{"id":53323,"date":"2019-10-10T11:30:51","date_gmt":"2019-10-10T09:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53323"},"modified":"2019-10-07T21:39:42","modified_gmt":"2019-10-07T19:39:42","slug":"il-fattore-darwin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53323","title":{"rendered":"Il fattore Darwin"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILSIMPLICISSIMUS<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019altro giorno all\u2019inizio di un documentario sono saltato sulla sedia quando la suadente e retorica voce fuori campo ha detto che le forze fondamentali della natura sono in competizione fra loro. Questo modo cos\u00ec banalmente antropomorfico di interpretare le interazioni fondamentali del mondo fisico pu\u00f2 sembrare una sorta di innocua semplificazione destinata al grande pubblico a cui il documentario in questione era rivolto, ma in realt\u00e0 si tratta di imporre una visione univoca del mondo in cui la competizione diventa fondamento della societ\u00e0, dell\u2019antropologia e al tempo stesso dell\u2019universo in una sorta di assurdo monismo sociale. Certo le cosiddette scienze dure sono difficilmente riconducibili a questa ontologia competitiva al di fuori delle esposizioni pi\u00f9 infantili , ma altri campi della conoscenza scientifica ne sono pienamente esposti e condizionati. L\u2019esempio principe \u00e8 quello del darwinismo che per un secolo e mezzo \u00e8 stato l\u2019estensione della mentalit\u00e0 capitalistica come metafora della vita stessa: lotta e supremazia, vittoria del migliore, cosa che inizialmente ben si accordava con lo spirito del tempo e con un colonialismo che da una parte confermava la superiorit\u00e0 bianca, dall\u2019altra ne era giustificazione e assoluzione<\/p>\n<p>Qui voglio essere chiaro, a scanso di equivoci: l\u2019evoluzione o meglio ancora la mutazione dei viventi non \u00e8 una teoria, ma un fatto accertato e confermato dalla dinamica stessa dei meccanismi di riproduzione: Il problema sta nel comprendere i meccanismi e le condizioni in cui questo avviene. La teoria darwiniana che prevedeva minimi e graduali cambiamenti guidati in maniera assoluta dalla selezione ambientale non era solo quella che spiegava meglio i fatti paleontologici del suo tempo ( da notare che\u00a0<em>L\u2019origine delle specie<\/em>\u00a0usc\u00ec quando ancora non si conoscevano le leggi mendeliane)\u00a0 e dava loro un senso, ma si accordava anche alla perfezione con lo spirito del capitalismo. Dunque nonostante questa visione sia sostanzialmente cambiata, soprattutto dopo la scoperta del Dna, il darwinismo rimane la dottrina ufficiale mentre Darwin stesso diceva che la teoria avrebbe dovuto essere totalmente abbandonata se si fosse trovata qualche caratteristica che non si fosse evoluta gradualmente. Di fatto, a parte qualche tratto marginale, nulla pu\u00f2 essere spiegato col gradualismo e tuttavia si assiste a un disperato funambolismo narrativo e ipotetico per non abbandonare esplicitamente Darwin e quel gradualismo che fa della competizione il senso dell\u2019evoluzione. Per certi versi questo campo di ricerca che ha il suo fulcro in America. teme che una fuoriuscita anche solo nominale dal darwinismo lasci campo libero al fanatismo creazionista per cui anche i contestatori di fatto del darwinismo, a cominciare da Motoo Kimura e passando da Stephen Gould con i suoi equilibri punteggiati, pur confutando il gradualismo, hanno scelto di non dire che Darwin aveva torto, contribuendo a costituire un tab\u00f9 attorno a questo. Per altri e forse pi\u00f9 consistenti versi, almeno al di fuori delle logiche accademiche, questa resilienza ha origine nel fatto che il pensiero unico si crogiola nell\u2019idea di essere la continuazione sociale e politica dell\u2019evoluzione e dunque di riprodurre la dinamica della vista stessa: in questo senso l\u2019affermazione, peraltro rozza e sbagliata, secondo cui l\u2019uomo deriva dalla scimmia era solo apparentemente motivo di scandalo a suoi tempi, ma era musica per le orecchi del capitalismo rampante visto che giustificava ontologicamente la disuguaglianza e la vittoria competitiva. Immaginate lo scandalo se si scoprisse che l\u2019evoluzione \u00e8 guidata dalla cooperazione tra viventi.<\/p>\n<p>In effetti l\u2019evoluzione intesa nel senso di Darwin pone insormontabili problemi sia fattuali che concettuali e comunque la genetica, le teorie evo \u2013 devo e la recente nascita dell\u2019epigenetica, rendono il darwinismo una teoria storica pi\u00f9 che attuale e tendono a cambiare la visione d\u2019insieme mettendo l\u2019accento pi\u00f9 sulla \u201ccreativit\u00e0 genetica\u201d di specie\u00a0 che sui meccanismi selettivi individuali e restituendo perci\u00f2 una visione d\u2019insieme profondamente diversa da quella originale dove l\u2019evoluzione \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 cooperativo e collettivo. La cosa \u00e8 cos\u00ec conclamata\u00a0 ormai da decenni, che uno dei massimi e pi\u00f9 intelligenti\u00a0 studiosi del settore, Richard Dawkins, ha tentato di\u00a0 trasferire la competitivit\u00e0 dagli organismi ai geni stessi cercando di salvare capra e cavoli.\u00a0 Ma il successivo accumulo di conoscenze (<em>\u00a0Il gene egoista<\/em>\u00a0\u00e8 del \u201976) ha messo in crisi una visione peraltro affascinante sotto altri punti di vista. Non posso qui spiegare cosa \u00e8 cambiato nel tempo perch\u00e9 il\u00a0 campo \u00e8 molto complesso e spesso pieno di sottili insidie, ma per i curiosi a cui non dispiace fare qualche fatica intellettuale posso consigliare<em>\u00a0Gli errori di<\/em>\u00a0<em>Darwin<\/em>\u00a0di Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor e per chi invece vuole cominciare a farsi un\u2019idea del campo e delle trasformazioni subite gi\u00e0 50 anni fa\u00a0\u00a0<em>Gli equilibri punteggiati<\/em>\u00a0di Stephen J. Gould.<\/p>\n<p>Rimane\u00a0 il fatto davvero paradossale che mentre le prospettive proposte o riassunte in questi libri sono patrimonio comune, l\u2019assoluta maggioranza degli studiosi insorge se appena si tocca\u00a0 un darwinismo che lo stesso Darwin aveva consigliare di \u201cabbandonare totalmente\u201d di fronte anche a una sola evidenza contraria al gradualismo: \u00e8 chiarissimo che questo ha poco a che fare con la scienza, ma piuttosto con l\u2019ideologia popolare del pensiero unico. Immaginiamoci dunque la difficolt\u00e0 di contestare tale ideologia e i suoi articolati in altri campi assai pi\u00f9 coinvolti come quello sociologico, economico e politico.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>: <a href=\"https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2019\/10\/\">https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2019\/10\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILSIMPLICISSIMUS L\u2019altro giorno all\u2019inizio di un documentario sono saltato sulla sedia quando la suadente e retorica voce fuori campo ha detto che le forze fondamentali della natura sono in competizione fra loro. 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