{"id":52023,"date":"2019-06-20T10:00:37","date_gmt":"2019-06-20T08:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52023"},"modified":"2019-06-18T11:44:00","modified_gmt":"2019-06-18T09:44:00","slug":"la-strumentalizzazione-dei-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52023","title":{"rendered":"La strumentalizzazione dei diritti umani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/f1c68fadb6f794f6318e6f801584f59f_XL.jpg\" alt=\"La strumentalizzazione dei diritti umani\" \/><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il richiamo ai diritti umani costituisce un decisivo strumento d\u2019egemonia della borghesia, che dissimula la propria sete di dominio dietro guerre giustificate come umanitarie.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/la-fine-delle-ideologie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>ideologia dominante<\/strong><\/a>, funzionale agli interessi della classe dirigente, tende a definire la nostra epoca con il termine\u00a0<strong>globalizzazione<\/strong>, per sviare l\u2019attenzione dalla\u00a0<strong>analisi scientifica e materialista<\/strong>\u00a0che interpreta la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/dalla-filosofia-della-prassi-alla-concezione-materialistica-della-storia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>storia dal punto di vista delle lotte di classe<\/strong><\/a>. In effetti, con il termine globalizzazione, si tende a occultare lo\u00a0<strong>scambio ineguale<\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong>neocolonialismo<\/strong>\u00a0che caratterizzano l\u2019affermazione \u2013 dopo la fine della guerra fredda \u2013 del\u00a0<strong>mercato mondiale,<\/strong>\u00a0per altro sempre pi\u00f9 messo in discussione dalla\u00a0<strong>crisi strutturale<\/strong>\u00a0dei paesi a capitalismo avanzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Cos\u00ec, in quest\u2019epoca di\u00a0<strong>mondializzazione<\/strong>\u00a0sotto l\u2019egida del\u00a0<strong>tardo capitalismo<\/strong>\u00a0\u2013 giunto nella sua fase di sviluppo imperialista \u2013 si mira a regolare tale processo mediante l\u2019affermazione del\u00a0<strong>diritto internazionale<\/strong>. Tale diritto necessita d\u2019un\u00a0<strong>fondamento<\/strong>\u00a0per superare relazioni basate su meri\u00a0<strong>rapporti di forza<\/strong>\u00a0fra Stati-nazione. Esso \u00e8 generalmente rinvenuto in un evento ritenuto fondativo non solamente del processo di globalizzazione, ma dell\u2019intera\u00a0<strong>epoca moderna e contemporanea: la\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/la-critica-marxiana-ai-diritti-umani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em><strong>Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo e del cittadino<\/strong><\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Perci\u00f2\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/marx-e-la-concezione-borghese-dei-diritti-umani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la questione dei diritti umani<\/a>, della loro\u00a0<strong>salvaguardia ed estensione<\/strong>, ha assunto un\u2019indubbia centralit\u00e0 nel dibattito politico e filosofico contemporaneo, al punto che il pensiero politico oggi dominante tende a considerare i diritti umani il fondamento necessario della\u00a0<strong>convivenza pacifica<\/strong>\u00a0fra uomini e popoli. La questione della loro salvaguardia sarebbe, dunque, indissolubilmente connessa alla difesa della\u00a0<strong>dignit\u00e0<\/strong>\u00a0stessa dell\u2019essere umano. Cos\u00ec l\u2019affermazione di tali diritti viene ritenuta indispensabile non solo per il moderno occidente, ma per ogni societ\u00e0. In altri termini, essi vengono considerati validi per qualsivoglia formazione sociale, al punto da essere utilizzati come\u00a0<strong>misura dello sviluppo di ogni societ\u00e0 storica<\/strong>, sino ad ammettere un diritto-dovere d\u2019<strong>intervento, anche armato<\/strong>, della comunit\u00e0 internazionale o, in mancanza di ci\u00f2, del mondo occidentale verso i paesi che non li tutelino o rispettino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">D\u2019altra parte, la stessa\u00a0<strong>definizione<\/strong>\u00a0di cosa siano oggi, a livello globale, i diritti imprescrittibili dell\u2019uomo e del cittadino risulta quanto meno\u00a0<strong>problematica<\/strong>. Per quanto concerne il loro contenuto appare arduo istituirne un principio unitario condiviso. In effetti tanto pi\u00f9 tale fondamento unitario viene determinato, quanto pi\u00f9 appare partigiano, difficilmente riconoscibile dalle diverse civilt\u00e0 del nostro mondo. D\u2019altro canto, quanto pi\u00f9 resta\u00a0<strong>formale<\/strong>, tanto pi\u00f9 finisce per\u00a0<strong>sussumere acriticamente l\u2019<\/strong><em><strong>esistente<\/strong><\/em>, ovvero i\u00a0<strong>rapporti di forza<\/strong>\u00a0fra le differenti nazioni e civilt\u00e0. N\u00e9 pare risolutivo aggirare la problematica del fondamento stilando un\u00a0<strong>mero catalogo di diritti<\/strong>. In tal caso, o si ricade nella difficolt\u00e0 d\u2019assumere una misura esteriore atta a sancire quale diritto debba esser incluso in tale canone, o si soggiace alla\u00a0<strong>cattiva empiria<\/strong>\u00a0dei rapporti di forza fra Stati e civilt\u00e0, perdendo la possibilit\u00e0 di regolarne i conflitti sulla base d\u2019un\u00a0<strong>fondamento comune<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tanto pi\u00f9 che la stessa\u00a0<strong>onnipresenza<\/strong>\u00a0nel pensiero politico contemporaneo dell\u2019appello ai diritti umani, della tendenza a giudicare e nel caso condannare\u00a0<strong>le pi\u00f9 diverse situazioni<\/strong>\u00a0in loro nome \u2013 persino da prospettive opposte \u2013 \u00e8 tale da diluire quando non\u00a0<strong>svalutare la portata semantica<\/strong>del lemma [1]. In altri termini, oggi l\u2019appello ai diritti umani \u00e8 tanto ampio e variegato da farlo apparire\u00a0<strong>funzionale ai pi\u00f9 diversi progetti politici<\/strong>, creando un certo imbarazzo alle persone pi\u00f9 avvertite che intendono gioovarsene. Ad esempio, la mondializzazione, ovvero l\u2019affermazione del mercato mondiale da parte del tardo capitalismo \u00e8 giustificata dai suoi\u00a0<strong>apologeti<\/strong>adducendo la progressiva affermazione, se non la violenta\u00a0<strong>esportazione<\/strong>, dei diritti umani in tutto il mondo, mentre i suoi critici le contestano d\u2019affermarsi, in tal modo, in\u00a0<strong>palese violazione<\/strong>di quelli stessi diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tanto pi\u00f9 che governi espressione delle pi\u00f9 disparate classi sociali, dai\u00a0<strong>regimi dispotici<\/strong>, come le petromonarchie del golfo, ai regimi\u00a0<strong>borghesi<\/strong>\u00a0\u2013 da Israele alla Turchia, alla Russia, all\u2019Ucraina, agli stessi Stati Uniti \u2013 ai paesi che si definiscono\u00a0<strong>socialisti\u00a0<\/strong>\u2013 quali Cuba, Venezuela, Vietnam, la Repubblica democratica popolare di Corea e la Cina \u2013\u00a0<strong>sono sotto attacco,<\/strong>\u00a0da parte di oppositori esterni ed interni con l\u2019infamante accusa di non rispettare i diritti umani. L\u2019<strong>onnipresenza<\/strong>\u00a0del sintagma \u201cDiritti umani\u201d, con la sua presunta capacit\u00e0\u00a0<strong>taumaturgica<\/strong>\u00a0di risolvere tutte le problematiche contraddizioni della societ\u00e0 contemporanea, \u00e8 tale da farlo apparire svalutato e\u00a0<strong>poco efficace<\/strong>. Proprio in quanto sembra dato un po\u2019 da tutti per scontato, non appare pi\u00f9\u00a0<strong>problematico<\/strong>, tanto da non disturbare pi\u00f9 nessuno. Anzi come tutte le cose\u00a0<strong>note<\/strong>\u00a0finisce per non essere, come gi\u00e0 notava Hegel, realmente\u00a0<strong>conosciuto<\/strong>. L\u2019inflazione del termine nel discorso pubblico porta, quindi, a una perdita di senso, a un uso ideologico e acritico che ha quale risultato \u2013 pi\u00f9 o meno consapevole \u2013 di farne smarrire il\u00a0<em><strong>concetto<\/strong><\/em>, di renderlo un\u00a0<strong>universale astratto<\/strong>\u00a0incapace di dar conto del determinato, della concreta realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Infine, la stessa\u00a0<strong>critica<\/strong>, per quanto minoritaria, alla\u00a0<strong>retorica dei diritti umani<\/strong>\u00a0proviene dagli\u00a0<strong>estremi opposti<\/strong>\u00a0dello schieramento politico e, nonostante i punti in comune, \u00e8 di segno radicalmente opposto tanto che \u2013 per citare uno solo emblematico esempio \u2013 la massima di Pierre-Joseph Proudhon: \u201cchi dice \u2018umanit\u00e0\u2019 cerca di ingannarti&#8221; \u00e8 stata fatta propria da un grande pensatore e uomo politico reazionario come\u00a0<strong>Carl Schmitt<\/strong>, con un fine diametralmente opposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Egualmente complessa appare la questione della realizzazione pratica del loro concetto. I diritti umani sono il presupposto della convivenza civile fra gli uomini e le nazioni o il prodotto dell\u2019autonomo sviluppo storico-politico dei differenti Stati e delle differenti civilt\u00e0? Quanto \u00e8 lecito intervenire per ridurre a tale universale astratto le differenti determinazioni storiche e nazionali restie a riconoscervisi? Del resto, le crescenti difficolt\u00e0 pratiche nella soluzione di tali problemi rischiano di svalutare i diritti umani sino a farli apparire un\u00a0<strong>mero\u00a0<\/strong><em><strong>dover essere<\/strong><\/em>incapace d\u2019incidere sul reale, o peggio la veste ideologica che assumono i rapporti di forza fra gli stati, la\u00a0<strong>cattiva universalit\u00e0<\/strong>\u00a0dietro cui si cela il dominio dell\u2019occidente liberale. Pertanto,\u00a0<strong>l<\/strong><strong>\u2019analisi del concetto dei diritti umani ha senso unicamente in una prospettiva critica<\/strong>, dal momento che le difficolt\u00e0 pratiche sono manifestazione fenomenica di carenze di ordine concettuale. Vi \u00e8 evidentemente una difficolt\u00e0 di definizione, tanto\u00a0<strong>concettuale<\/strong>, quanto\u00a0<strong>semantica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Proprio perci\u00f2, come abbiamo osservato, il loro richiamo \u00e8 divenuto tanto comune e indifferenziato da apparire funzionale ai pi\u00f9 diversi progetti politici, persino antitetici fra loro. La globalizzazione, ad esempio, \u00e8 osannata dai suoi sostenitori in quanto favorirebbe la progressiva affermazione o, altrimenti, l\u2019esportazione \u2013 pi\u00f9 o meno coercitiva \u2013 dei diritti umani in tutto l\u2019orbe terracqueo. Tuttavia gli stessi movimenti contrari a tali aggressioni, sia rivoluzionari che reazionari, tendono sempre pi\u00f9 stesso a fondare la loro opposizione contestando al mondo imperialista o occidentale di imporsi a livello internazionale proprio in palese violazione dei pi\u00f9 basilari diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Pi\u00f9 nello specifico, in particolare dopo la fine della guerra fredda, i diritti umani sono stati utilizzati come foglia di fico dai paesi imperialisti per giustificare la loro politica d\u2019aggressione globale a ogni forma di opposizione. Cos\u00ec le nuove aggressioni e occupazioni imperialistiche, post guerra fredda, contro Panama, l\u2019Iraq, la Jugoslavia, l\u2019Afghanistan, la Libia, la Siria o i rovesciamenti, pi\u00f9 o meno pilotati dall\u2019esterno, di governi non in linea con l\u2019imperialismo, dalla Serbia, allo Zimbabwe, alla Costa d\u2019Avorio, dalla Georgia, al Honduras, dal Paraguay, al Brasile, all\u2019Ucraina, etc. come le guerre in preparazione contro Iran, Cuba, Venezuela e RPDC, vengono giustificate, talvolta anche a sinistra, come \u201c<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/riflessioni-antropologiche-sulla-violenza-e-sulla-guerra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>guerre umanitarie<\/strong><\/a>\u201d necessarie per bloccare gravi violazioni dei diritti umani. Naturalmente tutto ci\u00f2 non \u00e8 affatto il risultato di un complotto, ma rivela qualcosa di ben pi\u00f9 profondo, ovvero un processo di disaggregazione della coscienza di classe e della stessa memoria storica, prodotto da una serie di pesanti e ripetute sconfitte subite negli ultimi anni dalle forze che si sono battute contro l\u2019imperialismo, per portare avanti la millenaria lotta per l\u2019emancipazione del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">A dimostrazione di ci\u00f2, un esempio emblematico \u00e8 certamente la risoluzione 36\/103 del 9 dicembre 1981 dell&#8217;Assemblea Generale dell\u2019Onu, che dimostra come ancora qualche decennio fa prevalesse la consapevolezza, a livello internazionale della \u201c<em>inammissibilit\u00e0 dell\u2019intervento e dell\u2019ingerenza negli affari interni degli Stati<\/em>\u201d. In quest\u2019ultima dichiarazione le nazioni unite, ad ampia maggioranza, avevano proclamato il \u201cdovere degli Stati di astenersi da ogni campagna diffamatoria, denigrazione o propaganda ostile allo scopo di intervenire o ingerirsi negli affari interni di altri Stati\u201d e di \u201castenersi dall\u2019utilizzazione e distorsione di questioni attinenti ai diritti umani come mezzo di interferenza negli affari interni degli Stati, di esercitare pressione su altri Stati o di creare sfiducia e disordine entro o fra Stati o gruppi di Stati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Possiamo, dunque, affermare in conclusione che le recenti guerre \u201cumanitarie\u201d, le \u201cmissioni militari di pace\u201d, le sedicenti \u201c<strong>rivoluzioni colorate<\/strong>\u201d presuntamente necessarie per risolvere emergenze umanitarie, testimoniano al contrario\u00a0<strong>la crescente strumentalizzazione dei diritti universali dell\u2019uomo<\/strong>\u00a0da parte delle forze che si battono per la dis-emancipazione del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tuttavia, se non ci si vuole limitare alla critica dell\u2019attuale uso sempre pi\u00f9 strumentale dei diritti umani da parte delle potenze imperialiste \u2013 che rischia facilmente di scadere, nelle critiche da destra di sovranisti e reazionari, nel rifiuto, in nome del particolarismo, dei diritti universali in quanto tali \u2013 occorre sviluppare di questi ultimi una concezione alternativa, autonoma dalla prospettiva dell\u2019ideologia dominante. A tale scopo c\u2019\u00e8 parso utile tornare a riflettere sulle considerazioni sui diritti universali del pensatore italiano che pi\u00f9 s\u2019\u00e8 adoperato per contrapporre all\u2019egemonia dei ceti dominanti la capacit\u00e0 di egemonia dei gruppi sociali subalterni:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/gramsci-e-la-rivoluzione-in-occidente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Antonio Gramsci<\/strong><\/a>. Pur non tematizzando la questione del mistificante uso ideologico dei diritti umani \u2013 ai suoi tempi non ancora cos\u00ec urgente come oggi \u2013 Gramsci ha, infatti, consegnato \u2013 in particolare ai\u00a0<em><strong>Quaderni del carcere<\/strong><\/em>\u00a0\u2013 significative riflessioni sui diritti universali: dalla libert\u00e0, all\u2019eguaglianza, al diritto naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><em>Continua nei prossimi numeri<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">[1] Del resto la critica all\u2019abuso ideologico del termine \u00e8 testimoniata gi\u00e0 in un articolo di Marx, apparso il 10.7.1855 sul \u201cNew-York Daily Tribune\u201d: \u201cper non sapere apprezzare il glorioso trattato di Vienna e il \u2018sistema\u2019 europeo fondato su di esso, \u2018The Tribune\u2019 \u00e8 imputato d\u2019infedelt\u00e0 alla causa dei diritti umani e delle libert\u00e0\u201d. K. Marx, F. Engels,\u00a0<em>Opere<\/em>,\u00a0<em>febbraio 1855 \u2013 aprile 1856<\/em>, tr. it. di S. de Waal, vol. XIV, Editori Riuniti, Roma, p. 283.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemHeader\" style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-strumentalizzazione-dei-diritti-umani\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-strumentalizzazione-dei-diritti-umani<\/a><\/strong><\/div>\n<div class=\"itemNaviTop\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) Il richiamo ai diritti umani costituisce un decisivo strumento d\u2019egemonia della borghesia, che dissimula la propria sete di dominio dietro guerre giustificate come umanitarie. 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