{"id":52222,"date":"2019-07-11T00:51:08","date_gmt":"2019-07-10T22:51:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52222"},"modified":"2019-07-11T00:01:23","modified_gmt":"2019-07-10T22:01:23","slug":"ripensare-il-socialismo-riflessioni-a-partire-da-un-testo-di-andrea-zhok-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52222","title":{"rendered":"Ripensare il socialismo. Riflessioni a partire da un testo di Andrea Zhok (I parte)"},"content":{"rendered":"<p>di GENNARO SCALA (FSI Bologna)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello di Andrea Zhok \u00e8, come egli stesso scrive, non pi\u00f9 di un esercizio di pensiero, il provare a pensare a cosa possa significare oggi socialismo, \u201cun punto di partenza, da lasciarsi successivamente alle spalle\u201d. E non pu\u00f2 essere altrimenti, \u201cripensare il socialismo\u201d sar\u00e0 un lavoro che impegner\u00e0 anni e decenni di lavoro intellettuale collettivo, ma bisogna appunto iniziare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zhok proviene dalla sinistra, ma \u00e8 tra coloro, in numero crescente, che si sono resi conto che essa \u00e8 giunta al capolinea, tutte le sue principali organizzazioni versano in uno stato di irreversibile corruzione che le rende \u201cirriformabili\u201d, come gi\u00e0 aveva visto da tempo Costanzo Preve. Non credo sia estranea a questo tentativo di Zhok l&#8217;esigenza posta da Carlo Formenti di un \u201cnuovo inizio\u201d nel suo ultimo libro <em>Il socialismo \u00e8 morto, viva il socialismo<\/em>. Insomma, morta una forma di socialismo se ne fa o se ne dovrebbe fare un&#8217;altra, sulla base di queste sollecitazioni Zhok ha provato ad immaginare concretamente come possa dirsi un nuovo socialismo. Su questa scia, voglio intraprendere anch&#8217;io una cavalcata solitaria esplorativa nel territorio ancora sconosciuto di questo nuovo e ipotetico socialismo, nella speranza di scoprire un terreno politico che un domani potr\u00e0 essere abitato politicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;effettiva ricostruzione del pensiero socialista potr\u00e0 farsi soltanto in correlazione ad effettivi movimenti sociali che di esso abbiano bisogno per orientare la prassi, per cui quanto segue non pu\u00f2 che essere un esercizio di pensiero, tuttavia non credo sia inutile come esercizio, \u00e8 un punto di partenza, \u00e8 un iniziare a pensare, un provare ad immaginare. Sebbene nessuno \u00e8 in grado di prevedere il futuro, sono fiducioso che nel futuro rinasceranno dei nuovi movimenti sociali, lo sono perch\u00e9 questi movimenti sono necessari dopo decenni di \u201clotta di classe dall&#8217;alto\u201d (Luciano Gallino), cio\u00e8 dopo un&#8217;offensiva delle classi dominanti (definita neo-liberalismo) che ha devastato condizioni di vita e diritti conquistati nel dopoguerra, soprattutto a partire dagli anni &#8217;90, e pi\u00f9 precisamente dal \u201ccrollo dell&#8217;Unione Sovietica\u201d, la cui stessa esistenza induceva la classi dominanti occidentali ad essere pi\u00f9 caute nei confronti dei propri dominati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali movimenti dovrebbero derivare dalla consapevolezza diffusa che nessuno al di fuori di te stesso si far\u00e0 carico di lottare per migliore la tua condizione e per farlo ti conviene organizzarti con chi \u00e8 nella tua stessa condizione. Soltanto \u201cmovimento di base\u201d del genere creer\u00e0 lo spazio effettivo per cui specifiche organizzazioni politiche, dotate di opportuna elaborazione teorica che necessita degli strumenti adeguati, potranno sviluppare e portare avanti una propria proposta politica per affrontare i conflitti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;alternativa ad una rinascita delle lotte sociali \u00e8 una societ\u00e0 desertificata, spenta, che prima o poi crolla e diventa preda di societ\u00e0 pi\u00f9 vitali. Questo \u00e8 il rischio che si corre quando le classi dominanti \u201cvincono troppo\u201d, esse finiscono per desertificare la societ\u00e0 in cui pur sempre vivono. L&#8217;ammonimento di Machiavelli alle classi dominanti risulta ancora attualissimo cinque secoli dopo: \u201cPer tanto, se tu vuoi fare uno popolo numeroso ed armato per poter fare un grande imperio, lo fai di qualit\u00e0 che tu non lo puoi poi maneggiare a tuo modo: se tu lo mantieni o piccolo o disarmato per poter maneggiarlo, se tu acquisti dominio, non lo puoi tenere, o ei diventa s\u00ec vile che tu sei preda di qualunque ti assalta.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dell&#8217;aspetto militare, diventato oggi molto pi\u00f9 complesso con il complicarsi e diversificarsi del modo in cui si svolgono i conflitti, resta valido il concetto di base secondo cui la forza di una societ\u00e0 si basa sul \u201cmateriale umano\u201d, scusate la brutale espressione, da cui \u00e8 composta. Classi dominanti che nella smania di dominio e controllo devastano tale \u201cmateriale umano\u201d, e oggi i mezzi per la sua manipolazione sono tanti, segano il ramo su cui sono sedute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gramsci volle fare del Principe una metafora del Partito, ma il pensiero di Machiavelli andrebbe recuperato in senso molto ampio pi\u00f9 da un \u201cnuovo socialismo\u201d, innanzitutto perch\u00e9 Machiavelli \u00e8 stato il primo nella storia del pensiero politico ad attribuire un valore positivo al conflitto sociale. Quanti rivendicano la legittimit\u00e0 del conflitto sociale lo fanno, inconsapevolmente, in nome del repubblicanesimo machiavelliano, che \u00e8 stata una delle grandi correnti che attravers\u00f2 tutto il pensiero politico europeo e occidentale, dall&#8217;Inghilterra, alla Francia agli Stati Uniti (vedi in merito il mio <em>Il paradigma machiavelliano<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Discutere di socialismo con lo spirito di un nuovo inizio \u00e8 lo spirito giusto, spero che possa essere fatto al di l\u00e0 del singolo scritto o anche singolo convegno e in modo protratto nel tempo, penso ad una forma di lavoro collettivo intellettuale organizzato. Parlare di socialismo oggi \u00e8 una scommessa, ma fino ad ieri non sembrava neanche immaginabile, sembrava un&#8217;idea ormai sepolta, ma riacquister\u00e0 davvero senso, ripeto, soltanto se rinasceranno dei movimenti collettivi, i quali per\u00f2 non sono puramente immaginari, ad es. i gilet gialli francesi per la loro persistenza, radicamento e radicalit\u00e0 potrebbero esserne un&#8217;anticipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Man mano si finir\u00e0 per constatare, dopo la grande illusione individualista degli ultimi decenni, che la via d&#8217;uscita individuale non esiste, soltanto riscoprendo i valori dell&#8217;amicizia e della solidariet\u00e0, ed il senso di appartenenza al proprio gruppo sociale e al proprio stato, si potranno affrontare i problemi sia di ordine pratico che di ordine psicologico, mentre invece l&#8217;individualismo dominante mette l&#8217;essere umano, quale \u201cessere sociale\u201d , in una situazione insostenibile tanto sul piano pratico che psicologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTutti lottano per mantenere la propria individualit\u00e0 il pi\u00f9 possibile separata e desiderano assicurare la massima pienezza alla propria vita; tutti i loro sforzi invece non riescono a raggiungere la pienezza di vita ma l\u2019autodistruzione, perch\u00e9 invece di giungere alla realizzazione di se stessi, finiscono con l\u2019arrivare alla solitudine pi\u00f9 completa. Dappertutto, ai nostri giorni, gli uomini hanno cessato, a ludibrio di se stessi, di comprendere che la vera sicurezza si trova nella solidariet\u00e0 sociale piuttosto che nello sforzo individuale isolato.\u201d (F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno scrittore molto dostojevskiano come Houellebecq (come notavo in recensione a <em>Sottomissione<\/em>) ha saputo rappresentare nel suo ultimo romanzo <em>Serotonina<\/em>, con la tecnica del romanziere russo della \u201csituazione estrema\u201d, in modo davvero efficace l&#8217;individuo che incantato dal novero delle possibilit\u00e0 astratte finisce per distruggere ogni socialit\u00e0 reale, partire da una relazione sentimentale autentica del protagonista, concludendosi nell&#8217;angoscia estrema del vuoto totale di relazioni. Un romanzo che \u00e8 davvero un&#8217;efficace rappresentazione della distruttivit\u00e0 dell&#8217;individualismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo l&#8217;unico punto che non condivido dello scritto di Zhok \u00e8 la valutazione positiva della socialdemocrazia svedese. Qui lo Stato sembra in funzione della libert\u00e0 dell&#8217;individuo di isolarsi, la libert\u00e0 viene vista come il perseguire una propria strada che porta in una direzione opposta a quella degli altri, persino chi desidera un figlio non ha bisogno di cercarsi un compagno perch\u00e9 lo stato garantisce la possibilit\u00e0 della fecondazione anche alle donne singole. Il che invece a mio parere andrebbe vietato per rispetto del diritto del bambino ad avere una famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quanto pare \u00e8 un modello di vita esplicitamente teorizzato e perseguito, secondo il <em>Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese<\/em> (1972), \u201cOgni individuo dovr\u00e0 essere considerato come autonomo, non come l&#8217;appendice di qualcun altro. \u00c8 dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti\u201d. (Si tratta di spunti presi da internet che sarebbe interessante e utile verificare e approfondire da parte di chi non ha il \u201cpiccolo\u201d ostacolo della non conoscenza dello svedese.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Svezia ha creato una societ\u00e0 di infelici che muoiono soli senza che nessuno sappia della loro morte (Vedi il filmato di Erik Svedini, <em>La teoria svedese dell&#8217;amore<\/em>). Si tratta di una strada egualmente fallimentare. La strada da percorrere \u00e8 invece per me la strada che porta alla amicizia e alla solidariet\u00e0 sociale. Credo che oggi il valore dell&#8217;amicizia sia il pi\u00f9 rivoluzionario di tutti. D&#8217;altronde lo stesso Zhok rispetto alla libert\u00e0 dell&#8217;individuo sia da preferire la libert\u00e0 come partecipazione (secondo la classica distinzione di Benjamin Constant).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[continua]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GENNARO SCALA (FSI Bologna) &nbsp; Quello di Andrea Zhok \u00e8, come egli stesso scrive, non pi\u00f9 di un esercizio di pensiero, il provare a pensare a cosa possa significare oggi socialismo, \u201cun punto di partenza, da lasciarsi successivamente alle spalle\u201d. 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