{"id":53023,"date":"2019-09-24T11:00:35","date_gmt":"2019-09-24T09:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53023"},"modified":"2019-09-23T21:47:43","modified_gmt":"2019-09-23T19:47:43","slug":"lautunno-caldo-del-petrolio-e-i-rischi-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53023","title":{"rendered":"L\u2019autunno caldo del petrolio e i rischi per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>di INSIDEOVER.COM (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2018 l\u2019allora ministro italiano agli Affari Europei\u00a0<strong>Paolo Savona\u00a0<\/strong>fece discutere quando parl\u00f2 della necessit\u00e0 per il Paese di sviluppare politiche economiche tali da mettersi al riparo dal rischio del <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/economia\/rischio-cigno-nero-per-leconomia-mondiale-i-fattori-di-rischio-per-una-nuova-crisi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201ccigno nero\u201d<\/a>, ovvero l\u2019imponderabile, il caos esogeno capace di perturbare un sistema instabile. Nell\u2019era della complessit\u00e0 eventi locali si riverberano su scala globale, e nella recente <a href=\"http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/il-settembre-nero-saudita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">crisi petrolifera saudita<\/a> ne abbiamo avuto una plastica dimostrazione: l\u2019assalto compiuto da una manciata di droni dei ribelli yemeniti a due impianti strategici per l\u2019industria petrolifera saudita ha colpito a freddo i mercati energetici globali. Causando una fiammata nel prezzo del greggio <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/economia\/brent-e-wti-quali-sono-i-tipi-di-petrolio-piu-importanti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Brent e Wti<\/a> e portando investitori, consumatori e governi a brancolare nel buio sul futuro del settore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_229341\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-229341\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/raid-houthi-yemen-arabia-saudita-1-830x1024.png\" alt=\"I raid degli Houthi contro l'Arabia Saudita (Infrografica di Alberto Bellotto)\" width=\"830\" height=\"1024\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">I raid degli Houthi contro l\u2019Arabia Saudita (Infrografica di Alberto Bellotto)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<strong>cigno nero\u00a0<\/strong>\u00e8 in questo caso l\u2019asimmetria tra la ristretta forza messa in campo dagli <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/guerra\/chi-sono-gli-houthi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Houthi<\/a> e le conseguenze per l\u2019economia planetaria: la rete in cui il mercato petrolifero \u00e8 inserito (futures, derivati, scorte accumulate dalle grandi potenze) ha impedito una deflagrazione del greggio fino ai temuti 100 dollari al barile, ma la fiammata compresa tra l\u201911 e il 15% dei prezzi nei listini significativa. Mentre, al contempo, negli uffici di pianificazione strategica cresce il dubbio sul futuro del mercato del petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Specie considerando la fragilit\u00e0 del contesto geopolitico mediorientale.\u00a0<strong>Arabia Saudita<\/strong> e<strong> Iran\u00a0<\/strong>si scambiano feroci accuse reciproche: <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/arabia-saudita-attacco-prove-iran.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il regno wahabita punta il dito contro Teheran,<\/a> ritenuta reale artefice degli attacchi, l\u2019Iran accusa i Saud di strumentalizzare la vicenda. <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/trump-non-vuole-guerra-iran-pace.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">I venti di guerra soffiano pi\u00f9 forti che mai in Medio Oriente<\/a>, e gli analisti guardano con preoccupazione all\u2019ipotesi della chiusura degli stretti di Hormuz, in cui Emirati Arabi e sauditi fronteggiano gli iraniani, e di Bab el-Mandeb, che separa lo Yemen dal Corno d\u2019Africa. Nell\u2019estate 2018, ricorda\u00a0<em>Il Fatto Quotidiano,<\/em> \u201cBab el-Mandeb, tra Mar Rosso e Golfo di Aden, \u00e8 stato chiuso all\u2019 export petrolifero saudita (da l\u00ec passano 500-700mila barili al giorno) dopo che due navi erano state attaccate proprio dagli Houti. Ma dal canale di Hormuz tra Golfo Persico e Oceano Indiano nel 2018 \u00e8 transitato ben di pi\u00f9: un quarto dei commerci mondiali, quasi 22 milioni di barili di greggio al giorno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in epoca di discorsi sul \u201cgreen\u201d e ascesa significativa del gas naturale, a sua volta risorsa dall\u2019elevato valore geopolitico e<a href=\"http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/la-guerra-fredda-del-gas\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> fonte di scontro tra grandi potenze<\/a>, come principale alternativa all\u2019oro nero il petrolio rimane fondamentale per l\u2019economia mondiale. Quest\u2019anno l\u2019incremento dei consumi di petrolio, stimato dall\u2019International Energy Agency (Iea), dovrebbe portarli su scala planetaria da <strong>99,3 a 100,8 milioni di barili al giorno<\/strong>. A fronte di riserve accertate superiori ai 1.600 miliardi di barili questo vuol dire almeno 50 anni di produzione residua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crescita della domanda e della produzione arriva, in larga misura, da regioni lontane dal Medio Oriente. Da qui al prossimo quinquennio\u00a0<strong>Brasile, Usa e Canada\u00a0<\/strong>traineranno la crescita della produzione esterna all\u2019Opec, mentre un quinto della domanda mondiale sar\u00e0 assorbita da\u00a0<strong>Cina e India<\/strong>, la cui voracit\u00e0 di greggio sar\u00e0 appagata principalmente dall\u2019export russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il Medio Oriente, per accumulato valore politico e massa critica di riserve, potenziale di export e rischi geopolitici, rester\u00e0 l\u2019occhio del ciclone. Per questo la rivalit\u00e0 Arabia-Iran rischia di travolgere i mercati energetici planetari. Spingendo nell\u2019angolo chi, come l\u2019Europa, rischia grosso a causa della dipendenza pressoch\u00e9 assoluta dalle importazioni di greggio e della debolezza delle alternative di lungo periodo prospettate. I grandi produttori nordamericani potrebbero addirittura sognare una vera e propria\u00a0<strong>autarchia energetica,\u00a0<\/strong>mentre c\u2019\u00e8 da aspettarsi che Cina e India aumenteranno le loro importazioni per costruire\u00a0<strong>ampie riserve strategiche\u00a0<\/strong>di greggio da utilizzare in caso di crisi delle forniture o emergenza, alla luce dell\u2019esperienza e del panico scaturiti dal caos saudita. Il \u201ccigno nero\u201d, in questo contesto, ha messo in moto dinamiche di lunghissimo periodo e mostrato la vulnerabilit\u00e0 di chi, come l\u2019Europa, non ha la forza e la volont\u00e0 di compiere scelte politiche di prospettiva per competere nel mercato energetico in maniera solida.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/economia\/lautunno-caldo-del-petrolio-e-i-rischi-per-leuropa.html\">https:\/\/it.insideover.com\/economia\/lautunno-caldo-del-petrolio-e-i-rischi-per-leuropa.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER.COM (Andrea Muratore) Nel 2018 l\u2019allora ministro italiano agli Affari Europei\u00a0Paolo Savona\u00a0fece discutere quando parl\u00f2 della necessit\u00e0 per il Paese di sviluppare politiche economiche tali da mettersi al riparo dal rischio del \u201ccigno nero\u201d, ovvero l\u2019imponderabile, il caos esogeno capace di perturbare un sistema instabile. 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