{"id":52844,"date":"2019-09-29T01:48:48","date_gmt":"2019-09-28T23:48:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52844"},"modified":"2019-09-29T00:09:41","modified_gmt":"2019-09-28T22:09:41","slug":"la-mia-adesione-al-fronte-sovranista-italiano-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52844","title":{"rendered":"La mia adesione al Fronte Sovranista Italiano (parte I)"},"content":{"rendered":"<p>di L&#8217;\u00c9TRANGER<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>11 settembre 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari amici e followers di Twitter,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">venerd\u00ec ho aderito formalmente al Fronte Sovranista Italiano (FSI). Questa scelta, meditata da mesi e maturata gradualmente, sopraggiunge, peraltro, contestualmente ad un cambio di fase nella politica italiana. Ieri il Movimento 5 Stelle ha gettato definitivamente la maschera, scegliendo l\u2019asservimento all\u2019Unione europea e l\u2019alleanza coi collaborazionisti di lunga data del Partito Democratico (una denominazione a dir poco orwelliana, considerata la loro viscerale avversione al <em>d\u00e8mos<\/em>). Persino il boia Mario Monti ha accordato la sua fiducia al nuovo governo PD-5S. Il quadro non potrebbe essere pi\u00f9 chiaro; chiaro, naturalmente, per chi \u00e8 in grado di capire e non vuol far finta di non capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi chiedo quanti voti siano andati, alle elezioni politiche del 2018, al M5S su temi di netta opposizione all\u2019UE, vista l\u2019ambiguit\u00e0 (anzi, la vera e propria inversione a 180 gradi: un ribaltamento dall\u2019antieuropeismo di facciata, nel 2014, al voto in favore della signora Von Der Leyen, falco tedesco e sodale di partito di Angela Merkel, nel 2019). \u00c8 lecito parlare di una vera e propria truffa elettorale ai danni di milioni di elettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il fenomeno che ho definito \u201ctruffa elettorale\u201d, che in Italia comincia ad assumere dimensioni preoccupanti per la stessa salubrit\u00e0 di un regolare<br \/>\ndibattito democratico pre-elettorale, non riguarda solo il M5S. La Lega, con la sua demenziale campagna per \u201ccambiare l&#8217;Europa dall\u2019interno\u201d, che ricorda il tanto vituperato e fallimentare Tsipras, ha cercato di addolcire la sterzata rispetto al <em>Basta\u20ac<\/em> del 2014 e nascondere la sua reale avversione per i temi antieuropeisti, dovuta al fatto che la gramsciana base di classe di questo partito secessionista e antimeridionalista \u00e8 composta da medi imprenditori esportatori del Nord-Est, legati mani e piedi alle catene del valore della grande industria tedesca. Imprenditori che uscirebbero molto pi\u00f9 ben volentieri dalla Repubblica italiana che dall\u2019Unione europea (o anche solo dall\u2019euro, ammesso e non concesso che sia possibile abbandonare la moneta unica senza abbandonare l\u2019UE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Salvini \u2013 affiancato dall\u2019ormai famoso Morisi \u2013 \u00e8 un <em>jolly<\/em> pigliatutto e un fenomeno social che ha candidato diverse personalit\u00e0 del mondo NO\u20ac, per accaparrarsi anche questo \u201csegmento\u201d di consenso elettorale (si tratta, infatti, di un\u2019evidente applicazione del <em>marketing<\/em> strategico per i prodotti come automobili o scarpe all\u2019\u201dofferta politica\u201d, sebbene in maniera pi\u00f9 scorretta) e \u2013 oggi mi pare evidente \u2013 contemporaneamente disinnescare questo pericoloso fronte per conto dei suoi danti causa, gli imprenditori di cui sopra, coloro che hanno come referente all\u2019interno del partito il famigerato Giorgetti e che non vedono di buon occhio l\u2019uscita dall\u2019euro (si veda, <em>ex multis<\/em>, la recente intervista rilasciata da Zaia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, bisogna ammettere che Salvini, nonostante i suoi evidenti limiti culturali, \u00e8 decisamente alcune spanne pi\u00f9 furbo del medio leader politico italiano \u2013 anche se l\u2019ultima mossa, molto azzardata, non gli \u00e8 riuscita \u2013 e che la Lega \u00e8 un partito di sistema oggi molto scafato nel perseguimento dei suoi reali, ma dissimulati, obbiettivi strategici. La base di classe della Lega \u2013 da non confondere con la base di massa o con la base elettorale \u2013 posta di fronte ad un bivio, non avrebbe la minima esitazione nella scelta tra l\u2019euro e la macroregione alpina, da una parte, e la ricostruzione industriale dell\u2019Italia e la piena occupazione del popolo italiano, dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 chiaro che il disegno di Salvini era quello di soddisfare la voglia di poltrona di alcuni efficaci divulgatori del movimento NO\u20ac e intestarsi formalmente, mediante tale espediente, la battaglia per il riacquisto della sovranit\u00e0 monetaria, che di fatto viene per\u00f2 silenziata a lasciata decantare in sordina (sotto la cappa di una strana disciplina di partito che alterna, schizofrenicamente, la propaganda contro l\u2019UE, la BCE e lo <em>spread,<\/em> solo quando la Lega \u00e8 all\u2019opposizione, e il \u201cmoderatismo\u201d rassicurante e finanche il rinnegamento totale, poco credibile, di queste battaglie, quando la Lega si trova al governo: si vedano le molteplici abiure di Bagnai nel corso di alcuni suoi inviti presso gli specialisti del circo mediatico televisivo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa vuole allora la Lega? La mia interpretazione \u00e8 che voglia rafforzarsi anche con un sostanzioso pacchetto di voti del \u201csegmento elettorale\u201d NO\u20ac(unitamente al pacchetto che ottiene dal \u201csegmento\u201d, per ora molto pi\u00f9 corposo, bisogna ammetterlo, che conquista egemonizzando il tema pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 sentito della c.d. \u201csicurezza\u201d). Rafforzarsi, a mio modo di vedere, al solo fine di ottenere l\u2019autonomia differenziata per le regioni del Nord, prodromica all\u2019unico vero obbiettivo strategico della Lega, che rimane quello che \u00e8 \u2013 ancora oggi \u2013 l\u2019art. 1 del loro statuto: l\u2019indipendenza della Padania. Non mi credete? Controllare lo statuto della Lega che \u00e8 disponibile sul sito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto non era e non \u00e8 strategia: \u00e8 tattica di rafforzamento elettorale a spese degli incauti \u201csovranisti\u201d (tra virgolette) che continuano a credere la Lega sia oggi un partito che si propone di restaurare la legalit\u00e0 costituzionale. Si tratta, con tutta evidenza, di un abbaglio. Persino il sottoscritto, ha creduto, seppur con qualche titubanza, alla retorica del \u201ccandidato indipendente\u201d Bagnai, keynesiano in lista al Senato per le elezioni 2018 dopo anni di divulgazione in favore del riacquisto della sovranit\u00e0 monetaria, con provenienza politico-culturale in qualche modo affine alla mia e ritengo, almeno un tempo, distante dal liberismo bottegaio della Lega (liberismo o liberalismo, dato che per me la distinzione crociana \u2013 esclusiva del panorama italiano \u2013 non \u00e8 realmente significativa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, la Lega \u00e8 infatti, fin dagli albori, un partito pregiudizialmente ostile nei confronti dello Stato. C\u2019\u00e8 da chiedersi come possa restaurare la legalit\u00e0 costituzionale un partito che inneggiava \u2013 solo pochi mesi fa, nel corso di una manifestazione elettorale a Milano \u2013 alla Thatcher (colei che ha realizzato nel Regno Unito quello che le vigliacche classi dominanti italiane hanno realizzato, nel nostro paese, grazie all\u2019euro). Il culto della personalit\u00e0 thatcheriana mi pare profondamente incompatibile con lo spirito dei nostri padri costituenti e la lettera della nostra Costituzione del 1948, saldamente fondata su un culto della persona umana, difesa dalle forze sfrenate del mercato (dalla tendenza, cio\u00e8, alla mercificazione di tutto, inclusa la dignit\u00e0 umana, a vantaggio di una ristretta minoranza di <em>rentiers<\/em>) e da qualsiasi violazione dei diritti dell\u2019essere umano, inteso sia come singolo che nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa c\u2019entra, dunque, la <em>flat tax<\/em> con lo spirito solidaristico della Costituzione, di cui il principio d\u2019imposizione fiscale progressiva \u00e8 una chiara specificazione? La risposta \u00e8: poco. Cosa c\u2019entra Capezzone \u2013 da poco saltato sul carro della Lega e riscopertosi novello \u201cintellettuale organico\u201d a tale partito, insieme al giornalista friedmaniano Porro \u2013 con il ripristino della legalit\u00e0 costituzionale? Nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La base culturale liberista e le reali intenzioni della Lega sono ancora pi\u00f9 chiare osservando la dinamica della caduta del governo Conte. Al riguardo, gli ambienti della Lega \u2013 soprattutto i brillanti divulgatori NO\u20ac remunerati con scranno parlamentare per il loro ingresso in Lega \u2013 cercano di accreditare una versione dei fatti che vorrebbe imputare la rottura alla ritrosia del ministro Tria a concedere quello spazio fiscale necessario ad attuare la <em>flat tax<\/em> e, in generale, a fare politiche espansive in barba ai vincoli eurocratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale versione, pur non essendo inverosimile, non convince del tutto. Vediamo perch\u00e9. La postura \u201cquirinalizia\u201d (cio\u00e8 euroserva) del ministro Tria e dello stesso Presidente del Consiglio Conte era emersa gi\u00e0 col primo negoziato (quello del beffardo deficit abbassato fino al 2,04%, come a prendere per stupidi i cittadini con le tecniche, ribadiamolo ancora una volta, con cui si prezzano i dentifrici o i detersivi al supermercato: tutto a 0,99 centesimi!) e ancor di pi\u00f9, questa volta con plateale evidenza, in occasione della conferenza stampa di Conte nei primi giorni di giugno; conferenza nel corso della quale lo sconosciuto avvocato aveva intimato alle forze politiche (in particolare a Salvini) di non immischiarsi nel negoziato con l\u2019UE, lasciando trasparire la chiara intenzione di piegarsi in ogni caso, senza condizioni, alle richieste dell\u2019eurocrazia a trazione francotedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, allora, Salvini ha atteso fino ad agosto per sfiduciare questi signori, se la sua preoccupazione era la politica economica? Nel frattempo, Tria<br \/>\nha avuto il tempo di impegnare il governo italiano nell\u2019ennesima riforma mortifera per il nostro paese: quella del MEF, nonostante gli indirizzi, quantomeno cauti, espressi dal parlamento al riguardo. La bozza del nuovo trattato MEF \u00e8 gi\u00e0 pronta e disponibile sul sito delle istituzioni europee e sembrerebbero non risultare, al riguardo, riserve da sciogliere da parte del governo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio <em>educated guess<\/em> \u00e8 che Salvini sia stato fatto \u201candare lungo\u201d (onde poter giustificare meglio l\u2019inciucio tra 5S e PD, con la scusa che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo \u2013 fate presto! \u2013 e bisogna scongiurare l\u2019aumento IVA) facendo leva sulla bramosia autonomista di una parte della Lega, ad un passo dal chiudere l\u2019agognata \u201cautonomia differenziata\u201d e poter finalmente, tra le varie cose, arginare gli immondi professori di liceo terroni che corrompono la giovent\u00f9 lombardo-veneta. L\u2019intesa sull\u2019autonomia \u2013 tirata per le lunghe dalla volpe Conte \u2013 \u00e8 fallita solo pochi giorni prima della crisi aperta dalla <em>console<\/em> del Papeete. Ecco la trappola di Conte (cio\u00e8 di Mattarella, parliamoci chiaro!). Ecco la Lega!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Lega \u00e8 parte del Partito Unico Liberale (PUL), l\u2019unico che \u00e8 accreditato, nelle sue varie fazioni che si impegnano in un teatrale quanto cosmetico<br \/>\nscontro nei talkshow organizzati dal circo mediatico, a governare in Italia. Governare in Italia significa portare, come i camerieri, le pietanze ordinate a seguito dei compromessi che la classe confindustriale italiana (che definisco \u201ci cotonieri\u201d <strong>(1)<\/strong>, con Gianfranco La Grassa) riesce a mediare al proprio interno (Nord\/Centro-Sud, Grande impresa\/Piccola-Media impresa) e con gli attori esterni (i famosi \u201cinvestitori esteri\u201d che negli ultimi decenni hanno assunto un ruolo ormai non pi\u00f9 trascurabile nell\u2019economia nazionale; basti solo pensare all\u2019influenza francese nel sistema bancario nazionale e non solo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, affinch\u00e9 la classe contoniera possa prevalere come ha fatto negli ultimi 30 anni, praticamente incontrastata, occorre massima apertura commerciale e finanziaria del paese, affinch\u00e9 siano attivabili tutti i ricatti, ai danni delle classi medie e subalterne, di quella che viene semplificatoriamente definita \u201cglobalizzazione\u201d in senso stretto. Ci\u00f2, ovviamente, se \u2013 da una parte \u2013 d\u00e0 dei vantaggi irrinunciabili ai cotonieri, impone agli stessi \u2013 dall\u2019altra \u2013 di accogliere all\u2019interno dell\u2019economia italiana anche investitori (cio\u00e8 predatori) stranieri, con i quali \u00e8 necessario mediare: animali che, tipicamente, vengono a reclamare la loro fetta di carne quando apri i cancelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La classe cotoniera e globalista \u00e8 il soggetto collettivo che governa l\u2019Italia nel suo (della classe cotoniera, non dell\u2019Italia) esclusivo interesse corporativo e competitivo (sia come \u201csistema-paese\u201d sia dei singoli gruppi che, di volta in volta, prevalgono in seno ad essa). Il PUL \u00e8 un dispositivo di camerieri che, al fianco della burocrazia ministeriale non elettiva e di un ben pi\u00f9 importante dispositivo (il circo mediatico <em>mainstream<\/em> nazionale), esegue le strategie decise, a monte, dalla classe-soggetto dominante. Persino inutile soffermarsi sul ruolo dei \u201csindacati\u201d oggi: spaventapasseri ben pagati per dare ulteriore legittimazione al sistema, tramite una finta conflittualit\u00e0 che non \u00e8 altro che la pi\u00f9 vile delle complicit\u00e0. Sotto questa luce, considero il \u201csindacalista\u201d Bentivogli il pi\u00f9 corretto (nel senso di meno ipocrita) personaggio all\u2019interno di questa cricca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si badi bene: la classe cotoniera non coincide n\u00e9 con la classe media (soggetto molto pi\u00f9 ampio e oggi, in larga parte, principale vittima dell\u2019impoverimento\u00a0provocato dalle \u201criforme\u201d richieste e volute dai cotonieri per rendere \u201cpi\u00f9 competitivo\u201d il paese) n\u00e9 con l\u2019imprenditoria in generale, n\u00e9 con la vecchia \u201cborghesia\u201d: concetto che rimanda ad un ceto tipico della fase \u201cdialettica\u201d del capitalismo \u2013 XIX e met\u00e0 del XX sec. \u2013 certo ai tempi coincidente con la classe dei capitalisti ma che oggi \u00e8 scomparso dagli anni \u201970 e che si connotava anche per una eticit\u00e0 (seppur contraddittoria, naturalmente), almeno di facciata, e una congerie di valori, anche culturali, oggi definitivamente abbandonati dai cotonieri come un inutile fardello per bacchettoni, a differenza di chi corre per affrontare le \u201csfide della globalizzazione\u201d, innovare, accumulare e aprire nuovi mercati tra i quali ve ne sono alcuni che sarebbero stati eticamente inaccettabili per la vecchia borghesia. Pensiamo solo al dibattito, che si \u00e8 timidamente affacciato in questi giorni sulla rete, relativo al mercato degli organi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La classe cotoniera non ha nulla contro Salvini. \u00c8 vero, ammettiamolo: i cotonieri non approvano un Salvini che si vorrebbe autopromuovere da cameriere a commensale, magari assumendo \u201cpieni poteri\u201d. La classe cotoniera, per\u00f2, apprezza le idee di Salvini su fisco e sul ruolo minimale dello<br \/>\nStato, e l\u2019idea che la ricchezza sia \u201ccreata\u201d soltanto dagli imprenditori. Ottimo per i cotonieri! Tutto bellissimo purch\u00e9 non si parli \u2013 ovviamente \u2013 di sovranit\u00e0 sulle politiche monetarie, di politiche keynesiane a forte deficit e (giammai!) di ritorno dello Stato imprenditore tramite l\u2019IRI o qualcosa di simile. Tutto questo \u00e8 il diavolo per i cotonieri, in quanto rischierebbe di abbattere la rendita di cui godono parassitariamente, frutto solo dell\u2019effimero disturbo di fare poche scelte strategiche, spesso \u201cassistite\u201d da consulenti di ogni tipo, e la cui esecuzione viene poi demandata (anche nel grande complesso imprenditoriale) a una pletora di dipendenti trattati pi\u00f9 o meno bene, a seconda dello status che gli conferisce l\u2019importanza dei loro servigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>rentiers<\/em> pi\u00f9 parassitari pagano \u2013 molto bene \u2013 persino i decisori strategici (i Marchionne della situazione) e si limitano ad aspettare dividendi e interessi a bordo piscina. Infatti Salvini non far\u00e0 niente di diabolico contro questi rentiers (ripeto: la sua \u00e8 solo propaganda per agglomerare segmenti elettorali, a fini tattici, e, con l\u2019esperimento dei 5S, la \u201ctruffa elettorale\u201d \u00e8 ormai definitivamente sdoganata in Italia). Inoltre, ci sono proposte allettanti per i cotonieri, nell\u2019\u201dofferta\u201d politica del cameriere Salvini. Molto allettanti. Quelle \u2013 possiamo starne certi \u2013 finch\u00e9 in Italia comanderanno i cotonieri saranno, al momento giusto, realizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Il termine \u201ccotonieri\u201d richiama la vicenda da cui origina la guerra civile americana. I proprietari terrieri degli stati del sud avevano, infatti, come principale mercato di sbocco del loro prodotto, l\u2019industria tessile inglese, la quale assorbiva buona parte del cotone nordamericano. La decisione delle classi dominanti del nord di restringere il commercio estero tramite politiche protezionistiche, al fine di sviluppare la neonata industria statunitense (dislocata, appunto, prevalentemente negli stati del nord), proteggendone i \u201cprimi passi\u201d tramite dazi sui prodotti importati dalla pi\u00f9 avanzata e competitiva industria straniera, (seguendo la teoria dell\u2019economista tedesco List) e in particolare dall\u2019industria inglese, ai tempi decisamente la pi\u00f9 avanzata e competitiva sui mercati internazionale, avrebbe prevedibilmente comportato delle ritorsioni penalizzanti per le esportazioni di cotone del sud verso l\u2019Inghilterra. L\u2019immagine utilizzata dall\u2019economista G. La Grassa per appellare i confindustriali italiani, notoriamente avversi all\u2019industria di Stato e alle politiche industriali sul modello della Prima Repubblica, \u00e8 idealtipica di un gruppo di pressione i cui interessi si pongono in contrasto con quelli generali, allo sviluppo nazionale.<\/p>\n<p><em>[continua]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;\u00c9TRANGER &nbsp; 11 settembre 2019 Cari amici e followers di Twitter, venerd\u00ec ho aderito formalmente al Fronte Sovranista Italiano (FSI). Questa scelta, meditata da mesi e maturata gradualmente, sopraggiunge, peraltro, contestualmente ad un cambio di fase nella politica italiana. 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