{"id":53009,"date":"2019-09-23T10:00:27","date_gmt":"2019-09-23T08:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53009"},"modified":"2019-09-23T08:10:45","modified_gmt":"2019-09-23T06:10:45","slug":"lascesa-della-cina-nelle-organizzazioni-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53009","title":{"rendered":"L\u2019ascesa della Cina nelle organizzazioni internazionali"},"content":{"rendered":"<div class=\"detail\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LIMESONLINE.COM (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full wp-post-image\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2019\/07\/qu_dongyu_fao.jpg\" alt=\"Newly-appointed FAO Director-General, China's Qu Dongyu acknowledges applause following the vote on June 23, 2019 during the FAO 41st Conference at the Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) headquarters in Rome. (Photo by Vincenzo PINTO \/ AFP)        (Photo credit should read VINCENZO PINTO\/AFP\/Getty Images)\" width=\"1024\" height=\"628\" \/>Qu Dongyu, nominato direttore generale della Fao il 23 giugno 2019. Foto di VINCENZO PINTO\/AFP\/Getty Images<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>BOLLETTINO IMPERIALE<\/strong> Pechino non ambisce solo a un ruolo pi\u00f9 rilevante negli enti sovrastatali creati dagli Usa. Istituirne di nuovi secondo i propri standard serve a gettare le basi della globalizzazione con caratteristiche cinesi.<\/p>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\">\n<p><em>Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio settimanale di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bollettinoimperiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/DibaoLimes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Twitter<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le organizzazioni internazionali sono un prodotto della geopolitica degli Stati. <\/strong>Il fattore che ne determina l\u2019agire \u00e8 infatti la capacit\u00e0 delle potenze di orientarle verso i propri interessi strategici.<\/p>\n<p><strong>I pi\u00f9 importanti enti multilaterali <\/strong>(Onu, Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Organizzazione mondiale del commercio eccetera) sono in buona parte il prodotto dell\u2019ordine mondiale modellato dagli Usa dalla seconda guerra mondiale in poi, emerso dall\u2019esigenza dei vincitori di creare delle strutture sovrastatali utili a prevenire nuovi conflitti. Washington e i governi delle potenze occidentali ne hanno definito gli standard politici, economici e legali. Per lungo tempo, se ne sono anche aggiudicati i vertici. L\u2019ascesa della Cina sta progressivamente incidendo su tale dinamica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\"><strong>La <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-tregua-solo-commerciale-dazi-huawei-corea-del-nord-russia-giugno-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">competizione tra Usa e Repubblica Popolare<\/a> investe infatti anche lo sviluppo delle organizzazioni internazionali.<\/strong> Per potenziare la propria influenza all\u2019estero, la Repubblica Popolare intraprende due attivit\u00e0. Primo, sta affermando maggiormente il proprio ruolo nelle istituzioni esistenti. Secondo, sta promuovendo nuovi enti multilaterali per definire i propri standard e in futuro definire un ordine internazionale a guida cinese.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\"><strong>La Repubblica Popolare \u00e8 il secondo maggior contribuente al budget complessivo delle Nazioni Unite<\/strong> dopo gli Usa e vanta diversi funzionari ai vertici di agenzie Onu.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify\"><strong>La recente nomina di Qu Dongyu a capo della Fao balza agli occhi.<\/strong> Gi\u00e0 viceministro dell\u2019Agricoltura della Repubblica Popolare, \u00e8 il primo cinese a rivestire questa carica. Qu potrebbe agevolare la gi\u00e0 stretta collaborazione tra l\u2019organizzazione e Pechino. La sicurezza alimentare \u00e8 una delle priorit\u00e0 emergenti per la Cina, che deve fare i conti con gli alti tassi d\u2019inquinamento, la desertificazione e la necessit\u00e0 di importare quantit\u00e0 crescenti di cibo per soddisfare il fabbisogno domestico. Qu sar\u00e0 utile anche nella gestione del rapporto con i paesi in via di sviluppo. In particolare con quelli africani, con cui Pechino collabora sul piano economico e militare. I principali tre finanziatori al <a href=\"http:\/\/www.fao.org\/fileadmin\/user_upload\/about-fao\/docs\/2019_06_30_RP_Largest_25_Contributors.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">programma regolare<\/a> della Fao sono Usa (22%), Giappone (9,6%) e Cina (8%).<\/div>\n<div class=\"detail\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rappresentanti cinesi sono anche a capo di altre agenzie Onu<\/strong> come l\u2019Organizzazione internazionale dell\u2019aviazione civile (Icao), l\u2019Organizzazione per lo sviluppo industriale, il Dipartimento per le questioni economiche e sociali e l\u2019Unione per la telecomunicazione internazionale. A ci\u00f2 si aggiunga che tra il 2007 e il 2017 la hongkonghese Margaret Chan \u00e8 stata direttore generale dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il caso dell\u2019Icao \u00e8 particolarmente interessante. Da quando Liu Fang <a href=\"https:\/\/www.icao.int\/secretariat\/secretarygeneral\/pages\/default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ne ha preso le redini<\/a> nel 2015, Taiwan non \u00e8 stata pi\u00f9 invitata all\u2019assemblea dell\u2019organizzazione<\/strong>. Taipei ha perso il seggio presso l\u2019Onu nel 1971, quando \u00e8 stata sostituita dalla Repubblica Popolare, ma <a href=\"https:\/\/www.mofa.gov.tw\/enigo\/News_Content.aspx?n=F9C9A875D719DB70&amp;sms=DE4C0FE1DE37E6E0&amp;s=54D9ACECC9D4334A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fino al 2013<\/a> aveva partecipato all\u2019Icao. La questione riemerger\u00e0 quest\u2019anno. Pechino ambisce nei prossimi anni a <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-cina-di-xi-riprendera-taiwan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ricongiungere l\u2019isola di Formosa alla Cina continentale<\/a> e considera essenziale isolare diplomaticamente il governo taiwanese per agevolare questa \u2013 per ora improbabile \u2013 dinamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per Pechino, un risultato particolarmente importante sarebbe ottenere la guida del Dipartimento per le operazioni di peacekeeping, <\/strong>ora affidata dal francese Jean-Pierre Lacroix. La Cina \u00e8 prima tra i membri del Consiglio di sicurezza Onu per truppe impiegate in queste attivit\u00e0 ed \u00e8 il loro secondo finanziatore dopo gli Usa. La maggior parte dei soldati cinesi <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-militari-africa-forum-sicurezza-difesa-pechino\">sono impiegati in Africa<\/a>, per fare esperienza in teatri di battaglia reali e difendere le radicate attivit\u00e0 economiche nel continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A proposito di nuovi consessi multilaterali e sicurezza<\/strong>, il 15 luglio Pechino <a href=\"http:\/\/eng.chinamil.com.cn\/view\/2019-07\/15\/content_9558289.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ha ospitato<\/a> il primo forum pace e sicurezza Cina-Africa. In realt\u00e0 \u00e8 il secondo nel suo genere visto che lo scorso anno nello stesso periodo la Repubblica Popolare ha promosso un evento simile. Il suo nome differiva solo per la presenza dalla parola \u201cdifesa\u201d invece di \u201cpace\u201d, ma l\u2019obiettivo \u00e8 lo stesso: creare una piattaforma di dialogo securitario con i paesi africani, per offrirsi come garante alternativo agli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fino a pochi mesi fa Pechino vantava anche la leadership dell\u2019Interpol, affidata a <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/arresto-di-meng-hongwei-e-le-priorita-di-xi-jinping-cina-interpol\/108968\">Meng Hongwei<\/a>.<\/strong> Questi \u00e8 stato arrestato dalle autorit\u00e0 della Repubblica Popolare lo scorso settembre, mentre ancora rivestiva la carica di presidente. Meng, ex viceministro della Pubblica Sicurezza cinese, avrebbe confessato davanti alla corte intermedia di Tianjin di aver ricevuto tangenti per due milioni di dollari. La sua estromissione \u00e8 probabilmente dipesa dalla lotta di potere interna al Partito comunista. Meng infatti \u00e8 stato alle dipendenze dello \u201czar\u201d dei servizi Zhou Yongkang, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/la-tigre-e-il-dragone-lepilogo-di-zhou-yongkang-nella-cina-di-xi-jinping\/67536\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la prima \u201ctigre\u201d colpita dalla campagna anticorruzione<\/a> lanciata da Xi Jinping. Dalla prospettiva cinese, il ruolo di Meng contribuiva alle attivit\u00e0 per riportare in patria i politici e gli imprenditori corrotti fuggiti all\u2019estero. In quel caso, Xi ha fatto capire che il controllo del Partito ha la priorit\u00e0 sulle questioni di politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lo sviluppo della Belt and Road Initiative (Bri, le nuove vie della seta) \u00e8 gestito direttamente dal governo cinese<\/strong>, ma il suo forum serve a riunire tutti i partner alla corte di Xi, per fare il punto sul progetto geopolitico di Pechino. Le prime due edizioni si sono svolte nella capitale cinese, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-forum-nuove-vie-della-seta-belt-and-road-initiative\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nel 2017<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/forum-di-pechino-la-cina-rifa-il-trucco-alle-nuove-vie-della-seta?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nel 2019<\/a>. In altre parole la Bri non \u00e8 solo un progetto infrastrutturale, ma anche il volano del marchio cinese nel mondo. Lo conferma il fatto che oltre 130 paesi (<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/italia-nuove-vie-della-seta-cina-xi-jinping-visita-marzo-2019\">Italia inclusa<\/a>) abbiano firmato accordi di cooperazione nell\u2019ambito delle nuove vie della seta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali (Aiib)<\/strong> \u00e8 l\u2019esempio degli sforzi cinesi per creare e guidare nuovi poli multilaterali. Malgrado <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/aiib-e-vie-della-seta-due-facce-della-stessa-medaglia?prv=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">l\u2019inevitabile connessione con la Bri<\/a>, Pechino non vuole associarla espressamente alle nuove vie della seta. Piuttosto, l\u2019Aiib punta sulla multilateralit\u00e0 e sulla trasparenza per elevare indirettamente l\u2019immagine della Cina. L\u2019istituto creato nel 2015 e basato a Pechino ha recentemente raggiunto cento membri grazie <a href=\"https:\/\/www.aiib.org\/en\/news-events\/news\/2019\/20190713_001.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">agli ingressi<\/a> di Gibuti, Ruanda e Benin. Quasi il doppio dei suoi fondatori. Tra i partecipanti rientrano diversi paesi occidentali, inclusi il Regno Unito (uno dei pi\u00f9 attivi) e l\u2019Italia. Non sorprende l\u2019assenza di Usa e Giappone, che vedono nell\u2019Aiib un concorrente della Banca mondiale e della Banca asiatica per lo sviluppo, sui quali esercitano rispettivamente la loro influenza. L\u2019istituto promosso dalla Repubblica Popolare si concentra per ora sugli investimenti in Oriente. Delle operazioni approvate (6,4 miliardi di dollari), l\u2019India (<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/cina-india-una-poltrona-per-due\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rivale della Cina<\/a>) \u00e8 il principale destinatario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La pi\u00f9 datata Organizzazione per la cooperazione di Shanghai<\/strong> (fondata nel 2001) \u00e8 frutto della necessit\u00e0 di Cina, Russia e dei paesi centroasiatici di contrastare le minacce terroristiche e allo stesso tempo della volont\u00e0 di Pechino e Mosca di espandere le proprie attivit\u00e0 in Eurasia. L\u2019esempio pi\u00f9 importante di questo intento \u00e8 la recente visita del capo del controterrorismo Onu \u2013 il russo Vladimir Voronkov \u2013 nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/xinjiang-cina-uiguri-sorveglianza-tecnologia-proteste\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">instabile regione cinese del Xinjiang<\/a>. A conferma dell\u2019uso strumentale delle organizzazioni internazionali, Voronkov ha tralasciato la questione dei campi di rieducazione creati da Pechino per \u201cderadicalizzare\u201d (leggi de-islamizzare) la minoranza etnica degli uiguri e si \u00e8 concentrato sull\u2019importanza della lotta al terrorismo. Sull\u2019agire del rappresentante Onu ha pesato l\u2019agenda di Mosca e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-russia-asia-centrale-energia-usa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">allineamento tattico<\/a> con la Cina in chiave anti-Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019incremento della presenza nelle organizzazioni internazionali esistenti richiede a Pechino un minore sforzo diplomatico<\/strong> rispetto alla promozione di enti totalmente nuovi. Tuttavia, nel lungo periodo lo sviluppo di piattaforme di dialogo a guida cinese costituir\u00e0 un\u2019importante risorsa per le strategie globali della Repubblica Popolare.<\/p>\n<div id=\"attachment_112460\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-storia-in-carte-66\/mondo-piatto-largo-42\" rel=\"attachment wp-att-112460\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-112460\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2019\/05\/Impero_americano_e_la_sfida_cinese_edito_419.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali\" width=\"809\" height=\"809\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-organizzazioni-internazionali-onu-fao-aiib\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-organizzazioni-internazionali-onu-fao-aiib<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMESONLINE.COM (Giorgio Cuscito) Qu Dongyu, nominato direttore generale della Fao il 23 giugno 2019. 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