{"id":53198,"date":"2019-10-02T08:00:03","date_gmt":"2019-10-02T06:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53198"},"modified":"2019-10-02T07:20:24","modified_gmt":"2019-10-02T05:20:24","slug":"orientarsi-dal-basso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53198","title":{"rendered":"Orientarsi, dal basso"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/stud-kxfB-U3060588349930H5C-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"Studenti\" \/><\/p>\n<p><strong>di IL PONTE (Lanfranco Binni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019egolatria \u201cmachiavellica\u201d (\u00abMachiavelli, chi era costui?\u00bb) del vendicativo\u00a0<em>serial killer<\/em>\u00a0di Rignano e le sceneggiate nazional-sottoproletarie del capobranco di Pontida non bastano a spiegare una non troppo evidente tendenza in corso. Il disegno renziano: dopo aver spinto Zingaretti al governo con M5S e LeU, uscito dal Pd in posizione di forza parlamentare, commissariare il partito dall\u2019esterno e dall\u2019interno (lasciando nel Pd i basisti di una scissione in futuro pi\u00f9 ampia nei gruppi dirigenti), rompere definitivamente con la sinistra cattolica ed ex comunista del partito e riesumare in condizioni nuove, al \u201ccentro\u201d dello schieramento politico, il progetto del Partito della Nazione (\u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb) gi\u00e0 sperimentato con il patto del Nazareno. La prospettiva \u00e8 un nuovo bipolarismo Renzi-Salvini che trovi nel fascio-leghismo un utile<em>\u00a0competitor<\/em>\u00a0mediatico. Il recupero elettorale di parte della base disorientata del Pd, prigioniera inerte dell\u2019antico mito del \u201cpartito\u201d, e il logoramento dell\u2019area (parlamentare e non solo) del M5S attraverso astute schermaglie politiciste, sono i due corollari principali del disegno renziano. La cooptazione immediata nei gruppi parlamentari renziani di una senatrice di Forza Italia, i contatti in corso (noi non abbiamo le prove ma sappiamo che\u2026 ) tra il \u201ccentrista\u201d Berlusconi e il suo allievo pi\u00f9 promettente, il salvataggio dall\u2019arresto di un deputato di Forza Italia grazie ai voti dei franchi tiratori renziani, sono tutti segnali di una tendenza in corso, a tempi accelerati. E una presunta area di centro democristiano sta concentrando gli oscuri desideri di tutte le forze politiche \u201ca sinistra\u201d del fascio-leghismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo \u201cscampato pericolo\u201d dalla deriva leghista del governo gialloverde, salutato per ragioni di \u201cstabilit\u00e0\u201d dai mercati finanziari e da un\u2019Unione europea indebolita da prospettive economiche di stagnazione e recessione, lascia intatte tutte le ragioni strutturali della crisi di sistema di cui la vicenda politica del governo \u00e8 soltanto un aspetto parziale e di superficie. Crisi economica di un capitalismo manifestamente insostenibile, in posizioni marginali nello scenario della globalizzazione finanziaria che cerca scampo in politiche di guerra economica e militare in un pianeta devastato; crisi culturale di un modello di sviluppo che non produce \u201ccrescita\u201d ma soltanto disuguaglianze intollerabili e crescenti povert\u00e0, rendendo impraticabile ogni illusoria ideologia consumistica e ponendo in primo piano la minaccia concreta di un cambiamento climatico mai affrontato dai governi; crisi politica della democrazia rappresentativa in un confronto drammatico tra gruppi oligarchici e interi settori di popolazione abbandonati alle miserie della discarica sociale; crisi demografica di un paese sempre pi\u00f9 vecchio e incapace di rinnovarsi, di nuovo soggetto attivo di emigrazione; crisi geopolitica di un paese privo di sovranit\u00e0 nazionale, marginale in Europa e al servizio delle politiche del governo supremo della Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 su questi terreni che dovr\u00e0 misurarsi il nuovo governo M5S-Pd-LeU, in un quadro di aspre contraddizioni politiche e di limitate possibilit\u00e0 economiche che richiede scelte strategiche molto precise nel breve e nel medio periodo. Nell\u2019area di governo coesistono storie e visioni politiche molto diverse, e la sua esperienza sar\u00e0 inevitabilmente di \u201ctransizione\u201d. Il M5S dovrebbe aver imparato qualcosa dalla fallimentare esperienza di governo con la Lega, ma i suoi \u201ctemi\u201d (il taglio del numero dei parlamentari con la motivazione risibile di un risparmio economico, il ripetutamente affermato atlantismo in politica estera, una visione della \u201cdemocrazia diretta\u201d come questione puramente tecnologica, il mito dei capitalisti dal volto umano, l\u2019ossessione compulsiva del dichiararsi \u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb) sono segnali di un\u2019inconsapevolezza politica perdonabile all\u2019inizio della sua esperienza ma oggi insostenibile. Il movimento non \u00e8 mai sceso sul terreno di una pratica sociale ispirata ai principi e ai metodi della democrazia dal basso, non si \u00e8 mai confrontato seriamente con la storia delle tradizioni democratiche e socialiste di questo paese. Senza questo passaggio necessario, il movimento si chiuder\u00e0 nella sfera assediata della \u201cpolitica\u201d di sistema; l\u2019unica alternativa sarebbe aprirsi con decisione al lavoro politico di massa, per confrontare le idee con la prassi e costruire processi. E non basta, per sopperire al troppo debole radicamento nei territori, un\u2019apertura elettoralistica alle liste civiche. I prossimi mesi saranno decisivi, un ultimo appello, per le sorti del movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pd di Zingaretti \u00e8 oggi commissariato e ricattato dal nuovo partito di Renzi. Sapr\u00e0 costruirsi una credibilit\u00e0 di sinistra, in discontinuit\u00e0 con le derive neoliberiste degli ultimi decenni? Sapr\u00e0 trovare un ruolo di partito di sinistra nella societ\u00e0? E sapr\u00e0 LeU riattivare processi politici nella realt\u00e0 sociale? Imprese ardue. Eppure dovrebbe essere chiaro al M5S, al Pd e a LeU, impegnati nella nuova esperienza di governo, che non solo di governo si tratta. In una crisi di sistema, ogni governo \u00e8 comunque un aspetto parziale del sistema in crisi, e ne fa parte. Fuori dall\u2019area di governo c\u2019\u00e8 la nota (in realt\u00e0, ignota) \u201cprateria\u201d delle classi pericolose che non si riconoscono nel sistema e non riconoscono i suoi riti di autoconservazione. Nella \u201cprateria\u201d ci sono i movimenti antisistema, di sinistra e di destra. Il nuovo governo \u00e8 nato soprattutto come argine al populismo plebiscitario della Lega, per evitarne un probabile straripamento attraverso infauste elezioni anticipate. Gli attuali gruppi dirigenti della Lega sono l\u2019esito di una lunga esperienza di governo a livello nazionale e locale in cui tutto si \u00e8 intrecciato, dall\u2019oltranzismo securitario alla chiusura identitaria, dalle complicit\u00e0 con il berlusconismo alle pratiche corruttive, dall\u2019odio per gli stranieri alla giustizia fai da te. Ma \u00e8 innegabile che nella crisi di un sistema politico ed economico che ha scaricato sulle classi subalterne le contraddizioni di problemi mai risolti (l\u2019immigrazione, la precariet\u00e0, le crescenti povert\u00e0), la Lega abbia saputo intercettare settori consistenti di elettorato popolare (operai, artigiani, piccoli imprenditori) anche da settori di antica tradizione Pci. La collera sociale di questo elettorato che i vari governi di destra e di \u201csinistra\u201d hanno abbandonato alle magnifiche sorti e progressive delle banche e del mercato, e di un\u2019Unione europea che ne \u00e8 fondamentalmente espressione, richiede attenzione e risposte, relazioni di pratica sociale per individuare le vere ragioni della collera, a riconoscere i veri nemici, a recuperare diritti negati. Questi settori popolari non possono essere lasciati nelle mani di un capobranco fascio-leghista. Svilupper\u00e0 il nuovo governo politiche sociali conseguenti? Sapr\u00e0 fare politica in questa complessa, ma anche molto elementare, realt\u00e0? Come sar\u00e0 affrontata la questione umana, politica, sociale e culturale, demografica, dell\u2019immigrazione? Servono pensieri lunghi e visioni strategiche sul futuro di questo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Democrazia e demofobia. La crisi attuale del sistema politico italiano \u00e8 stata determinata dagli elettorati, di sinistra e di destra, che il 4 dicembre 2016 hanno bocciato (imprevedibilmente) la riforma anticostituzionale della banda Renzi, e alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 hanno sconvolto il quadro istituzionale spingendo al governo, con grandi aspettative di cambiamento, il M5S (33% dei votanti, con un astensionismo in forte calo). Le successive elezioni amministrative, regionali e comunali, e le elezioni europee del 26 maggio di quest\u2019anno, in presenza di un governo M5S-Lega di separati in casa sulla base di un \u201ccontratto\u201d che ha velocemente rafforzato la politica di estrema destra della Lega e costretto il M5S in posizione subalterna nonostante alcuni tentativi positivi ma limitati sul piano delle politiche sociali, hanno aperto la voragine di una crisi democratica allarmante. Si \u00e8 acceso un fuorviante dibattito, pompato dai media ma alimentato dalle forze politiche di governo e di opposizione, sui temi semplificati del \u201csovranismo\u201d e del \u201cpopulismo\u201d: uno scontro di estrema violenza tra democrazia e demofobia, tra forze politiche assediate e \u201cclassi pericolose\u201d. Il disprezzo degli elettorati del M5S e della Lega ha lavorato per Salvini, aumentando vorticosamente il consenso popolare alla sua propaganda xenofoba e razzista, rievocando scenari plebiscitari (i \u00abpieni poteri\u00bb mussoliniani branditi come una clava su qualunque opposizione). Il resto \u00e8 storia recente, ma la velocit\u00e0 degli eventi non deve rimuovere quanto \u00e8 accaduto. La democrazia \u00e8 la lotta per la democrazia, la demofobia \u00e8 un vicolo cieco che produce involuzioni e arretramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una crisi di sistema cos\u00ec profonda e conclamata come nella situazione italiana il ruolo di un governo e del Parlamento \u00e8 fortemente limitato, non certamente esclusivo; se poi la crisi assume il carattere di un\u2019implosione nella ristretta area di governo, come sta accadendo in questi mesi, di governo in governo, la questione del potere si pone in altri termini nella societ\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sinistra italiana, che esiste e attraversa, con la sua storia e la sua presenza diffusa (nei movimenti sociali, nella pubblica amministrazione locale, nella scuola pubblica, in un\u2019estesa galassia di formazioni politiche, e anche nelle aree elettorali delle forze dell\u2019attuale governo) pu\u00f2 e deve assumersi la responsabilit\u00e0 di spostare decisamente \u201cin basso\u201d il baricentro della societ\u00e0, per costruire dal basso e fuori dall\u2019area di governo, in posizione di controllo critico e conflitto, reti sociali di autonomia e autorganizzazione, operando nelle comunit\u00e0 locali per costruire e organizzare societ\u00e0. Pratiche relazionali aperte, su ogni tema della reale situazione italiana. Questa sinistra diffusa, che \u00e8 influente anche sul piano elettorale come ha saputo dimostrare con i suoi voti e le sue astensioni, dal referendum del 2016 a oggi, \u00e8 determinante sul piano della costruzione di una democrazia ispirata ai principi dell\u2019egualitarismo, del multiculturalismo e di un socialismo libertario forte delle esperienze socialiste, comuniste e libertarie del Novecento. In questo piano di realt\u00e0 sono centrali pratiche di democrazia diretta, relazionale, sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl Ponte\u00bb, che su questi temi ha una storia lunga 75 anni (il prossimo numero della rivista, storico e antologico, ripercorrer\u00e0 il percorso della rivista dal 1945 a oggi), \u00e8 un cantiere aperto, oggi come ieri. Sul tema della democrazia diretta per il socialismo, per operare attivamente in ogni settore della societ\u00e0 italiana, insistiamo con tenace convinzione. Oggi l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 a un bivio: farsi distruggere dagli orrori di una storia che gronda sangue, oppure costruire \u2013 con alta visione e alta passione \u2013 realt\u00e0 liberate dalla schiavit\u00f9 economica, dall\u2019isolamento dei sudditi, dai poteri oligarchici, rovesciando \u00abdal basso\u00bb le piramidi sociali. Creare e organizzare societ\u00e0 di tutti non \u00e8 un\u2019utopia, \u00e8 una necessit\u00e0. Ognuno, in ogni settore della societ\u00e0, si faccia centro di un processo corale (relazionale, sociale, culturale e politico), ognuno sviluppi il proprio potere per il potere di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Permettetemi un piccolo cortocircuito di memoria storica: lavorando con Antonio Resta alla pubblicazione del carteggio tra Aldo Capitini e Luigi Russo, abbiamo ritrovato un articolo che lo storico e critico letterario aveva pubblicato nel gennaio 1946 su due giornali del Partito d\u2019Azione, \u00abNon Mollare\u00bb e \u00abL\u2019Italia libera\u00bb, dopo aver assistito a un incontro del Centro di orientamento sociale, nella rete dei Cos progettati e organizzati da Capitini subito dopo la liberazione di Perugia nel 1944, istituito a Firenze nel dicembre 1945. Invitato dall\u2019animatrice del Cos fiorentino, Eleonora Benveduti Turziani, azionista e poi militante comunista, sindaco di Scandicci dal 1951, espulsa dal partito nel 1965 per frazionismo \u201cfilocinese\u201d, Russo esprime tutto il suo ammirato stupore per il carattere geniale e assolutamente inedito della situazione a cui ha assistito. Il titolo dell\u2019articolo \u00e8\u00a0<em>C.O.S., angelica e diabolica invenzione<\/em>. Lo ripropongo integralmente, fa pensare. A proposito di democrazia diretta e indiretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avevo sentito parlare del C.O.S., cio\u00e8 del centro di orientamento sociale, alcuni mesi fa ad Arezzo, e il suo primo inventore e organizzatore sapevo che era Aldo Capitini, un mio amico perugino, filosofo e singolarissimo uomo, che ne dava l\u2019esempio a Perugia, sua citt\u00e0 natale, con crescente partecipazione ed entusiasmo del pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa \u00e8 il C.O.S.? Il C.O.S. \u00e8 un\u2019invenzione quasi diabolica, se le invenzioni dei diavoli poi, nella loro forma pi\u00f9 matura e pi\u00f9 perfetta, non coincidessero con quelle degli angeli; quindi la diremo un\u2019invenzione tanto diabolica quanto angelica. \u00c8 un\u2019invenzione pedagogicamente assai ingegnosa, perch\u00e9 abitua il popolo all\u2019autogoverno, abitua la cittadinanza alla discussione e al controllo dei problemi cittadini, permette un onesto sfogo alle passioni e ai crucci che si accumulano nella nostra fantasia per essere troppo chiusa, quando sentiamo bisogno di prendercela con qualcuno, ci fa conoscere, apprezzare o disistimare i nostri amministratori o governanti, in una parola il C.O.S. \u00e8 una trovata assai geniale perch\u00e9 ci si avvii verso le forme di democrazia diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ora sappiamo poco dei confabulari, degli intrighi o delle nobili e appassionate discussioni che gli uomini preposti alla cosa pubblica fanno nelle segrete aule dei loro uffici; forse qualche usciere ne sa qualcosa pi\u00f9 di noi di quello che avviene, mettiamo, negli uffici dell\u2019Annona, nell\u2019ufficio alloggi, negli uffici dell\u2019Igiene o negli uffici del provveditorato agli studi, o di quelli del rettorato dell\u2019universit\u00e0; ci dobbiamo attaccare all\u2019usciere, per sapere una qualche cosa, per essere illuminati su qualche provvedimento, sul perch\u00e9 di certe proibizioni o di certi mancamenti, cos\u00ec come in tempo di guerra [Russo si riferisce alla Prima guerra mondiale] ci attaccavamo (ed eravamo ufficiali) al piantone del comando di reggimento, per sapere se la sera o l\u2019indomani si doveva andare a morire o si poteva dormire ancora una notte tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste forme di democrazia indiretta, in cui noi deleghiamo alcuni a governare la \u201cres publica\u201d, sono certo un progresso rispetto alle forme degli stati autoritari e delle amministrazioni paternalistiche; teoricamente siamo ammessi anche noi al governo e all\u2019amministrazione della cosa pubblica, ma in pratica sono pochi, quei pochi delegati, che se ne occupano e sono addentro alle segrete cose. Gli altri stiamo a guardare come i pellegrini e non pellegrini affamati che si aggirano attorno ai ristoranti di lusso e si contentano delle luci e del fumo delle vivande. Le forme di democrazia indiretta svegliano l\u2019appetito democratico, ma non lo soddisfano; bisogna passare dunque a forme di democrazia diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019altro giorno la signora Eleonora Turziani, organizzatrice animosa e delegata del C.O.S. per la citt\u00e0 di Firenze, mi telefon\u00f2 e mi disse: \u00abProfessore, venga a una seduta del C.O.S., non stia sempre sui libri, e vedr\u00e0 che le far\u00e0 bene alla salute\u00bb. Ricordando che l\u2019inventore dei C.O.S. era quel curioso uomo di Capitini, non me lo feci dire due volte e corsi in Via Ghibellina 101, al circolo dei Postelegrafonici. Mi ritrovai in un teatrino di provincia, affollato della gente pi\u00f9 diversa, mamme e babbi piuttosto pensierosi, ci\u00f2 che chiam\u00f2 subito la mia simpatia, e vidi sul palcoscenico quattro ombre che ora sedevano e ora si levavano e, amichevolmente, cordialmente, rispondevano alle domande del pubblico. Di che cosa si discuteva? Si parlava di cose assai ghiotte, dei biscotti della salute, delle paste natalizie, e del latte che viene da Soresina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riconobbi tra le quattro ombre del palcoscenico due miei amici, Nello Traquandi [stretto collaboratore di Carlo Rosselli e Gaetano Salvemini dalla met\u00e0 degli anni venti], assessore dell\u2019Annona, e il prof. Palazzo, sul quale piovevano le domande da tutte le parti, e qualcuna anche sciocca e presuntuosa. Io temevo per i nervi dell\u2019inquisito, il quale, giovane e siciliano, poteva scattare da un momento all\u2019altro; ciascuno fa la storia secondo le attitudini e le possibilit\u00e0 del proprio temperamento, e io vedo nervi e scatti dappertutto. Ma il prof. Palazzo non se ne dava per inteso; rispondeva calmo, scientifico, semplice e popolare, rispondeva anche a una guardia comunale, che interloquiva non come guardia ma come consumatore, e voleva sostenere, per me una cosa assai difficile, che col microscopio si poteva vedere e misurare quanta acqua il lattaio aveva immesso nel latte del suo bambino. E il prof. Palazzo a dirgli pazientemente che questo poi non era addirittura possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Della pazienza di Nello Traquandi non mi sono sorpreso; all\u2019agil parola degli interroganti, egli rispondeva col giro dei pazienti occhi, l\u2019inquisito restava imperturbato, imperturbato e solenne come un\u2019ermetica divinit\u00e0 antica. Ma il prof. Palazzo doveva levarsi ad ogni momento perch\u00e9 l\u2019organizzazione dei suoi servizi si estende a tutta la provincia e le sue ramificazioni giungono fino a Cremona e aveva un bel da fare per accontentare i suoi esaminatori. Eppure non perdette mai la calma: vedi potenza dell\u2019educazione e del costume democratico!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da questo scorcio di impressioni, il pubblico avr\u00e0 inteso che queste riunioni del C.O.S. sono come un piccolo e volontario parlamento comunale, in cui si discutono i varii problemi cittadini, e i magistrati della citt\u00e0, a turno, una volta la settimana sono invitati a rispondere alle domande dei cittadini. Prossimamente interverr\u00e0, a una seduta, anche il Prefetto. I magistrati sono gli inquisiti, e il pubblico \u00e8 l\u2019inquirente; ma debbo riconoscere che il galateo democratico si sviluppa non soltanto sulla pelle del magistrato, ma anche su quella dell\u2019interpellante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una interpellanza, se \u00e8 irragionevole e insulsa, viene condannata dai rumori unanimi della sala: l\u2019esame di maturit\u00e0 amministrativa e politica non solo lo passa il magistrato, ma anche il cittadino che protesta. Ciascuno deve pensarsi, prima di aprire bocca. Pena il ridicolo; cos\u00ec ci si educa tutti alla responsabilit\u00e0 politica: avevo dunque ragione di dire che quella del C.O.S. \u00e8 una trovata diabolica e insieme angelica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Adesso due parole sull\u2019inventore del C.O.S.: Aldo Capitini \u00e8 un filosofo sui quarantacinque anni, che \u00e8 stato alunno e poi segretario della Scuola Normale Superiore di Pisa. Costretto nel \u201932 a prendere la tessera per la conservazione del suo ufficio, rifiut\u00f2 la tessera e perdette l\u2019impiego. Si ritir\u00f2 tranquillamente a Perugia, in una cella campanaria, poich\u00e9 suo padre faceva il campanaio del palazzo del comune, e in quella cella campanaria Capitini faceva le sue meditazioni, le sue ripetizioni private e anche le sue cospirazioni politiche. E si nutriva e continua a nutrirsi ancora oggi della santa povert\u00e0. \u00c8 un mistico del \u2019200 che vive con pieno agio nel nostro \u2019900; ha tutte le virt\u00f9 di un asceta laico, ed ha un solo grave difetto. Nei cibi e nelle altre cose non tocca carne; e su questo punto io e lui naturalmente non andiamo d\u2019accordo. Ma per un padrone di casa \u00e8 l\u2019ospite ideale: a tavola non d\u00e0 nessuna soggezione, perch\u00e9, come Pier Damiano, con cibi di liquor di ulivi egli passa caldi e geli, contento ne\u2019 suoi pensier contemplativi. Per\u00f2 tutti lo invitiamo a pranzo; si fa figura di persone ospitali, proprio con poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per\u00f2 aggiungiamo che, per questo suo vivere sottile, Capitini ha anche ingegno cos\u00ec sottile e probabilmente un tantino malizioso: \u00e8 filosofo angelo ma \u00e8 anche un filosofo demonio. Questa del C.O.S. \u00e8 una trovata assai geniale. I cercatori di cariche sono avvertiti: verr\u00e0 un giorno in cui in tutte le citt\u00e0 d\u2019Italia funzioneranno questi piccoli parlamenti volontari e si far\u00e0 a pugni per potervi entrare. Tutto sommato, in queste discussioni bonarie, e a tu per tu, ci si comincia a conoscere e a volersi pi\u00f9 bene, s\u2019imparano un mucchio di cose e si torna a casa con i nervi pi\u00f9 pacati e pi\u00f9 soddisfatti. Questo \u00e8 il valore della democrazia diretta e per\u00f2 bisogna incoraggiarne le forme in tutti i modi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019invenzione \u00abangelica e diabolica\u00bb dei Centri di orientamento sociale sperimentati da Capitini nell\u2019immediato dopoguerra (ma ne avrebbe riproposto sistematicamente il senso e il metodo fino alla morte nell\u2019ottobre del 1968) decostruiva concezioni politiche e poteri (economici, politici, sociali, culturali e religiosi), operando su un altro piano di realt\u00e0 (aperta alla complessit\u00e0, liberata \u201cqui e ora\u201d) e opponendo al primato dell\u2019economia il ruolo determinante dell\u2019ideologia, della visione del mondo, del libero sviluppo del potenziale umano. Il capitalismo terminale, sostiene Thomas Piketty nel suo ultimo lavoro,\u00a0<em>Capital et id\u00e9ologie<\/em>, non riesce pi\u00f9 a giustificare le disuguaglianze su cui si fonda; la crisi \u00e8 strutturale ma soprattutto ideologica e politica. Questa \u00e8 la vera frontiera di lotta contro le catastrofi dei sistemi in crisi, il terreno principale e necessario delle alternative di sistema. Autonomia, autorganizzazione, nuova socialit\u00e0, democrazia dal basso per un nuovo socialismo del XXI secolo coerentemente partecipativo, internazionalista e multiculturale. Lo scenario mondiale \u00e8 in rapida trasformazione: la crisi dell\u2019unipolarismo statunitense, il declino dell\u2019Unione europea (ma l\u2019Europa \u00e8 un\u2019altra cosa), il rafforzamento delle strategie della Repubblica popolare cinese e della Russia, la nuova centralit\u00e0 politica del continente africano, non disegnano soltanto un mondo fortemente e conflittualmente multipolare in cui tutto (sovranit\u00e0 nazionali, modelli di sviluppo economico, relazioni fra Stati) \u00e8 in gioco, ma rivelano soprattutto il fallimento delle culture e delle politiche neoliberiste. Le drammatiche, evidenti, conseguenze dei cambiamenti climatici, provocati da un capitalismo predatorio e devastante, pongono la necessit\u00e0 urgente di radicali cambiamenti sociali e politici. L\u2019Italia \u201catlantica\u201d \u00e8 inserita in questo scenario in movimento. Servono scelte radicali sui terreni della politica estera e delle politiche sociali, su cui si misureranno governi (tutti di transizione instabile) e societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/09\/27\/orientarsi-dal-basso\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/09\/27\/orientarsi-dal-basso\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Lanfranco Binni) &nbsp; L\u2019egolatria \u201cmachiavellica\u201d (\u00abMachiavelli, chi era costui?\u00bb) del vendicativo\u00a0serial killer\u00a0di Rignano e le sceneggiate nazional-sottoproletarie del capobranco di Pontida non bastano a spiegare una non troppo evidente tendenza in corso. Il disegno renziano: dopo aver spinto Zingaretti al governo con M5S e LeU, uscito dal Pd in posizione di forza parlamentare, commissariare il partito dall\u2019esterno e dall\u2019interno (lasciando nel Pd i basisti di una scissione in futuro pi\u00f9 ampia nei&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":17739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IL-PONTE-e1474101326963.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dQ2","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53198"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53198"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53200,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53198\/revisions\/53200"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}