{"id":53280,"date":"2019-10-08T10:30:06","date_gmt":"2019-10-08T08:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53280"},"modified":"2019-10-06T14:03:20","modified_gmt":"2019-10-06T12:03:20","slug":"f-35-litalia-supera-i-dubbi-le-mosse-del-governo-e-le-opportunita-per-lindustria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53280","title":{"rendered":"F-35, l\u2019Italia supera i dubbi. Le mosse del governo e le opportunit\u00e0 per l\u2019industria"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FORMICHE (Stefano Pioppi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia batte un colpo sugli F-35. La conferma degli impegni riportata dal Corriere della Sera era attesa da tempo. Oltre a offrire una contropartita per attenuare il peso dei dazi che gli Usa imporranno sui beni europei, la mossa offre la possibilit\u00e0 di nuovo lavoro per l\u2019industria nazionale, da Leonardo alle Pmi. Difatti, il programma internazionale procede spedito e l\u2019Italia pu\u00f2 confermarsi protagonista<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2019%2F10%2FImagoeconomica_1298465.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"F-35, l\u2019Italia supera i dubbi. Le mosse del governo e le opportunit\u00e0 per l\u2019industria\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo rompe gli indugi sugli F-35. Dopo la scelta sul Tempest e l\u2019ingresso nella European Intervention Initiative promossa da Parigi, arriva una conferma attesa da tempo da Forze armate e industria, una mossa che si aggiunge ai primi colpi gi\u00e0 battuti dalla Difesa targata\u00a0<strong>Lorenzo Guerini<\/strong>. Come riporta il\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>, dopo mesi di incertezza in merito alla partecipazione italiana al programma, dal recente incontro a Roma tra il premier e il segretario di Stato americano\u00a0<strong>Mike Pompeo<\/strong>\u00a0sarebbe arrivata la rassicurazione del rispetto degli impegni presi, per un totale di 90 velivoli di quinta generazione per le Forze armate italiane. Il tema ha radici profonde anche se, nonostante dibattiti e rinvii, la partecipazione italiana non si \u00e8 mai fermata. Tra l\u2019altro, il programma internazionale guidato da Lockheed Martin procedete spedito tra nuovi clienti e maggiori commesse, ragion per cui la mossa del governo potrebbe garantire altro lavoro per tutto l\u2019indotto nazionale, dalla big Leonardo alle piccole e medie imprese coinvolte nella filiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>UN MOMENTO NON CASUALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le rassicurazioni del governo italiano arriverebbero in un momento non casuale. Negli ultimi due mesi, sono emerse diverse preoccupazioni sui pesanti rischi per il sito di Cameri, in provincia di Novara, in caso di mancata conferma degli impegni, per cui lo stabilimento potrebbe addirittura ritrovarsi senza lavoro dal 2024. Pi\u00f9 di recente si \u00e8 palesata la questione dei dazi. Il via libera del Wto agli Stati Uniti all\u2019imposizione di misure di protezione fino a 7,5 miliardi di dollari su beni europei in modo diversificato ha prodotto nel Vecchio continente una vera e propria corsa contro il tempo. Le capitali europee sono infatti alla ricerca di contropartite politiche da offrire all\u2019amministrazione targata<strong>\u00a0Donald Trump\u00a0<\/strong>per vedersi spuntare i propri prodotti dalla lista dei beni che saranno colpiti dai dazi. Lo stesso sta facendo anche l\u2019Italia, e l\u2019F-35 (dopo essere rimasto in un rischioso limbo di indecisione) si ripresenta ora come opportunit\u00e0 importante. D\u2019altronde, il velivolo \u00e8 richiesto a gran voce dalle nostre Forze armate, rappresenta uno strumento di relazioni internazionali e garantisce un certo posizionamento industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>UN NUOVO PRIMATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultima conferma \u00e8 arrivata nei giorni scorsi dall\u2019Islanda. Nella base aerea di Keflavik, sei F-35 dell\u2019Aeronautica militare italiana hanno ricevuto la certificazione Nato alla piena capacit\u00e0 operativa e lavorano adesso a difesa dello spazio aereo dell\u2019Alleanza Atlantica. La Forza armata \u00e8 la prima a raggiungere questo obiettivo, la prima ad aver impiegato l\u2019avanzato velivolo in un\u2019operazione della Nato. \u201cNessuno oggi in Europa \u00e8 in grado di esprimere una simile potenzialit\u00e0 operativa \u2013 ha detto il capo di Stato maggiore della Difesa,\u00a0<strong>Enzo Vecciarelli<\/strong>, dall\u2019Islanda \u2013 ci\u00f2 ci d\u00e0 l\u2019onore di accompagnare la Nato e gli alleati nella quinta generazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I PRIMATI ITALIANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quello islandese \u00e8 solo l\u2019ultimo primato italiano nell\u2019ambito del programma F-35. A novembre dello scorso anno, l\u2019Aeronautica militare fu la prima forza armata in Europa a dichiarare la capacit\u00e0 operativa iniziale del velivolo. Ancora prima, a marzo 2016, il 32\u00b0 Stormo di Amendola fu il primo, sempre nel Vecchio continente, a ricevere il jet di quinta generazione. Poi, c\u2019\u00e8 una lunga lista di primati industriali, che vedono protagonista lo stabilimento di Cameri, in provincia di Novara, unico centro di assemblaggio e verifica finale in Europa. Un paio di settimane fa, dal sito novarese \u00e8 uscito il primo velivolo destinato all\u2019Olanda, intervenuta alla cerimonia di roll out con due segretari di Stato (Difesa e Affari economici) entusiasti del contributo italiano, con interventi (qui e qui) che fanno comprendere il livello di eccellenza raggiunto dallo stabilimento. Sempre a Cameri \u00e8 stato realizzato l\u2019F-35 che, per primo nella storia del programma, ha compiuto una trasvolata oceanica a febbraio 2016. Due anni dopo, sempre da l\u00ec \u00e8 uscito il primo F-35 a decollo corto e atterraggio verticale assemblato al di fuori degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I RISCHI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stabilimento di Cameri rappresentava, fino a prima delle rivelazione del CorSera, anche il centro delle preoccupazioni sullo stallo italiano. Finora, l\u2019Italia \u00e8 impegnata all\u2019acquisto di 28 velivoli totali (compresi quelli gi\u00e0 consegnati) fino al 2022, comprendenti gli F-35 dei lotti di produzione che arrivano al quattordicesimo. Per i successivi, per arrivare a un numero complessivo di 90 jet (gi\u00e0 ridotti dai 131 iniziali), non risulta traccia delle volont\u00e0 italiane, nonostante gli altri Paesi abbiano gi\u00e0 manifestato i loro committment intorno a dicembre dello scorso anno. Quatto sono infatti gli anni necessari alla programmazione industriale per mettere in moto il processo produttivo, chiamando in causa l\u2019intera catena di fornitura con i cosiddetti ordini \u201cextra long lead items\u201d. Di conseguenza, i rischi maggiori in caso di mancato impegno sui lotti dal 2023 al 2027, a rischiare di pi\u00f9 \u00e8 proprio l\u2019industria italiana. Senza gli impegni futuri, si creerebbe un gap incolmabile, costringendo la Faco di Cameri a lavorare nel 2023 solo su tre velivoli olandesi, restando senza lavoro l\u2019anno successivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>UNA QUESTIONE DI CREDIBILIT\u00c0\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci sarebbero penali da pagare, ma solo (si fa per dire) cospicui danni in termini di occupazione, capacit\u00e0 tecnologica e credibilit\u00e0 internazionale. Proprio da questo ultimo punto \u00e8 ripartito Giuseppe Conte nel suo secondo governo, cercando di offrire all\u2019alleato d\u2019oltreoceano segnali tangibili della dichiarata fedelt\u00e0 all\u2019atlantismo. Da questo punto di vista, con la partita che si carica dei dazi americani, il programma F-35 sembra offrire una contropartita piuttosto semplice. Il committment sui prossimi lotti produttivi non determina infatti alcun pagamento immediato, ma assicura programmazione (nonostante il notevole ritardo rispetto a tutti gli altri) e tranquillizza gli Stati Uniti che sull\u2019argomento sono apparsi da subito ben determinati. \u00c8 chiara infatti la rilevanza che l\u2019amministrazione Trump attribuisce al programma Jsf nei rapporti con i partner strategici (si pensi alla sofferta rottura con Ankara, o al rilancio delle relazioni con Varsavia). Negli ultimi mesi, un certo fastidio sulla posizione italiana \u00e8 trapelato a pi\u00f9 riprese, soprattutto quando era emerso il problema dei ritardi nei pagamenti a fronte di forniture gi\u00e0 realizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u2026E DI OPPORTUNIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema esiste da tempo. Negli scorsi anni, anche prima del governo gialloverde, il dossier \u00e8 stato gestito con la conferma degli impegni, ma anche con una certa ritrosia alla pubblicit\u00e0. Ora \u00e8 forse il momento di invertire la tendenza, e di dimostrare ad alleati e partner (e non solo) che il Paese \u00e8 in grado di prendere decisioni strategiche senza ulteriori e continui rinvii. Anche perch\u00e9 il programma internazionale procede spedito. Belgio e Polonia hanno scelto l\u2019F-35 per le rispettive Aeronautiche, mentre l\u2019Olanda potrebbe acquistarne altri esemplari. In pi\u00f9, il caccia di quinta generazione \u00e8 attualmente in gara in Svizzera e Finlandia, senza trascurare le opportunit\u00e0 che potrebbero arrivare dall\u2019esclusione (ormai ufficiale) della Turchia dal programma, con conseguente riallocazione delle attivit\u00e0 finora condotte dalle industrie di Ankara. Tutto questo potrebbe tradursi in maggior lavoro per Cameri e per l\u2019intera filiera, dalla grande industria alle tante Pmi.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/10\/f-35-conte-pompeo\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/10\/f-35-conte-pompeo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Pioppi) L\u2019Italia batte un colpo sugli F-35. La conferma degli impegni riportata dal Corriere della Sera era attesa da tempo. 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