{"id":52245,"date":"2019-07-13T00:50:15","date_gmt":"2019-07-12T22:50:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52245"},"modified":"2019-07-12T13:58:33","modified_gmt":"2019-07-12T11:58:33","slug":"la-narrazione-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52245","title":{"rendered":"La narrazione climatica"},"content":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noam Chomsky, scienziato statunitense e teorico della comunicazione, nell\u2019elaborare le regole della strategia di controllo sociale, indic\u00f2 per prima la distrazione e come seconda la creazione del problema con l\u2019offerta della soluzione. La sequenza \u00e8 nota: p<em>roblema, reazione, soluzione<\/em>. Il potere crea un problema o una situazione, verso i quali, tramite il controllo dell\u2019apparato mediatico e di intrattenimento, fa convergere l\u2019interesse delle masse. Anche con una studiata scansione temporale nella diffusione del problema, il potere provoca e orienta la reazione pubblica di consenso o dissenso. A questo punto il potere suggerisce la <em>sua<\/em> soluzione, che il pubblico \u00e8 indotto ad accettare o addirittura a credere di essere esso stesso ad averla richiesta. Questo succede perch\u00e9 la massa presta attenzione non al problema in s\u00e9 ma alla narrazione che i gruppi organizzati di interesse e di pressione confezionano dentro cornici informative ricamate di intrattenimento (<em>infotainment<\/em>). L\u2019<em>infosvago<\/em> pu\u00f2 rendere un qualsiasi problema socialmente rilevante o addirittura angosciante, non perch\u00e9 oggettivamente grave, ma perch\u00e9 intorno a esso racconta trame, dietro le quali media e politici nascondono gli scopi pi\u00f9 vari. In pratica non c\u2019\u00e8 settore in cui non sia possibile esercitare il controllo sociale: gestire fondi e servizi pubblici (<em>governance<\/em>), impiantare nuove burocrazie (<em>autorities<\/em>), assumere caste di presunti esperti (<em>skilleds<\/em>), farsi finanziare ristrutturazioni industriali, dirottare investimenti verso produzioni e servizi preferiti, finanziare una ricerca scientifica e tecnologica e trascurare altre, <em>etc<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora osserviamo come sul problema dell\u2019emergenza climatica il sistema globale ha imposto una sua narrazione, indiscutibile quasi come un dogma: il riscaldamento globale (dato come esistente) \u00e8 dovuto all\u2019uomo e alle sue attivit\u00e0. Nonostante che il tema susciti vivaci diversit\u00e0 di pareri tra gli scienziati e non sia stato ancora sufficientemente analizzato e definitivamente spiegato, la macchina narrativa ha gi\u00e0 imputato l\u2019aumento della temperatura esclusivamente all\u2019attivit\u00e0 umana, scartando le cause naturali. Questa teoria del riscaldamento globale antropico, formulata in schema rigido e semplicistico, suscita sospetti di truffa ideologica o di comprato asservimento di certa scienza alla politica e agli affari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posto come indiscutibile l\u2019assioma iniziale, come incontestabile viene offerta la soluzione: una globale e sollecita ristrutturazione industriale, la quale ha dei costi. Chi paga? Se l\u2019origine del cambiamento climatico \u00e8 antropica, allora la colpa \u00e8 degli umani, cattivi, egoisti, incoscienti e irresponsabili, cio\u00e8 dei popoli. Appunto ai popoli le oligarchie economiche e finanziarie intendono far pagare la riconversione energetica e la riorganizzazione generale dell\u2019economia e della societ\u00e0 con nuove tasse ecologiche sbrigativamente imposte, con bruschi e precipitosi cambiamenti delle abitudini di vita, con ulteriore sottrazione di diritti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, alla planetaria campagna di persuasione si affianca l\u2019iniziativa politica. A supporto dell\u2019obiettivo di profonda e affrettata ristrutturazione produttiva, il grande capitale ha ideato una nuova fumosa pseudosinistra: i partiti ambientalisti. Questi sembrano venir fuori dal cilindro non meno tempestivi, rapidi e folgoranti delle carriere politiche di un Renzi o di un Macron. In campo ambientalista quindi la tabella di marcia \u00e8 stata rispettata: il fenomeno Greta, frastornata adolescente, sembra aver opportunamente funzionato, specie in Nord Europa; infatti il panorama politico di quei paesi \u00e8 cambiato: i partiti eurosocialdemocratici si sono indeboliti e allineati per la consegna del testimone ai Verdi, gruppi di fede europeista non meno solida di quella dei socialdemocratici. Nel frattempo un vano e innocuo ambientalismo contagia rapidamente in ogni dove gruppi di studenti manifestanti con slogan d\u2019ordine, che \u201csuonano bene\u201d nell\u2019<em>ingl\u00ecsce<\/em> mimetico e cosmetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente non scema l\u2019interesse geopolitico e strategico che, a dispetto della prospettata riduzione della dipendenza dai carburanti fossili, non arretra e non rinuncia a condizionare politicamente e militarmente le zone petrolifere del pianeta (Medio Oriente, Venezuela). Infine, per evitare che il pubblico, immerso nel frastornante flusso informativo, possa stancarsi con le continue \u201cfalse nuove\u201d (<em>es<\/em>. il livello degli oceani si innalza), il circo mediatico si impegna ad alimentare l\u2019iniziale ondata emotiva, attribuendo alla fantasiosa emergenza climatica anche la fame e le migrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle rapide del flusso mediatico le notizie vere e finte si accavallano e si sovrappongono caoticamente senza lasciare tempo e respiro per fare la cernita di quelle autentiche e importanti, sulle quali la velocit\u00e0 e il rimbombo impediscono di fermare la dovuta riflessione. Il libero scorrimento delle notizie fluisce in parallelo con la libera circolazione di prodotti e capitali; l\u2019uno, monopolio di una manciata di agenzie stampa internazionali; l\u2019altra, privilegio di un pugno di banche e multinazionali a esercizio planetario. Questi vertici di potere, insediati in un <em>altrove<\/em>, eludono la partecipazione popolare, non rispondono a nessuno, decidono quali notizie diffondere e quali valori\/disvalori imporre. Il racconto del cambiamento climatico sembra rispondere fedelmente alle regole del controllo sociale: l\u2019invenzione periodica di globali criticit\u00e0, la distrazione da problemi veri e drammatici con quelli finti, il suscitare paure e narcosi collettive, la creazione di personaggi simbolo, conoscenze e informazioni affogate e diluite nell\u2019intrattenimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Metodi e sistemi collaudati contribuiscono a fuorviare e distrarre le masse dalle strategie, incontrollabili perch\u00e9 occulte, di oligarchie finanziarie e monopolistiche transnazionali, dirette a conquistare e mantenere egemonie, espandere influenze, far lievitare capitali sui disagi collettivi. \u00c8 una via senza uscita se lo Stato non torna sovrano nel controllo delle grandi reti di comunicazione, nel vincolo di un\u2019informazione corretta e affidabile, nel tener distinti informazione e spettacolo, nell\u2019impedire che le menti e le coscienze dei cittadini subiscano il condizionamento ideologico e la propaganda incontenibile dei padroni del discorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Noam Chomsky, scienziato statunitense e teorico della comunicazione, nell\u2019elaborare le regole della strategia di controllo sociale, indic\u00f2 per prima la distrazione e come seconda la creazione del problema con l\u2019offerta della soluzione. 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