{"id":52042,"date":"2019-06-19T09:15:48","date_gmt":"2019-06-19T07:15:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52042"},"modified":"2019-06-19T08:58:36","modified_gmt":"2019-06-19T06:58:36","slug":"52042","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52042","title":{"rendered":"La Teoria Monetaria Moderna: un\u2019illusione che abbaglia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/Duplicazioni_Traduzioni_Trasformazioni_mostra_personale.jpg\" alt=\"Duplicazioni Traduzioni Trasformazioni mostra personale\" width=\"300\" height=\"246\" \/><br \/>\n<strong> di SINISTRA IN RETE (Antonio Pagliarone<sup>1<\/sup>)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pubblicazione di una serie di testi critici sulla MMT (Modern Monetary Theory), prodotti da Michael Roberts e apparsi nel suo blog, \u00e8 risultata necessaria in quanto possiamo osservare che negli ultimi anni, come reazione ad una \u201causterity\u201d prolungata, sono sempre di pi\u00f9 coloro che fanno affidamento su politiche economiche definite rozzamente come \u201csovraniste\u201d. Ma tale \u201cteoria\u201d mescolata ad un keynesismo rinnovato, ha preso piede anche negli ambienti della sinistra progressista, mentre molti intellettuali ultrasinistri sono stati abbagliati dalle contorsioni monetariste, dopo aver sostenuto lo \u201cstimolo della domanda\u201d, e confondono con estrema leggerezza Marx con Keynes. Gratta gratta sotto un marxista troverai sempre un keynesiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Teoria Monetaria Moderna \u00e8 stata ideata da Warren Mosler<sup>2<\/sup>, Bill Mitchell e Randy Wray, mentre James K.Galbraith \u00e8 uno dei suoi maggiori sostenitori<sup>3<\/sup>. La MMT si basa sostanzialmente sull\u2019idea, in passato sostenuta dai\u00a0cartalisti,\u00a0che sia lo stato a creare moneta, di conseguenza il denaro circolante \u00e8 denaro emesso dal governo per cui non occorre la tassazione dei cittadini perch\u00e9 lo stato possa disporre della valuta corrente. Caso mai la tassazione potrebbe contribuire al regolare funzionamento del sistema in quanto permetterebbe di attenuare una eventuale inflazione. Michael Roberts sviluppa inizialmente la teoria dei\u00a0cartalisti\u00a0collegandola, giustamente, alla Teoria Monetarista Moderna che ne \u00e8 l\u2019erede, facendo un raffronto con la teoria della moneta di Marx secondo la quale il denaro \u00e8 inconcepibile se viene separato dallo scambio di merci. Lo stato non crea moneta dal nulla ma sono \u201cle banche (che) fanno prestiti e di conseguenza vengono creati depositi e debiti per finanziare tali prestiti,\u00a0non viceversa\u201d. Roberts insiste nel sottolineare le differenze sostanziali tra la teoria marxista e quella cartalista\/MMT e dichiara \u201cPer Marx, nel capitalismo, il denaro \u00e8 la rappresentazione del valore e quindi del plusvalore\u201d. Ma il problema non consiste nel confutare la MMT, e i neokeynesiani che la caldeggiano, sostenendo che: \u201cA meno che i sostenitori della MMT non siano pronti a passare a una conclusione politica marxista: vale a dire l&#8217;appropriazione del settore finanziario e il comando del settore produttivo attraverso la propriet\u00e0 pubblica e un piano di produzione, ponendo cos\u00ec fine alla legge del valore in economia, la politica della spesa pubblica attraverso la creazione illimitata di denaro fallir\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi\u00a0cartalisti, keynesiani e seguaci dell\u2019MMT dovrebbero fare delle \u201cscelte politiche\u201d verso l\u2019abbattimento del capitalismo e non impegnarsi a trasformarlo in qualcosa di pi\u00f9 stabile e definitivo, un invito che credo i loro sostenitori non si sognano minimamente di considerare. Alla fine tutte queste tendenze pi\u00f9 o meno nuove nel panorama economico si riducono alla solita proposta di una espansione della spesa pubblica con l\u2019obiettivo di stimolare la domanda. E\u2019 la solita storia che viene continuamente spacciata per una soluzione mentre osserviamo che il deficit gigantesco degli Stati Uniti, per non parlare di quello delle altre economie avanzate, non ha minimamente stimolato i consumi o favorito l\u2019espansione dell\u2019occupazione. Purtroppo riformare il capitalismo non \u00e8 possibile. Ma torniamo alla questione di fondo della MMT secondo la quale lo stato pu\u00f2 stampare denaro a piacimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei segnalare a tale proposito un intervento descrittivo-critico di Anwar Shaikh sui neo-cartalisti, presente nel volume corposo\u00a0Capitalism: Competition, Conflict, Crises\u00a0del 2016, in quanto, a mio avviso, va pi\u00f9 a fondo nell\u2019analisi delle Teorie Monetarie Moderne riconoscendo loro una opposizione ben strutturata all\u2019economia classica. A Charles Albert Eric Goodhart, un economista britannico della London School of Economics ed ex funzionario della Banca d\u2019Inghilterra, viene riconosciuto un approccio pi\u00f9 approfondito alla teoria del denaro nel quale vi \u00e8 un approccio alla teoria neoclassica, definita come M Theory (Metallista), secondo la quale il valore di una moneta \u00e8 dato, intrinsecamente, dal metallo con il quale essa viene coniata e gli agenti economici fanno scelte ottimali soggette ai vincoli di bilancio e il denaro (visto principalmente come mezzo di scambio) facilita il commercio riducendo i costi. Secondo l\u2019approccio metallista &#8220;il denaro\u00a0\u00e8 una creatura del mercato&#8221;, lo stato ha la funzione di garantire la qualit\u00e0 del denaro, la moneta sonante sostenuta dal metallo con cui viene coniata, e l&#8217;economia nel suo complesso si &#8220;auto-stabilizza normalmente ad un livello ottimale&#8221;. Dall\u2019altro lato Goodhart si avvicina alla C Theory (Cartalista) di Knapp secondo la quale \u201cil denaro\u00a0\u00e8 una creatura dello stato\u201d emesso dallo stato per fare i suoi acquisti e normalmente accettato dal settore privato, cosa necessaria perch\u00e9 vengano pagate le tasse. Come nella teoria keynesiana e classica anche nella C. Theory il capitalismo viene visto come soggetto a fasi ricorrenti di boom e crisi e pertanto \u00e8 necessaria una politica fiscale per stabilizzare il sistema ma dato che, in caso di crisi, \u00e8 improbabile che la politica monetaria (definita come stabilizzazione dei tassi d&#8217;interesse) sia sufficiente, allora si focalizza l\u2019attenzione sulla moneta a corso legale, che \u00e8 ritenuta valida se lo stato \u00e8 abbastanza forte e la sua continuit\u00e0 assicurata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le argomentazioni di Goodhart contengono caratteristiche molto simili a quelle dei\u00a0cartalisti, una sorta di cartalismo moderno, infatti egli afferma che &#8220;lo stato ha generalmente giocato un ruolo centrale nell&#8217;evoluzione e nell&#8217;uso del denaro&#8221;. Ma dal momento che egli fa una distinzione tra &#8220;valuta&#8221; e &#8220;denaro&#8221;, quest&#8217;ultimo definito come monete o strumenti monetari emessi dallo stato, richiedere il coinvolgimento dello stato nel denaro (statale) \u00e8 una tautologia (Goodhart 2003, 1). Goodhart non sostiene che lo stato abbia\u00a0inventato\u00a0il denaro, infatti ammette esplicitamente che le monete metalliche e le banconote provengono in origine dal settore privato, cos\u00ec come alcuni conii e persino interi sistemi monetari. Egli osserva che alcune monete nazionali hanno funzionato come moneta internazionale senza il coinvolgimento, e persino contro i desideri, dei governi che le hanno emesse. Goodhart inoltre afferma che se lo stato dovesse abdicare al suo ruolo di emettitore di denaro, questo vuoto verrebbe colmato dal settore privato, infatti sostiene che gli individui accettano il passaggio dalla moneta metallica al denaro a corso legale, perch\u00e9 il denaro dello Stato viene associato ad una valuta a corso legale e fiscale (Goodhart 2003) ed afferma che le tasse fanno aumentare la domanda di moneta statale, il che, ovviamente, implica che vi siano altre ragioni per accettare il denaro statale. Tuttavia, quando esamina le societ\u00e0 preindustriali, ritorna alla fantasticheria coloniale secondo cui le societ\u00e0 preindustriali non sono monetarie, cosicch\u00e9 il pagamento delle tasse in moneta porta gli attori non monetari &#8220;verso una relazione monetaria con un\u2019economia capitalista&#8221;. Resta il fatto che il denaro, nelle sue varie forme, esiste sin dagli albori della civilt\u00e0, ossia da pi\u00f9 di 4000 anni, mentre i neo-cartalisti fanno riferimento principalmente al denaro creato dallo stato secondo un meccanismo di debiti-crediti nei confronti di quest\u2019ultimo e basta. Secondo loro \u201cUn governo sorge quindi spontaneamente e, con l\u2019obiettivo di garantire dei benefici alla popolazione, impone una tassa monetaria su quest\u2019ultima al fine di farla lavorare per il denaro legale che il governo sta utilmente stampando per suo conto. Poich\u00e9 questo \u00e8 denaro legale, il governo pu\u00f2 spendere quanto vuole e le tasse servono solo a far lavorare i singoli per il proprio miglioramento\u201d. Questa \u00e8 una fantasia molto rivelatrice: popolazioni passive, nessuna classe, uno stato benevolo e neutrale e l\u2019imposizione sia del denaro che delle tasse per il bene comune. Ma noi sappiamo benissimo che gli Stati sono sorti dopo il denaro, non sono mai stati neutrali e raramente benevoli; le tasse poi sono sempre esistite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In passato la Banca Centrale era un istituto che aveva la funzione di ricevere in deposito sociale del denaro-merce che nella circolazione assumeva la forma di banconote emesse dalla Banca Centrale stessa. Oggi la sua funzione \u00e8 cambiata, infatti la quantit\u00e0 di moneta disponibile per il sistema economico viene regolata dalla Banca Centrale attraverso le compravendite di titoli di Stato definite Operazioni di Mercato Aperto (OMA) che possono essere di due tipi: permanenti o temporanee. Attraverso le OMA permanenti la Banca Centrale accresce semplicemente la quantit\u00e0 di moneta in circolazione (il &#8220;denaro circolante&#8221;, appunto), mentre le OMA temporanee assumono generalmente la forma di\u00a0repurchase agreements, pi\u00f9 famosi come\u00a0repo, ossia vendite di titoli a pronti, con un simultaneo accordo di riacquisto a termine ad un prezzo prefissato, effettuate da intermediari sul mercato secondario dei titoli di Stato. Grazie a queste modalit\u00e0 la Banca Centrale fornisce liquidit\u00e0 al sistema bancario a fronte di titoli di stato, o obbligazioni garantite da quest\u2019ultimo, che le banche cedono come garanzia alla BC. Si tratta di operazioni a breve termine, che vanno di norma da un giorno a due settimane. Alla scadenza, le banche sono obbligate a riacquistare i titoli ceduti in garanzia e pagare un interesse. Di conseguenza \u00e8 abbastanza scorretto affermare che la Banca Centrale attraverso le OMA possa far aumentare la liquidit\u00e0 nel sistema economico ossia la base attraverso la quale le banche possono aumentare i prestiti concessi. Infatti le banche sono obbligate ad avere delle riserve che corrispondono ai depositi a vista e tali riserve sono piuttosto limitate mentre i prestiti accordati ammontano a decine di volte l\u2019ammontare delle riserve bancarie. Tali riserve ovviamente non consistono in sacchi di contante che gli istituti di credito tengono nel caveau, ma in titoli del tesoro, obbligazioni di vario tipo e simili che, in caso di necessit\u00e0, essi possono dare in garanzia alla Banca Centrale ottenendone liquidit\u00e0. Ora, a differenza di quanto credono e scrivono i giornalisti, quando la Banca Centrale abbassa il tasso ufficiale di sconto, o il tasso al quale le banche si prestano i soldi tra di loro\u00a0overnight, ossia &#8220;da un giorno all&#8217;altro&#8221;, (in USA sono il\u00a0discount rate\u00a0e il\u00a0fed fund rate, in Europa sono il\u00a0discount rate\u00a0e il\u00a0libor) NON LO FA INIETTANDO NUOVA LIQUIDITA\u00b4 nel sistema bancario, ma semplicemente annunciando che quei tassi sono, da adesso in poi, pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 sufficiente come fa Roberts sottolineare il fatto che nella teoria MMT il circuito del denaro sia \u201cun modo rovesciato di analizzare le cose\u201d sostenendo la proposizione di Marx secondo la quale \u201cD pu\u00f2 essere aumentato a D\u2019 solo se ha luogo la produzione capitalista per aumentare il valore delle merci che vengono vendute per pi\u00f9 denaro\u201d. Il criterio della MMT secondo il quale \u201cil denaro D (in valore) pu\u00f2 essere aumentato a D\u2019 esclusivamente in base alla volont\u00e0 dello Stato\u201d \u00e8 fuor di dubbio un\u2019illusione, anzi pi\u00f9 che un\u2019illusione sembra una chiromanzia paragonabile alle propriet\u00e0 della pietra filosofale degli alchimisti. Non basta quindi semplicemente sottolineare le differenze tra la teoria marxiana e quella della MMT ma occorre analizzare empiricamente la relazione tra credito e produzione capitalista, poich\u00e9 \u00e8 questo il nodo della questione. La forma di credito pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella che i capitalisti industriali e mercantili si concedono attraverso degli effetti sottoscritti con l\u2019obiettivo di velocizzare la circolazione delle merci e del capitale; \u00e8 questa la funzione primaria del credito. Quando i capitalisti non riescono a coprire in tal modo tutte le operazioni allora possono intervenire le banche che attraverso l&#8217;operazione di sconto \u201cconferiscono loro un grado di validit\u00e0 superiore ossia un carattere sociale\u201d<sup>4<\/sup>. Quindi l\u2019utilizzo di tali effetti (come i bills o i receivable ecc.) garantiscono al capitalista una maggiore velocit\u00e0 della circolazione mentre il denaro contante viene mantenuto a disposizione per qualsiasi evenienza o per un investimento di altro genere (come avviene attualmente in maniera pi\u00f9 frequente). Inoltre la possibilit\u00e0 di ricevere denaro creditizio dalle banche, a garanzia di una profittabilit\u00e0 accettabile dagli investimenti effettuati, rende disponibile ulteriore capitale da investire in altro modo in maniera da accrescere la propria profittabilit\u00e0 e cos\u00ec via. Quindi la concessione del credito da parte delle banche non viene garantito da una qualche miracolosa creazione di moneta ma dal giro d\u2019affari dei capitali industriali e commerciali ovvero come anticipo di fatto degli esigibili commerciali da essi incassati con la vendita delle merci\u201d<sup>5<\/sup>. Quindi le operazioni che avvengono nell\u2019economia sono sempre meno regolate dal denaro contante e sempre pi\u00f9 dagli effetti scambiati tra i diversi capitalisti trasformati in titoli a breve che sono commerciabili e che vanno ad integrarsi nel denaro creditizio delle banche, cos\u00ec \u201cle banconote diventano semplicemente inutili potendo venire surrogate direttamente fin dall\u2019origine dai depositi\u201d costituiti sempre di pi\u00f9 da questi effetti generati nella circolazione delle merci. Per cui \u201cla possibilit\u00e0 di [questo] prestito non risiede nel potere creativo dal nulla della banca, che deve essere a sua volta liquida, ma in una circolazione precedente, in buona misura fatta di restituzioni di prestiti, che era a sua volta basata su crediti concessi ancora anteriormente e cos\u00ec via senza poter trovare un atto iniziale del tipo della creazione divina del mondo\u201d<sup>6<\/sup>. La Banca Centrale in definitiva \u00e8 l\u2019unica banca che presta ma non prende a prestito, e come tale non \u00e8 pi\u00f9 una banca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un aspetto interessante sollevato da Roberts nella sua critica alla MMT \u00e8 il rapporto positivo che tale teoria stabilisce tra spesa pubblica e disoccupazione. I sostenitori della MMT dichiarano senza avere alcun dubbio, ma la stessa cosa vale per i neokeynesiani, che \u201cin un&#8217;economia, pi\u00f9 alta \u00e8 la quota di spesa pubblica, minore \u00e8 la disoccupazione\u201d. Shaikh sottolinea poi che: \u201cCome i keynesiani, [i sostenitori della MMT] credono che la sottoccupazione sia normale nelle economie capitaliste non regolamentate, pertanto, risulta necessario il persistere del deficit pubblico per mantenere un livello di occupazione socialmente accettabile, cos\u00ec essi propongono che lo stato impieghi direttamente tutta la manodopera che il settore privato non \u00e8 in grado di assorbire, con un salario monetario fisso. Questo programma di Employer of Last Resort (ELR) genererebbe un&#8217;efficace piena occupazione a prezzi stabili (Wray 1998, 8-9, 13, 108, Bell 2000, 2001, Wray 2003b)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Roberts presenta un grafico illuminante sulla questione dal quale si pu\u00f2 rilevare che: \u201cLe economie capitaliste pi\u00f9 avanzate con quote di spesa pubblica pi\u00f9 elevate mostrano tassi di disoccupazione pi\u00f9 elevati. Ci\u00f2 dimostra che in tali economie sono altri i fattori, oltre la carenza di spesa pubblica, a determinare il livello di disoccupazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Roberts fa riferimento all\u2019adozione del programma di\u00a0quantitative and qualitative easingda parte dell\u2019ex governatore della Banca del Giappone Iwata ma \u201cMa sebbene il governo giapponese abbia continuato a produrre deficit di bilancio pubblico,\u00a0ci\u00f2 non \u00e8 servito a rilanciare la crescita nominale del PIL o i redditi reali delle famiglie\u201d. In Giappone permane il ristagno dell\u2019economia e i fondamentali non danno alcun segno di ripresa. Iwata insiste nelle politiche di deficit e di aumento della spesa pubblica ma, convertitosi alla MMT, ora spinge verso la pura emissione di denaro. In realt\u00e0 le politiche di\u00a0quantitative easing\u00a0promosse dalla Fed di Bernake o dalla BCE di Draghi nel decennio scorso hanno garantito un flusso di capitali che si sono diretti immediatamente nel settore bancario e in quello finanziario in profonda crisi per poi \u201crimettere in moto, come se nulla fosse accaduto, l\u2019espansione speculativa, ma con una grossissima differenza rispetto al passato. La crisi del 2008 non ha risolto n\u00e9 cancellato nulla, l\u2019indebitamento resta altissimo e l\u2019associata probabilit\u00e0 di nuovi crack altrettanto elevata proprio oggi che i sostenitori della MMT sembrano avere successo nel favorire politiche monetarie \u201callegre\u201d che possono tranquillamente soddisfare nuovamente le esigenze del capitale speculativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma Shaikh tocca un altro punto interessante, ossia che la particolare affermazione dei seguaci della MMT secondo cui \u00e8 l\u2019emissione di moneta legale da parte dello stato moderno a determinare il livello nazionale dei prezzi perch\u00e9 stabilisce il salario monetario tramite l&#8217;ELR (Wray 1998, 40). Tale l&#8217;analisi, riferita ai nostri tempi, dipende in modo cruciale dall&#8217;affermazione secondo cui il governo pu\u00f2 fissare il salario monetario nel settore privato (cio\u00e8 che il salario privato consiste in un premio fisso oltre alla retribuzione ELR) e che il livello dei prezzi dipende dal salario monetario (piuttosto che dalla domanda e dall&#8217;offerta). Queste sono affermazioni contestabili anche all&#8217;interno della tradizione keynesiana, infatti l\u2019ipotesi di Wray ci farebbe pensare che il deficit pubblico al servizio dell&#8217;ELR non dovrebbe causare inflazione e nemmeno far innalzare i tassi di interesse. Cosa estremamente discutibile ma che richiederebbe ulteriori approfondimenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comunque Wray sostiene anche che l&#8217;esistenza di monete nazionali a corso legale non &#8220;ci dice molto sulle origini del denaro&#8221;. In effetti, alcune nazioni non stabiliscono nemmeno un&#8217;unit\u00e0 di conto nazionale, ma piuttosto &#8220;scelgono di adottare valute estere come proprie\u201d cosa che mette seriamente in discussione le affermazioni dei neo-cartalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come i keynesiani anche i nuovi sostenitori della MMT ritengono che \u00e8 proprio un peccato che il capitalismo non si renda conto che funzionerebbe senza problemi se solo i politicanti non fossero cos\u00ec stupidi nel non accorgersi che \u00e8 indispensabile piazzare i keynesiani o i sostenitori della MMT nei posti di comando della politica fiscale e monetaria e utilizzare solo loro come consiglieri del re. E\u2019 la solita storia degli intellettuali emarginati che bramano un ruolo in un sistema economico e sociale che ormai non li considera pi\u00f9.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Note<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><sup>1<\/sup>\u00a0Ringrazio Paolo Giussani per i suggerimenti e le discussioni che abbiamo avuto su questo argomento.Antonio.pagliarone@fastwebnet.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><sup>2<\/sup>\u00a0Economia della Valuta Moderna\u00a0(libro in italiano che raccoglie sia\u00a0Soft Currency Economics\u00a0che\u00a0Soft Currency Economics II), Edizioni S\u00ec, 2016.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><sup>3<\/sup>\u00a0In Italia la MMT \u00e8 stata introdotta nel 2012 da Paolo Barnard ed ha ricevuto qualche simpatia da Federico Rampini il giornalista super keynesiano onnipresente sullo schermo televisivo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><sup>4<\/sup>\u00a0Paolo Giussani \u201c\u00c8 il mondo che fa girare il denaro.\u00a0Il credito moderno da un punto di vista classico\u201d.\u00a0Paper non pubblicato Giugno 2005.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><sup>5<\/sup>\u00a0Ibidem<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\"><sup>6<\/sup>\u00a0Ibidem<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/teoria-economica\/15235-antonio-pagliarone-la-teoria-monetaria-moderna-un-illusione-che-abbaglia.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/teoria-economica\/15235-antonio-pagliarone-la-teoria-monetaria-moderna-un-illusione-che-abbaglia.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Antonio Pagliarone1) &nbsp; La pubblicazione di una serie di testi critici sulla MMT (Modern Monetary Theory), prodotti da Michael Roberts e apparsi nel suo blog, \u00e8 risultata necessaria in quanto possiamo osservare che negli ultimi anni, come reazione ad una \u201causterity\u201d prolungata, sono sempre di pi\u00f9 coloro che fanno affidamento su politiche economiche definite rozzamente come \u201csovraniste\u201d. 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