{"id":53488,"date":"2019-10-18T10:30:11","date_gmt":"2019-10-18T08:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53488"},"modified":"2019-10-14T18:32:47","modified_gmt":"2019-10-14T16:32:47","slug":"le-misure-che-non-fermeranno-erdogan-in-siria-parla-marrone-iai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53488","title":{"rendered":"Le misure che (non) fermeranno Erdogan in Siria. Parla Marrone (Iai)"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> FORMICHE (Stefano Pioppi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conversazione con il responsabile del programma Difesa dell&#8217;Istituto affari internazionali sul dibattito relativo alle misure da imporre alla Turchia per fermare l&#8217;iniziativa sui curdi. Lo zampino di Mosca? Nel lungo periodo vuole sganciare Ankara dall&#8217;Occidente, e con l&#8217;S-400 ci sta riuscendo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F02%2FVISITA-DFI-ERDOGAN-A-PALAZZO-CHIGI-_127_resize.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Le misure che (non) fermeranno Erdogan in Siria. Parla Marrone (Iai)\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stop all\u2019export militare non fermer\u00e0 l\u2019avanzata di Erdogan in Siria. Servono misure condivise con gli Stati Uniti, da inserire in un quadro pi\u00f9 ampio che tenga conto anche dell\u2019obiettivo della Russia nel lungo periodo: sganciare la Turchia dall\u2019Occidente. Parola di\u00a0<strong>Alessandro Marrone<\/strong>, responsabile del programma Difesa dell\u2019Istituto affari internazionali, che<em>\u00a0Formiche.net<\/em>\u00a0ha sentito dopo la chiusura del vertice europeo odierno tra i ministri degli Esteri. Dal Consiglio in Lussemburgo \u00e8 arrivata la condanna unanime alla Turchia, nonch\u00e9 l\u2019invito a \u201ccessare l\u2019azione unilaterale nel nord est della Siria e a ritirare le truppe\u201d. Scartata invece l\u2019ipotesi dell\u2019embargo Ue sulla vendita di armi, sostituita dall\u2019impegno di ciascun Paese a muoversi in tal senso attraverso le normative nazionali che, ha spiegato\u00a0<strong>Luigi Di Maio<\/strong>, consentirebbero di accelerare le misure di pressione ad Ankara rispetto a un meccanismo comunitario. L\u2019Italia, ha detto il capo della Farnesina, si muover\u00e0 \u201cnelle prossime ore\u201d con un apposito decreto ministeriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dal Consiglio Affari esteri dell\u2019Ue, con la soddisfazione del ministro Di Maio, sono arrivate la condanna alla Turchia e l\u2019impegno comune a fermare l\u2019export di armi, lasciando per\u00f2 la sua attuazione ai singoli Stati. \u00c8 una misura che la convince?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre partire da un presupposto: la Turchia \u00e8 un grande importatore di sistemi d\u2019arma poich\u00e9, da sola, non \u00e8 in grado di provvedere alle esigenze delle proprie Forze armate, nonostante gli ampi sforzi dell\u2019industria nazionale. Oltre met\u00e0 dell\u2019import della difesa viene dagli Stati Uniti; il resto prevalentemente dall\u2019Europa con, novit\u00e0 piuttosto recente, la fornitura dalla Russia dell\u2019S-400 che preoccupa Usa e Nato. Detto questo, \u00e8 chiaro che eventuali misure nel campo del mercato della difesa funzionano solo se concordate nel dettaglio tra tutti i principali fornitori. Serve dunque un accordo quadro nell\u2019Unione europea che comprenda anche la Gran Bretagna (che \u00e8 ancora uno Stato membro), e serve una convergenza con gli Stati Uniti, sebbene appaia piuttosto difficile negoziare con l\u2019amministrazione Trump. Poi, bisogner\u00e0 accordarsi sulle caratteristiche e sulle gradazioni delle misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci spieghi meglio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad esempio, ci si pu\u00f2 poi limitare ai sistemi che potrebbero essere utilizzati per l\u2019offensiva sul fronte siriano, oppure estendere le misure a tutto il comparto difesa. In ogni caso, la prudenza \u00e8 fondamentale, considerando che fino ad ora gli Stati hanno indicato misure diverse tra loro, tra l\u2019altro alcune rivolte al futuro e altre al presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sar\u00e0 possibile trovare un accordo nell\u2019Ue?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sicuramente sar\u00e0 necessario. Per ora, a una prima lettura delle conclusioni del Consiglio di oggi, mi sembra che ci siano riferimenti piuttosto vaghi. Si richiama una posizione del 2008 sul controllo degli armamenti, posizione che per\u00f2 e gi\u00e0 sempre applicata. Non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo nel richiamare una linea-guida stabilita undici anni fa e a cui tutti i Paesi hanno aderito con le rispettive autorit\u00e0. In sintesi, manca una nuova linea-guida, e ci\u00f2 pu\u00f2 anche essere comprensibile data la rapidit\u00e0 degli eventi degli ultimi giorni e la complessit\u00e0 del dossier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nel caso in cui tutti gli Stati europei bloccassero l\u2019export di armi, ci\u00f2 basterebbe per fermare la Turchia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne dubito. Misure del genere nel mercato della difesa hanno un impatto veramente marginale nel breve periodo. Pianificando le operazioni, la Turchia si \u00e8 assicurata di avere tutti i mezzi e gli equipaggiamenti necessari per l\u2019avanzata in Siria. L\u2019impatto dal punto di vista operativo \u00e8 dunque nullo. Da quello politico, appare limitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cosa servirebbe dunque?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Servirebbero misure pi\u00f9 incisive a 360 gradi che comprendessero anche il fronte monetario e finanziario in una condizione gi\u00e0 di fragilit\u00e0 per la lira turca. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro elemento da tenere in considerazione. La Turchia \u00e8 un membro della Nato, e diversi Paesi alleati schierano nel suo territorio mezzi per la protezione da minacce aeree, in risposta al principio di difesa collettiva che l\u2019Alleanza applica a tutto tondo, dal confine con la Russia al Mediterraneo. Al momento sono in Turchia anche assetti europei, in particolare francesi e italiani, con il nostro Paese che schiera una batteria missilistica Samp\/T. Nel momento in cui si ragiona su esportazioni militari, non si pu\u00f2 non considerare il dispiegamento di tali equipaggiamenti. \u00c8 difficile sostenere una linea in cui diciamo: \u201cnon esportiamo pi\u00f9, ma ti difendiamo con i nostri sistemi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dovremmo farli rientrare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta di guardare al dispiegamento dell\u2019assetto per rimuoverlo automaticamente, ma di metterlo sul piatto di un negoziato politico e strategico. Bisogna far capire alla Turchia che la vicinanza all\u2019Occidente presenta benefici in termini economici, finanziari e di difesa e sicurezza, ma anche che questi possono essere rimossi di fronte a un\u2019offensiva in Siria che viola il diritto internazionale, destabilizza la regione e provoca una situazione drammatica sul campo. Le sanzioni economiche o relative al mercato della difesa non sono misure fine a se stesse, ma uno strumento di politica estera teso al raggiungimento di un obiettivo. Vanno gestite e valutate puntualmente per verificare eventuali aumenti, sospensioni, inasprimenti o alleggerimenti. Ma questo va fatto tutti insieme. Il rischio, altrimenti, \u00e8 mostrare una divisione nel campo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma qual \u00e8 l\u2019obiettivo dell\u2019Europa in questo caso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019immediato, l\u2019obiettivo \u00e8 fermare l\u2019offensiva turca contro le regioni controllate dai curdi. Ci\u00f2 risponde a motivi umanitari, alla necessit\u00e0 di evitare il rischio che aumenti la minaccia terroristica e all\u2019esigenza di impedire che si inneschi una crisi in Siria con conseguente flusso di profughi verso l\u2019Europa. Una gestione ordinata dei flussi \u00e8 nell\u2019interesse europeo, considerando quando destabilizzante per le societ\u00e0 del Vecchio continente \u00e8 stato il fenomeno incontrollato dalla Libia e dalla rotta balcanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E nel lungo periodo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel medio-lungo periodo, l\u2019obiettivo dell\u2019Europa \u00e8 evitare che la Turchia si allontani ancora di pi\u00f9 dall\u2019Occidente. Occorre evitare di offrire a Erdogan lo spauracchio di un nemico esterno come un\u2019Unione europea che impone sanzioni sulla popolazione turca, tra l\u2019altro in un momento in cui il potere turco non appare pi\u00f9 monolitico, con forze emergenti che potrebbero essere pi\u00f9 in linea con i valori occidentali. Il quadro \u00e8 tuttavia complicato, e tutti questi obiettivi (di breve e di medio-lungo periodo) possono anche essere in contrasto tra loro. Per questo serve una politica di bilanciamento, all\u2019interno della quale occorre riportare il dibattito sull\u2019uso di eventuali sanzioni economiche o misure sul comparto della difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E l\u2019Italia che armi vende alla Turchia? Oggi Guido Crosetto ha notato via Twitter che si tratta per lo pi\u00f9 di componenti per elicotteri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo, i dati vanno osservati per lo meno con riferimento agli ultimi cinque anni. Sono circolati in questi giorni numeri relativi allo scorso anno, in cui appariva che Francia e Germania hanno venduto molto poco, ma probabilmente ci\u00f2 \u00e8 avvenuto perch\u00e9 molte commesse sono state anticipate all\u2019anno precedente o posticipate al successivo. Inoltre, \u00e8 opportuno ricordare che la Turchia sta cercando da tempo di sviluppare competenze domestiche. \u00c8 pi\u00f9 interessata dunque a componenti e tecnologie che al prodotto finito, ad eccezione di S-400 e F-35 che sono cos\u00ec sofisticati da dover essere acquisiti per intero. In pi\u00f9, resta un membro della Nato, con una cooperazione che si realizza a vari livelli con gli alleati, dalla produzione alla logistica, alla manutenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci\u00f2 che significa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Significa che il tessuto industriale turco \u00e8 legato a quello europeo, e che l\u2019economia appare fortemente integrata tra civile e militare, per un Paese che (va ricordato) \u00e8 attualmente candidato a entrare nell\u2019Ue. Certo, negli ultimi anni ha vissuto una deriva evidente tra le tendenze autoritarie di Erdogan e le ambizioni regionali, con un ricorso all\u2019uso della forza mai visto prima. Non \u00e8 comunque uno Stato terzo qualunque o poco integrato, rispetto ad altri per cui una cesura netta con l\u2019Europa sarebbe meglio attuabile. Il quadro \u00e8 molto pi\u00f9 articolato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ha parlato del rischio che la Turchia si allontani ancora di pi\u00f9 dall\u2019Occidente. C\u2019\u00e8 lo zampino della Russia di Vladimir Putin?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Siria \u00e8 una guerra del tutti contro tutti. La Russia ha combattuto contro lo Stato islamico, e lo stesso hanno fatto Stati Uniti e curdi, muovendosi per\u00f2 anche contro il regime di Assad sostenuto dai russi. Tre anni fa la Turchia ha abbattuto volutamente un jet russo, e ora sta ricevendo da Mosca un sistema missilistico. \u00c8 un contesto molto fluido, in cui il nemico di oggi pu\u00f2 essere l\u2019alleato di domani. In ogni caso, sicuramente l\u2019obiettivo russo nel lungo periodo \u00e8 la separazione della Turchia dall\u2019Occidente. Ci\u00f2 consente infatti di indebolire la Nato, facendole perdere un bastione di contenimento a sud. Mosca avrebbe inoltre maggiore campo libero nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La vendita dell\u2019S-400 sembra confermare queste intenzioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, anche perch\u00e9 \u00e8 un sistema che cozza proprio con l\u2019F-35. Il sistema russo \u00e8 disegnato anche per abbattere velivoli come il caccia di quinta generazione, e quest\u2019ultimo \u00e8 stato progettato anche per superare e neutralizzare sistemi come l\u2019S-400. Poich\u00e9 sono sviluppati da potenze in tensione tra loro, non si possono avere entrambi in dotazione: se la Turchia lo facesse, ad esempio le tecnologie S-400 cercherebbero le vulnerabilit\u00e0 degli F-35. La fornitura alla Turchia \u00e8 dunque un fatto reale oltre che simbolico, poich\u00e9 cos\u00ec di certo non potr\u00e0 restare nell\u2019F-35. Nell\u2019ottica russa, ci\u00f2 rappresenta un ottimo risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>In definitiva, il quadro sembra complesso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molto complesso. D\u2019altronde, la Siria per Mosca non \u00e8 tanto importante in s\u00e9, ma perch\u00e9 \u00e8 strumentale al dialogo con l\u2019Iran, funzionale a sganciare la Turchia dall\u2019Occidente, e utile per proporsi a tutto il mondo slavo-cristiano come baluardo contro il fondamentalismo islamico. Inoltre, con un ruolo forte la Russia diventa pi\u00f9 rilevante per Europa e Usa, acquisendo carte importanti da giocare in altri contesti, ad esempio sull\u2019Ucraina. Tale complessit\u00e0 si ripercuote sui fatti degli ultimi giorni. I curdi che hanno combattuto Assad con il supporto degli Usa, sono ora aiutati dall\u2019esercito dello stesso Assad sostenuto dai russi per evitare l\u2019invasione turca. \u00c8 il regno del paradosso. Per usare una metafora, non \u00e8 l\u2019etica del bene contro il male del Signore degli anelli, ma quella delle mille sfumature del Trono di spade. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente difficile per l\u2019Europa, sia perch\u00e9 deve mettere d\u2019accordo 28 Paesi, sia perch\u00e9 \u00e8 l\u2019attore che attualmente pi\u00f9 di tutti ha nel Dna il richiamo al diritto internazionale e ai principi del bene contro il male.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/10\/erdogan-turchia-curdi-sanzioni-marrone\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/10\/erdogan-turchia-curdi-sanzioni-marrone\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Pioppi) Conversazione con il responsabile del programma Difesa dell&#8217;Istituto affari internazionali sul dibattito relativo alle misure da imporre alla Turchia per fermare l&#8217;iniziativa sui curdi. Lo zampino di Mosca? Nel lungo periodo vuole sganciare Ankara dall&#8217;Occidente, e con l&#8217;S-400 ci sta riuscendo Lo stop all\u2019export militare non fermer\u00e0 l\u2019avanzata di Erdogan in Siria. 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