{"id":53201,"date":"2019-10-02T09:00:45","date_gmt":"2019-10-02T07:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53201"},"modified":"2019-10-02T07:41:52","modified_gmt":"2019-10-02T05:41:52","slug":"ventotene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53201","title":{"rendered":"Ventotene"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/longopci.jpg\/700x350c50.jpg\" alt=\"Ventotene - di Luigi Longo\" \/><\/p>\n<p><strong>di L&#8217;ANTI DIPLOMATICO (Luigi Longo, confinato politico a Ventotene)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per ristabilire un minimo di verit\u00e0 storica sul confino di Ventotene, diventato immeritatamente e a colpi di fake news, il simbolo dei precursori dell&#8217;imperialismo UE, si propone quanto l&#8217;indimenticabile grande dirigente comunista Luigi Longo ha scritto nel suo libro\u00a0<i>Un popolo alla macchia<\/i>\u00a0a proposito dell&#8217;esperienza vissuta dagli eroici militanti (in gran parte comunisti) segregati nell&#8217;isola dalla dittatura fascista di Mussolini.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMentre tutto intorno crescevano e s&#8217;avvicinavano le fiamme della guerra, mentre nelle citt\u00e0 e nelle campagne lavoratori, impiegati, professionisti e intellettuali si agitavano, si muovevano, premevano per avere pace e libert\u00e0, nelle carceri e nelle isole di confino italiane centinaia e migliaia di antifascisti si struggevano nella loro forzata inattivit\u00e0, tendevano ansiosamente l&#8217;orecchio a tutti i suoni, a tutte le briciole di notizia che giungevano dall&#8217;esterno, soffrivano crudelmente per le pene della patria e sentivano che presto, forse prestissimo, sarebbero stati chiamati a prendere in mano le sorti del paese e a tentarne l&#8217;estrema salvazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;isola di Ventotene era come la capitale di questo mondo di captivi. Nella primavera del &#8217;43 essa raccoglieva un migliaio circa di dirigenti e di umili militanti di tutte le correnti dell&#8217;antifascismo italiano. Eravamo finiti l\u00e0 provenienti da tutte le parti &#8211; molti dopo cinque, dieci e anche quindici e pi\u00f9 anni\u00a0di\u00a0reclusione sofferta &#8211; prelevati dalle citt\u00e0 e dalle campagne d&#8217;Italia perch\u00e9 sorpresi a parlare contro il fascismo e la guerra; reduci, noi garibaldini di Spagna e gli emigrati, dai campi francesi di internamento, dove eravamo stati rinchiusi allo scoppio della guerra. Ci affratellavano le comuni sofferenze, le stesse speranze e un uguale amore di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Due volte la settimana un battello congiungeva l&#8217;isola al continente: portava le provviste, qualche familiare e sempre nuovi confinati. Ma portava anche i giornali e le notizie dall&#8217;Italia. Scorrevamo avidamente i comunicati ufficiali, che cercavamo di completare e di arricchire leggendo tra le righe, ma; soprattutto, correvamo a scoprire le comunicazioni confidenziali, \u201cillegali\u201d, che ci arrivavano nascoste nelle pieghe di un vestito, nella copertina di un libro, nei \u201cdoppi\u201d pi\u00f9 impensati.<\/p>\n<p>Con emozione indicibile seguivamo in quei giorni il corso della guerra, apprendevamo le rovine che si accumulavano nelle nostre citt\u00e0 bombardate, salutavamo le prime manifestazioni di resistenza popolare alla folle politica fascista. Il sentire &#8211; come sempre di pi\u00f9 sentivamo &#8211; la grande anima dell&#8217;Italia vicina a noi ci risollevava, ci riempiva di fierezza e di speranza.<\/p>\n<div id=\"BanCenter\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Erano lunghe serate di attesa, nelle tristi camerate della nostra deportazione: lunghi giorni di meditazione, dinanzi al mare d&#8217;Italia; un&#8217;impaziente preparazione alla lotta aperta, tempestata di presentimenti amari, di preoccupazioni non mai sopite per la sorte del nostro. popolo. Era la nostra vigilia immediata? Si giunger\u00e0 in tempo? Si potr\u00e0 evitare che il popolo venga defraudato dei suoi sacrifici e della sua riscossa? Si salver\u00e0 l&#8217;Italia dal tedesco e da nuovi tradimenti?<\/p>\n<p>Intanto non si perdeva il tempo. Ventotene non era soltanto l&#8217;isola di confino voluta dal fascismo, ma era anche, come ogni carcere e ogni altra isola di deportazione, un centro di formazione politica dei confinati e di direzione del movimento per la pace e la libert\u00e0 all&#8217;interno del paese. Molti, tra coloro che salparono da Ventotene dopo la caduta del fascismo, lasciarono la vita sulle montagne o nelle segrete nazifasciste. Non per nulla gli antifascisti definivano, con una punta di scherzo e una di profonda seriet\u00e0, \u201cgoverno di Ventotene\u201d il gruppo dei confinati. Tra Ventotene e il paese si svolgeva, soprattutto a mano a mano che la lotta si acuiva, un ricambio continuo e proficuo: il lavoro unitario dell&#8217;isola si rifletteva sui \u00abfronti nazionali\u00bb dell&#8217;interno, e viceversa; avveniva uno scambio, un&#8217;osmosi incessante fra le esperienze di Ventotene &#8211; che non erano meramente teoriche, proprio perch\u00e9 operavano sulla realt\u00e0 dei rapporti politici e umani tra i suoi \u201cospiti\u201d, e influivano sulla ben pi\u00f9 complessa realt\u00e0 del paese &#8211; e quelle del continente.<\/p>\n<p>Nonostante la sorveglianza, nessuno dei confinati rimaneva all&#8217;oscuro degli avvenimenti, e soprattutto delle considerazioni politiche che se ne potevano trarre. Per i comunisti ad esempio, Scoccimarro, Secchia, Li Causi, Roveda, Di Vittorio, io, elaboravamo ogni settimana un rapporto di informazione sulla situazione italiana e lo diffondevamo \u201ca catena\u201d, fino a toccare tutti i compagni dell&#8217;isola nel giro di cinque o sei giorni. Ognuno di noi si dava a passeggiare con due compagni, tirandosi appresso le guardie incaricate di pedinarci, le quali per\u00f2 si stancavano presto e finivano per mettersi a passeggiare e a chiacchierare tra di loro. Ciascuno dei due compagni, a sua volta, ripeteva la relazione che aveva udita ad altri due. Non si poteva certo giurare che il primo e l&#8217;ultimo contesto dicessero esattamente la stessa cosa; ma un orientamento, una qualche indicazione arrivava in questo modo, di certo, su tutte le questioni pi\u00f9 importanti a tutti i compagni del confino\u00bb.<\/p>\n<p><em>Luigi Longo\u00a0\u201cUn popolo alla macchia\u201d\u00a0Editori Riuniti 1965<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-ventotene__di_luigi_longo\/5871_30900\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-ventotene__di_luigi_longo\/5871_30900\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTI DIPLOMATICO (Luigi Longo, confinato politico a Ventotene) &nbsp; Per ristabilire un minimo di verit\u00e0 storica sul confino di Ventotene, diventato immeritatamente e a colpi di fake news, il simbolo dei precursori dell&#8217;imperialismo UE, si propone quanto l&#8217;indimenticabile grande dirigente comunista Luigi Longo ha scritto nel suo libro\u00a0Un popolo alla macchia\u00a0a proposito dell&#8217;esperienza vissuta dagli eroici militanti (in gran parte comunisti) segregati nell&#8217;isola dalla dittatura fascista di Mussolini. \u00abMentre tutto intorno crescevano e s&#8217;avvicinavano&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":39159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/antidiplomatico-1353756142_280.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dQ5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53201"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53201"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53201\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53203,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53201\/revisions\/53203"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}