{"id":52067,"date":"2019-06-20T09:10:55","date_gmt":"2019-06-20T07:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52067"},"modified":"2019-06-20T08:35:17","modified_gmt":"2019-06-20T06:35:17","slug":"alain-de-benoist-discorso-per-uneuropa-illiberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52067","title":{"rendered":"Alain de Benoist: discorso per un\u2019Europa illiberale"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/de-benoist.jpg\" alt=\"Alain de Benoist: discorso per un'Europa illiberale\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di OLTRE LA LINEA (traduzione di\u00a0Francesco Alarico della Scala)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alain de Benoist\u00a0\u00e8 saggista, filosofo, autore di un centinaio di opere relative alla filosofia politica e alla storia delle idee. Ha appena pubblicato\u00a0Contro il liberalismo. La societ\u00e0 non \u00e8 un mercato, per le Edizioni di Rocher. Interveniva al sesto colloquio dell\u2019Istituto ILIADE, \u00abEuropa, l\u2019epoca delle frontiere\u00bb, il 6 aprile 2019:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Signore e signori, cari amici,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei parlarvi di un fenomeno relativamente nuovo e non privo di legami con il tema di questa giornata. Si tratta dell\u2019illiberalismo. La parola \u00e8 un po\u2019 barbara, ma il senso \u00e8 abbastanza chiaro: essa designa l\u2019avvento di nuove forme politiche che si richiamano alla democrazia, ma vogliono allo stesso tempo rompere con la\u00a0democrazia liberale\u00a0che si trova oggi in crisi in pressoch\u00e9 tutti i paesi del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il termine \u00e8 apparso alla fine degli anni \u201990\u00a0negli scritti\u00a0di un certo numero di\u00a0insigni\u00a0politologi, ma solo in tempi molto recenti, nel 2014, si \u00e8 imposto fra il grande pubblico quando il primo ministro ungherese,\u00a0Viktor Orb\u00e1n, ha pubblicamente dichiarato a un\u2019universit\u00e0 estiva del suo partito: \u00abLa nazione ungherese non \u00e8 un aggregato di individui, ma una comunit\u00e0 che dobbiamo organizzare, fortificare e\u00a0dunque\u00a0elevare. In questo senso, il nuovo Stato che stiamo edificando non \u00e8 uno Stato liberale ma\u00a0illiberale\u00bb. Aggiungeva che \u00e8 giunto il momento di \u00abcomprendere sistemi che non sono occidentali, che non sono liberali, e che per\u00f2 fanno il successo di alcune nazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa voleva dire con questo? E qual \u00e8 in fondo la\u00a0differenza fondamentale\u00a0tra la democrazia liberale e la democrazia illiberale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La differenza \u00e8 che il liberalismo si organizza intorno al concetto di\u00a0individuo\u00a0e intorno al concetto di umanit\u00e0, eliminando tutte le strutture intermedie, mentre la democrazia illiberale, che poi \u00e8 la democrazia in genere, si organizza fondamentalmente intorno al concetto di\u00a0cittadino. Si pu\u00f2 a questo riguardo definirla come una dottrina che separa l\u2019esercizio classico della democrazia dai princ\u00ecpi dello Stato di diritto. Si tratta di una forma di democrazia in cui la\u00a0sovranit\u00e0 popolare\u00a0e l\u2019elezione continuano a svolgere un ruolo essenziale, ma dove non si esita a derogare a certi princ\u00ecpi liberali quando le circostanze lo esigono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cause dell\u2019ascesa dell\u2019\u00abilliberalismo\u00bb sono evidenti, e per molti versi coincidono con quelle che spiegano oggi il successo dei\u00a0partiti populisti. Esse attengono prima di tutto alla constatazione che le democrazie liberali si sono un po\u2019 ovunque trasformate in\u00a0oligarchie\u00a0finanziarie staccate dal popolo: inefficacia, impotenza, corruzione, partiti trasformati in semplici macchine per farsi eleggere, regno degli esperti, ristrettezza di vedute, ecc. A questa osservazione se ne aggiunge un\u2019altra, pi\u00f9 grave: nelle democrazie liberali, ormai le nazioni e i popoli non hanno pi\u00f9 i mezzi per difendere i loro interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale senso in effetti pu\u00f2 mai avere la sovranit\u00e0 del popolo se i governanti non hanno pi\u00f9 l\u2019indipendenza necessaria a fissare da soli i propri indirizzi di massima in campo economico, finanziario, militare, oppure in materia di politica estera? Si pu\u00f2 continuare ad imporre dei princ\u00ecpi giuridici che, invece di favorire la coesione dei popoli e la perpetuazione dei loro valori comuni, finiscono per dissolverli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Soffermiamoci sui dettagli della questione. La\u00a0democrazia\u00a0tutta poggia sul principio della sovranit\u00e0 popolare in quanto potere costituente. La democrazia \u00e8 la forma di governo che risponde al principio dell\u2019identit\u00e0 di vedute dei governanti e dei governati, giacch\u00e9 la prima\u00a0identit\u00e0\u00a0\u00e8 quella di un popolo concretamente esistente con se stesso in quanto unit\u00e0 politica. Tutti i cittadini che appartengono a questa unit\u00e0 politica sono formalmente uguali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precisiamo tuttavia che il principio della democrazia non \u00e8 quello dell\u2019uguaglianza naturale degli uomini fra loro, ma quello dell\u2019uguaglianza politica\u00a0di tutti i cittadini: il suffragio obbedisce alla regola \u00abun cittadino, un voto\u00bb, e non alla regola \u00abun uomo, un voto\u00bb. Il popolo, in democrazia, non esprime con il voto proposte che siano pi\u00f9 \u00abvere\u00bb di altre. Fa semplicemente sapere dove vanno le sue\u00a0preferenze\u00a0e indica se sostiene o ripudia i suoi dirigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come scrive molto giustamente Antoine Chollet, \u00abin una democrazia, il popolo non ha n\u00e9 torto n\u00e9 ragione, madecide\u00bb. \u00c8 il fondamento stesso della legittimit\u00e0 democratica. Ecco perch\u00e9 la questione di sapere chi \u00e8 cittadino \u2013 e chi non lo \u00e8 \u2013 \u00e8 la questione fondativa di ogni prassi democratica. Anche per questo le frontiere territoriali dell\u2019unit\u00e0 politica sono essenziali. Del pari, la definizione democratica della libert\u00e0 non \u00e8 l\u2019assenza di costrizione, come nella dottrina liberale o secondo Hobbes, ma si identifica con la possibilit\u00e0 per ciascuno di partecipare alla definizione collettiva degli indirizzi politici e dei vincoli sociali. Le libert\u00e0, sempre concrete, si applicano a campi specifici e a situazioni particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0liberalismo\u00a0\u00e8 tutto diverso. Sebbene la politica non sia n\u00e9 una \u00absfera\u00bb n\u00e9 un campo separato dagli altri, ma una dimensione elementare di tutta la societ\u00e0 o comunit\u00e0 umana, il liberalismo \u00e8 una dottrina che, sul piano politico, divide la societ\u00e0 in un certo numero di \u00absfere\u00bb e sostiene che la\u00a0\u00absfera economica\u00bb\u00a0dev\u2019essere resa autonoma nei confronti del potere politico, sia per ragioni di efficienza (il mercato funziona in maniera ottimale solo se nulla va ad interferire con il suo funzionamento \u00abnaturale\u00bb), sia per ragioni \u00abantropologiche\u00bb (la libert\u00e0 di commercio, dice Benjamin Constant, affranca l\u2019individuo dal potere sociale, giacch\u00e9 per definizione \u00e8 lo scambio economico che meglio permette agli individui di massimizzare liberamente i propri interessi). L\u2019economia, percepita in origine come il regno della necessit\u00e0, diviene cos\u00ec quello della libert\u00e0 per eccellenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ridefinita in senso liberale, la democrazia non \u00e8 pi\u00f9 il regime che consacra la sovranit\u00e0 del popolo, ma quello che \u00abgarantisce i diritti dell\u2019uomo\u00bb, intendendo con ci\u00f2 i diritti soggettivi, inerenti alla persona umana e dichiarati per questo motivo al contempo \u00abnaturali e imprescrittibili\u00bb. Per i liberali, questi\u00a0diritti\u00a0prevalgono sulla sovranit\u00e0 del popolo al punto che essa viene rispettata solo pi\u00f9 finch\u00e9 non li contraddice: l\u2019esercizio della democrazia \u00e8 cos\u00ec sottoposto a condizioni, a partire dal rispetto dei \u00abdiritti inalienabili\u00bb posseduti da ogni individuo in ragione stessa della sua sola esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Confusa con uno \u00abStato di diritto\u00bb divenuto l\u2019orizzonte insuperabile del nostro tempo, la democrazia si trasforma in un movimento verso un\u2019uguaglianza sempre pi\u00f9 grande, destinata a scaturire dal libero confronto dei diritti, un\u2019uguaglianza intesa solo pi\u00f9 come sinonimo di medesimezza. Lo\u00a0Stato di diritto\u00a0dissolve la politica sotto l\u2019effetto corrosivo della moltiplicazione dei diritti. Come dice Marcel Gauchet, \u00abinvocati in continuazione, i diritti dell\u2019uomo finiscono per paralizzare la democrazia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo Stato di diritto, di cui bisogna rammentare che \u00e8 anzitutto uno Stato di diritto privato, implica la\u00a0preminenza del diritto\u00a0sul potere politico e poggia sull\u2019imperativo di obbedire alla legge. Pur facendo leva sulla metafisica dei diritti dell\u2019uomo, che sola si suppone garantisca la dignit\u00e0 umana, esso consacra il potere delle leggi generali come norme generali che si impongono a chiunque, a partire dai dirigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La legittimit\u00e0 \u00e8 allora ricondotta alla semplice legalit\u00e0, al diritto positivo che regna in modo puramente impersonale e procedurale. Carl Schmitt ha mostrato che questo sistema elimina il concetto stesso di legittimit\u00e0 e che si rivela incapace di funzionare nelle situazioni d\u2019urgenza, in cui le norme non sono pi\u00f9 valide. Questa sostituzione della politica col diritto o con la legge finisce di fatto per svuotare la politica della sua sostanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo Stato di diritto va necessariamente di pari passo con l\u2019individualismo liberale e la sua concezione di una libert\u00e0 tutta \u00abnegativa\u00bb, che riguarda solo l\u2019individuo, e mai la collettivit\u00e0. Questo spiega perch\u00e9 il liberalismo sia fondamentalmente ostile al\u00a0concetto di sovranit\u00e0\u00a0\u2013 fuorch\u00e9, beninteso, alla sovranit\u00e0 dell\u2019individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per esso, ogni forma di sovranit\u00e0 che ecceda l\u2019individuo \u00e8 una minaccia per la libert\u00e0. Condanna dunque la sovranit\u00e0 politica e la sovranit\u00e0 popolare dal momento che la legittimit\u00e0 appartiene solo alla volont\u00e0 individuale. \u00abDove c\u2019\u00e8 sovranit\u00e0, c\u2019\u00e8 dispotismo\u00bb, diceva gi\u00e0 Pierre-Paul Royer-Collard. Con l\u2019individuo posto come sovrano in termini assoluti, il popolo non gode di nessuna legittimit\u00e0 intrinseca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non riconoscendo la validit\u00e0 di alcuna decisione democratica che possa ledere i princ\u00ecpi liberali o l\u2019ideologia dei diritti dell\u2019uomo, il liberalismo non ammette dunque mai che la\u00a0volont\u00e0 del popolo\u00a0debba essere sempre rispettata. Tutte le democrazie liberali sono democrazie parlamentari rappresentative, il che significa che la sovranit\u00e0 parlamentare si \u00e8 sostituita alla sovranit\u00e0 popolare. Per il liberalismo, in effetti, il potere non \u00e8 fondamentalmente potere di dirigere, ma di\u00a0rappresentare\u00a0la societ\u00e0. Di qui il ruolo fondamentale dei rappresentanti che, dopo esser stati eletti,\u00a0possono fare ci\u00f2 che vogliono del potere\u00a0di cui ci si \u00e8\u00a0spossessati\u00a0a loro vantaggio.\u00a0Il popolo\u00a0\u00e8\u00a0per\u00f2\u00a0tanto pi\u00f9 incline a\u00a0farsi rappresentare\u00a0se non\u00a0\u00e8 veramente sovrano\u00a0che\u00a0quando \u00e8 presente a se stesso. La democrazia liberale,\u00a0per cos\u00ec dire, \u00e8 una democrazia senza\u00a0d\u00e9mos, una\u00a0democrazia senza popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, forse si dir\u00e0, questo che cosa c\u2019entra con le\u00a0frontiere? Il nesso \u00e8 evidente e duplice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ideologia dei diritti dell\u2019uomo, come\u00a0si \u00e8 detto, non vuol conoscere\u00a0altro\u00a0che l\u2019umanit\u00e0 e l\u2019individuo. Ma la politica si articola su ci\u00f2 che si colloca tra quei due concetti: i popoli, le culture, gli Stati, i territori, nei quali il liberalismo non vuol vedere altro che semplici aggregati di individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 essa stessa un concetto politico: non si pu\u00f2 essere \u00abcittadino del mondo\u00bb, perch\u00e9 il mondo politico non \u00e8 un\u00a0universum, ma un\u00a0pluriversum: la politica implica una pluralit\u00e0 di forze in presenza. Se ne deduce, come scrive Michael Sandel, che \u00abi\u00a0princ\u00ecpi universali sono\u00a0incapaci\u00a0di\u00a0fissare un\u2019identit\u00e0 politica comune\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo la politica implica l\u2019esistenza di frontiere, senza le quali la distinzione fra cittadini e non-cittadini risulta priva di significato. E la democrazia esige essa stessa che vi siano delle frontiere, perch\u00e9 soltanto in un contesto territoriale ben definito, che determini il quadro di esercizio della sovranit\u00e0, pu\u00f2 svolgersi il gioco democratico. Lo constatava ancora di recente il giurista Bertrand Mathieu quando scriveva: \u00abLa democrazia implica l\u2019esistenza di una societ\u00e0 politica, inscritta in frontiere e formata da un popolo composto di cittadini legati da una comunit\u00e0 di destino e dalla condivisione di valori comuni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo riguardo non \u00e8 un caso che le democrazie illiberali comincino a moltiplicarsi nel momento stesso in cui l\u2019Unione europea\u00a0si\u00a0infrange\u00a0contro\u00a0la crisi migratoria.\u00a0E non \u00e8 un caso neppure che queste democrazie\u00a0illiberali in via di insediamento in Europa orientale e centrale si accingano a dotarsi di frontiere degne di questo nome, come testimonia l\u2019installazione di barriere grazie alle quali esse si sforzano di arginare i flussi migratori. Per il liberalismo, al contrario, il principio che s\u2019impone \u00e8 quello del\u00a0\u00ablaissez faire, laissez passer\u00bb: la\u00a0libera circolazione\u00a0degli uomini, delle merci e dei capitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si ritrova qui un esempio della vecchia opposizione fra la Terra e il Mare. Solo la Terra, in effetti, pu\u00f2 disporre di frontiere, laddove non se ne pu\u00f2 instaurare nessuna sui mari e sugli oceani. I\u00a0flussi migratori, proprio come i flussi commerciali e i flussi finanziari, appartengono al mondo \u00abtalassico\u00bb dei flussi e dei riflussi, mentre la politica appare intrinsecamente legata al mondo \u00abtellurico\u00bb, che esige\u00a0limitazioni\u00a0e linee del fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma bisogna anche veder bene \u2013 e qui concludo \u2013 che le frontiere sono anche dei limiti: esse dicono dove si fermano e dove incominciano l\u2019autorit\u00e0 politica\u00a0e la legittima volont\u00e0 dei cittadini di far rispettare la loro personalit\u00e0, la loro specificit\u00e0 storico-sociale, la socialit\u00e0 loro propria, vale a dire i loro costumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi viviamo invece nell\u2019epoca dell\u2019illimitatezza, ossia della negazione generalizzata dei limiti. Noi viviamo, potremmo dire, nell\u2019epoca del \u00abtrans\u00bb: transnazionalit\u00e0, transfrontalieri, transazioni, transessuali, trasparenza, trasgressione, transumanesimo. Il limite \u00e8 la misura; l\u2019illimitato \u00e8 la dismisura \u2013 ed \u00e8 anche l\u2019indistinzione, l\u2019ibridazione, lo sradicamento delle particolarit\u00e0 e delle norme che l\u2019ideologia dominante si \u00e8 da molto tempo accinta a decostruire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa illimitatezza trova la sua illustrazione pi\u00f9 tipica nella natura stessa del\u00a0sistema capitalistico. La caratteristica fondamentale di questo sistema \u00e8 in effetti il suo orientamento verso un\u2019accumulazione senza fine nel duplice senso del termine: processo che non si ferma mai e non ha altra finalit\u00e0 che la valorizzazione del capitale, sistema in cui qualsiasi surplus \u00e8 usato per riprodursi ed auto-accrescersi. Tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere d\u2019ostacolo alla circolazione degli uomini e delle cose necessaria all\u2019espansione planetaria del mercato, a partire dalle frontiere, dev\u2019essere sradicato o ritenuto inesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La logica di espansione del capitale non differisce granch\u00e9 in fondo dal processo di razionalizzazione del mondo che Heidegger chiama il Gestell o la Macchinazione (Machenschaft). Percepito come un oggetto privo di senso intrinseco, il mondo \u00e8 interpretato come un fondo da sfruttare; \u00e8 predisposto a divenire fonte di reddito e di profitto, ossia \u00abvalore\u00bb nel senso economico del termine. \u00c8 questa illimitatezza nello sguardo come nella pratica che fa del capitalismo un sistema basato sulla dismisura, sulla negazione di qualsiasi limite, preoccupato soltanto di produrre sempre pi\u00f9 valore per accrescere e valorizzare sempre di pi\u00f9 il capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Voi sottolineate\u00a0di passaggio\u00a0che la societ\u00e0 degli individui \u00e8\u00a0per sua natura\u00a0una societ\u00e0 di mercato, perch\u00e9 l\u2019illimitatezza del desiderio e l\u2019inflazione dei diritti risponde all\u2019illimitatezza che \u00e8 il principio stesso della riproduzione del capitale. L\u2019uomo \u00abeconomico\u00bb\u00a0punta a massimizzare il suo interesse\u00a0cos\u00ec\u00a0come la forma-capitale punta a massimizzare il profitto: l\u2019uno e l\u2019altra cercano di accrescersi nella sola categoria dell\u2019avere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra il concetto di frontiera e l\u2019ideologia del capitalismo liberale la contraddizione \u00e8 dunque totale. L\u2019avvento delle democrazie illiberali lo conferma. Oserei dire che chi potrebbe trarne insegnamento, poich\u00e9 riesce talvolta a criticare il liberalismo, \u00e8 proprio papa Francesco, che per\u00f2 non perde mai occasione per predicare l\u2019accoglienza incondizionata dei \u00abmigranti\u00bb quali che siano. \u00abBisogna costruire ponti, e non muri\u00bb, dice papa Francesco (che \u00e8 qui nel suo ruolo, poich\u00e9 il popolo di Dio non conosce frontiere e un sovrano pontificio \u00e8 etimologicamente un pontifex, cio\u00e8 un uomo \u00abche fa il ponte\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 questa un\u2019alternativa irricevibile. Il papa dimentica soltanto che tra i muri e i ponti ci sono anche delle porte, che possono essere aperte o chiuse a seconda delle circostanze, e soprattutto che in certi casi il ponte pi\u00f9 efficace \u00e8 il ponte levatoio, che si abbassa o si solleva per aprire o chiudere il passaggio che consente di accedere a una citt\u00e0 minacciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 giunto il momento di risollevare il ponte levatoio. Vi ringrazio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2019\/06\/18\/alain-de-benoist-discorso-per-uneuropa-illiberale\/\">https:\/\/oltrelalinea.news\/2019\/06\/18\/alain-de-benoist-discorso-per-uneuropa-illiberale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE LA LINEA (traduzione di\u00a0Francesco Alarico della Scala) &nbsp; Alain de Benoist\u00a0\u00e8 saggista, filosofo, autore di un centinaio di opere relative alla filosofia politica e alla storia delle idee. 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