{"id":53263,"date":"2019-11-07T00:51:30","date_gmt":"2019-11-06T23:51:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53263"},"modified":"2019-11-05T23:27:01","modified_gmt":"2019-11-05T22:27:01","slug":"la-scuola-tedesca-non-e-per-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53263","title":{"rendered":"La scuola tedesca non \u00e8 per poveri"},"content":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO BORSCIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli argomenti delle numerose posizioni critiche verso il &#8220;triplice sistema&#8221; su cui si fonda la scuola tedesca si basa sul fatto che gi\u00e0 a dieci anni i bambini sono costretti a intraprendere percorsi scolastici che non lasciano spazio, o poco, a ripensamenti. Una selezione precoce che non favorisce certamente l\u2019inclusione e marca le differenze socioeconomiche e culturali fra la popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hans-Werner Sinn, uno dei pi\u00f9 importanti economisti tedeschi, scrive: \u201cIl &#8216;triplice sistema&#8217; che nel mondo caratterizza quasi soltanto la scuola tedesca, non \u00e8 pi\u00f9 adatto ai nostri tempi. Esso riflette la &#8216;societ\u00e0 a tre classi&#8217; tipica del diciannovesimo secolo. Prima c\u2019erano le <em>Volksschulen<\/em>\u00a0(scuole del popolo), le\u00a0<em>Mittelschulen<\/em>\u00a0(scuole medie) e le\u00a0<em>Oberschulen<\/em>\u00a0(scuole superiori). Con ci\u00f2 si ammetteva implicitamente che si era pensato a una scuola per il popolo, a una per i ceti medi e a una per i ricchi. Oggi si parla di\u00a0<em>Hauptschule, Realschule\u00a0<\/em>e<em>\u00a0Gymnasium<\/em>. Dare denominazioni diverse alle scuole cambia poco al fatto che nella scuola le disuguaglianze e le ingiustizie sociali si consolidano e anzi e si autoperpetuano\u201d. E poi spiega: \u201cLa Germania seleziona i ragazzi per i tre indirizzi di formazione gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di dieci anni mentre tutti gli altri Paesi praticamente tengono insieme gli alunni fin oltre la pubert\u00e0, fino a 14-15 anni d\u2019et\u00e0 e solo dopo c\u2019\u00e8 la selezione. La selezione cos\u00ec precoce massimizza l\u2019influsso della famiglia d\u2019origine e rende minimo il valore delle reali capacit\u00e0 e dei talenti individuali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 impressionante leggere nella stampa tedesca e in rete di come l\u2019aver frequentato l\u2019<em>Hauptschule<\/em>\u00a0sia diventato un vero e proprio stigma sociale, un segno di discredito e inettitudine, difficile poi da togliersi. La\u00a0<em>Stifterverband<\/em>, un\u2019importante ONLUS tedesca a sostegno della scienza e della formazione, in un\u2019intervista video pubblicata sul suo canale web, racconta del pericoloso legame che si \u00e8 venuto a creare tra\u00a0<em>Hauptschule<\/em>\u00a0e l\u2019<em>Hartz IV<\/em>, il sussidio sociale introdotto in Germania fra il 2003 e il 2005 con la riforma del mercato del lavoro del Cancelliere Gerhard Schr\u00f6der (SPD), la cosiddetta \u201cAgenda 2010\u201d. Mark Honsell, questo il nome del giovane intervistato, egli stesso ex-studente dell\u2019<em>Hauptschule<\/em>, racconta di come la professoressa di tedesco preparava i ragazzi a riempire i moduli per l\u2019<em>Hartz IV<\/em> invece di insegnare a scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre Stinn, invece, ci fa notare che trascurare la questione delle pari opportunit\u00e0 nella scuola ha come conseguenza che lo Stato sociale debba poi, a posteriori, occuparsi di questi cittadini penalizzati al fine di recuperare almeno un minimo di uguaglianza e giustizia sociale. Tutto ci\u00f2, afferma ancora Stinn, va contro la competitivit\u00e0 del sistema Paese e ha un costo eccessivo per le casse dello Stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 strutturato il sistema educativo tedesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Art. 7, par. 1, della Legge fondamentale tedesca, emanata il 23 maggio 1949, afferma che \u201cl\u2019intera organizzazione scolastica \u00e8 subordinata alla sorveglianza dello Stato\u201d. Il fatto che i sistemi scolastici dei sedici <em>Bundesl\u00e4nder<\/em> siano simili, ma non omogenei, si deve all\u2019articolo 30 della Carta Costituzionale, che rende ragione del federalismo dell\u2019organizzazione statale tedesca. Qui, infatti, si fa riferimento alla sovranit\u00e0 in materia di cultura ed educazione delle singole regioni, la quale sancisce che queste, in materia di legislazione ed amministrazione delle politiche scolastiche e culturali, detengano la piena autonomia. Il risultato \u00e8 che i sistemi educativi regionali sono molto differenti l\u2019uno dall\u2019altro, con nomi diversi per i tipi di scuole e con percorsi formativi disomogenei. La struttura di base, tuttavia, rimane valida a livello nazionale e i <em>L\u00e4nder<\/em>\u00a0cercano di uniformare le loro differenti linee politiche scolastiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema educativo nazionale tedesco \u00e8 pensato per sostenere e accompagnare il cittadino in tutto l\u2019arco della vita, nel suo percorso di crescita responsabile sancito dalla Costituzione. \u00c8 un sistema verticale, a sei livelli. I primi tre (classi 1-4, 5-10 e 11-13) costituiscono il sistema scolastico. Il quarto comprende universit\u00e0, accademie, politecnici cui si accede attraverso il diploma di maturit\u00e0. Il quinto livello riguarda tutte le forme private e pubbliche di aggiornamento, riqualificazione e perfezionamento che si svolgono in biblioteche, scuole popolari, agenzie formative, centri religiosi e culturali. Vi \u00e8 anche un altro livello, che comprende le istituzioni private, gli istituti paritari e le scuole speciali per bambini con difficolt\u00e0 di apprendimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gesamtschule<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNoi vogliamo scuole efficienti in cui tutti gli alunni abbiano la possibilit\u00e0 di essere sostenuti e incoraggiati nel proprio percorso scolastico, nei difetti come nei talenti. Sappiamo che solo cos\u00ec i ragazzi e gli adolescenti avranno poi buone possibilit\u00e0 di successo professionale e di partecipazione alla vita sociale. PISA e molti altri studi dicono per\u00f2 che siamo lontani mille miglia da questo obiettivo. (\u2026) Una delle cause pi\u00f9 evidenti \u00e8 sicuramente il nostro sistema scolastico troppo articolato. Non ci sono tre o quattro tipi di bambino, ogni ragazzo \u00e8 unico nei suoi punti di forza e debolezze, talenti e interessi. Alcuni sono pi\u00f9 veloci, altri hanno bisogno di pi\u00f9 tempo e aiuto. Se bambini diversi stanno insieme, imparano di pi\u00f9 l\u2019uno dall\u2019altro. Si tratta del riconoscimento delle differenze. Nei paesi di successo pi\u00f9 avanzati c\u2019\u00e8 solo una scuola in cui ogni bambino \u00e8 seguito individualmente, senza selezioni, bocciature o espulsioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la GEW (Sindacato per l\u2019educazione e la scienza), la pi\u00f9 grande delle sigle sindacali tedesche della scuola, a rappresentare con questo punto di vista molto chiaro ed esplicito il fronte di coloro che sono a favore di una scuola unificata, <em>Gesamtschule<\/em>\u00a0(<em>gesamt<\/em>\u00a0vuol dire intero, totale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di una scuola integrata per tutti i giovani, indipendentemente dallo stato sociale, dalle capacit\u00e0, dalla provenienza o dalle aspirazioni, ha lontane radici che affondano nel XVII sec. con Comenius, si rafforza poi nell\u2019Ottocento e prende consistenza dopo il 1945 con la democratizzazione del sistema scolastico tedesco richiesta dalla Commissione alleata di controllo di USA, Francia, Regno Unito e Unione Sovietica. Nelle zone d\u2019occupazione sovietica la scuola unica integrata prender\u00e0 il nome di\u00a0<em>Einheitsschule<\/em>\u00a0(scuola unitaria) e proprio per marcare la differenza con la scuola socialista, nel 1963, nella Repubblica Federale, fu coniata l\u2019espressione\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle opinioni rimangono alcuni dati empirici che la ricerca sociologica ha fatto emergere e che si ricavano dalla dettagliatissima voce\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>\u00a0della versione tedesca di Wikipedia. I pi\u00f9 importanti sono che ai bambini che a dieci anni (a Berlino a dodici) hanno buoni risultati, viene \u201cconsigliato\u201d il\u00a0<em>Gymnasium<\/em>, agli altri la\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>. Spesso \u00e8 la maestra delle elementari che indirizza la scuola da frequentare: se non vai bene per il Liceo, allora puoi andare alla\u00a0<em>Realschule<\/em>, all\u2019<em>Hauptschule<\/em>, oppure alla\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri studi dimostrano che il livello di una\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>\u00a0dipende dalla zona in cui la scuola si trova, con differenze fra aree residenziali e agglomerati urbani. Nelle aree popolate da immigrati delle periferie delle grandi citt\u00e0, i genitori di lingua tedesca non iscrivono i propri figli alla\u00a0<em>Gesamtschule<\/em> per timore di vedere peggiorare il tedesco dei loro bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto da menzionare \u00e8 poi sicuramente il fatto che una scuola unificata come la\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>\u00a0necessita d\u2019insegnanti molto preparati dal punto di vista pedagogico e metodologico, poich\u00e9, se non vi \u00e8 una differenziazione \u201cesterna\u201d, sar\u00e0 necessario individuare in ogni alunno talenti e capacit\u00e0. Gli insegnanti, quindi, devono essere molti e capaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Helmut Fend, autorevole pedagogo e sociologo tedesco, dichiara che la\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>\u00a0ha effettivamente ridotto la disuguaglianza sociale, ma per i figli dei lavoratori non \u00e8 migliorato niente. Nel suo studio a lungo termine chiamato LIFE, Fend dimostra che i figli di lavoratori di una\u00a0<em>Gesamtschule<\/em>\u00a0di Essen non avevano migliori chance di quelli che frequentavano l\u2019<em>Hauptschule<\/em>\u00a0o la\u00a0<em>Realschule<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La svolta tedesca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un sistema scolastico sempre pi\u00f9 articolato e con marcate differenze regionali, la Germania arrivava quindi alla fine dello scorso secolo all\u2019appuntamento con le prime indagini comparative internazionali. Quei primi studi scientifici, cui la Germania inizi\u00f2 a prendere parte dal 1995, mostravano la presenza di grosse sacche di svantaggio e discriminazione in molte parti del sistema educativo tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli anni, il dibattito pubblico in Germania sulle politiche scolastiche si trovava ancora in una fase di stagnazione, anche per effetto delle aspre lotte ideologiche del periodo precedente. Nell\u2019ottobre 1997 la\u00a0<em>Kultusministerkonferenz<\/em>\u00a0decideva ufficialmente di introdurre nel sistema scolastico la valutazione nelle e delle scuole, con la motivazione che \u201cnelle nazioni in cui \u00e8 presente un regolare sistema di monitoraggio dei risultati raggiunti \u2013 grazie sia a costanti programmi di controllo, sia all\u2019introduzione di esami centralizzati o sia perch\u00e9 si ha una sistematica rete di accertamento dei meriti \u2013 gli alunni raggiungono in generale prestazioni pi\u00f9 elevate\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201csvolta storica\u201d si collega quindi alla fine degli anni 2000 con la \u201csvolta teorica\u201d, il mutamento radicale d\u2019impostazione nella pedagogia e nella filosofia dell\u2019educazione. Si abbandona la vecchia tradizione della pedagogia critica, che aveva a lungo dominato, e si apre alla nuova pedagogia empirica, al Quality Management, alle indagini di <em>assessment, diagnostic, evaluation<\/em>, ai test che hanno l\u2019obiettivo di fornire previsioni oggettive e valide sui processi educativi e formativi, ritenendo questi come misurabili. Con la nuova pedagogia empirica diventa cruciale l\u2019esigenza di definire un modello di riferimento a livello nazionale che dia legittimit\u00e0 a operazioni di valutazione interna (all\u2019interno delle singole scuole) ed esterna (controllo da parte dell\u2019autorit\u00e0 centrale sulle scuole). Per questo la KMK ha reso necessario introdurre i <em>Bildungsstandards<\/em>\u00a0(Content standards, Performances standards, Teaching standards), parametri formativi validi in tutto il territorio nazionale, indispensabili per monitorare i livelli di apprendimento di tutti gli alunni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per lo sviluppo e il controllo dei\u00a0<em>Bildungsstandards<\/em>\u00a0\u00e8 stato creato nel 2004, all\u2019interno della Humboldt Universit\u00e4t di Berlino, l\u2019IQB, l\u2019<em>Institut zur Qualit\u00e4tsentwicklung im Bildungswesen<\/em>, l\u2019Istituto per lo sviluppo della qualit\u00e0 nel sistema formativo, l\u2019analogo del nostro Sistema Nazionale di Valutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una vera e propria rivoluzione quella che investe il sistema educativo non solo della Germania ma di molti altri Paesi, tra cui il nostro (In Italia, il percorso di valutazione interna ed esterna \u00e8 iniziato nel 1997, con l\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche introdotta dalla riforma Bassanini e con le Indicazioni della Commissione europea). Ci troviamo di fronte ad un mutamento radicale di rotta dei meccanismi di governance delle politiche scolastiche. Gli standard formativi non descrivono pi\u00f9 un modello\u00a0<em>input-orientiert<\/em>, ossia con i piani di studio e i programmi statali (<em>Lehrpl\u00e4ne<\/em>,<em>\u00a0Curricola<\/em>,<em>\u00a0Bildungspl\u00e4ne<\/em>) che prescrivono quali contenuti e quali oggetti si debbano insegnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli standard formativi mostrano un modello\u00a0<em>output-orientiert<\/em>, dove a essere definite sono le abilit\u00e0 e le competenze da acquisire in maniera duratura. Gli standard stabiliscono non tanto i contenuti da insegnare, bens\u00ec quali capacit\u00e0 gli alunni e le alunne devono avere appreso nelle principali materie al termine di un particolare grado di scuola. La filosofia alla base \u00e8 che alunni e alunne con programmi e contenuti di apprendimento diversi, abbiano alla fine le stesse abilit\u00e0 e competenze, fra cui quelle trasversali e fondamentali di imparare a imparare e di sapersi orientare nella complessit\u00e0 sociale del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questa vera e propria rivoluzione copernicana pedagogica, e spinta dall\u2019onda del moto d\u2019isteria, com\u2019\u00e8 stato definito, che \u00e8 derivato dall\u2019effetto PISA 2000, la Germania riesce a mettere in moto un meccanismo di riforme che nel giro di pochi anni avrebbero trasformato di nuovo l\u2019aspetto e la forma del sistema d\u2019istruzione e formazione. Il dibattito si \u00e8 concentrato ancora una volta sull\u2019assetto fondamentale della scuola, sulla sua struttura di base.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una vasta offerta formativa professionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base alla legge sull\u2019obbligo scolastico, in Germania tutti gli adolescenti devono frequentare una scuola fino al diciottesimo anno d\u2019et\u00e0, anche se a tempo parziale e sotto forma di apprendistato. Se per esempio un alunno o un\u2019alunna ha solo l\u2019attestato di maturit\u00e0 professionale pu\u00f2 frequentare un anno scolastico a tempo pieno in cui si apprendono le conoscenze e le competenze fondamentali in uno specifico settore professionale, oltre a nozioni generali di tedesco, materie sociali e religione. Se invece non si ha nemmeno l\u2019attestato di maturit\u00e0 professionale, si pu\u00f2 comunque riuscire ad ottenere almeno un minimo attestato di abilit\u00e0 professionale, frequentando istituti che offrono un periodo di preparazione e orientamento professionale della durata di un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura principale dell\u2019intero\u00a0<em>Berufsbildungssystem<\/em>\u00a0\u00e8 rappresentata dalla\u00a0<em>duale Ausbildung<\/em>, la cosiddetta alternanza scuola-lavoro, che \u00e8 uno dei fiori all\u2019occhiello dell\u2019esportazione tedesca. Oltre 40 Paesi nel mondo, tra cui Stati Uniti, Russia, Cina, India, Brasile hanno stretto con la Germania accordi di cooperazione nell\u2019ambito della formazione professionale. Per molte nazioni nel mondo uno dei problemi per le proprie economie \u00e8 la mancanza di personale adeguatamente qualificato e specializzato e il modello tedesco della formazione professionale \u00e8 per molti di questi Paesi un esempio da imitare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Duales Ausbildungssystem<\/em>,<em>\u00a0duale Berufsausbildung<\/em>,\u00a0<em>duales Lernen<\/em>\u00a0sono tutte espressioni per un solo concetto e cio\u00e8 quello di una cooperazione sistematica fra scuola e mondo del lavoro. La\u00a0<em>duale Ausbildung<\/em> dura fra i due e i tre anni ed \u00e8 costituita da due pilastri: la scuola professionale e l\u2019azienda. Da uno a due giorni a settimana, con la possibilit\u00e0 di racchiudere le ore in blocchi, i ragazzi sono a scuola a studiare le nozioni tecniche; gli altri giorni li passano in azienda e applicano queste conoscenze teoriche. In questo modo gli alunni hanno l\u2019opportunit\u00e0 di vedere gi\u00e0 come funziona concretamente il lavoro. Inoltre la combinazione di teoria e prassi prepara bene i ragazzi a fare quello che l\u2019azienda si aspetta da loro e infatti spesso capita che poi siano assunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli\u00a0<em>Auszubildende<\/em>\u00a0(Azubi), cos\u00ec sono chiamati gli studenti che fanno un percorso di formazione professionale, ricevono dall\u2019impresa per cui lavorano un assegno di 800 euro lordi. Considerando che in tutto il territorio nazionale ci sono circa 350 offerte di percorsi formativi riconosciuti, non sorprende sapere che circa i due terzi di tutti i giovani che abbandonano la scuola in Germania scelgono di fare una formazione professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversa dalla\u00a0<em>duale Ausbildung<\/em>\u00a0\u00e8 la\u00a0<em>schulische Ausbildung<\/em> (formazione scolastica), in cui il tempo passato in azienda \u00e8 molto meno. L\u2019apprendimento di teoria e prassi avviene in istituti professionali a tempo pieno. I ragazzi integrano poi la formazione con lunghi periodi di attivit\u00e0 all\u2019interno di aziende ed enti sociali, specialmente del settore assistenziale, commerciale e in quello dei lavori pi\u00f9 creativi. Qui, lo status degli alunni \u00e8 di <em>Sch\u00fcler<\/em>\u00a0e non ricevono nessun compenso dallo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono poi gli istituti professionali e il liceo professionale in cui la mescolanza di teoria e pratica \u00e8 variamente combinata. In queste scuole, unitamente a un tirocinio da svolgere in azienda, si possono conseguire il diploma di maturit\u00e0 tecnica e anche il diploma di maturit\u00e0 generale (<em>Abitur<\/em>), i titoli che danno l\u2019accesso agli studi universitari. Va da s\u00e9 che la fisionomia dei percorsi formativi e i presupposti necessari a svolgere i vari tipi di esami cambiano da regione a regione in virt\u00f9 dell\u2019autonomia regionale.\u00a0Sempre pi\u00f9 consenso tra i giovani sta acquisendo il liceo professionale, che accanto a una formazione ginnasiale generale offre un profilo formativo in uno specifico settore (economico, tecnico, commerciale etc.) e dura in media tre anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna poi ricordare che in tutte le scuole dell\u2019istruzione generale ci sono offerte formative <em>praxisorientiert<\/em>, cio\u00e8 indirizzate a fornire gli strumenti pratici utili per orientarsi verso il mercato del lavoro gi\u00e0 durante il percorso della formazione scolastica generale. Questa forma d\u2019istruzione \u00e8 chiamata, con un\u2019espressione generica,\u00a0<em>duales Lernen<\/em>, apprendimento duale, ma ci sono progetti simili come il\u00a0<em>produktives Lernen<\/em>\u00a0(apprendimento produttivo), adottato dai cinque nuovi Stati dell\u2019est. Queste attivit\u00e0 di avviamento alla professione si svolgono in appropriati luoghi d\u2019apprendimento che vanno dai laboratori delle scuole e delle aziende ai centri formativi privati e pubblici. E ci sono anche le\u00a0<em>Sch\u00fclerfirmen<\/em>, le mini imprese gestite dagli studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><em>fonte: <a href=\"https:\/\/www.yanezmagazine.com\">yanezmagazine<\/a>, 19.6.2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO BORSCIA Uno degli argomenti delle numerose posizioni critiche verso il &#8220;triplice sistema&#8221; su cui si fonda la scuola tedesca si basa sul fatto che gi\u00e0 a dieci anni i bambini sono costretti a intraprendere percorsi scolastici che non lasciano spazio, o poco, a ripensamenti. Una selezione precoce che non favorisce certamente l\u2019inclusione e marca le differenze socioeconomiche e culturali fra la popolazione. 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