{"id":53336,"date":"2019-10-11T09:30:59","date_gmt":"2019-10-11T07:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53336"},"modified":"2019-10-08T11:02:03","modified_gmt":"2019-10-08T09:02:03","slug":"la-sinistra-che-smonta-il-welfare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53336","title":{"rendered":"La sinistra che smonta il welfare"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci voleva un ministro \u2013 Roberto Speranza \u2013 di un partito considerato \u201cdi sinistra radicale\u201d per ritirare fuori un provvedimento,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/medicina-e-ricerca\/2019\/10\/01\/news\/riforma_del_ticket_si_paghera_per_fasce_di_reddito_e_avra_un_tetto_massimo_annuale-237442916\/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S2.4-T1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">quello sui ticket sanitari in base al reddito<\/a>, gi\u00e0 proposto cinque anni fa dal governo Renzi e per fortuna mai entrato in vigore. Il che la dice lunga sulla confusione mentale (a voler essere buoni) o sul proseguimento della deriva liberista (a esser meno buoni) di giovani dirigenti cresciuti nell\u2019epoca della sciagurata \u201cTerza via\u201d cha ha portato al disastro i partiti socialisti e socialdemocratici di quasi tutta l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di riproporre l\u2019articolo scritto allora non si pu\u00f2 non osservare che, se questo accade, \u00e8 un preciso segnale che la riflessione sulle cause che hanno portato la sinistra storica a perdere il \u201csuo popolo\u201d non \u00e8 stata fatta, e non solo da parte dei pi\u00f9 giovani. E che dunque rimane una incapacit\u00e0 di comprendere gli effetti di certe decisioni sul lungo periodo, cio\u00e8 sulla struttura dell\u2019organizzazione sociale. Senza questa analisi, qualsiasi proclama di \u201csvolta\u201d e di \u201ccambiamento\u201d rimarr\u00e0 privo di contenuto reale e si continuer\u00e0 a spianare la strada al populismo di destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco dunque l\u2019articolo scritto nel 2014. Purtroppo (a parte il fatto che Sergio Marchionne non era ancora scomparso) non c\u2019\u00e8 nulla da cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il rischio del welfare dei poveri<\/strong><br \/>\n<em>Sembra deciso che dal prossimo anno i ticket sanitari saranno proporzionati al reddito. Sembra una misura \u201cdi sinistra\u201d, ma il rischio \u00e8 che il nostro sistema di welfare si avvicini sempre pi\u00f9 al modello anglosassone, che si occupa solo dei meno abbienti. Cos\u00ec chi non ne usufruisce finisce per percepirlo come un peso e aumentano le pressioni per ridurlo sempre pi\u00f9. Il punto d\u2019arrivo \u00e8 la privatizzazione quasi completa (21 giugno 2014)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 giusto che Marchionne, nel caso (peraltro improbabile) che vada a farsi un\u2019analisi alla Asl, paghi lo stesso ticket di un operaio di Pomigliano? Se si devono aumentare i ticket, non \u00e8 pi\u00f9 sensato e pi\u00f9 equo che vengano aumentati per Marchionne e non per l\u2019operaio, e magari un po\u2019 di pi\u00f9 per il primo riducendoli per il secondo? O addirittura, perch\u00e9 persone piene di soldi come i supermanager non vengono del tutto escluse dalla sanit\u00e0 pubblica, riservandola invece a chi ha mezzi pi\u00f9 limitati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco: in cinque righe abbiamo tracciato il percorso che potrebbe portare il sistema di welfare di tipo europeo a diventare come quello di tipo anglosassone, in cui il sostegno pubblico \u00e8 destinato solo ai meno abbienti mentre tutti gli altri debbono provvedervi per proprio conto. E\u2019 bene a questo punto chiarire che non stiamo facendo un\u2019esercitazione teorica. Come tutti sanno, sono gi\u00e0 molte in Italia le prestazioni pubbliche condizionate al reddito (personale o familiare) o alla pi\u00f9 ampia situazione economica, quando si richiedono indici come l\u2019Isee o Iseu. E in questi giorni il gruppo di lavoro per il \u201cPatto sulla salute\u201d (formato dal ministro Lorenzin, da otto assessori regionali e da un rappresentante del ministero dell\u2019Economia) secondo un\u2019indiscrezione diffusa dall\u2019Ansa si sarebbe accordato per differenziare i ticket sanitari in base al reddito, a partire dall\u2019inizio del prossimo anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembrerebbe una misura improntata all\u2019equit\u00e0, una cosa \u201cdi sinistra\u201d, come si sarebbe detto una volta. E in effetti anche nell\u2019area progressista c\u2019\u00e8 chi la ritiene una buona cosa. Ma il giudizio non \u00e8 affatto scontato e il problema \u00e8 pi\u00f9 complesso di quanto sembri, tanto che se ne sono occupati economisti, sociologi e polititologi di grandissimo livello: Albert Hirschman e Immanuel Wallerstein, tanto per fare due nomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 innanzitutto un problema di principio. Quello alla salute \u00e8 tra i pi\u00f9 importanti \u2013\u00a0 se non il pi\u00f9 importante \u2013 diritto di cittadinanza. E un diritto che si afferma come fondamentale non pu\u00f2 essere condizionato alla situazione economica. Ma ci sono aspetti pratici anch\u2019essi di grande rilevanza. Una volta che si decidesse di limitare questo o altri servizi pubblici alla situazione economica, dove verrebbe posta l\u2019asticella? Anche senza considerare che siamo nel paese degli evasori, e dunque il parametro che dovrebbe servire da riferimento \u00e8 del tutto inattendibile, le recenti esperienze delle misure economiche di questi ultimi anni ci dicono che sarebbe molto in basso. La soglia pi\u00f9 alta \u00e8 stata finora quella stabilit\u00e0 per gli 80 euro, ma, per esempio, l\u2019indicizzazione delle pensioni \u00e8 stata bloccata al di sotto dei 1.500 euro lordi mensili, ossia a meno di 19.000 euro lordi annui. E nei momenti di crisi sarebbe facile abbassarla ulteriormente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per di pi\u00f9, il servizio comincerebbe ad essere percepito non come una branca importante dell\u2019organizzazione dello Stato, ma come un \u201caiuto ai poveri\u201d. Per chi non ne usufruisce diventerebbe solo un ulteriore costo che pesa sulle tasse, e sarebbe naturale che costoro premessero per ridurne sempre pi\u00f9 la portata. Inoltre gli esclusi sarebbero anche i ceti di maggior peso sociale, cio\u00e8 quelli che hanno pi\u00f9 ascolto nel reclamare la qualit\u00e0 di un servizio. Oggi fanno rumore i casi di \u201cmalasanit\u00e0\u201d, perch\u00e9 potenzialmente riguardano tutti. Non si ricorda, invece, di aver mai visto inchieste o editoriali preoccupati sulla qualit\u00e0 del cibo nelle mense dei poveri o sull\u2019organizzazione dei dormitori pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, una cosa che all\u2019apparenza \u00e8 \u201cdi sinistra\u201d pu\u00f2 portare a un esito non solo \u201cdi destra\u201d, ma anche con tantissimi altri aspetti negativi. In particolare il campo della salute dovrebbe essere sottratto all\u2019ambito del mercato. Non voglio pensare alla mia futura assicurazione sanitaria privata che decide se una certa cura pu\u00f2 essere coperta o no non in base alla sua indispensabilit\u00e0 in quel caso specifico, ma agli effetti che avrebbe sul suo bilancio. Del resto, un sistema del genere \u00e8 quello che c\u2019\u00e8 negli Usa, e i risultati sono catastrofici: la spesa sanitaria totale rispetto al Pil \u00e8 la pi\u00f9 alta del mondo e quasi il doppio che da noi, nonostante un numero elevato di cittadini privi di qualsiasi copertura, anche dopo la riforma (monca) di Obama; e persino la sola quota pubblica \u00e8 pi\u00f9 alta della nostra. Pensiamoci bene, prima di cambiare il nostro modello di welfare.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR3ZTDzGdwJqW4A6YKozFDaqYv7yB9D9RvkavTybPQniuUrKYkW4sqJpDFU\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR3ZTDzGdwJqW4A6YKozFDaqYv7yB9D9RvkavTybPQniuUrKYkW4sqJpDFU<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Ci voleva un ministro \u2013 Roberto Speranza \u2013 di un partito considerato \u201cdi sinistra radicale\u201d per ritirare fuori un provvedimento,\u00a0quello sui ticket sanitari in base al reddito, gi\u00e0 proposto cinque anni fa dal governo Renzi e per fortuna mai entrato in vigore. 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