&agrave; del mercato.<\/p>\n<p>Nonostante la loro inadeguatezza questi modelli vengono utilizzati per la stima del rischio legato a grosse perdite (essendo il rischio essenzialmente una probabilit&agrave;), del rischio di fallimento delle societ&agrave;, del rischio legato alla mancata restituzione di un mutuo&hellip;.<\/p>\n<p>Il loro utilizzo comporta una sottostima sistematica del rischio. Stimare il rischio in modo corretto vorrebbe dire essere preparati in caso di crolli finanziari come quello appena vissuto o, se i governi prendessero provvedimenti adeguati, ad evitarli completamente. E&rsquo; infatti dovuta, in gran parte, a questa sottostima la crisi finanziari che ci ha investiti nel 2008. I mutui &ldquo;sub-prime&rdquo; sono stati concessi dalle banche sottostimando la probabilita&rsquo; di inadempimento. La &ldquo;Securities and Exchange Commission&rdquo;, organo regolatore del mercato azionario degli Stati Uniti, basandosi sulla probabilit&agrave; di inadempimento cosi&rsquo; calcolata, ha permesso alle banche di concedere debiti quasi senza limiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Filippo Petroni Dando uno sguardo, anche solo superficiale, ai dati storici del Down Jones (DJ) ci si accorge di quanto siano frequenti le variazioni di prezzo di una certa entita&rsquo;. Per chiarire meglio di cosa si parla, si riportano alcuni esempi importanti: nell&rsquo;Agosto del 1998 il DJ scende in un giorno del 3,5%, tre settimane dopo scende del 4,4% ed il 31 Agosto 1998 del 6,8%. 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