{"id":53393,"date":"2019-10-11T09:00:51","date_gmt":"2019-10-11T07:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53393"},"modified":"2019-10-10T15:03:31","modified_gmt":"2019-10-10T13:03:31","slug":"lautosufficienza-delle-cause-efficienti-vela-lontologia-tecnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53393","title":{"rendered":"L\u2019autosufficienza delle cause efficienti vela l\u2019ontologia tecnica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ARIANNA EDITRICE (Pier Paolo dal Monte)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"preview post\" src=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/data\/articoli\/big\/0\/0-16554.jpg\" alt=\"L\u2019autosufficienza delle cause efficienti vela l\u2019ontologia tecnica\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"post-body entry-content float-container\" style=\"text-align: justify;\">\n<div>Il pensiero\u00a0\u00a0dell\u2019et\u00e0 moderna s\u00ec \u00e8 progressivamente focalizzato sullo scopo di dominare il mondo. Questo scopo \u00e8, per sua natura, progressivo ed illimitato poich\u00e9, ovviamente, \u00e8 impossibile piegare totalmente la natura alla propria volont\u00e0, per quando progredite siano le tecniche adottate per perseguire questo futile scopo.\u00a0Tuttavia, questa focalizzazione ha condotto compulsivamente\u00a0\u00a0all\u2019accrescimento continuo del \u201cpotere del fare\u201d (tecnica) e dei \u201cmezzi per fare\u201d (economia, scienza) che vengono ritenuti gli scopi preminenti della societ\u00e0 moderna. Viene dunque attribuito il rango di fine ad un mezzo: un indeterminato ed infinito \u201cfare\u201d che, col suo incessante produrre mezzi, in guisa di scopi, percepisce come fine l\u2019indeterminato progresso verso cui tende questo moto incessante.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Naturalmente, uno scopo indeterminato \u2013ed infinito-\u00a0\u00a0equivale logicamente ad un\u2019assenza di scopi, e questa \u00e8 una delle forme di alienazione pi\u00f9 gravi tra quelle che ammorbano l\u2019umanit\u00e0 odierna.<\/div>\n<div>Da qui si pu\u00f2 comprendere la vaghezza di pensiero che contraddistingue il nostro tempo: l\u2019infinitezza del fine (il progresso), fa s\u00ec che non sia possibile concepire altro che \u201cfini intermedi\u201d, ovvero sui mezzi per perseguire questa progressione infinita.\u00a0La tecnica, intesa come \u201ccapacit\u00e0 di fare\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00e8 il mezzo progressivo per eccellenza e, al contempo, un fine a s\u00e9 stante: se il progresso \u00e8 il supremo fine ed il supremo giudizio di valore, la tecnica assume il ruolo di supremo criterio di valore.\u00a0Tutte le nostre azioni, come individui e comunit\u00e0, vengono sempre valutate (finanche giudicate) secondo il criterio della tecnica. Non sar\u00e0 pi\u00f9 il semplice desiderio di muoversi od osservare il mondo che ci spinger\u00e0 a fare una passeggiata nei boschi, ma saranno le tecniche dela salute (Lascienza) che ci diranno che si fa perch\u00e9 \u00e8 salutare, quanti passi \u00e8 necessaro percorrere in un giorno per mantenerci in efficienza fisica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La stessa azione politica \u00e8 ormai giudicata secondo criteri meramente tecnici (epistocrazia): l\u2019economia, la termodinamica, la medicina, o qualsivoglia altra brenca della scienza possa essere utile per svuotare la sfera politica di qualsivoglia contenuto. Ogni giudizio, pensiero o volizione\u00a0\u00a0sono incanalati in una sorta di tonnara epistemica nel quale vi \u00e8 solo una starada obbligata.\u00a0L\u2019efficienza \u00e8 ormai l\u2019unico fine di un\u2019epoca nella quale tutti i fini sono stati cancellati da una visione che vuole che la societ\u00e0 sia autopoietica, alla stessa stregua di un organismo biologico.\u00a0Aristotele, nel suo trattato sulla\u00a0<em>Fisica<\/em>, distinse quattro cause delle azioni: \u201c<em>Le cause sono quattro: materiale, formale, efficiente e finale.\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0<\/em>La causa materiale \u00e8 l\u2019oggetto dell\u2019azione, ci\u00f2 su cui essa si esercita e che ne viene modificato; la causa efficiente \u00e8 ci\u00f2 che fattualmente provoca l\u2019azione, il soggetto agente; la causa finale \u00e8 il fine o scopo dell\u2019azione; la causa formale ( il cui significato \u00e8 oggigiorno un po\u2019 difficile da comprendere) \u00e8 il principio che governa l\u2019azione, l\u2019archetipo o l\u2019idea, la visione o pre-visione di come l\u2019azione trasformer\u00e0 una porzione di mondo<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn3\">[3]<\/a>.\u00a0La ripartizione aristotelica delle diverse cause che devono\u00a0<em>necessariamente\u00a0<\/em>essere alla base dell\u2019agire, \u00e8 di grande importanza nella determinazione dei mezzi e dei fini delle azioni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0\u00a0Il moderno\u00a0<em>agire<\/em>\u00a0\u00e8 un\u00a0<em>fare<\/em>\u00a0afinalistico (, per meglio dire, autotelico) che trae origine soltanto dalle prime due cause suddette: quella\u00a0<em>materiale<\/em>, visto che si esercita sulla materia, e quella\u00a0<em>efficiente<\/em>, ovvero l\u2019azione del soggetto agente. La\u00a0<em>causa<\/em>\u00a0<em>finale<\/em>\u00a0viene a mancare poich\u00e9 il fine \u00e8 assolutamente vago (il progresso lo \u00e8 per definizione), e cos\u00ec anche la\u00a0<em>causa<\/em>\u00a0<em>formale<\/em>, poich\u00e9 non vi \u00e8 pi\u00f9 un\u00a0<em>principio<\/em>\u00a0(la visione di cui sopra) che guidi l\u2019azione(a meno che non si voglia definire\u00a0<em>principio<\/em>, il potenziamento infinito dei mezzi, il che ci pare un po\u2019 azzardato). Scrive James Hillmann in proposito:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>La causa efficiente fa si che le cose avvengano. Quando viene scelta come unica causa, allora non importa pi\u00f9 cosa avviene, a chi e per quale scopo avviene. [\u2026] Se i mezzi diventano fini, il fare diventa la giustificazione dl fare, indipendentemente da\u00a0\u00a0ci\u00f2 che si fa<\/em>\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn4\">[4]<\/a><\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div>Siccome il fine \u00e8 afinalistico, l\u2019unico criterio per ciudicare un\u2019azione rimane l\u2019efficienza che vuole che questo\u00a0<em>fare<\/em>, debba essere eseguito\u00a0<em>comunque<\/em>\u00a0nel modo pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 vantaggioso al\u2019\u2019interno del processo in cui si svolge.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Tuttavia, questo\u00a0<em>fare<\/em>, seppur largamente autotelico, non \u00e8 completamente privo di finalit\u00e0 \u201cintermedie\u201d, che sono definite, via via, dalla\u00a0<em>Weltanschauung<\/em>\u00a0dominante dell\u2019epoca: pu\u00f2 essere il profitto (sempre sottostante a qualsiasi azione, nella societ\u00e0 capitalistica), la volont\u00e0 di potenza (come la corsa agli armamenti durante la guerra fredda), oppure da concetti pi\u00f9 vaghi (come la \u201cdifesa dell\u2019ambiente\u201d) o pi\u00f9 precisi (come il controllo sociale mediante l\u2019applicazione di una certa visione dell\u2019economia, della salute, ecc.).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La trasformazione dei mezzi in fini fa si che gli esseri umani siano inseriti in processi incommensurabili ( letteralmente: non misurabili, perch\u00e9 al di l\u00e0 di ogni misura umana) dei quali non hanno la bench\u00e9 minima comprensione o controllo e dei quali non percepiscono alcun significato: gli esecutori devono poter pensare soltanto alla piccola funzione che \u00e8 loro affidata e che \u00e8 necessaria alla loro sopravvivenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo tipo di sistema \u00e8, pertanto, al di l\u00e0 di qualsiasi tipo di considerazione etica o teleologica: non perch\u00e9 sia impossibile, dal punto di vista teorico, formularne, ma perch\u00e9 sono concetti incommensurabili con le finalit\u00e0 del sistema.<\/div>\n<div>Quando il fine \u00e8 un mero \u201cfare\u201d l\u2019unica possibile etica, ovvero l\u2019unico giudizio di valore pertinente, \u00e8 quello dell\u2019efficienza: non pu\u00f2 esistere altro tipo di giudizio su un telos che \u00e8 autotelico.<\/div>\n<div>Cos\u00ec\u00a0<em>Gunther Anders<\/em>:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div>\u00a0<em>Ognuno degli innumerevoli lavoratori specializzati compresi nel processo vede soltanto il posto che spetta a lui di capire, e ognuno \u00e8 considerato coscienzioso finch\u00e9 esegue con coscienza il suo passo; quindi per lui non esiste immoralit\u00e0 fin dove spazia la sua vista perch\u00e9 la sua vista non spazia affatto\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn5\">[5]<\/a><\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<div>Perch\u00e9, dunque, qualcuno dovrebbe porsi domande \u201csuperflue\u201d sugli scopi, i risultati o le conseguenze lontane di ci\u00f2 che fa?. Il fine \u00e8 qualcosa di troppo distante e complesso per essere compreso. L\u2019importante \u00e8\u00a0<em>fare<\/em>,\u00a0\u00a0eseguire il proprio compito coscienziosamente e in maniera\u00a0<em>efficiente<\/em>, non importa cosa questo\u00a0<em>fare<\/em>\u00a0comporti.<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>Mentre il lavoratore in quanto tale \u00e8 ritenuto morale in ogni caso, il lavorare, lo scopo e il risultato del lavoro sono considerati per principio \u201cmoralmente neutrali\u201d, ed \u00e8 questa una delle caratteristiche pi\u00f9 funeste della nostra epoca; qualunque sia l\u2019oggetto del lavoro \u00e8 sempre \u201cal di l\u00e0 del bene e del male\u201d<\/em>\u00a0<em>quindi non ha nemmeno coscienza che la somma delle coscienziosit\u00e0 specializzate pu\u00f2 avere come risultato la pi\u00f9 mostruosa mancanza di coscienza, perch\u00e9 non ha modo di rendersi conto del nesso tra il suo passo e quello degli altri\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn6\">[6]<\/a><\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019estrema complessit\u00e0 dell\u2019Apparato fa si che ognuno possa svolgere soltanto una funzione infinitesimale in un processo immenso e, quindi,\u00a0\u00a0nessuno possa avere alcuna cognizione del risultato delle proprie azioni; in breve, nessuno \u00e8 responsabile di ci\u00f2 che\u00a0<em>fa<\/em>; ovvero pu\u00f2 essere solo \u201ctecnicamente responsabile\u201d se non esegue il proprio compito secondo ci\u00f2 che pertiene alle specifiche tecniche di quest\u2019ultimo (la triade della deontologia tecnica: imperizia, imprudenza e negligenza).\u00a0Nessuno\u00a0<em>agisce<\/em>\u00a0ma tutti, semplicemente,\u00a0<em>collaborano<\/em>\u00a0nel\u00a0<em>fare<\/em>\u00a0e, secondo luogo comune, questo finalistico collaborare, \u00e8 ritenuto intrinsecamente\u00a0<em>etico<\/em>\u00a0(anche perch\u00e9, comunemente, si ritiene che, chi\u00a0<em>collabora,<\/em>\u00a0non abbia altra scelta che\u00a0<em>collaborare<\/em>).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In quest\u2019ultimo passaggio si produce un\u2019ulteriore confusione logica: si ritiene etico questo collaborare perch\u00e9 non vi \u00e8 scelta, tuttavia l\u2019etica \u00e8 un agire secondo un giudizio di valore e, quindi, presuppone la capacit\u00e0 di scegliere (che \u00e8 anche l\u2019essenza dell\u2019azione politica ma non della tecnocrazia che, come\u00a0<em>la provedenza che governa il mondo<\/em>\u00a0sta invadendo interamente la sfera politica). Ergo il concetto stesso di etica si fa talmente confuso da diventare un significante vuoto: da un lato non pu\u00f2 esistere alcuna etica, se non quella dell\u2019efficienza dettata dalla necessit\u00e0 intrinseca al processo del quale gli esseri umani sono ingranaggio (anche se l\u2019etica,\u00a0\u00a0naturalmente, non concerne la causa efficiente ma solo la causa finale), dall\u2019altro \u00e8 stata generata una congerie di etiche dettate da diversi assunti tecnico\/scientifici (ossia quelli strumentalmente portati, di volta in volta, all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica come imprescindibili o inderogabili) come novelli dogmi di un potere spirituale che conferisce legittimit\u00e0 ad un potere temporale ormai avulso da qualsiasi legittimit\u00e0 democratica.<\/div>\n<div>Davvero una bella confusione: il liberalismo, eticamente neutro come prassi, ha bisogno, comunque, di una finzione di stato etico come metodo di governo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Si pu\u00f2 pensare che questa Babele epistemica che ha condotto alla primazia delle cause efficienti \u2013e alla conseguente ablazione dell\u2019etica nel senso proprio del termine<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn7\">[7]<\/a>&#8211; sia, in fondo, un peccato veniale. Tuttavia, quest\u2019attitudine conduce \u2013ed ha condotto- a conseguenze piuttosto rilevanti, come si pu\u00f2 evincere dalle vicende<\/div>\n<div>dei funzionari e degli ufficiali preposti ad organizzare ed effettuare la cosiddetta \u201csoluzione finale\u201d durante il regime nazista.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Tutti coloro che assistettero ai processi nei quali essi erano imputati (giudici, avvocati, spettatori, giornalisti) erano condizionati dall\u2019ovvio pregiudizio che gli accusati fossero criminali incalliti, individui crudeli e abietti \u00abper natura\u00bb e stentarono, quindi, a capacitarsi del fatto che molti di quegli uomini fossero semplicemente\u00a0<em>zelanti burocrati<\/em><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn8\">[8]<\/a><\/div>\n<div>Adolf Eichmann, che fu il responsabile dell\u2019organizzazione delle deportazioni e dei trasporti degli ebrei ai campi di concentramento era uno degli\u00a0<em>obbedienti esecutori<\/em>\u00a0che avevano tanto a cuore l\u2019efficienza. Cos\u00ec lo descrive Hannah Arendt:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>Il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n\u2019erano tanti e che questi tanti non erano n\u00e9 perversi n\u00e9 sadici, bens\u00ec erano, e sono tuttora, terribilmente normali\u201d<\/em><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn9\"><em>[9]<\/em><\/a><em>.<\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019autrice rileva che i magistrati non riuscivano a comprendere come:<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>\u00abuna persona comune, \u201cnormale\u201d, non svanita n\u00e9 indottrinata n\u00e9 cinica, potesse essere a tal punto incapace di distinguere il bene dal male; perch\u00e9 il loro concetto di \u201cmale\u201d presumeva che vi fosse l\u2019intenzione a compierlo, e non che questo fosse il semplice risultato di tante operazioni apparentemente slegate, che concorrevano a realizzare il male estremo\u00bb<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn10\">[10]<\/a>.<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>La descrizione della tipica \u201cgiornata di lavoro\u201d narrata da di\u00a0<em>Franz Stangl<\/em>, direttore del campo di sterminio di\u00a0<em>Treblinka<\/em>, sotto il cui riportata da\u00a0<em>Gitta Sereny<\/em>, \u00e8, da questo punto di vista, piuttosto suggestiva:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>-Io di solito lavoravo nel mio ufficio \u2013 c\u2019era molto lavoro amministrativo da sbrigare- fino alle 11 circa. Poi facevo un\u2019altra ispezione cominciando dal Totenlager. A quel punto erano gi\u00e0 molto avanti col lavoro lass\u00f9 -. Intendeva dire che per quell\u2019ora le 5 o 6mila persone che erano arrivate quel mattino erano gi\u00e0 morte: il \u201clavoro\u201d era la distruzione dei corpi\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn11\">[11]<\/a><\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div>Pi\u00f9 che la descrizione dell\u2019attivit\u00e0 di un sadico criminale, sembra quella di un qualsiasi impiegato,\u00a0\u00a0che non deve curarsi della\u00a0\u00a0\u201cstrategia o degli\u00a0\u00a0obiettivi aziendali\u201d, ma semplicemente assicurare che il sistema funzioni in maniera\u00a0<em>efficiente<\/em>. Alle domande dell\u2019intervistatrice, egli si limitava a rispondere sottolineando l\u2019efficienza del suo operato e del sistema che dirigeva:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>&#8211; E non avrebbe potuto cambiare nulla di tutto questo? nella sua posizione non avrebbe potuto far smettere la vestizione, le frustate, l\u2019orrore di quei recinti?-<\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<div><em>-No, no, no. Era quello il sistema. L\u2019aveva inventato Wirt. Funzionava. E dato che funzionava era irreversibile.\u201d<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn12\">[12]<\/a><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0<em>Funzionava<\/em>, questa era\u00a0\u00a0la parola magica che avrebbe (secondo lui) dovuto assolverlo davanti alla propria coscienza ( e dal giudizio di colpevolezza del tribunale), perch\u00e9 era l\u2019<em>efficienza<\/em>, ci\u00f2 che egli doveva perseguire nel suo\u00a0<em>lavoro,\u00a0<\/em>null\u2019altro, e null\u2019altro gli importava.<\/div>\n<div>Ci\u00f2 che accomunava i due\u00a0<em>obbedienti esecutori<\/em>\u00a0\u00e8 il fatto che essi non ebbero mai nessun conflitto di coscienza per quello che facevano, perch\u00e9\u00a0<em>non si rendevano conto di ci\u00f2 che facevano<\/em>: erano\u00a0<em>pedine<\/em>\u00a0di un immenso apparato,\u00a0troppo grande e complesso perch\u00e9 riuscissero a comprenderne lo scopo e il disegno.<\/div>\n<div>Cos\u00ec Eichmann sosteneva con forza la propria innocenza:<\/div>\n<blockquote>\n<div><em>Con la liquidazione degli ebrei non ho mai avuto nulla a che fare; io non ho mai ucciso nessuno \u2013n\u00e9 un ebreo n\u00e9 un non ebreo; non ho mai dato l\u2019ordine di uccidere un ebreo o un non ebreo\u2013 [\u2026] Disse che sicuramente non si sarebbe sentito con la coscienza a posto se non avesse fatto ci\u00f2 che gli veniva ordinato \u2013trasportare milioni di uomini, donne e bambini verso la morte \u2013 con grande zelo e geometrica precisione<\/em>\u00bb<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn13\">[13]<\/a><\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div>Dal canto suo,\u00a0<em>Stangl<\/em>\u00a0adoper\u00f2 quasi le stesse parole:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>\u2013 Per quello che ho fatto, la mia coscienza \u00e8 pulita\u2013 [\u2026] \u2013 Io non ho mai fatto del male a nessuno, intenzionalmente [\u2026] Io avevo contatto con i lavoratori ebrei \u2013 disse Stangl \u2013Avevo con loro dei rapporti molto cordiali. Mi ha domandato poco fa se c\u2019era qualcosa che mi desse piacere. A parte lo svolgimento del mio lavoro, era questo, che mi dava piacere: i rapporti umani\u00bb<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn14\">[14]<\/a><\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<div>\u00a0La loro difesa (anche nei confronti di se stessi) era basata sulla loro\u00a0<em>incoscienza<\/em>: non avevano scientemente, volontariamente, perseguito il male; come innumerevoli altri, avevano semplicemente\u00a0<em>collaborato<\/em>, erano stati coscienziosi ed\u00a0<em>efficienti<\/em>\u00a0nel compiere quello che erano convinti fosse il loro\u00a0<em>dovere<\/em>\u00a0per il funzionamento del sistema.<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>Questa normalit\u00e0-\u00a0<\/em>scrisse Hannah Arendt &#8211;<em>\u00e8 pi\u00f9 spaventosa di tutte le atrocit\u00e0 messe insieme, poich\u00e9 implica [\u2026] che questo nuovo tipo di criminale, realmente hostis humani generis, commette i suoi crimini in circostanze che quasi gli impediscono di accorgersi o sentire che agisce male<\/em>.\u00bb<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn15\">[15]<\/a><\/div>\n<\/blockquote>\n<div>Oggigiorno sono in molti a sostenere che questo tipo di misfatti non sia pi\u00f9 possibile, costoro sono, in genere, gli stessi che sostengono che vi sia un\u00a0<em>progresso<\/em>\u00a0nella \u00abcoscienza dell\u2019umanit\u00e0\u00bb, concetto vacuo e inconcludente che non possiede alcun fondamento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In realt\u00e0, quanto commesso da\u00a0<em>Eichmann<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Stangl<\/em>\u00a0(e dei milioni di altri uomini che, come loro hanno \u00abcollaborato\u00bb), \u00e8 possibile oggi come lo furono ieri, visto che, la complessit\u00e0 del mondo umano, \u00e8 divenuta tale a non permettere pi\u00f9 a nessuno (o quasi) di essere altro che, per usare le parole degli avvocati difensori di Eichmann-: \u00ab<em>una<\/em>\u00a0<em>piccola rotella\u00bb del gran macchinario della soluzione finale<\/em>\u00bb<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn16\">[16]<\/a>.<\/div>\n<div>L\u2019efficienza di un Apparato che \u00e8 privo di ogni senso e di ogni fine, se non un indefinito progresso individuato come sviluppo autopoietico della tecnica fine a se stessa e \u00abcosti quel che costi\u00bb, non potr\u00e0 far altro che accelerare la distruzione del mondo e di ci\u00f2 che di umano vi \u00e8 nell\u2019uomo.<\/div>\n<div>Come accoratamente comment\u00f2 Hannah Arendt:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div><em>L\u2019enorme incremento demografico dell\u2019era moderna coincide con l\u2019introduzione dell\u2019automazione, che render\u00e0 \u00absuperflui\u00bb, anche in termini di lavoro grandi settori della popolazione mondiale; e coincide anche con la scoperta dell\u2019energia nucleare, che potrebbe invogliare qualcuno a rimediare a questi due pericoli con strumenti rispetto ai quali le camere a gas di Hitler sembrerebbero scherzi banali di un bambino cattivo<\/em>\u00bb<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftn17\">[17]<\/a><\/div>\n<\/blockquote>\n<div>\n<hr size=\"1\" \/>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[1]<\/a>\u00a0Tecnica deriva dal greco \u201ctekne (\u03c4\u03ad\u03c7\u03bd\u03b7) e denota genericamente il \u00abprodurre\u00bb, il \u00abfare\u00bb, il \u00abcreare\u00bb.\u00a0Dalla radice indoeuropea\u00a0tek\u0302\u00de-, \u201ctessere\u201d, \u201clavorare il legno\u201d, \u201ccarpenteria\u201d (in senso generico: \u201ccapacit\u00e0 di produrre\u201d).Il sanscrito\u00a0<em>tak<\/em><em>\u1e63<\/em><em>ati taksati<\/em>\u00a0ha il significato \u00a0di \u201c\u00abfare\u201d\u00bb, \u201c\u00abprodurre\u201d\u00bb, \u201c\u00abcreare\u201d\u00bb).<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[2]<\/a>\u00a0<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-02-21T17:44\">Aristotele, Fisica. 3<\/ins><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[3]<\/a>\u00a0qualor si tratti di azione politica: la forma della<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[4]<\/a>\u00a0James Hillmann: Il potere<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T17:56\">,<\/ins>\u00a0<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T17:57\">RCS Libri, Milano, 2004.\u00a0<\/ins>pp52,53<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[5]<\/a>\u00a0<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:10\">Gunther Anders: L\u2019uomo \u00e8 antiquato, cit. P. 231<\/ins><del cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:10\">an 231 1 o 2?<\/del><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[6]<\/a>\u00a0<del cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:11\">An 1<\/del><ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:11\">Gunther Anders: L\u2019uomo \u00e8 antiquato, cit. P.\u00a0<\/ins>\u00a0271<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[7]<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[8]<\/a>\u00a0Il che non attenua il crimine ma semmai lo rende ancora pi\u00f9 efferato<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[9]<\/a>\u00a0Hannah Arendt: La banalit\u00e0 del male,<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:11\">\u00a0<\/ins><ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:13\">Feltrinelli, Milano, 1964. P<\/ins><del cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:13\">\u00a0p<\/del>. 282<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[10]<\/a>\u00a0Ivi, p. 34<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[11]<\/a>\u00a0Gitta Sereny: In quelle tenebre. Adelphi<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:29\">,<\/ins><ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:30\">Milano, 1994<\/ins><ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:29\">\u00a0pp.228-229<\/ins><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[12]<\/a>\u00a0Gitta Sereny: In quelle tenebre<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:30\">, cit.<\/ins><del cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:30\">. Adelphi<\/del>\u00a0<ins cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:30\">P.\u00a0<\/ins><del cite=\"mailto:pier%20paolo%20dal%20monte\" datetime=\"2011-10-02T18:30\">p<\/del>271<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[13]<\/a>\u00a0H. Arendt,\u00a0<em>La banalit\u00e0 del male<\/em>, cit., p. 30-33<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[14]<\/a>\u00a0G. Sereny,\u00a0<em>op. cit.,<\/em>\u00a0p. 278<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[15]<\/a>\u00a0H. Arendt,\u00a0<em>La banalit\u00e0 del Male<\/em>, cit. p.30<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[16]<\/a>\u00a0H. Arendt,\u00a0<em>La banalit\u00e0 del Male<\/em>, cit., p. 291<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"Testonotaa\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/u\/2\/blogger.g?tab=wj&amp;blogID=7735330283762284473#_ftnref\">[17]<\/a>\u00a0H. Arendt<em>, La banalit\u00e0 del Male<\/em>, cit., p. 279<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/l-autosufficienza-delle-cause-efficienti-vela-l-ontologia-tecnica?fbclid=IwAR1ThRezl_IstBgJc5jrU4bUVYpn4OjefcIUno9C9ETPYqx1hVuMTp_Cbg0\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/l-autosufficienza-delle-cause-efficienti-vela-l-ontologia-tecnica?fbclid=IwAR1ThRezl_IstBgJc5jrU4bUVYpn4OjefcIUno9C9ETPYqx1hVuMTp_Cbg0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Pier Paolo dal Monte) &nbsp; Il pensiero\u00a0\u00a0dell\u2019et\u00e0 moderna s\u00ec \u00e8 progressivamente focalizzato sullo scopo di dominare il mondo. Questo scopo \u00e8, per sua natura, progressivo ed illimitato poich\u00e9, ovviamente, \u00e8 impossibile piegare totalmente la natura alla propria volont\u00e0, per quando progredite siano le tecniche adottate per perseguire questo futile scopo.\u00a0Tuttavia, questa focalizzazione ha condotto compulsivamente\u00a0\u00a0all\u2019accrescimento continuo del \u201cpotere del fare\u201d (tecnica) e dei \u201cmezzi per fare\u201d (economia, scienza) che vengono ritenuti gli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":50495,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/arianna-editrice1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dTb","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53393"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53393"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53394,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53393\/revisions\/53394"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}