{"id":51915,"date":"2019-06-14T08:54:27","date_gmt":"2019-06-14T06:54:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51915"},"modified":"2019-06-14T08:54:27","modified_gmt":"2019-06-14T06:54:27","slug":"perche-non-ho-firmato-lappello-di-camilleri-ed-altri-per-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51915","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non ho firmato l\u2019appello di Camilleri ed altri per la Storia."},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche settimana fa, Andrea Camilleri, Tullia Segre e Andrea Giardina hanno lanciato <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/robinson\/2019\/04\/25\/news\/la_storia_e_un_bene_comune_salviamola-224857998\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"un appello in difesa della Storia (apre in una nuova scheda)\">un appello in difesa della Storia<\/a> nel quale, dopo aver lamentato la crescente marginalizzazione della materia e rivendicata l\u2019importanza formativa di essa, proponevano il pristino della traccia di Storia agli esami di Stato, l\u2019aumento delle ore dedicate alla Storia nell\u2019orario scolastico, il potenziamento degli studi storici nell\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019appoggio di Repubblica l\u2019appello ha raccolto centinaia di migliaia di forme con l\u2019adesione di buona parte degli organi di governo di molte universit\u00e0 (chiss\u00e0 se se ne ricorderanno al momento di dividere le risorse fra i vari dipartimenti\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur sollecitato da pi\u00f9 parti ad aderire, ho negato la mia firma perch\u00e9, pur condividendo le intenzioni dei promotori che chiedono il riconoscimento del valore culturale e formativo della Storia, ritengo che si tratta di una iniziativa tutto sommato inutile, destinata a lasciare il tempo che trova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reintrodurre la traccia di Storia all\u2019esame di Stato? Si va bene, ma se poi la sceglie l\u20191% degli studenti a che serve? Non sarebbe il caso di chiederci perch\u00e9 i ragazzi mostrino cos\u00ec poco interesse per la materia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aumentare le ore dedicate alla Storia nell\u2019orario settimanale? A parte il fatto che dovremmo chiarire se si tratta di aggiungere una o due ore in pi\u00f9 al totale o sostituite ore destinate ad altre materie e quali, a che serve se i ragazzi si annoiano e gli insegnanti non sanno cosa insegnare salvo ripetere la solita solfa vecchia di pi\u00f9 di mezzo secolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potenziare gli studi storici nelle universit\u00e0? Si, ma se poi serve a selezionare un ceto accademico sprovvisto delle conoscenze necessarie a fare storia nell\u2019epoca della globalizzazione, a che serve?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una trentina di anni fa \u00e8 stato istituito il corso di laurea di Storia che \u00e8 stato un fallimento totale (basti leggere cosa ha scritto in proposito Paolo Prodi): i futuri storici non fanno un esame di diritto, di economia, di scienza della Politica, di relazioni internazionali, non sanno cosa sia la Geopolitica, hanno una spolveratina di sociologia, antropologia, psicologia e, quando va bene, un po\u2019 di demografia, e che storici pensate che vengano fuori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disinteresse dei ragazzi, la marginalizzazione della materia, eccetera sono la conseguenza di una causa pi\u00f9 profonda: questo insegnamento della Storia, per come \u00e8 impartito, per i programmi ministeriali e per gli argomenti scelti poteva andar bene (forse) nel 1970, ora \u00e8 semplicemente inservibile. I ragazzi si annoiano giustamente perch\u00e9 questa Storia non risponde ad alcuna delle domande che hanno in testa. Loro vogliono capire in che Mondo vivono e cosa gli sta accadendo intorno e vi sembra che questo insegnamento risponda a queste domande?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Storia, correttamente intesa, \u00e8 la spiegazione del presente e vi pare che questo insegnamento risponda a questo scopo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di insegnamento \u00e8 la risultante alluvionale dei diversi obiettivi che sono stati attribuiti alla materia nei primi cento anni di unit\u00e0 nazionale: formare alla religione della Patria, poi formare il cittadino democratico dotato di un bagaglio culturale critico. Ora tutto questo non esiste pi\u00f9. Lasciamo perdere la \u201creligione della Patria\u201d e mettiamola in termini pi\u00f9 accettabili di formazione dell\u2019identit\u00e0 nazionale: ma che significa nazione nel mondo della globalizzazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente sono convinto che la Nazione abbia ancora una funzione politica rilevante, ma certo non possiamo intenderla come lo si faceva 70, 60, 50 anni fa. E la dimostrazione abbastanza eloquente mi pare sia stato il penoso naufragio delle celebrazioni del centocinquantesimo. E pour cause: cari amici, come stanno insieme la retorica dell\u2019identit\u00e0 nazionale con quella dell\u2019europeismo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto poi alla formazione del cittadino democratico (e, sperabilmente, antifascista) va bene, ma che significa nel mondo degli incessanti flussi migrativi, dei grandi apparati tecnocratici, del depotenziamento dello Stato nazionale, del super potere delle multinazionali e della finanza? N\u00e9 possiamo seriamente sostenere che i capitoli di manuale dedicati alla storia di genere, dell\u2019ambiente, dei giovani ecc. (posto che si arrivi a svilupparli nel corso dell\u2019anno) servano a granch\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo che la Storia ha un valore educativo si eccezionale importanza, ma questo, nel mondo attuale, segnato dall\u2019ossessione del breve periodo, dal continuo bombardamento informativo e dal contemporaneo deperimento delle strutture formative del pensiero ecc. significa riconquistare il senso del lungo periodo, educare i giovani a pensare che il rimedio di oggi facilmente pu\u00f2 diventare il problema di domani, che le decisioni momentanee possono avere conseguenze nei decenni a venire destinate a pesare sulle nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma noi abbiamo ancora un insegnamento della Storia a carattere prevalentemente evenemenziale che destina poca attenzione alle tendenze. Noi abbiamo bisogno di una storia meno attenta a giudicare e pi\u00f9 attenta a capire: siamo sicuri che il compito della storia sia quello di formulare, come diceva Croce (uno dei principali responsabili del ritardo culturale della nostra storiografia), il \u201cgiudizio morale\u201d. Sai che grande servizio all\u2019Umanit\u00e0 facciamo mettendo il voto in condotta a chi \u00e8 morto da secoli! La Storia nel nostro tempo deve avere al suo centro la ricerca dei nessi causali per cui il Mondo \u00e8 come \u00e8. E, a questo fine, l\u2019adorata analogia che \u00e8 la figura metodologica regina della storiografia tradizionale, servea poco e niente. Mentre \u00e8 pi\u00f9 utile la comparazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro insegnamento ha ancora un carattere prevalentemente euroecntrico (con l\u2019aggiunta di un po\u2019 di storia russa ed americana) ed ignora quasi totalmente Cina, India, Indonesia, Congo, Nigeria, Brasile, Argentina, Messico ecc. Vi sembra proponibile nel mondo attuale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro insegnamento ha una dominante politica ed ideologica, il che in una certa misura \u00e8 giusto (lungi da me l\u2019idea della morte delle ideologie!) ma non si pu\u00f2 fare ignorando societ\u00e0, cultura, economia ecc. e, peraltro va fatto con molto distacco laico che sesso proprio non si coglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, se non vogliamo fare un carico insostenibile, per ogni cosa nuova che mettiamo dobbiamo togliere qualcosa del blocco precedente. Se la valigia \u00e8 piena e vogliamo mettere il vestito buono, dobbiamo toglere il maglione pesante che assorbe troppo spazio. Ovviamente non mi passa per la mente di dire che aboliamo la storia antica e medievale e studiamo solo la storia moderna e soprattutto contemporaneamente: non dico queste asinate. Il problema \u00e8 quello di dare un insegnamento snello, asciutto, per grandi linee, riducendo alcuni aspetti particolari a pochissime righe e altri sopprimerli proprio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, siamo sicuri che abbia ancora senso dare tanto spazio alla guerra giugurtina, al Gracchi, alla lotta per le investiture, a tutta la serie infinita di guerre europee fra il XVI ed il XVIII secolo? Magari una veloce cronologia pu\u00f2 bastare con gli opportuni rinvii per lo studente che voglia approfondire (che \u00e8 quello che dovremmo augurarci che accada come massimo obiettivo del nostro insegnamento). Poi ci sono quelle cose che proprio possiamo saltare: pensate che possa importare qualcosa all\u2019abitante del XXI secolo di Matilde di Canossa, di Fra Dolcino, di Ciro Menotti, di Tito Speri, di Enrico Toti, eccetera?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi abbiamo bisogno di una storia per grande tendenze di sviluppo dei diversi modelli di civilt\u00e0 (almeno i pi\u00f9 importanti da comparare) con limitatissima attenzione ai singoli avvenimenti da scegliere solo quando davvero centrali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di restituire alla storia il suo carattere naturalmente interdisciplinare reagendo agli eccessi specialistici degli ultimi decenni.<br \/>\nSoprattutto abbiamo bisogno di insegnare ai ragazzi un modo di pensare per il quale lo studio dei problemi del presente esige lo scavo dell cause nel tempo, a volte anche remoto. Per capire la proposta della via della seta che fanno i cinesi e che alcuni pensano essere solo un progetto commerciale, occorre capire le linee di sviluppo della loro storia e del loro modo di pensare e magari risalire sino a Confucio e Mencio. Quel che conta non \u00e8 che i ragazzi si inzeppino la testa di nozioni che non capiscono a cosa servono, ma che imparino un modo di pensare e si sentano stimolati nella loro curiosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma voi pensate che i nostri storici siano disposti ad affrontare questa discussione? Cordialmente vostro,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/perche-non-ho-firmato-lappello-di-camilleri-ed-altri-per-la-storia\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/perche-non-ho-firmato-lappello-di-camilleri-ed-altri-per-la-storia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Qualche settimana fa, Andrea Camilleri, Tullia Segre e Andrea Giardina hanno lanciato un appello in difesa della Storia nel quale, dopo aver lamentato la crescente marginalizzazione della materia e rivendicata l\u2019importanza formativa di essa, proponevano il pristino della traccia di Storia agli esami di Stato, l\u2019aumento delle ore dedicate alla Storia nell\u2019orario scolastico, il potenziamento degli studi storici nell\u2019Universit\u00e0. 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