{"id":52351,"date":"2019-07-29T16:32:04","date_gmt":"2019-07-29T14:32:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52351"},"modified":"2019-07-29T16:39:08","modified_gmt":"2019-07-29T14:39:08","slug":"far-risorgere-il-risorgimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52351","title":{"rendered":"Far risorgere il Risorgimento"},"content":{"rendered":"<p>di MARCO TROMBINO (FSI Genova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a pochi decenni fa i programmi scolastici italiani, per ci\u00f2 che riguarda i contenuti dei corsi di storia, dedicavano uno spazio debitamente ampio alla storia del XIX secolo e ai fatti del Risorgimento italiano. Era del tutto comprensibile: si tratta di quella frazione della nostra storia che giustificava l\u2019esistenza e l\u2019unicit\u00e0 della Patria, che cementava lo spirito nazionale, seppure con tutte le sue contraddizioni e sfaccettature (Vittorio Emanuele II e Giuseppe Mazzini erano nemici giurati, giusto per citare un esempio di inconciliabilit\u00e0). Una formazione in perfetta analogia a quella di molti altri Paesi del mondo: raccontare di Garibaldi ai giovani Italiani \u00e8 come raccontare l\u2019epopea di Washington agli Statunitensi, o come raccontare Simon Bolivar ai Colombiani, o come Jos\u00e9 Mart\u00ec per i Cubani, o Scanderbeg per gli Albanesi, e cos\u00ec via. Ogni Nazione mantiene giustamente la memoria dei propri padri fondatori con l\u2019intento di tramandarlo alle generazioni che verranno. Ricordo personalmente che la maestra delle elementari ci insegnava a cantare in coro canzoni quali \u201cLa bandiera dei tre colori\u201d e \u201cAddio mia bella addio\u201d insieme a, ovviamente, \u201cIl canto degli Italiani\u201d meglio noto come Inno di Mameli, all\u2019epoca non ancora ufficialmente inno nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni per\u00f2, i programmi di storia delle scuole dell\u2019obbligo sono stati modificati allo scopo di porre l\u2019accento sui fatti del XX secolo. Fino agli anni \u201980 la storia del XIX secolo, con annesso Risorgimento, si studiava in quinta elementare, poi in terza media, poi all\u2019ultimo anno delle scuole superiori. Oggi non si studia pi\u00f9 alle elementari, i cui programmi vanno dalla preistoria all\u2019Evo antico e non oltre: si noti la completa assurdit\u00e0 di una formazione storica di 3\u00b0 elementare in cui viene trattata soltanto la preistoria dall\u2019australopiteco fino al neolitico. Uno spazio maggiore viene invece dedicato agli eventi del XX secolo: in seconda media (oggi scuola secondaria di primo grado) si studia l\u2019intero evo moderno pi\u00f9 l\u2019evo contemporaneo fino al 1900, mentre l\u2019intero programma di terza media \u00e8 focalizzato sulle vicende del secolo scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 il motivo di tale \u201crigonfiamento\u201d d\u2019importanza della storia del \u2018900 e della contestuale minimizzazione del \u2018800? Di sicuro gioca il fattore della presenza di alcune pagine di storia in pi\u00f9, ossia il crollo del Muro di Berlino e gli eventi del mondo monopolare che ne \u00e8 scaturito. Ma la ragione principale non \u00e8 questa. Il punto \u00e8 che si cerca di rimpicciolire il peso del nostro Risorgimento perch\u00e9 al giorno d\u2019oggi d\u00e0 fastidio al potere, sotto molti aspetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto l\u2019elemento comune di tutti i movimenti risorgimentali \u2013 dalla Carboneria ai monarchici sabaudi, fino ai Mazziniani \u2013 era la finalit\u00e0 dell\u2019indipendenza italiana. Gi\u00e0 l\u2019utilizzo di questa parola, nell\u2019Unione Europea di oggi, \u00e8 deprecato: parlare di \u201cindipendenza\u201d in un\u2019Europa in cui l\u2019Italia non \u00e8 affatto sovrana pu\u00f2 divenire un elemento di destabilizzazione perlomeno culturale, se non addirittura politica, specie considerando che dopo aver rinunciato all\u2019indipendenza in favore della UE abbiamo perduto molto in termini economici e sociali. Inoltre, chi furono coloro contro i quali si batterono i patrioti italiani di quell\u2019epoca in ben tre Guerre d\u2019Indipendenza? Gli Austriaci, ossia degli Europei. Gi\u00e0, perch\u00e9 la secolare oppressione della nostra patria non \u00e8 stata esercitata per tredici secoli da dittatori venuti da un\u2019altra galassia, ma da popoli e paesi del nostro continente, gli stessi i cui rappresentanti siedono oggi nella Commissione Europea, nel Parlamento Europeo, nel Consiglio dell\u2019Unione Europea e nuovamente ci dettano legge, spesso contro i nostri interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il motivo per cui i Sovranisti hanno il dovere di ricordare e far ricordare il nostro Risorgimento con tutti i mezzi possibili; in futuro, i programmi scolastici dovranno dare il corretto peso e il giusto posto alle vicende, letteralmente uniche nella storia umana, durante cui una Nazione dopo milletrecento anni di divisione, di oppressione straniera e di soggezione agli interessi altrui, seppe ritrovare la propria identit\u00e0, la propria forza e un insospettabile coraggio. Ed ebbe l\u2019energia di rinascere. I Sovranisti, oltre che gli evidenti obiettivi politici, devono avere la profonda finalit\u00e0 culturale di far risorgere, nelle menti e nei cuori dei cittadini Italiani, il nostro glorioso Risorgimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO TROMBINO (FSI Genova) Fino a pochi decenni fa i programmi scolastici italiani, per ci\u00f2 che riguarda i contenuti dei corsi di storia, dedicavano uno spazio debitamente ampio alla storia del XIX secolo e ai fatti del Risorgimento italiano. 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