{"id":52408,"date":"2019-08-06T01:06:27","date_gmt":"2019-08-05T23:06:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52408"},"modified":"2019-08-05T22:14:10","modified_gmt":"2019-08-05T20:14:10","slug":"52408","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52408","title":{"rendered":"La nostra Costituzione si capisce meglio se si leggono le discussioni che hanno portato alla sua stesura"},"content":{"rendered":"<p>di IACOPO BIONDI (FSI Firenze) e PIERLUIGI BIANCO (FSI Lecce)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piero Malvestiti era democristiano. Non un &#8220;pericoloso comunista&#8221;. Era democristiano. Leggetevi la sua vita su <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piero_Malvestiti\">Wikipedia<\/a>. Capirete chi erano quei personaggi che hanno scritto la nostra Costituzione. Invece sotto leggete (fino in fondo, \u00e8 lungo, ma merita la fatica) contro cosa la hanno scritta e per cosa. Poi leggete l&#8217;articolo 3 del trattato di Maastricht. Poi fate le vostre considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intervento di Malvestiti nei punti principali, dal post di Pierluigi Bianco:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Onorevoli colleghi, non \u00e8 ormai una affermazione peregrina dire che il terzo Titolo del progetto di Costituzione, che tratta dei rapporti economici, ne \u00e8 la parte pi\u00f9 nuova, pi\u00f9 moderna, direi addirittura pi\u00f9 rivoluzionaria, senza paura della definizione, perch\u00e9 sono le cose che importano e non i nomi delle cose. E poi, se \u00e8 vero che le Costituzioni nascono nei momenti drammatici della vita dei popoli, vuol dire anche che risolvono una soluzione di continuit\u00e0, che gettano un ponte fra un passato, davanti al quale si \u00e8 aperta una voragine, e un avvenire che gi\u00e0 urge coi suoi palpiti di luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti alle Costituzioni dell&#8217;Ottocento l&#8217;uomo del nostro tempo si pone alcuni interrogativi, che sono un grande e tragico processo a tutta una civilt\u00e0. Con un enorme stupore egli si chiede come \u00e8 potuto avvenire che le grandi parole di libert\u00e0, di uguaglianza, di fraternit\u00e0, riecheggiate nelle aule pi\u00f9 solenni, promesse dalla labbra pi\u00f9 degne, garantite dalla pi\u00f9 sicura volont\u00e0, santificata con una cos\u00ec vasta testimonianza di sangue, non abbiano risparmiato all&#8217;Europa e al mondo \u2014 non abbiamo risparmiato all&#8217;uomo \u2014 l&#8217;orrore, la contraddizione, l&#8217;infamia della prima e della seconda guerra europea: e come necessitino di essere ancora proclamate e difese come preziosi, ma fragilissimi beni. Domande alle quali noi stessi stiamo dando una risposta concreta e costruttiva con questa nostra Costituzione, che dovr\u00e0 dire sino a che punto la nostra critica \u00e8 stata severa, onesta, disinteressata: se abbiamo avuto il coraggio della diagnosi e se abbiamo il coraggio della cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mi permetta qui di ricordare che molto grave \u00e8 stata l&#8217;accusa mossa dall&#8217;onorevole Togliatti nella seduta dell&#8217;11 marzo, proprio a proposito del Titolo che stiamo esaminando, quando non ha temuto di dire che si \u00e8 talvolta seguito il metodo del compromesso deteriore, lavorando non pi\u00f9 sulle idee e sui princip\u00ee, ma sulle parole, togliendo una parola per metterne un&#8217;altra la quale direbbe approssimativamente lo stesso, ma fa meno paura, oppure pu\u00f2 essere interpretata in un altro modo: sostituendo, insomma, la confusione alla chiarezza. \u00abTutti gli articoli relativi ai diritti sociali \u2014 ha detto testualmente l&#8217;onorevole Togliatti \u2014 sono stati rielaborati con questo deteriore spirito di compromesso verbale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io non so sino a che punto tutto questo risponda alla pi\u00f9 precisa verit\u00e0 \u2014 perch\u00e9 v&#8217;\u00e8 anche un metodo di <em>solliciter doucement les textes<\/em> che forse l&#8217;onorevole Togliatti non ignora \u2014; ma so che v&#8217;\u00e8 almeno una condizione alla quale dobbiamo obbedire, se siamo degli uomini politici cui il Paese ha affidato un grande compito; se siamo dei galantuomini: ed \u00e8 di sapere che cosa vogliamo. Su una constatazione noi dobbiamo almeno essere d&#8217;accordo: che il divorzio fra politica ed economia \u00e8 assurdo: che il sistema economico deve creare le condizioni di possibilit\u00e0 di esercizio della libert\u00e0 politica; che le prerogative individuali sono illusorie per chi non \u00e8 in grado di risolvere il problema del pane quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Processo al capitalismo? Direi qualche cosa di pi\u00f9: direi processo ad una libert\u00e0 che della vera libert\u00e0 non aveva che un volto menzognero, perch\u00e9 aveva soltanto garantito la libera sopraffazione gabellata per libera concorrenza; lo sfruttamento tra le classi e tra i popoli; l&#8217;insopportabile costo umano della produzione; il caos dei prezzi. Ora, si pu\u00f2, sia pure benevolmente, sorridere del candido richiamo del nostro La Pira al carattere cristiano della nostra Costituzione; ma non si deve dimenticare che il processo al liberalismo, alla sua filosofia e alle sue origini storiche \u2014 il processo che noi stessi stiamo facendo e che dobbiamo portare fino in fondo \u2014 \u00e8 stato inventato alcuni secoli or sono \u2014 dai giorni stessi di Lutero \u2014 dalla Chiesa cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, prima di tutto, il processo alla falsa libert\u00e0 \u2014 dico a ragion veduta, falsa pi\u00f9 che incompleta \u2014 e il processo al feudalesimo economico che garantisce il carattere beneficamente e pacificamente rivoluzionario della nostra Carta costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono gli aspetti basilari del capitalismo? L&#8217;appropriazione privata dei mezzi di produzione, la concorrenza e la ricerca del profitto. L&#8217;economia politica arriva ad alcune conclusioni universali: che l&#8217;utilit\u00e0 marginale determina l&#8217;impiego pi\u00f9 economico dei beni e dello stesso lavoro, e che in un&#8217;economia di mercato i prezzi rappresentano il vero valore delle cose e dei servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da queste premesse alla conclusione che, dunque, il processo di distribuzione e di ripartizione risulta equo, il passo \u00e8 sin troppo breve. Vi \u00e8 un grosso equivoco all&#8217;origine filosofica delle loro ricerche, ed \u00e8 quel loro credere all&#8217;ordine naturale delle cose, quel giurare sulla \u00abnatura\u00bb ignorandone il Creatore e l&#8217;Ordinatore, e i suoi moniti e le sue leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Marx, che pur pretende di postulare un elemento di giustizia assolutamente estraneo alle sue premesse filosofiche, non riesce a liberarsi dal feticismo del fatto: \u00e8 l&#8217;economia a schiavi che genera una certa religione, una certa morale, un certo diritto, una certa politica; non sono la religione, la morale, il diritto, la politica che determinano o che trasformano alla radice la economia a schiavi. <em>Primum purgari<\/em> gridano gli economisti; la vostra legge morale ha torto se il fatto le d\u00e0 torto; in ogni caso \u00e8 un elemento estraneo, disturbatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvertiva ormai una certa vischiosit\u00e0 della ricerca nei confronti del fenomeno completo: la brama insaziata dell&#8217;uomo moderno ha fatto saltare tutte le antiche ipotesi ed ha posto la scienza in flagrante e costante delitto di ritardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro del sistema era, premessa fondamentale e necessaria, il principio della concorrenza. L&#8217;optimum sociale, e quindi, in definitiva la giustificazione dell&#8217;individualismo economico, derivava soprattutto da ci\u00f2, che l&#8217;automatismo della concorrenza eguaglia il saggio del profitto e tende a ridurlo al punto di coincidenza col costo di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed eccoci al temibile riflesso sociale di questo malessere economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel campo economico e morale \u2014 scrive d&#8217;altra parte il Pirou \u2014 il capitalismo odierno ha meno titoli di legittimit\u00e0 che non il capitalismo al quale ha succeduto. La convergenza della sua attivit\u00e0 con l&#8217;interesse generale \u00e8 pi\u00f9 che dubbia, perch\u00e9 esso vive del monopolio e dello sfruttamento del consumatore, reso possibile da questo monopolio. Il valore tecnico dei suoi dirigenti non \u00e8 meno dubbio, perch\u00e9 essi sono piuttosto finanzieri che tecnici e mirano pi\u00f9 al guadagno della speculazione, che agli utili industriali. Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grave ancora: ed \u00e8 l&#8217;enorme potere di corruzione del capitalismo moderno, che rende oltremodo pericolosa la sua invadenza politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Permettetemi di trovare la conferma di tutto ci\u00f2 in una pagina che rester\u00e0 fra le pi\u00f9 lucide ed impressionanti della storiografia economica: voglio dire della testimonianza augusta ed insospettabile della Quadragesimo Anno di Pio XI: \u00abAi nostri tempi non vi ha solo concentrazione della ricchezza, ma l&#8217;accumularsi altres\u00ec di una potenza enorme, di una dispotica padronanza della economia in mano di pochi e questi sovente neppur proprietari, ma solo depositari ed amministratori del capitale, di cui essi per\u00f2 dispongono a loro grado e piacimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo potere diviene pi\u00f9 che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il denaro, agiscono da padroni, dominano il credito e padroneggiano i prestiti: onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l&#8217;organismo economico, ed hanno in mano, per cos\u00ec dire, l&#8217;anima dell&#8217;economia: sicch\u00e9 nessuno, contro la loro volont\u00e0, potrebbe nemmeno respirare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tale concentrazione di forze e di potere, che \u00e8 quasi la nota specifica dell&#8217;economia contemporanea, \u00e8 il frutto naturale di quella sfrenata libert\u00e0 di concorrenza che lascia sopravvivere solo i pi\u00f9 forti, cio\u00e8, spesso, i pi\u00f9 violenti della lotta e i meno curanti della coscienza. A sua volta poi la concentrazione stessa di ricchezza e di potenza genera tre specie di lotta per il predominio: dapprima si combatte per la prevalenza economica; di poi si contrasta accanitamente per il predominio sul potere politico, per valersi delle sue forze, della sua influenza nelle competizioni economiche; infine si lotta fra gli stessi Stati, e perch\u00e9 le Nazioni adoperano le loro forze e la potenza politica a promuovere i vantaggi economici dei propri cittadini e perch\u00e9 applicano il potere e le forze economiche a troncare le questioni politiche sorte tra le Nazioni&#8230; la libera concorrenza, cio\u00e8, si \u00e8 da se stessa distrutta: alla libert\u00e0 del mercato \u00e8 subentrata l&#8217;egemonia economica: alla bramosia del lucro \u00e8 seguita la sfrenata cupidigia del predominio e tutta l&#8217;economia \u00e8 cos\u00ec divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, la stessa classe capitalistica ha del tutto cambiato di composizione e di struttura: e ci\u00f2 darebbe ragione alla teoria della circolazione delle <em>\u00e9lites,<\/em> se la nuova \u00e9lite non meritasse piuttosto una diversa denominazione. Non pi\u00f9 il cavaliere dalla \u00abtriste figura\u00bb e non pi\u00f9 quella generazione di autentici ed infaticabili conquistatori che sono stati i creatori dell&#8217;industria moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondare un&#8217;industria, lanciare un prodotto, conquistare un mercato voleva dire, sin verso la fine del secolo scorso, impegnare le proprie ricchezze, la propria vita, il proprio onore, oso dire, oltre ogni limite umano. V&#8217;era in ci\u00f2 tutta l&#8217;ansia e tutta l&#8217;ebbrezza, ma anche tutta l&#8217;immane fatica e tutto il pericolo dell&#8217;avventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, come ho detto, la seconda fase del capitalismo ci presenta un&#8217;elite che \u00e8 completamente diversa da quella ormai cacciata di nido. Questo il quadro del nostro mondo economico. A questo punto la nostra rivolta ci ha suggerito una formula liberatrice: \u00abLa Repubblica \u00e8 fondata sul lavoro\u00bb. E, in questo terzo titolo diciamo: \u00abLa Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni per rendere effettivo questo diritto\u00bb. Si tratta di badare bene a due ordini di considerazioni: anzitutto che la Costituzione \u00e8 un documento giuridico che deve esprimere norme di diritto; ma che appunto per ci\u00f2 le formule ideali, ma obiettivamente irraggiungibili, possono portare ad uno stato di delusione che comprometterebbe la seriet\u00e0 stessa della Carta costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo per\u00f2 dire subito che dicendo \u00ablavoro\u00bb noi non ci riferiamo al suo carattere di pena, di tormento, di umiliazione \u2014 avremmo una Repubblica di forzati \u2014 ma alla sua dignit\u00e0 e alla sua funzione redentrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il limite \u00e8 pur sempre quello del destino personale dell&#8217;uomo: i suoi diritti derivano dalla sua natura, mentre la societ\u00e0 non \u00e8 per l&#8217;uomo che il mezzo necessario che lo aiuta a conseguire il fine. Solo a questo titolo il lavoro \u00e8 insieme un diritto che involge un problema etico, e un dovere individuale e sociale. La scoperta pi\u00f9 grande di Marx \u00e8 che il capitalismo trasforma i rapporti tra gli uomini in rapporti fra cose: non c&#8217;\u00e8, cio\u00e8, una realt\u00e0 economica sostanziale e perci\u00f2 tutte le categorie economiche non sono che categorie storiche e non princip\u00ee eterni come li professava l&#8217;economia borghese e classista: ma tutto ci\u00f2 contraddice proprio il materialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna liberare l&#8217;uomo, che \u00e8 ingegno, volont\u00e0, lavoro, vita: l&#8217;attivit\u00e0 implica un principio spirituale, e solo un principio spirituale garantisce l&#8217;attivit\u00e0. Ridiamo perci\u00f2 al diritto di propriet\u00e0 la sua funzione sociale nell&#8217;articolo 38. Ora, l&#8217;articolo 43 immette i lavoratori nella gestione delle aziende; ma, pure ammesso che tutto ci\u00f2 debba portare un contributo notevole alla produzione, c&#8217;\u00e8 sempre una domanda da farsi, una riserva da proporsi: a profitto di chi? Si pu\u00f2 dire, genericamente, \u00aba profitto della produzione\u00bb; ma questa \u00e8 una parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, concretamente, di modificare la ripartizione del profitto, senza danneggiare il normale funzionamento di un sistema produttivo che ha pur fatto delle grandi prove; si tratta di conservare quanto c&#8217;\u00e8 di buono nel sistema, indirizzandolo verso un&#8217;evoluzione in cui l&#8217;imperativo sociale diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 dominante; si tratta di toglier di mezzo lo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo senza sostituirvi l&#8217;ancor pi\u00f9 atroce sfruttamento dello Stato su l&#8217;uomo. Si tratta, in sostanza, di creare una vera e vitale democrazia economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora, bisogna avere il coraggio di andare pi\u00f9 in l\u00e0. Soltanto cos\u00ec, noi diamo ai lavoratori quello che i lavoratori aspettano da noi; restituiamo al lavoro la sua nobilt\u00e0 e la sua gioia; liberiamo il volto dell&#8217;uomo dandogli la scienza della vita, la serenit\u00e0 della vita, l&#8217;onore della vita. (Applausi al centro).&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nascitacostituzione.it\/05appendici\/04p1\/03p1t3\/02\/index.htm?002.htm&amp;2&amp;fbclid=IwAR3kdMR4aF6MQHtAsQMx7EDNEJDNDh1mSaPhCHB3A6PRpM7RMllAfdijsak\"><em>Qui<\/em><\/a><em> la discussione generale del Titolo terzo della Parte prima, iniziata dall&#8217;Assemblea Costituente il 3 maggio 1947<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IACOPO BIONDI (FSI Firenze) e PIERLUIGI BIANCO (FSI Lecce) Piero Malvestiti era democristiano. 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