{"id":52928,"date":"2019-09-23T10:30:59","date_gmt":"2019-09-23T08:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52928"},"modified":"2019-09-22T12:46:37","modified_gmt":"2019-09-22T10:46:37","slug":"il-ministero-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=52928","title":{"rendered":"Il Ministero dell&#8217;Amore"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p><i>You hate him. Good. Then the time has come for you to take the last step. You must love Big Brother. It is not enough to obey him: you must love him.<\/i><\/p>\n<p><i>(George Orwell, 1984)<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sta destando scalpore la decisione dei gestori di Facebook e Instagram di cancellare centinaia di account riconducibili ai partiti di Casapound e Forza Nuova. Si tratta, in effetti, di una mossa senza precedenti che ridisegna il ruolo sociale dei colossi di internet, perch\u00e9 non sembra motivata dalle condotte dei singoli utenti ma li colpirebbe collettivamente in forza delle loro idee e della loro affiliazione a formazioni politiche riconosciute dallo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre fervono i dibattiti (in cui non entro) sulla liceit\u00e0 o almeno sull&#8217;opportunit\u00e0 del provvedimento, e pi\u00f9 a monte sui pericoli di avere lasciato che il dibattito politico nazionale si concentrasse nei server di pochi monopolisti privati d&#8217;oltreoceano, fa riflettere il plauso che incontra in una parte della popolazione e dei rappresentanti delle istituzioni. Questa ovazione alla censura mi sembra un ulteriore segnale d&#8217;allarme sullo stato di grave sofferenza in cui versa la nostra idea democratica. Da un lato perch\u00e9 tradisce la credenza &#8211; corollario della \u00ab<a href=\"https:\/\/www.springer.com\/gp\/book\/9780306404955\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">credenza in un mondo giusto<\/a>\u00bb di Lerner &#8211; che le grandi industrie multinazionali possano e vogliano porre rimedio alla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/05\/09\/apologia-di-fascismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">eventuale<\/a>\u00a0inerzia degli Stati, con la mano invisibile e taumaturgica del mercato che si estenderebbe dall&#8217;economia al diritto, fino alla morale. Dall&#8217;altro, perch\u00e9 della democrazia mette in forse l&#8217;assunto forse pi\u00f9 fondamentale: che la tutela della libert\u00e0 propria esige che sia tutelata la libert\u00e0 di tutti, anche dei propri avversari. Se la democrazia \u00e8 un metodo e non un merito, il problema della censura \u00e8 la censura, non a chi si rivolge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quanto ai motivi dichiarati di questa mattanza virtuale, secondo i gestori del social network quelle espulse sarebbero \u00aborganizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono\u00bb. Nello stesso giorno, la stessa accusa di \u00abodiare\u00bb investiva i manifestanti radunati in piazza Montecitorio per chiedere di tornare al voto, mentre dall&#8217;interno del Palazzo un&#8217;esponente della costituenda maggioranza dichiarava \u00ab<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/video\/politica\/governo_franceschini_stagione_odio-4723073.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">chiusa la stagione dell&#8217;odio<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;ossessivit\u00e0 di questa litania con cui si vorrebbe attaccare non gi\u00e0 le ragioni di un sentimento, ma il sentimento in s\u00e9 e quindi l&#8217;umanit\u00e0 che lo esprime, e insieme l&#8217;esclusivit\u00e0 con cui la si indirizza a chi professa un ben identificato pensiero politico, ha fatto sorgere in qualcuno il sospetto che l&#8217;odio in questione non sia che il sostituto dialettico di quello stesso pensiero. E che in questa ridenominazione ci sia il tentativo di trasformarlo in un \u00abpeccato\u00bb per liquidare il confronto democratico e\u00a0<i>necessariamente<\/i>\u00a0polemico di visioni, opinioni e interessi divergenti per sostituirlo con il solipsismo teocratico di un \u00abbene\u00bb che non si accontenta di pi\u00f9 trionfare senza eccezioni, ma vuole essere\u00a0<i>amato<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel sottoscrivere a due mani questo sospetto, e nel leggervi in pi\u00f9 l&#8217;ennesima sciagura di avere laicizzato le categorie morali, aggiungo che \u00e8 invece proprio qui, in questa censura prerazionalizzata dell&#8217;odio-pensiero che finisce per incarnarsi l&#8217;odio\u00a0<i>sensu stricto<\/i>, quello pi\u00f9 autentico e cieco perch\u00e9 insubordinabile alla mediazione dialettica. Sul tema ripropongo una mia riflessione gi\u00e0 apparsa ne\u00a0<i>La crisi narrata<\/i>, con un&#8217;appendice letteraria per i pi\u00f9 pedanti.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\">L&#8217;odio (dell&#8217;odio)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019<i>hate speech<\/i>\u00a0\u00e8 un\u2019istigazione all\u2019<i>hate crime<\/i>, quest\u2019ultimo\u00a0<a href=\"http:\/\/bit.ly\/2ohIiYY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">definito dall\u2019OSCE<\/a>\u00a0come \u00abun atto criminale commesso sulla base di un pregiudizio\u00bb per identificare il quale \u00abnon \u00e8 necessario stabilire se esso sia causato dall&#8217;odio, ma va accertato che il crimine sia stato commesso e che il suo movente sia una qualche forma di pregiudizio\u00bb. Lascio i problemi giuridici sollevati dalla definizione ai pi\u00f9 preparati e mi chiedo: se il movente \u00e8 il pregiudizio e non l\u2019odio, perch\u00e9 il reato \u00e8 intitolato all&#8217;odio? E se nel caso dell\u2019<i>hate speech<\/i>\u00a0si pretende di censurare il pregiudizio anche quando non consegue un reato, come si applica la norma? E soprattutto,\u00a0<i>chi<\/i>\u00a0la applica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si \u00e8 gi\u00e0 osservato scrivendo di\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/appunti-di-meritocrazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">meritocrazia<\/a>, quando ai criteri si sostituiscono i giudizi, il diritto si fa strumento di chi ha la facolt\u00e0 di imporre i propri giudizi: cio\u00e8 del pi\u00f9 forte. Che in questo caso \u00e8 chi decide quali siano i gruppi meritevoli di tutela e se i giudizi ad essi riferiti siano potenzialmente criminali. La casistica che ne risulta restituisce una fotografia fedele dei particolarissimi obiettivi politici del momento, che per\u00f2 nella retorica dell\u2019odio si fingono fondamenti giuridici e principi senza tempo. Prevedere quali siano i pregiudizi da censurare \u00e8 quindi facile: sono quelli che confliggono con i giudizi di chi li censura. Seguono esempi:<\/p>\n<table class=\"table small\">\n<thead>\n<tr>\n<th>Cos\u00ec non \u00e8\u00a0<i>hate speech<\/i><\/th>\n<th>Cos\u00ec sarebbe\u00a0<i>hate speech<\/i><\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Gli italiani non sono mai stati capaci di una normalit\u00e0 nobile, elevata, produttiva. (<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.com\/2016\/05\/autorazzismo-e-lotta-di-classe.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fonte<\/a>)<\/td>\n<td><i>I Rom<\/i>\u00a0non sono mai stati capaci di una normalit\u00e0 nobile,elevata, produttiva.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>[Anche senza euro] saremmo la merda che siamo sempre stati. (<a href=\"https:\/\/www.polisblog.it\/post\/174039\/servizio-pubblico-puntata-stasera-14-novembre-2013-anticipazioni-diretta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fonte<\/a>)<\/td>\n<td>[Anche senza\u00a0<i>franco CFA<\/i>]\u00a0<i>l&#8217;Africa Occidentale sarebbe<\/i>\u00a0la merda che\u00a0<i>\u00e8<\/i>\u00a0sempre s<i>tata<\/i>.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La necessit\u00e0 di allentare il vincolo che impone che il voto di ottantenne valga come quello di un ventenne su temi che condizionano soprattutto il futuro di quest&#8217;ultimo. (<a href=\"http:\/\/bit.ly\/2oyfZqS\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fonte<\/a>)<\/td>\n<td>La necessit\u00e0 di allentare il vincolo che impone che il voto di\u00a0<i>una donna<\/i>\u00a0valga come quello di\u00a0<i>un uomo<\/i>\u00a0su temi che condizionano soprattutto il futuro di quest&#8217;ultimo.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Se [gli abitanti di Gorino] non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi, andassero a vivere in Ungheria. (<a href=\"http:\/\/bit.ly\/2eD6rWm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fonte<\/a>)<\/td>\n<td>Se [gli abitanti di Gorino] non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi, andassero a vivere in\u00a0<i>Israele<\/i><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La Russia di Putin sempre pi\u00f9 simile all\u2019Urss di Bre\u017enev. (<a href=\"http:\/\/bit.ly\/2pDcDCi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fonte<\/a>)<\/td>\n<td>La\u00a0<i>Germania della Merkel\u00a0<\/i>sempre pi\u00f9 simile\u00a0<i>al Terzo Reich<\/i>.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\">In quanto all&#8217;odio associato al pregiudizio, \u00e8 una mera nota di colore mancandole accuratamente una caratterizzazione. Nulla orienta infatti a distinguerlo, a parit\u00e0 di fenomeni, da frustrazione, esasperazione, rabbia, (pi\u00f9 o meno giusta) indignazione ecc. se non appunto l\u2019interpretazione dell\u2019osservatore. Sicch\u00e9 menzionarlo serve a procurare un allarme, a produrre nei destinatari una percezione di pericolo. Serve a \u00abfare presto\u00bb in deroga alle cautele del diritto e assicurarsi cos\u00ec una serie di comfort dialettici. Perch\u00e9 l\u2019attribuzione dell\u2019odio:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>squalifica il presunto odiatore al rango di persona irrazionale, e quindi<\/li>\n<li>rende superflua la comprensione dei suoi moventi (che in ogni caso sarebbero inesistenti, pretestuosi, patologici o dettati dall&#8217;ignoranza), e quindi<\/li>\n<li>lo esclude giustificatamente dal diritto di manifestare il proprio pensiero.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">La censura nel nome dell\u2019odio \u00e8 la pi\u00f9 facile, massimizza il risultato con il minimo sforzo, giustifica se stessa ed \u00e8 alla portata di tutti, anche e soprattutto dei pi\u00f9 ingenui, perch\u00e9 nel dispensarli dalla faticosa indagine delle cause regala loro l\u2019ebbrezza di lottare contro le tenebre della cattiveria. Cos\u00ec la censura, da soppressione di un diritto qual \u00e8, diventa un atto meritorio, una violenza filantropa. Un esito che \u00e8 per certi versi gi\u00e0 tracciato nella formulazione originaria: quel \u00abpregiudizio\u00bb escogitato per liquidare d\u2019autorit\u00e0 i giudizi altrui. Con il pregiudizio non si dialoga, gli si pu\u00f2 solo fare la guerra. Lo si deve, appunto, odiare. Ecco allora la propriet\u00e0 pi\u00f9 strabiliante della lotta all&#8217;odio: quella di produrre, in deroga a s\u00e9, un odio ancora pi\u00f9 grande e finalmente libero da censure. Nel perseguire i messaggi dei presunti odiatori fa di questi ultimi il bersaglio di un odio sicuro e impunito, li d\u00e0 in pasto alla ferocia dei giusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019odio per gli odiatori \u00e8 un liberi-tutti, la promessa di una violenza socialmente utile, un passpartout per distrarre da frustrazione e disagio. E la lotta istituzionale all&#8217;odio produce odio, pi\u00f9 pericoloso del suo bersaglio perch\u00e9 a) non \u00e8 indirizzato a categorie collettive e impersonali, ma colpisce singolarmente gli individui e b) si fa forte dell\u2019approvazione dell\u2019autorit\u00e0. Sbaglierebbe per\u00f2 chi pensasse a una malaugurata eterogenesi dei fini. Che la guerra all\u2019odio non stia producendo societ\u00e0 pi\u00f9 benevole \u00e8 sotto gli occhi di tutti e si spiega facilmente osservando che per avere meno odio bisognerebbe prima avere meno cose odiose \u2013 in primis diseguaglianze e ingiustizie. Ma siccome nulla di ci\u00f2 avviene, e anzi avviene il contrario, la selettiva retorica dell\u2019odio \u00e8 solo un modo per patologizzare il dissenso prendendone di mira le manifestazioni pi\u00f9 grottesche e rivolgere lo scontento delle vittime contro altre vittime. Con un vantaggio aggiunto: che nel moltiplicare deliberatamente il livore trasforma le mappe dell\u2019odio \u2013 cio\u00e8 gli indesiderata di chi ha il potere di imporle \u2013 in liste di proscrizione da dare in pasto alle masse. Saranno poi quest\u2019ultime a fare il lavoro sporco, a cercare casa per casa gli oppositori\/odiatori, a creare quel clima di paura tanto caro ai censori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E lo faranno non solo volentieri, perch\u00e9 in ci\u00f2 si glorieranno di lottare per il bene e non per il padrone, ma anche\u00a0<i>gratis et\u00a0<\/i>(appunto)\u00a0<i>amore Dei<\/i>.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\">Appendice letteraria (per i pi\u00f9 pedanti)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">La metafora del Ministero dell&#8217;Amore, dal cui palazzo \u00abterrificante\u00bb e senza finestre, in un labirinto di \u00abgrovigli di filo spinato, porte d&#8217;acciaio e ammassi di mitragliatrici ben occultate\u00bb si interrogano e si torturano i detenuti politici di Oceania, \u00e8 l&#8217;ultimo sigillo delle profezie orwelliane. Se il\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-ministero-della-verita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ministero della Verit\u00e0<\/a>, dove il protagonista Winston si dedica a riscrivere le notizie sgradite al Partito, anticipa la moderna lotta di regime alle \u00abfake news\u00bb, se quello della Pace allude alla ridenominazione delle guerre imperiali in missioni di \u00abpeace keeping\u00bb e quello dell&#8217;Abbondanza fa il verso ai ministeri dello \u00absviluppo\u00bb economico che impongono austerit\u00e0 e recessioni promettendo \u00abriprese\u00bb a ogni giro di giostra, il dicastero dell&#8217;Amore appare il pi\u00f9 enigmatico, a prima vista un mero prolungamento di queste inversioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non \u00e8 cos\u00ec. Odio e amore sono in realt\u00e0 l&#8217;alfa e l&#8217;omega del capolavoro di Orwell. Nelle prime pagine del romanzo si descrive il rito quotidiano dei \u00abdue minuti d&#8217;odio\u00bb dove i membri del Partito sfogano il loro rancore contro l&#8217;effige del dissidente Emmanuel Goldstein, che da un teleschermo parla loro di pace, \u00ablibert\u00e0 di parola, libert\u00e0 di stampa, libert\u00e0 di assemblea, libert\u00e0 di pensiero\u00bb. La lezione, ovvia e assai chiara a governanti, giornalisti e cinematografi del mondo reale, \u00e8 che per preservare un potere odioso dall&#8217;odio che suscita in chi ne \u00e8 oppresso, occorre incanalare quell&#8217;odio nell&#8217;icona di un avversario che sia pi\u00f9 prontamente identificabile di un articolato e generico \u00absistema\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>1984\u00a0<\/i>pu\u00f2 essere letto come una sorta di educazione\u00a0<i>antisentimentale<\/i>\u00a0del protagonista che, grazie a Julia, scopre l&#8217;amore erotico e riscopre quello archetipale materno, attingendo a confuse reminiscenze della sua infanzia e osservando furtivamente la vita famigliare dei \u00abprolet\u00bb. Perch\u00e9 autentici e prepolitici, quegli amori mettono per\u00f2 a rischio la stabilit\u00e0 di un regime incardinato sul controllo anche mentale dei cittadini. La dissidenza che porter\u00e0 Winston all&#8217;arresto non \u00e8 politica, ma umana. Come recitava il primo titolo del libro, egli ha la colpa di essere l&#8217;\u00abultimo uomo\u00bb, di avere cio\u00e8 coltivato la sua umanit\u00e0 in sfregio allo svuotamento emotivo, intellettuale e morale perseguito dal Partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tessera enigmatica del Ministero dell&#8217;Amore si colloca pi\u00f9 saldamente nel mosaico della nostra societ\u00e0 con il nuovo diffondersi della retorica martellante contro l&#8217;\u00abodio\u00bb, i \u00abdiscorsi d&#8217;odio\u00bb e i \u00abcrimini d&#8217;odio\u00bb.\u00a0<b>Quella di Winston &#8211; e la nostra &#8211; \u00e8 una rieducazione all&#8217;amore del sistema<\/b>: \u00abtu lo odi [il Grande Fratello], va bene\u00bb dice O&#8217;Brien prima di sottoporlo all&#8217;ultima tortura. \u00abQuindi \u00e8 giunto il momento di fare l&#8217;ultimo passo.\u00a0<i>Tu devi amare il Grande Fratello. Non \u00e8 sufficiente che tu gli obbedisca: lo devi amare<\/i>\u00bb. Ma quell&#8217;amore morto da automi,\u00a0<i>sicut ac cadaver<\/i>, non tollera l&#8217;amore vivo degli uomini. La tortura dei topi diventa cos\u00ec un rito palingenetico e la Stanza 101 l&#8217;altare su cui il potere reclama il sacrificio degli affetti, ultimo baluardo insoggiogabile di umanit\u00e0. Non pu\u00f2 che\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/sineddoche-bibbiano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sostituirsi ad essi<\/a>\u00a0per assicurarsi la fedelt\u00e0 cieca dei sudditi. Winston cede e tradisce Julia implorando di torturarla al suo posto. Julia confesser\u00e0 in seguito di avere fatto lo stesso con lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una volta libero, nella mente dell&#8217;eroe sconfitto balena l&#8217;ultimo ricordo di sua madre, il pi\u00f9 struggente e lirico di tutto il libro, dove la giovane vedova affronta il freddo e la carestia per regalare un pomeriggio di gioia ai suoi bimbi, sapendo che le saranno presto portati via. A quel\u00a0<i>flashback<\/i>\u00a0l&#8217;autore affida il suo testamento spirituale pi\u00f9 alto e una rappresentazione nitida, quasi un&#8217;immagine sacra, dell&#8217;amore irriducibile e incondizionato da opporre agli attacchi demoniaci del potere organizzato. Ma per Winston \u00e8 solo un attimo. Respinta quell&#8217;ultima tentazione, si abbandona all&#8217;amore invertito del tiranno e, finalmente sconfitto, sar\u00e0 raggiunto dalla pallottola di un sicario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;intensificarsi delle moderne crociate contro l&#8217;\u00abodio\u00bb sembra suggerire che anche la nostra societ\u00e0 si sta avvicinando all&#8217;\u00abultimo passo\u00bb, quello in cui potr\u00e0 pi\u00f9 limitarsi a subire i diktat globali &#8211; con il rischio di covare la ribellione &#8211; ma dovr\u00e0\u00a0<i>amarli<\/i>. Ci\u00f2 non escluder\u00e0 naturalmente la possibilit\u00e0, anzi il\u00a0<i>dovere,\u00a0<\/i>di odiare, con ogni forza e per almeno due minuti al giorno, chi si rifiuta di amare la propria oppressione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-ministero-dell-amore\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-ministero-dell-amore<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE You hate him. Good. Then the time has come for you to take the last step. You must love Big Brother. It is not enough to obey him: you must love him. (George Orwell, 1984) Sta destando scalpore la decisione dei gestori di Facebook e Instagram di cancellare centinaia di account riconducibili ai partiti di Casapound e Forza Nuova. 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