{"id":51946,"date":"2019-06-21T10:30:26","date_gmt":"2019-06-21T08:30:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51946"},"modified":"2019-06-16T16:36:43","modified_gmt":"2019-06-16T14:36:43","slug":"la-politica-dei-gasdotti-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51946","title":{"rendered":"La politica dei gasdotti in Europa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI<\/strong><\/p>\n<p>di\u00a0<strong>Demostenes Floros\u00a0<\/strong>|<strong>\u00a0<\/strong>da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aboutenergy.com\/it_IT\/topic\/gasdotti-europa.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">aboutenergy.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/generiche\/gasdotto_rocce.jpg\" alt=\"gasdotto rocce\" \/><\/p>\n<div class=\"abstract\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"wrapper\"><cite>Ogni Stato membro dovrebbe avere l&#8217;obiettivo della creazione di un sistema integrato di gasdotti europei: siamo sicuri che l&#8217;UE stia realmente perseguendo tale scopo, creando un argine ai rigurgiti nazionalistici?<\/cite><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"wrapper\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tra il 23 e il 26 maggio 2019 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del parlamento dell\u2019Unione Europea. Secondo la maggior parte degli analisti e dei mezzi di informazione, l\u2019esito delle elezioni europee avrebbe confermato che le cosiddette spinte \u201csovraniste\u201d non hanno sfondato (ad esclusione della sola Gran Bretagna) e che i partiti filoeuropeisti, a partire dai popolari e dai socialisti, hanno mantenuto la maggioranza in parlamento, nonostante una perdita significativa di consensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 30 maggio 2019, Gianni Bessi, autore del saggio \u201cGas naturale \u2013 l\u2019energia di domani\u201d ed esponente politico del Partito Democratico presso l\u2019Assemblea legislativa della regione Emilia Romagna, ha pubblicato sul portale Start Magazine un articolo di commento delle elezioni europee dal quale estrapoliamo quanto segue: \u201cL\u2019Unione europea non \u00e8 immune da critiche, anzi: e proprio i suoi sostenitori sanno quali sono davvero le cose che non vanno. A cominciare [&amp;hellip;] da un\u2019integrazione vera, non solo economico-finanziaria, tra gli elementi su cui si fondano le nazioni: le infrastrutture, i commerci, l\u2019esercito, la fiscalit\u00e0 [&amp;hellip;], mettendo in rilievo come un\u2019integrazione energetica europea sarebbe auspicabile. Si tratta di capire come sia possibile tradurre la volont\u00e0 di costruire un network energetico europeo in azioni realistiche, senza farsi distrarre da nostalgie nazionalistiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Premesso che ogni Stato membro dovrebbe avere l\u2019obiettivo della creazione di un sistema integrato di gasdotti europei, soprattutto se ci\u00f2 concerne un paese importatore netto di energia come l\u2019Italia, siamo cos\u00ec sicuri che l\u2019UE stia realmente perseguendo tale scopo, creando al contempo un argine ai rigurgiti nazionalistici? Al fine di rispondere a questa domanda, desidero suggerire al lettore una breve analisi dei principali elementi politici che si celano dietro i maggiori progetti di approvvigionamento gasiero europeo, i quali potrebbero risultare utili al fine di inquadrare correttamente il tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il timore infatti \u00e8 che l\u2019Italia abbia perso l\u2019opportunit\u00e0 di diventare un hub del gas nel momento in cui \u00e8 stato cancellato il progetto della pipeline South Stream a causa delle fortissime pressioni esercitate dagli Stati Uniti sulla Bulgaria, ma anche in virt\u00f9 della forte opposizione al progetto da parte della Commissione Europea (a differenza di quanto avvenuto per altri gasdotti, non \u00e8 stata assegnata alcuna esenzione alle regole del Terzo Pacchetto Energia). La costruzione del Trans Adriatic Pipeline (TAP) \u2013 che insieme al South Caucasus Pipeline e al TANAP comporranno il Corridoio Meridionale \u2013 non render\u00e0 l\u2019Italia un importante crocevia delle rotte energetiche. Tuttalpi\u00f9, il TAP, approvvigionandosi dai giacimenti azeri presenti nel Mar Caspio, garantir\u00e0 una parziale, ma comunque importante, diversificazione dei propri fornitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di converso, la Germania, grazie al gasdotto sui fondali del Mar Baltico Nord Stream e al suo raddoppio in corso d\u2019opera da parte di Gazprom, diventer\u00e0 il nuovo centro di smistamento del gas russo in Europa, a scapito anzitutto dell\u2019Italia. Per di pi\u00f9, il prolungamento del gasdotto Turkish Stream \u2013 una sorta di riedizione del South Stream in formato ridotto che permetter\u00e0 alla russa Gazprom di rifornire il Sud Europa con approdo extra UE (Turchia) \u2013 con ogni probabilit\u00e0, prender\u00e0 la direzione dei Balcani, piuttosto che quella verso l\u2019Italia meridionale. Nei fatti, gli interessi che sottendono la costruzione del \u201cnetwork energetico europeo\u201d di cui scrive Bessi, hanno gi\u00e0 preso forma in sfavore dell\u2019Italia e a vantaggio della Germania. Non a caso, il 5 settembre 2018, Giuseppe Cucchi, Generale NATO in congedo e capo dei servizi segreti italiani nei governi di Massimo D\u2019Alema e Romano Prodi, ebbe a dire: \u201cQuanto alla Germania, basta accennare a come nel settore energetico con la mano destra blocchi la costruzione del gasdotto South Stream, che sarebbe dovuto passare per l\u2019Italia, mentre con la sinistra propizi il raddoppio di Nord Stream, in terra tedesca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, nella consapevolezza che la sicurezza nazionale di ogni Stato dipende anche dalla politica energetica, il rischio concreto \u00e8 che questa UE, invece di rappresentare un argine ai nuovi rigurgiti nazionalistici, ne sia la principale causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ultimi dati e stime sull\u2019oil &amp; gas<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conformemente alle cifre fornite dall\u2019Oil Market Report pubblicato dall\u2019International Energy Agency il 15 maggio 2019, l\u2019offerta globale petrolifera \u00e8 diminuita di 300.000 b\/g ad aprile, per complessivi 99.300.000 b\/g (+775.000 anno su anno). In particolare, l\u2019output dell\u2019OPEC \u00e8 nel contempo aumentato di 60.000 b\/g, a 30.210.000 b\/g nella misura in cui i maggiori flussi provenienti da Libia, Nigeria e Iraq hanno controbilanciato le perdite iraniane. Le scorte commerciali dell\u2019OCSE sono invece decresciute di 25.00.000 barili a marzo 2019 (mese su mese), per un totale di 2.849.000.000 barili dopo tre mesi ininterrotti di incrementi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crescita della domanda globale di petrolio nel 2018 \u2013 pari a 1.200.000 b\/g \u2013 \u00e8 stata rivista al ribasso di 60.000 b\/g, mentre quella nel 2019 \u2013 stimata a 1.300.000 b\/g \u2013 \u00e8 stata riveduta in calo di 90.000 b\/g con Cina e India a guidare l\u2019incremento pari a 700.000 b\/g nel corso dell\u2019anno corrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le statistiche stilate dal Drilling Productivity Report divulgato dall\u2019Energy Information Administration il 13 maggio 2019, la produzione di greggio non convenzionale USA \u00e8 prevista aumentare di 83.000 b\/g, per complessivi 8.460.000 b\/g, a giugno 2019. L\u2019output di greggio statunitense, dopo il precedente picco di 9.627.000 b\/g raggiunto ad aprile 2015, \u00e8 decresciuto fino al minimo di 8.428.000 b\/g toccato il 1\u00b0 luglio 2016. Dopodich\u00e9, esso ha ripreso ad aumentare fino ai 12.300.000 b\/g estratti il 26 aprile 2019 (previsioni settimanali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le statistiche divulgate da Baker Hughes il 7 giugno 2019, le 988 trivelle attualmente attive negli Stati Uniti, di cui 789 (80,9%) sono petrolifere e 186 (19,1%) gasiere, risultano essere 13 in meno rispetto a quelle rilevate il 10 marzo 2019, il minimo dal 16 febbraio 2018, in calo per 8 delle ultime 9 settimane. Secondo quanto anticipato da Bloomberg il 14 maggio 2019, \u201cil boom della produzione da scisti americani rischia di mascherare i guai in corso per un certo numero di esploratori di livello inferiore, cos\u00ec come per alcuni fornitori di servizi ai giacimenti petroliferi. Il petrolio a sessanta dollari \u00e8 buono se sei un produttore a basso costo senza una tonnellata di debito nel Permiano o forse nel Bakken o in uno dei bacini migliori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A marzo 2019, le importazioni di greggio da parte degli USA sono incrementate di 107.000 b\/g a complessivi 6.759.000 b\/g. Quest\u2019ultime erano state 6.652.000 b\/g 2019 a febbraio e 7.520.000 b\/g gennaio 2019. Nel corso del 2019, la media dell\u2019import di greggio statunitense \u00e8 stata di 6.977.000 b\/g, in diminuzione rispetto ai 7.757.000 b\/g nel 2018 e ai 7.969.000 b\/g nel 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il trend petrolifero e valutario<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A maggio 2019, il prezzo del petrolio \u00e8 diminuito in maniera significativa a causa delle tensioni commerciali occorse tra gli Stati Uniti d\u2019America e la Cina, le quali potrebbero negativamente intaccare la crescita della domanda globale. \u201cL\u2019impressione \u00e8 che stiamo trincerandoci in una guerra commerciale che dannegger\u00e0 la domanda di greggio\u201d ha dichiarato il commodity manager, Tariq Sahir.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, la qualit\u00e0 Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 72,03 $\/b e le ha chiuse a 64,47 $\/b (-10% rispetto ad aprile), mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 63,68 $\/b, chiudendo a 53,4 $\/b, il minimo dal 12 febbraio (-16% mese su mese). Nel momento in cui scriviamo (11 giugno), il Brent viene scambiato a 62,45 $\/b e il WTI a 53,75 $\/b, perch\u00e9 il giorno precedente la General Administration of Customs cinese ha segnalato che le importazioni di petrolio del paese sono crollate dal record di 10.680.000 b\/g ad aprile a 9.510.000 b\/g a maggio (-11%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 23 maggio, le scorte statunitensi sono incrementate di 4.740.000 b\/g per un totale di 476.775.000 barili. Secondo i dati dello U.S. Energy Department, si tratta del livello pi\u00f9 alto da luglio 2017. Le scorte americane, in aggiunta al record estrattivo USA di 12.200.000 b\/g, sono la principale causa del differenziale di prezzo esistente tra le qualit\u00e0 Brent e WTI, oramai attorno agli 11 $\/b.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad aprile 2019, la conformit\u00e0 dei limiti produttivi all\u2019accordo OPEC+ del 7 dicembre 2018 (-1.200.000 b\/g) ha raggiunto il 168% rispetto al 138% di marzo. Per questa ragione, durante l\u2019imminente meeting di Vienna del 30 giugno 2019, i produttori potrebbero decidere di eliminare l\u2019eccesso di tagli, rispettando comunque i livelli di output previsti nell\u2019intesa per poi prolungarla nella seconda met\u00e0 dell\u2019anno. Se cos\u00ec fosse, l\u2019Arabia Saudita, leader dell\u2019OPEC, e la Federazione Russa, capofila dei produttori non-OPEC, potrebbero inoltre raggiungere un equilibrio politico reciprocamente vantaggioso.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/economia\/29811-la-politica-dei-gasdotti-in-europa\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/economia\/29811-la-politica-dei-gasdotti-in-europa<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI di\u00a0Demostenes Floros\u00a0|\u00a0da\u00a0aboutenergy.com Ogni Stato membro dovrebbe avere l&#8217;obiettivo della creazione di un sistema integrato di gasdotti europei: siamo sicuri che l&#8217;UE stia realmente perseguendo tale scopo, creando un argine ai rigurgiti nazionalistici? Tra il 23 e il 26 maggio 2019 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del parlamento dell\u2019Unione Europea. 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