{"id":52226,"date":"2019-07-18T00:57:31","date_gmt":"2019-07-17T22:57:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52226"},"modified":"2019-07-12T01:07:30","modified_gmt":"2019-07-11T23:07:30","slug":"ripensare-il-socialismo-riflessioni-a-partire-da-un-testo-di-andrea-zhok-iii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52226","title":{"rendered":"Ripensare il socialismo. Riflessioni a partire da un testo di Andrea Zhok (III parte)"},"content":{"rendered":"<p>di GENNARO SCALA (FSI Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esistono spiegazioni razionali n\u00e9 alla nostra presenza sulla terra, n\u00e9 alla morte. La ricerca scientifica \u00e8 nobile cosa, ma quando travalica il suo ambito specifico diventa una cattiva teologia. Il marxismo voleva essere un metodo di analisi della realt\u00e0 sociale sistematico, accurato e da verificare nella prassi reale e che quindi pretendeva a ragione di essere \u201cscientifico\u201d, tuttavia travalicava questo ambito quando voleva essere una \u201cvisione del mondo\u201d onnicomprensiva alternativa alla religione. Allo stesso modo la religione e l&#8217;arte, e tutte quelle attivit\u00e0 simboliche che cercano di dare un senso all&#8217;essere al mondo dell&#8217;uomo non possono travalicare il loro ambito per entrare nell&#8217;ambito del conflitto politico. I simboli religiosi o la Venere di Botticelli non sono n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra, ma appartengono a tutti coloro che si riconoscono in un sistema culturale al di l\u00e0 dei conflitti reciproci, contingenti o strutturali che siano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda invece l&#8217;opposizione materialismo\/idealismo all&#8217;interno della quale si colloc\u00f2 Marx optando per il materialismo, ritengo debba essere abbandonata sia la fondatezza di tale opposizione, sia la collocazione nell&#8217;ambito del materialismo. Secondo Costanzo Preve: \u201cIl fatto che il sapere quotidiano ponga materialismo ed idealismo ai due estremi di un campo non solo teorico ma anche emozionale e passionale, non sar\u00e0 forse il sintomo ancora poco elaborato (ma elaborabile, se lo vogliamo) di un dato, per cui la loro esistenza \u00e8 solo possibile all&#8217;interno di una unit\u00e0 dialettica ontologicamente omogenea? Detto in modo pi\u00f9 semplice, non esiste materialismo senza idealismo, e viceversa, per cui pensare alla &#8220;vittoria&#8221; di un termine sull&#8217;altro \u00e8 pura illusione ideologica identitaria priva di qualsiasi base filosofica seria. Ripetuto in modo pi\u00f9 filosofico, diremo che l&#8217;idealismo \u00e8 semplicemente l&#8217;elaborazione dialettica delle contraddizioni del materialismo, ed inversamente il materialismo \u00e8 solo l&#8217;elaborazione dialettica delle contraddizioni dell&#8217;idealismo. Da questo personalmente ricavo due conseguenze metodologiche di grande importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, il fatto che bisogna riscrivere integralmente la storia del marxismo, senza fidarsi di nulla di quello che \u00e8 stato scritto fino ad oggi, anche se \u00e8 ovviamente bene non assumere atteggiamenti distruttori verso una tradizione ricchissima durata un secolo e mezzo. E bisogna riscriverla integralmente perch\u00e9 essa \u00e8 stata costruita sul fondamento della lotta e dell&#8217;auspicata vittoria finale del materialismo sull&#8217;idealismo, o se si vuole della tradizione materialistica su quella idealistica. Da Engels (morto nel 1895) ad Althusser (morto nel 1990) la continuit\u00e0 di questa teodicea materialistica \u00e8 impressionante. Ma se ci mettiamo da un punto di vista diverso, in cui materialismo e idealismo sono momenti correlati di una unica ontologia, scopriamo non solo che Marx \u00e8 stato il terzo grande &#8220;idealista&#8221; dopo Fichte ed Hegel, ma anche che il suo indiscutibile &#8220;materialismo&#8221; \u00e8 stato di fatto solo una metafora di due altre posizioni filosofiche, il suo ateismo ed il suo strutturalismo. (Costanzo Preve, Storia del materialismo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spesso capita quando ci si oppone ad una tesi radicata, Preve sostenne la tesi opposta del Marx idealista, ma lo stesso Marx nei suoi momenti filosoficamente pi\u00f9 significativi si colloc\u00f2 in un&#8217;ontologia che non \u00e8 n\u00e9 materialista n\u00e9 idealista, secondo la formula previana. Il famoso passo del Capitale dove l&#8217;attivit\u00e0 propria dell&#8217;essere umano \u00e8 caratterizzata dalla presenza dell&#8217;elemento \u201cideale\u201d assente negli animali \u00e8 uno dei migliori esempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unico studioso (e andrebbe decisamente ristudiato) che ha iniziato a fondare un&#8217;ontologia che fosse oltre materialismo e idealismo \u00e8 stato Nicolai Hartmann con la sua teoria degli strati, mentre Luk\u00e1cs, che pur da questi prese molti concetti, diede alla sua Ontologia dell&#8217;essere sociale una dis-torsione materialistica. Invece Heidegger se pur ha formulato la \u201cdomanda ontologica\u201d non ha creato nessun ontologia, come osserva giustamente Hartmann. Piuttosto la sua attualit\u00e0 \u00e8 nell&#8217;aver posto la questione del nichilismo della Tecnica, sviscerata da Nietzsche, la cui \u201cvolont\u00e0 di potenza\u201d consider\u00f2 la massima espressione del nichilismo della Tecnica. \u201cPer che cosa si lotti \u00e8, pensato e auspicato come fine con un contenuto particolare, sempre di importanza secondaria. Tutti i fini della lotta e le grida di battaglia sono sempre e solo strumenti di lotta. Per che cosa si lotti \u00e8 gi\u00e0 deciso in anticipo: \u00e8 la potenza stessa che non ha bisogno di fini. Essa \u00e8 senza-fini, cos\u00ec come l\u2019insieme dell\u2019ente privo-di-valore. Questa mancanza-di-fini fa parte dell\u2019essenza metafisica della potenza. Se mai qui si pu\u00f2 parlare di un fine, questo fine \u00e8 la mancanza di fini dell\u2019incondizionato dominio dell\u2019uomo sulla terra. L\u2019uomo di questo dominio \u00e8 il super-uomo (Uber-Mensch)\u201d (Martin Heidegger, <em>Nietzsche<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali questioni sono ancora oggi per noi cruciali, la volont\u00e0 di incondizionato dominio dell&#8217;uomo sulla natura ha una lunga storia, ed ha prodotto danni enormi, che non sar\u00e0 facile rimediare, tuttavia si comincia ad intravvedere un distaccarsi della Tecnica dalla Potenza, tale stretto rapporto, il motivo per cui la Tecnica sembra destinata ad un dominio incontrastabile, \u00e8 stato proprio di un periodo in cui l&#8217;Occidente ha avuto la supremazia tecnica, ma cessata questa prevarranno altri fattori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia di Heidegger pur avendo posto tale questione cruciale \u00e8 finita nel corto circuito della critica nichilistica del nichilismo, come osserva Severino porre la domanda \u201cperch\u00e9 l&#8217;essere e non il nulla?\u201d \u00e8 gi\u00e0 nichilismo perch\u00e9 implica che l&#8217;essere possa anche non essere. Procedo rapidamente, pur essendo questioni cruciali, e che andrebbero trattate adeguatamente, ma in questa occasione non possiamo che accennare. Lo stessa filosofia di Severino che rappresenta un&#8217;importante continuazione originale della tematica di Heidegger, seppur ha effettuata una critica decisiva dello stesso Heidegger, mostrando l&#8217;esito nichilista della sua filosofia, cade egli stesso nel corto circuito della critica idealistica dell&#8217;idealismo, da una parte abbiamo una critica radicale alla platonica \u201cdottrina delle ombre\u201d, dall&#8217;altra parte l&#8217;\u201cinaudita\u201d dottrina dell&#8217;eternit\u00e0 degli enti altro non \u00e8 che la dottrina platonica delle idee, la quale eternizza l&#8217;ente sensibile (Aristotele).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia quello di Heidegger che quello di Severino sono tentativi di rifondare radicalmente l&#8217;idealismo, da cui se ne rivela il radicale fallimento, mentre l&#8217;idealismo proclamava con Hegel che la storia della filosofia culminava con la Germania, iniziava il declino europeo. Tale rifondazione dell&#8217;idealismo prevede il ritorno al suo vero fondatore che non fu Platone bens\u00ec Parmenide che identific\u00f2 pensiero ed essere. Il nostro obiettivo sar\u00e0 invece quello di uscire fuori dal \u201cgioco di specchi\u201d tra idealismo e materialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione della Tecnica \u00e8 fondamentale ad andr\u00e0 analizzata con attenzione dal nuovo socialismo, perch\u00e9 superare il \u201cpredominio della Tecnica\u201d sar\u00e0 uno dei compiti fondamentali, ma ha portato con s\u00e9, nei suoi due maggiori teorici, Heidegger e Severino, un certo concetto di decadenza, poich\u00e9 i problemi odierni deriverebbero da un errore originario, \u201coblio dell&#8217;essere\u201d a partire dalla Metafisica di Platone, oppure l&#8217;aver cominciato a far \u201cuscire le cose dal nulla\u201d dopo Parmenide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa idea di decadenza che \u00e8 una forma di caduta in seguito ad un errore originario \u00e8 fuorviante. Il parmenideo \u201csentiero della notte\u201d \u00e8 proprio quello in cui tutte le vacche sono nere. La storia del pensiero dopo Parmenide, non \u00e8 stato solo errore e follia, innanzitutto Aristotele non \u00e8 nichilista perch\u00e9 \u201cnon fa uscire le cose dal nulla\u201d ma al contrario identifica idealismo e materialismo (Platone e Democrito) perch\u00e9 finiscono per concordare sull&#8217;esistenza del nulla, che per Aristotele invece non \u00e8 ammissibile. E anche successivamente nel mondo moderno, pur esistendo effettivamente il il nichilismo, vi sono stati autori che sono sostanzialmente anti-nichilisti come Machiavelli, Spinoza, Goethe, e pensatori che hanno tanto aspetti nichilisti quanto anti-nichilisti come Hegel, Marx, Nietzsche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio le nostre societ\u00e0 sono decadenti, e la decadenza, con la sua atmosfera di depressione, porta con s\u00e9 con l&#8217;idea schiacciante che la realt\u00e0 non sia modificabile, che niente e nulla cambia (per Severino tutto risolver\u00e0 la stessa Tecnica, dobbiamo solo affidarci al Destino). Ma questo \u00e8 appunto uno stato d&#8217;animo collettivo di depressione, la realt\u00e0 sociale come ogni realt\u00e0 vivente muta in continuazione, la vita rinasce continuamente e lo stesso avviene per la vita sociale. L&#8217;atmosfera di decadenza fa sembrare che sia la \u201cfine di tutto\u201d, ma \u00e8 in realt\u00e0 la fine di un mondo, la premesse per il mondo successivo sono gi\u00e0 presenti in quello presente, nulla nasce dal nulla. Anche quella che sembra la prospettiva pi\u00f9 deprimente di tutte, il conflitto nucleare, l&#8217;esperienza concreta di Chernobyl, nei cui dintorni \u00e8 sorta una rigogliosa fauna favorita dall&#8217;assenza dell&#8217;essere umano, fa pensare che le previsioni catastrofiche di una possibile fine della vita sulla Terra nei \u201cmillenni a venire\u201d in seguito a conflitto atomico non siano fondate, ma siano piuttosto il lato negativo del senso di onnipotenza della Tecnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto certo tradizionalismo relativamente alla decadenza diffonde i sentimenti pi\u00f9 deprimenti, esiste un tradizionalismo buono che difende il sostrato culturale al di sopra del quale si costruisce ogni identit\u00e0 culturale, poich\u00e9 nulla viene dal nulla, esiste invece un tradizionalismo cattivo che ipostatizza questo sostrato e vede il presente come pura e semplice caduta. Coloro che si attaccano alle glorie passate sono nemici della vita. Certo lo spettacolo del fiorire e del dissolversi delle civilt\u00e0 induce malinconia come la visione di un bel fiore appassito, c&#8217;\u00e8 un bel passo di Goethe che osserva in un dialogo con Hegel questa triste realt\u00e0, tuttavia questo sfiorire \u00e8 il presupposto necessario per il rifiorire. \u00c8 la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 stata tutta una corrente filosofica che \u201cda sinistra\u201d ha utilizzato Nietzsche e Heidegger per demolire l&#8217;idea del Progresso, tra i pi\u00f9 noti in Italia vi \u00e8 stato Vattimo. Tuttavia la necessaria demolizione non ha fatto spazio ad una successiva ricostruzione , ma ha lasciato il nulla oppure credenze politiche puramente ineffettuali, come il \u201ccomunismo ermeneutico\u201d di Vattimo, avanzate giusto per credere in qualcosa. E&#8217; stato filosoficamente giustificato distruggere il mito del Progresso. Il nuovo socialismo si pone al di fuori dell&#8217;ideologia del Progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, a ragion veduta, dopo le illusioni relative al grande balzo tecnologico della \u201cprima rivoluzione industriale\u201d non \u00e8 pi\u00f9 possibile credere nel Progresso, sul piano tecnico il \u201cProgresso\u201d aumenta le capacit\u00e0 produttive ma per lo stesso motivo pure quelle distruttive, sul piano sociale, se \u00e8 vero che le societ\u00e0 umane crescono nel tempo in complessit\u00e0 e organizzazione, questa complessit\u00e0 \u00e8 indifferente al benessere umano, pu\u00f2 creare tanto benessere che malessere, \u00e8 sempre l&#8217;attivit\u00e0 consapevole che indirizza le strutture sociali in una direzione o nell&#8217;altra. Infine, il socialismo non \u00e8 uno stadio da raggiungere in una progressione verso non si sa cosa, ma uno stato dettato dall&#8217;equilibrio delle forze in campo che crea condizioni sociali a favore delle classi popolari. Una condizione che pu\u00f2 sempre degenerare se non vi sono sufficienti forze sociali che lottano per mantenere e migliorare una determinata condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, ci sarebbe una mole enorme di lavoro intellettuale collettivo da fare, prima si comincia meglio \u00e8. Sper\u00f2 che altri di fronte all&#8217;evidenza di una sinistra in stato di decomposizione si convinceranno che \u00e8 necessario intraprendere nuove strade. Abbandonare questa sinistra \u00e8 diventato un fatto di pura sopravvivenza per chi \u00e8 ancora cerebralmente vivo. Si spera che un giorno saremo in molti e che si possa intraprendere un lavoro intellettuale collettivo e organizzato, ma come antidoto alla \u201cboria degli intellettuali\u201d bisogna ricordare che senza le persone in carne e ossa, \u201cle masse\u201d che si organizzano e lottano, le idee rimangono sulla carta, come ben sapeva Marx che resta pur sempre un maestro pur appartenendo ad un&#8217;epoca diversa dalla nostra.<\/p>\n<p><em>[fine]<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52222\">Qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52224\">qui<\/a> la prima e la seconda parte dell&#8217;articolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GENNARO SCALA (FSI Bologna) Non esistono spiegazioni razionali n\u00e9 alla nostra presenza sulla terra, n\u00e9 alla morte. La ricerca scientifica \u00e8 nobile cosa, ma quando travalica il suo ambito specifico diventa una cattiva teologia. Il marxismo voleva essere un metodo di analisi della realt\u00e0 sociale sistematico, accurato e da verificare nella prassi reale e che quindi pretendeva a ragione di essere \u201cscientifico\u201d, tuttavia travalicava questo ambito quando voleva essere una \u201cvisione del mondo\u201d onnicomprensiva&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":52260,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[1435,5682,6374,306,405,6440,86],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/cern.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dAm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52226"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=52226"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52226\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52261,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52226\/revisions\/52261"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/52260"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=52226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=52226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=52226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}