{"id":53290,"date":"2019-10-07T09:00:11","date_gmt":"2019-10-07T07:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53290"},"modified":"2019-10-06T18:35:24","modified_gmt":"2019-10-06T16:35:24","slug":"totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53290","title":{"rendered":"Totalitarismo e comunismo. Ancora sulla risoluzione del Parlamento europeo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARXISMO OGGI (Salvatore Tin\u00e8)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un passo della risoluzione sulla memoria storica, approvata dal Parlamento europeo il 20 settembre 2019 che non dovrebbe sfuggire ed \u00e8 il seguente: &#8220;L&#8217;integrazione europea \u00e8 stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha portato all&#8217;Olocausto, e all&#8217;espansione dei regimi comunisti totalitari e antidemocratici nell&#8217;Europa centrale e orientale, nonch\u00e9 un mezzo per superare profonde divisioni e ostilit\u00e0 in Europa attraverso la cooperazione e l&#8217;integrazione, ponendo fine alle guerre e garantendo la democrazia sul continente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, prosegue il documento &#8220;per i paesi europei che hanno sofferto a causa dell&#8217;occupazione sovietica e delle dittature comuniste l&#8217;allargamento dell&#8217;UE, iniziato nel 2004, rappresenta un ritorno alla famiglia europea alla quale appartengono&#8221;. Pur inserito all&#8217;interno di un testo pieno di vere e proprie falsit\u00e0 storiche, come quella secondo la quale la II guerra mondiale sarebbe scoppiata per responsabilit\u00e0 anche dell&#8217;Urss, non si pu\u00f2 negare che questo brano contenga una verit\u00e0 storica profonda intorno alla costitutiva, originaria natura politica dell&#8217;integrazione europea, corrispondente alle finalit\u00e0 antisovietiche e anticomuniste delle classi dirigenti europee che ne furono le promotrici. Non a caso il richiamo alle originarie motivazioni della nascita dell&#8217;Europa unita viene espresso a proposito del suo odierno allargamento ad alcuni dei paesi gi\u00e0 appartenenti al blocco sovietico, funzionale alla strategia di vero e proprio accerchiamento della Russia congiuntamente condotta da UE e NATO, la cui inscindibilit\u00e0 \u00e8 in questo senso dichiarata e apertamente rivendicata: &#8220;alla luce della loro adesione all&#8217;UE e alla NATO i paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale&#8221; sono tornati &#8220;alla famiglia europea di paesi democratici liberi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso la categoria di totalitarismo, funzionale all&#8217;assurda equiparazione tra due regimi, quello nazista e quello sovietico, che pure si sono combattuti in una guerra che \u00e8 stata definita dallo storico inglese Chris Bellamy insieme \u201ctotale e assoluta\u201d e le cui condizioni erano gi\u00e0 maturate addirittura nel corso degli anni Venti e Trenta,<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftn1\">[1]<\/a>, viene evocata per condannare in primo luogo sul piano ideologico l&#8217;odierna Russia di Putin. &#8220;La Russia &#8211; si legge nel documento &#8211; rimane la pi\u00f9 grande vittima del totalitarismo comunista&#8221; e &#8220;il suo sviluppo in uno Stato democratico continuer\u00e0 a essere ostacolato fintantoch\u00e9 il governo, l&#8217;\u00e9lite politica e la propaganda politica continueranno a insabbiare i crimini del regime comunista e ad esaltare il regime totalitario sovietico&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui l&#8217;invito rivolto alla &#8220;la societ\u00e0 russa&#8221; a &#8220;confrontarsi con il suo tragico passato&#8221; e cio\u00e8 a ripudiare le idee del socialismo e del comunismo, ci\u00f2 che evidentemente secondo le classi dominanti dell&#8217;Europa occidentale il regime russo non avrebbe ancora fatto. Insomma, come gi\u00e0 nella anni &#8217;40 e &#8217;50, la teoria del totalitarismo serve a giustificare sul piano ideologico la riaffermazione del primato imperialista dell&#8217;Europa occidentale in tutto il continente, sia pure all&#8217;ombra dell&#8217;impero globale americano, contro la Russia in primo luogo, utilizzando contro di essa i paesi dell&#8217;est e non esitando a sostenere al tal fine anche i peggiori regimi fascisti e ovviamente contro la Cina popolare e tutti i paesi che a prescindere dalla loro natura sociale e politico ostacolano o combattono l&#8217;imperialismo. In tal modo sono le stesse origini stesse dei fenomeni \u201ctotalitari\u201d in questa ricostruzione storica di tipo ideologico insieme eurocentrica e anticomunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perfino un testo, pure destinato ad avere grande importanza nello scontro ideologico che ha segnato la guerra fredda tra il campo imperialista e quello socialista nella seconda met\u00e0 del Novecento, come <em>Le origini del totalitarismo <\/em>di Hannah Arendt non mancava di rilevare le pi\u00f9 lontane origini del \u201ctotalitarismo\u201d ben al di l\u00e0 del cosiddetto \u201csecolo breve\u201d nella crescita mostruosa degli apparati di dominio e di coercizione burocratici e militari dei maggiori stati capitalistici europei nell\u2019epoca del colonialismo e dell\u2019imperialismo: \u201ci tre decenni che vanno dal 1884 al 1914- scriveva in una pagina del suo libro- separano il XIX secolo, conclusosi con la corsa alla conquista dell\u2019Africa e la nascita dei pan-movimenti, dal XX, apertosi con la prima guerra mondiale. Si usa indicarli come l\u2019epoca dell\u2019imperialismo, caratterizzata da una quiete stagnante in Europa e da una frenetica ridda di avvenimenti in Asia e in Africa. Taluni suoi aspetti fondamentali appaiono cos\u00ec vicini ai fenomeni totalitari del XX secolo che si \u00e8 tentati di considerare l\u2019intero periodo come la quiete che precede la tempesta, una fase preliminare delle successive catastrofi.\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftn2\">[2]<\/a> Appare evidente il tentativo del documento del parlamento europeo di rimuovere e cancellare dalla memoria storica dei popoli del continente proprio questo periodo che la stessa teorica del \u201ctotalitarismo\u201d giudica una \u201cfase preliminare delle successive catastrofi\u201d del \u2018900, allo scopo di cancellare cos\u00ec il ruolo fondamentale che l\u2019Urss e il movimento comunista mondiale hanno svolto nel processo di decolonizzazione. La criminalizzazione del comunismo come \u201ctotalitarismo\u201d insomma mira a cancellare i crimini del colonialismo e dell\u2019imperialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo il documento non manca talvolta di far riferimento allo \u201cstalinismo\u201d piuttosto che al comunismo in quanto tale. Alcuni interventi hanno a questo proposito concentrato la loro attenzione su questa apparente confusione. Anche qui, tuttavia, non si pu\u00f2 non ammettere che il documento insiste su un elemento innegabilmente vero, ovvero la grande, enorme importanza del cosiddetto \u201cfenomeno staliniano\u201d non solo nella storia effettiva dell\u2019Urss e del movimento comunista mondiale ma anche nella stessa definizione teorica e storica del modello di socialismo che l\u2019Urss ha incarnato per una lunga fase della vicenda del \u201csecolo breve\u201d. A questo proposito potrebbe forse essere utile rileggere quanto afferm\u00f2 appena pochi mesi della sua morte a proposito dei \u201ccrimini\u201d dello \u201cstalinismo\u201d un protagonista della storia del movimento comunista mondiale, quale Palmiro Togliatti. Intervenendo al Comitato centrale del PCI del 21-23 aprile 1964, il segretario del PCI avvertiva lucidamente insieme all&#8217;ambiguit\u00e0, la sostanziale inadeguatezza della categoria di &#8220;stalinismo&#8221; ad una comprensione effettivamente critica e storica della grandiosa ma anche contraddittoria e complessa vicenda sovietica nel periodo compreso tra gli anni &#8217;20 e la gigantesca vittoria contro il nazismo, cos\u00ec come della stessa figura e opera di Stalin, di l\u00e0 da ogni impostazione superficialmente criminalizzatrice o liquidatoria. Cos\u00ec riferendosi alla denuncia compiuta da Suslov delle persecuzioni personali ordinate dall&#8217;alto nel periodo della direzione staliniana, affermava:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Noi continuiamo per\u00f2 a ritenere che queste denunce debbano essere integrate da una pi\u00f9 attenta e approfondita critica degli errori politici, che furono all&#8217;origine di tutti gli altri mali, delle cause di questi errori, del modo come incominciarono a manifestarsi e quindi presero il sopravvento. Quanto allo scopo di comprendere meglio i pericoli che possono minacciare un regime socialista e come si debbono combattere e allo scopo, inoltre, di non consentire ai nostri avversari di buttare nell&#8217;informe calderone del cosiddetto \u2018stalinismo\u2019 tutti i momenti positivi della storia del primo Stato proletario, dalla costruzione economica socialista alla grande politica estera democratica fatta da questo Stato mentre in Europa crollavano gli ordinamenti della democrazia, dal sovrumano sforzo di guerra alla lotta conseguente per l&#8217;unit\u00e0, nella guerra, di tutte le forze progressive.&#8221;<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilette oggi, le osservazioni di Togliatti colpiscono per la loro impressionante lucidit\u00e0. \u00c8 stata infatti proprio la categoria di &#8220;stalinismo&#8221; criticata dal grande dirigente comunista, ad avere aperto la strada alla criminalizzazione della storia dell&#8217;Urss e quindi dell&#8217;intero movimento comunista mondiale. Ci\u00f2 per l&#8217;ovvia ragione che Stalin \u00e8 stato innegabilmente il principale protagonista, la personalit\u00e0 in assoluto pi\u00f9 rilevante per un lungo periodo di quella storia. La criminalizzazione di Stalin, immediatamente funzionale del resto alla &#8220;beatificazione&#8221; dei capi di stato e del leader politici dei paesi capitalisti e imperialisti non poteva non aprire la strada alla criminalizzazione del comunismo <em>tout court<\/em> e quindi alla nefasta teoria del totalitarismo. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 tragico di questa vicenda \u00e8 che i principali responsabili di questa criminalizzazione, forse tra le cause pi\u00f9 importanti della nostra sconfitta, sono stati proprio i sovietici. La categoria di &#8220;culto della personalit\u00e0&#8221; sulla base della quale Kruschev nel suo celebre &#8220;rapporto segreto&#8221; al XX Congresso del PCUS denunci\u00f2 i pi\u00f9 gravi fenomeni di violazione della legalit\u00e0 socialista che avevano scandito i momenti di maggiore scontro sociale e politico nell\u2019Urss degli anni \u201920 e \u201930, avrebbe finito per attribuire alla sola personalit\u00e0 di Stalin le responsabilit\u00e0 soggettive di quei fenomeni cos\u00ec inibendo o ostacolando una pi\u00f9 seria indagine delle loro cause oggettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 trattato di una grave limite del XX Congresso del PCUS, foriero di gravi conseguenze negli sviluppi successivi della vicenda sovietica, che non a caso lo stesso Togliatti non manc\u00f2 di rilevare gi\u00e0 nella celebre intervista a <em>Nuovi argomenti<\/em> del giugno 1956. In quell\u2019importante intervento, il segretario del PCI sottoline\u00f2 l\u2019esigenza di approfondire l\u2019analisi delle cause dei processi di \u201cdegenerazione\u201d dei metodi di direzione politica del partito e dello stato sovietici che avevano portato nell\u2019esercizio del potere staliniano perfino a forme di \u201ctirannide\u201d personale ma nello stesso tempo sottoline\u00f2 come l\u2019aver taciuto dei \u201cmeriti\u201d di Stalin fosse stato uno \u201cstrano\u201d errore sebbene \u201ccomprensibile\u201d del XX Congresso.<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftn4\">[4]<\/a> Si pu\u00f2 dire quindi che la categoria di \u201cstalinismo\u201d, pure inventata ai fini di una ricostruzione non puramente deformata e ideologica della storia del comunismo del Novecento, si \u00e8 trasformata in architrave della mistificante \u201cteoria del totalitarismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la critica alla teorizzazione ideologiche del \u201ctotalitarismo\u201d non significa che una attenta e critica considerazione dei fenomeni totalitari che abbiamo conosciuto agli inizi dell\u2019epoca dell\u2019imperialismo e poi soprattutto a partire dalla guerra totale del 1914-1918 in Europa e nel mondo non sia non solo utile ma perfino indispensabile per una profonda comprensione anche del nostro pi\u00f9 recente passato. Ma tale considerazione non pu\u00f2 prescindere dalla concreta determinatezza dei contesti e degli sviluppi storici oltre che dalla natura delle classi e dei soggetti sociali e politici coinvolti in essi. I fenomeni totalitari che hanno caratterizzato in modo particolare la prima met\u00e0 del Novecento si inquadrano dentro quella gigantesca \u201cguerra di posizione\u201d che ha visto contrapporsi l\u2019Urss e il movimento operaio e comunista europeo e mondiale da un lato e dall\u2019altro il campo capitalista e imperialista. Non c\u2019\u00e8 dubbio che gli anni \u201930 siano stato il passaggio pi\u00f9 drammatico di questa guerra \u201ctotale\u201d nel corso della quale, come lucidamente vide Gramsci in carcere, entrambi gli schieramenti in conflitto furono costretti a mettere in campo tutte le loro potenzialit\u00e0 e riserve politiche e organizzative attraverso quella che il pensatore comunista defin\u00ec una \u201cinaudita concentrazione dell\u2019egemonia\u201d<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 tuttavia proprio la considerazione di questo contesto determinato a non consentire una equiparazione tra i due campi contrapposti n\u00e9 sul piano dell\u2019analisi sociale n\u00e9 su quello della valutazione storico-politica. Cos\u00ec lo stesso Gramsci, nel cuore del Novecento, provava a fissare in una nota dei <em>Quaderni del carcere<\/em> quella che definiva una \u201cpolitica totalitaria\u201d sul piano dell\u2019analisi delle forme politiche di governo e di dominio, di coercizione e di egemonia nella societ\u00e0: \u201cuna politica totalitaria tende:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) a ottenere che i membri di un determinato partito trovino in questo solo partito tutte le soddisfazioni che prima trovavano in una molteplicit\u00e0 di organizzazioni, cio\u00e8 a rompere tutti i fili che legano questi membri ad organismi culturali estranei;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) a distruggere tutte le altre organizzazioni o a incorporarle in un sistema di cui il partito sia il solo regolatore.\u201d Ma subito egli precisava, passando dall\u2019analisi delle forme politiche in quanto tali a quella della loro natura sociale e di classe colta nella concretezza della loro dialettica ed evoluzione storiche, come la medesima funzione egemonica e centralizzatrice del partito si svolgesse sia \u201cquando il partito \u00e8 portatore di una nuova cultura e si ha una fase progressiva\u201d, sia quando \u201cil partito dato vuole impedire che un\u2019altra forza, portatrice di una nuova cultura diventi essa \u201c\u2019totalitaria\u2019\u201d e si \u201cha quindi una fase regressiva o reazionaria, oggettivamente, anche se la reazione (come sempre avviene) non confessi se stessa e cerchi di sembrare essa portatrice di una nuova cultura.\u201d<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftn6\">[6]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci pare che queste preziose indicazioni insieme teoriche e storiche di Gramsci sulla sostanziale differenza di l\u00e0 dalle loro apparenti analogie formali tra i vari tipi, progressivi e regressivi di \u201cpolitiche totalitarie\u201d ci possano guidare ad una comprensione critica e materialistica, ovvero non puramente ideologico-strumentale o formalistica dei cosiddetti \u201ctotalitarismi\u201d del Novecento a partire dalla loro relazione non soltanto con l\u2019evoluzione sociale e politica del mondo capitalistico ma anche con le stesse dinamiche della lotta di classe a scala mondiale che nelle forme di una lunga e complessa \u201cguerra di posizione\u201d tra forze storiche contrapposte ha cos\u00ec profondamente hanno inciso sulla vicenda del primo Stato operaio della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftnref1\">[1]<\/a> Cfr. Chris Bellamy, <em>Guerra assoluta. La Russia sovietica nella seconda guerra mondiale<\/em>, Torino 2010, pp. 22-49.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftnref2\">[2]<\/a> H. Arendt, <em>Le origini del totalitarismo<\/em>, Milano 1999, p. 171.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftnref3\">[3]<\/a> P. Togliatti, <em>Sul movimento operaio internazionale<\/em>, Roma 1972, p. 334.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftnref4\">[4]<\/a> Ivi, p. 248.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftnref5\">[5]<\/a> A. Gramsci, <em>Quaderni del carcere<\/em>, edizione critica a cura di Valentino Gerratana, Torino 1975, p. 802.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/369-totalitarismo-e-comunismo-ancora-sulla-risoluzione-del-parlamento-europeo#_ftnref6\">[6]<\/a> Ivi, p. 800.<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\">https:\/\/www.marxismo-oggi.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARXISMO OGGI (Salvatore Tin\u00e8) &nbsp; C&#8217;\u00e8 un passo della risoluzione sulla memoria storica, approvata dal Parlamento europeo il 20 settembre 2019 che non dovrebbe sfuggire ed \u00e8 il seguente: &#8220;L&#8217;integrazione europea \u00e8 stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha portato all&#8217;Olocausto, e all&#8217;espansione dei regimi comunisti totalitari e antidemocratici nell&#8217;Europa centrale e orientale, nonch\u00e9 un mezzo per superare profonde divisioni e ostilit\u00e0 in Europa attraverso&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":53291,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/18527998_1439416992768432_7491948160901972196_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dRw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53290"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53292,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53290\/revisions\/53292"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/53291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}