{"id":53068,"date":"2019-09-26T10:00:18","date_gmt":"2019-09-26T08:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53068"},"modified":"2019-09-25T10:36:50","modified_gmt":"2019-09-25T08:36:50","slug":"la-funzione-in-se-progressiva-dei-diritti-umani-in-una-prospettiva-marxiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53068","title":{"rendered":"La funzione in s\u00e9 progressiva dei diritti umani in una prospettiva marxiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/0e1a367cb026bf0b666d2ad4ca343070_XL.jpg\" alt=\"La funzione in s\u00c3\u00a9 progressiva dei diritti umani in una prospettiva marxiana\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Credits: http:\/\/www.largine.it\/index.php\/lo-sfruttamento-del-lavoro-e-il-bicentenario-di-marx\/<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019emancipazione politica, in quanto ha in s\u00e9 in potenza il divenire strumento d\u2019<strong>emancipazione sociale<\/strong>, \u00e8 fortemente limitata dalla borghesia, secondo un modello che avr\u00e0 fortuna dapprima in Europa con Bonaparte e Bismarck, per poi dilagare negli anni trenta del XX secolo in Europa, nel XXI secolo in Asia e America latina. Ci\u00f2 costringe il proletariato a doversi battere o a dover difendere l\u2019emancipazione politica, rischiando di finire per rilanciare\u00a0<em>sine die<\/em>\u00a0il passaggio alla\u00a0<strong>decisiva lotta per l\u2019emancipazione sociale<\/strong>\u00a0ed economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/l-attualita-della-riflessione-del-giovane-marx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Marx<\/a>\u00a0non pu\u00f2 che irridere il\u00a0<strong>legalitarismo dei democratici piccolo-borghesi<\/strong>\u00a0che pretendono il rispetto di quelle regole che i loro stessi estensori non hanno pudore a violare apertamente. L\u2019appello alla Costituzione che sancisce il legalitarismo non \u00e8 sufficiente alla sua difesa, dal momento che il suffragio universale rappresenta una potenziale contraddizione degli intenti della Costituzione liberal-democratica, volta a garantire e universalizzare i\u00a0<strong>rapporti di propriet\u00e0 esistenti<\/strong>. Nel momento in cui il suffragio non risponde pi\u00f9 a quest\u2019ultimo scopo, anche il diritto costituzionale perde agli occhi della borghesia la sua ragion d\u2019essere e, se ne ha la forza, essa cercher\u00e0 \u201cdi regolare il diritto di voto in modo che esso abbia a volere ci\u00f2 che \u00e8 ragionevole, cio\u00e8 il suo domino\u201d [1]. Non \u00e8 la\u00a0<strong>forma<\/strong>\u00a0giuridica sancita dalla Costituzione, ma sono i reali\u00a0<strong>rapporti di forza fra le classi sociali a regolare il conflitto<\/strong>. Tanto pi\u00f9 che lo stesso partito dell\u2019ordine \u00e8 pronto in ogni momento a\u00a0<strong>far carta straccia<\/strong>\u00a0dei principi universalisti solennemente sanciti nel momento in cui non sono pi\u00f9 in grado di\u00a0<strong>salvaguardare i suoi interessi particolari<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Marx, tuttavia, considera indispensabile\u00a0<strong>calibrare i mezzi<\/strong>\u00a0della lotta politica a seconda delle differenti situazioni storiche; fermo restando lo scopo finale, i mezzi per raggiungerlo saranno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/e-plausibile-una-rivoluzione-pacifica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pi\u00f9 o meno pacifici<\/a>\u00a0a seconda della disponibilit\u00e0 dell\u2019avversario di classe ad accettare il\u00a0<strong>piano del confronto delle idee senza ricorrere alla violenza aperta<\/strong>. Nonostante ritenga\u00a0<strong>la guerra degli schiavi<\/strong>, in questo caso salariati, contro i loro padroni \u201cla sola guerra giustificabile nella storia\u201d [2], Marx rivendica l\u2019utilizzo dei mezzi necessari alla vittoria di qualsiasi battaglia\u00a0<strong>come \u201cviolenza seconda\u201d, ovvero per rispondere a una violenza prima da parte degli sfruttatori<\/strong>, proprio per segnare sin dai mezzi utilizzati la civilt\u00e0 superiore di cui sono portatori gli\u00a0<strong>sfruttati di fronte ai loro sfruttatori<\/strong>\u00a0che non hanno scrupoli di sorta. Come dimostra la lotta di classe ai tempi della Comune di Parigi, la borghesia quando vede messi in dubbio i propri privilegi sociali \u00e8\u00a0<strong>disposta a ricorrere ai mezzi pi\u00f9 violenti<\/strong>, a sopprimere i diritti pi\u00f9 sacri che ha sancito nella Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo e nelle diverse costituzioni, a cominciare da quello di associazione, d\u2019espressione, d\u2019opinione negli stessi organi rappresentativi, di stampa, fino a mettere in discussione l\u2019<em>habeas corpus<\/em>, il diritto al giusto processo, il diritto di voto, stampa, associazione etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tali<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/marx-e-la-tendenza-delle-societa-borghesi-a-forme-di-cesarismo-regressivo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0tendenze regressive<\/a>\u00a0sono necessariamente in aumento, in quanto \u00e8 lo sviluppo stesso del capitalismo a cui, contraddittoriamente, corrisponde anche l\u2019evoluzione\u00a0<strong>in senso imperialista<\/strong>\u00a0del suo potere statuale, in cui la\u00a0<strong>sottomissione reale al dominio capitalista<\/strong>\u00a0fondato sull\u2019asservimento del lavoro salariato trova il suo compimento. Il pieno sviluppo dei rapporti di produzione capitalistici e della societ\u00e0 borghese hanno il risultato paradossale per i suo apologeti di inceppare l\u2019ulteriore sviluppo\u00a0<strong>delle forze produttive,<\/strong>\u00a0giustificazione principale al suo domino. La risposta pi\u00f9 efficace alla crisi da parte della borghesia \u00e8 meramente negativa e passa per la\u00a0<strong>violenta distruzione delle forze produttive<\/strong>, umane e materiali. Il tentativo di uscire in avanti dalla crisi, mediante la sottomissione dell\u2019intero globo ai suoi rapporti di produzione, la conquista del mercato mondiale, in realt\u00e0 non fa che gettare le condizioni per \u201ccrisi pi\u00f9 estese e pi\u00f9 violente, riducendo i mezzi per prevenire le crisi\u201d [3]. Il superamento realmente positivo della crisi consisterebbe, invece, nella rottura di\u00a0<strong>rapporti di propriet\u00e0 divenuti troppo angusti<\/strong>\u00a0per contenere e dare nuovo impulso alla produzione di ricchezze sociali e materiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">D\u2019altra parte per quanto sempre pi\u00f9 ingiusti, irrazionali e antieconomici divengano i privilegi della classe dominante, quest\u2019ultima non vi rinuncer\u00e0 mai in modo pacifico. Al contrario, ogni momento alto del\u00a0<strong>conflitto di classe<\/strong>\u00a0fra sfruttatori e sfruttati mette ancora pi\u00f9 chiaramente in luce la reale portata della civilt\u00e0 e giustizia borghese: \u201callora questa civilt\u00e0 e questa giustizia si svelano come nuda barbarie e vendetta\u00a0<em>ex lege<\/em>\u201d [4]. Di fronte all\u2019atteggiamento\u00a0<strong>pusillanime, al cretinismo parlamentare<\/strong>\u00a0dimostrato dai democratici e da un proletariato egemonizzato da dirigenti piccolo-borghesi, Marx richiama il\u00a0<strong>fondamento<\/strong>\u00a0del regime parlamentare borghese: il diritto al\u00a0<strong>potere delle maggioranze<\/strong>, per chiamarle ad organizzarsi anche al di fuori del parlamento al fine d\u2019impedire il colpo di Stato portato avanti ormai apertamente dai settori pi\u00f9\u00a0<strong>retrivi della classe dominante<\/strong>. Predicare il legalitarismo, a fronte delle aperte mire\u00a0<strong>eversive<\/strong>\u00a0dei settori reazionari delle classi dirigenti, significa la\u00a0<strong>sottomissione reale<\/strong>\u00a0\u201cal volere della controrivoluzione, che si imponeva come legge\u201d [5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Perci\u00f2 Marx \u2013 pur\u00a0<strong>criticando sin dagli anni giovanili i diritti umani borgesi\u00a0<\/strong>da un \u201ctriplice punto di vista: il fondamento antropologico degli enunciati della cittadinanza, il carattere \u2018astratto\u2019 della loro forma, e per finire, lo stato del diritto che vi si trova racchiuso\u201d [6] \u2013 al contempo non si esime dal criticare, altrettanto decisamente chi misconosce, particolarmente nelle fasi di forte regresso politico, la portata storica e universalistica dei diritti umani, in particolare dei\u00a0<strong>diritti di cittadinanza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Un evidente riconoscimento della portata storicamente progressiva dei diritti umani \u00e8 testimoniata, ad esempio, da quanto notava Marx a proposito del tentativo compiuto in Russia di superare la servit\u00f9 della gleba: \u201cche ve ne pare, infatti, di un Alessandro II che proclama dei \u2018diritti che appartengono ai contadini come diritti di natura e mai avrebbero potuto essere loro strappati\u2019? Strani tempi davvero! Nel 1846 un papa d\u00e0 il via a un movimento liberale; nel 1858 un autocrate russo, un samoderjetz vserosiiski, proclama i diritti dell\u2019uomo! E vedremo come la proclamazione dello zar sia destinata ad avere un\u2019eco mondiale e in ultima analisi un effetto di gran lunga maggiore di quella del liberalismo del papa\u201d [7]. Qualsiasi costituzione, per quanto\u00a0<strong><em>octroy\u00e9<\/em><\/strong>(ottriata vale a dire concessa dal sovrano)<strong>\u00a0<\/strong>possa essere, non pu\u00f2 cancellare del tutto la\u00a0<strong>sua origine rivoluzionaria<\/strong>, non pu\u00f2 evitare il richiamo fosse anche solo negativo al suo\u00a0<strong>prototipo francese<\/strong>. Proprio per questo \u00e8 il conflitto sociale a essere il reale motore del progresso storico, quantomeno nelle societ\u00e0 divise in classi [8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Come fa notare a questo proposito Marx: \u201c\u00e8 una storia vecchia come la storia delle nazioni. Di fatto, \u00e8 impossibile emancipare la classe oppressa senza recare danno alla classe che vive su quella oppressione, e senza al tempo stesso sconvolgere l\u2019intera sovrastruttura dello Stato fondato su una cos\u00ec triste base sociale. Quando arriva il momento dei cambiamenti, dapprima ci sono manifestazioni di grande entusiasmo, abbondano le gioiose felicitazioni per la buona volont\u00e0, con grande pompa di parole sul generale amore del progresso e cos\u00ec via. Ma non appena si deve passare dalle parole ai fatti, alcuni arretrano spaventati dinanzi ai fantasmi evocati, mentre i pi\u00f9 si dichiarano pronti a combattere per i loro interessi reali o presunti. \u00c8 sempre stato solo con l\u2019aiuto della rivoluzione o della guerra che i governi legittimi d\u2019Europa sono riusciti ad abolire la servit\u00f9 della gleba. Il governo prussiano ha osato pensare l\u2019emancipazione dei contadini solo mentre subiva il ferreo giogo di Napoleone; e perfino allora la questione fu definita in modo tale che nel 1848 la si dovette riaprire e, seppure in termini diversi, resta una questione ancora da risolvere con una rivoluzione futura. In Austria furono la rivoluzione del 1848 e l\u2019insurrezione ungherese, e non il governo legittimo n\u00e9 la buona volont\u00e0 delle classi dirigenti a risolvere la questione. In Russia, Alessandro I e Nicola, non per motivi umanitari ma per semplice ragione di Stato, tentarono di attuare un mutamento pacifico nelle condizioni delle masse, ed entrambi fallirono\u201d [9].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Del resto \u00e8 lo stesso\u00a0<strong>modo di produzione capitalistico<\/strong>\u00a0a non poter fare del tutto a meno della concezione borghese dei diritti umani, per quanto i suoi rappresentanti vi possano vedere un mero ostacolo al loro\u00a0<strong>dominio sociale<\/strong>. In effetti, come osserva Marx, \u201caffinch\u00e9 il possessore della forza-lavoro la venda come merce, egli deve poterne disporre, quindi essere\u00a0<em>libero proprietario\u00a0<\/em>della propria capacit\u00e0 di lavoro, della propria persona\u201d [10]. Come appare evidente persino nel\u00a0<em>Manifesto del partito comunista<\/em>, Marx \u00e8 pienamente cosciente della carica rivoluzionaria del mondo borghese, proprio per la sua portata\u00a0<strong>universalista<\/strong>\u00a0espressa nel modo pi\u00f9 chiaro nei\u00a0<strong>diritti del cittadino<\/strong>. Tale universalismo \u00e8 latore di un progresso storico universale, la realizzazione del\u00a0<strong>mercato mondiale<\/strong>\u00a0che spazza via unilateralit\u00e0 e ristrettezze\u00a0<strong>nazionali<\/strong>\u00a0ed \u00e8 la base oggettiva indispensabile \u2013 pena il cadere nel rozzo comunismo della\u00a0<strong>socializzazione della miseria<\/strong>\u00a0\u2013 per l\u2019effettiva emancipazione umana mediante la\u00a0<strong>transizione al socialismo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019eguaglianza giuridica sancita formalmente dal sistema capitalistico \u00e8 un fondamento storico indispensabile per ogni lotta che miri alla sua estensione anche agli esclusi, a coloro ai quali il\u00a0<strong>liberalismo classico<\/strong>\u00a0non riconosce lo statuto\u00a0<strong>di\u00a0<em>homme<\/em><\/strong>, in quanto tale portatore di diritti imprescrittibili. La rivoluzione industriale distrugge con il suo fondamento materiale, in primo luogo il lavoro domestico, anche i vecchi rapporti familiari. Al diritto di sfruttamento del capitale sull\u2019acquistata forza-lavoro infantile e alla difesa della\u00a0<em>patria potestas<\/em>\u00a0proletaria, costretta a vendere come merce i propri figli, la legislazione sul lavoro deve proclamare il diritto della prole. L\u2019estensione dei diritti umani alla donna e al bambino, \u201cper quanto terribile e repellente appaia la dissoluzione della vecchia famiglia entro il sistema capitalistico\u201d, \u00e8 il portato della rivoluzione industriale che getta il fondamento economico per il superamento dei rapporti patriarcali all\u2019interno della famiglia, con la corrispondente emancipazione delle donne e il riconoscimento della personalit\u00e0 giuridica dei fanciulli\u201d [11].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In tale prospettiva anche il richiamo ai\u00a0<em>droits de l\u2019homme<\/em>\u00a0diviene indispensabile, se funzionale all\u2019emancipazione di quelle che i padri nobili del liberalismo definivano \u201cmacchine bipedi\u201d. Ma se a tali diritti si appellano i lavoratori, nella loro lotta sociale e politica, essi possono assumere un aspetto sovversivo: \u201ci sentimentali Lords che si compiacciono di trattare i lavoratori come umili clienti, si indignano ogni qualvolta la plebaglia chiede diritti e non simpatia\u201d [12].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Note:<\/strong><br \/>\n[1] Karl Marx,\u00a0<em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850<\/em>, tr. it. di P. Togliatti, Ed. Riuniti, Roma 1987, p. 126.<br \/>\n[2] K. Marx\u00a0<em>La guerra civile in Francia<\/em>, in K. Marx &#8211; Friedrich Engels,\u00a0<em>Le opere<\/em>, a cura di L. Gruppi, Ed. Riuniti, Roma 1971, p. 928.<br \/>\n[3] K. Marx &#8211; F. Engels,\u00a0<em>Opere complete 1845-1848<\/em>, tr. it. di P. Togliatti, vol. VI, Ed. Riuniti, Roma 1978, p. 492.<br \/>\n[4] K. Marx\u00a0<em>La guerra civile in Francia<\/em>, in op. cit., p. 925.<br \/>\n[5] Id.,\u00a0<em>Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte<\/em>, tr. it. di P. Togliatti, Ed. Riuniti, Roma 1991, p. 75.<br \/>\n[6] Eustache Kouv\u00e9lakis,\u00a0<em>Critica della cittadinanza; Marx e la\u00a0\u201cQuestione ebraica\u201d<\/em>, tr. it. di N. Augeri, in \u00abMarxismo Oggi\u00bb 1, Milano 2005, p. 64.<br \/>\n[7] K. Marx &#8211; F. Engels,\u00a0<em>Opere complete agosto 1858- febbraio 1860<\/em>, op. cit.,vol. XVI, pp. 142-43.<br \/>\n[8] Del resto, come mostra Marx, solo mediante la socializzazione dei grandi mezzi di produzione le differenze di classe vengono progressivamente tolte, dal momento che tutta la popolazione entra tendenzialmente a far parte della classe produttiva.<br \/>\n[9] Ivi, p. 56.<br \/>\n[10] K. Marx,<em>\u00a0Il capitale<\/em>, vol. I, tr. it. di D. Cantimori, Editori Riuniti, Roma 1989, pp. 198-99.<br \/>\n[11] Ivi, pp. 535-36.<br \/>\n[12] K. Marx &#8211; F. Engels,\u00a0<em>Opere complete<\/em>,<em>\u00a0marzo 1853<\/em><em>\u00a0\u2013 febbraio 1854<\/em>, tr. it. di F. Codino, vol. XII, p. 259.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-funzione-in-se-progressiva-dei-diritti-umani-in-una-prospettiva-marxiana\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-funzione-in-se-progressiva-dei-diritti-umani-in-una-prospettiva-marxiana<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) Credits: http:\/\/www.largine.it\/index.php\/lo-sfruttamento-del-lavoro-e-il-bicentenario-di-marx\/ L\u2019emancipazione politica, in quanto ha in s\u00e9 in potenza il divenire strumento d\u2019emancipazione sociale, \u00e8 fortemente limitata dalla borghesia, secondo un modello che avr\u00e0 fortuna dapprima in Europa con Bonaparte e Bismarck, per poi dilagare negli anni trenta del XX secolo in Europa, nel XXI secolo in Asia e America latina. 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