{"id":5349,"date":"2011-12-30T16:09:20","date_gmt":"2011-12-30T16:09:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5349"},"modified":"2011-12-30T16:09:20","modified_gmt":"2011-12-30T16:09:20","slug":"serve-unalternativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=5349","title":{"rendered":"Serve un&#039;Alternativa"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Pino Superbo Labarbuta<\/b> <a href=\"http:\/\/www.dittaturadelpopolo.blogspot.com\">Dittatura del Popolo<\/a><\/p>\n<p>\tIl Natale non fa tutti pi&ugrave; buoni: fa tutti pi&ugrave; vuoti, o quasi.<br \/>\n\tIl cristiano che fa shopping di regali e strenne natalizie rappresenta un caso di sdoppiamento della personalit&agrave;: in tutta buona fede crede che Ges&ugrave; nacque figlio di Dio a Betlemme, segnando in una stalla lo spartiacque decisivo della storia umana; contemporaneamente, &egrave; perfettamente cosciente che tale evento non condiziona la sua vita reale, in quanto l&rsquo;epoca moderna occidentalizzata, disincantata e secolarizzata, &egrave; ormai Scristianizzata.<\/p>\n<p>\t<\/font><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Siccome l&rsquo;economia tende a inglobare ogni forma di espressione umana, quegli appuntamenti che nonostante tutto mantengono in vita una sia pur debole fiammella di fede ultraterrena si trasformano in orge di bancomat e scontrini.<\/p>\n<p>\tBabbo Natale e l&rsquo;albero dei doni, americanizzazioni di antichi miti pagani europei, vincono sul Bambinello e sulla Vergine, perch&eacute; pi&ugrave; adatti a innescare la corsa agli acquisti commerciali.<br \/>\n\tQuesto lo sa benissimo anche il devoto che va alla messa notturna del 25 dicembre, e lo accetta di buon grado.<br \/>\n\tPer quieto vivere, perch&eacute; cos&igrave; fanno gli altri, per abitudine.<br \/>\n\tMa soprattutto perch&eacute;, dopo due secoli di sistematica estirpazione del sacro dall&rsquo;esistenza quotidiana, non riesce a percepire il divino.<br \/>\n\tE lo sostituisce malamente con una fedelt&agrave; a riti di massa che non sono morti solo perch&eacute; una parvenza di tradizione spirituale serve ad appagare il bisogno innato di trascendenza e di comunit&agrave;.<br \/>\n\tE&rsquo; la sensazione di una notte, sia chiaro.<br \/>\n\tPer il resto c&rsquo;&egrave; la carta di credito.<\/p>\n<p>\tEppure quel bisogno preme, non si d&agrave; pace, &egrave; insoddisfatto.<br \/>\n\tNon &egrave; umanamente sostenibile una religiosit&agrave; circoscritta a qualche giornata di contrizione ipocrita, o, bene che vada, alla particola domenicale.<br \/>\n\tE&rsquo; nelle difficolt&agrave; di ogni giorno che al comune ateo travestito da credente manca la forza rassicurante e rigenerante del divino, del numinoso.<br \/>\n\tL&rsquo;aura sacra che un tempo avvolgeva ogni momento del nostro passaggio sulla terra si &egrave; eclissata, scacciata con ignominia dalla spasmodica ricerca di ritrovare in tutto una causa dimostrabile.<\/p>\n<p>\tLa morte di Dio ha lasciato tutto il mondo occidentale solo con una tecnica scientifica che ha razionalizzato la natura mortificandola, e con una logica economica che va per conto suo, incontrollata e disanimata, rubandoci la libert&agrave; di cambiare il corso della storia. Siamo soli col denaro, vero nostro Signore.<br \/>\n\tDice bene Sergio Sermonti, scienziato anti-scientista &ndash; un apparente ossimoro che gli &egrave; costato l&rsquo;ostracismo pubblico: &laquo;<i>Come insegnava Goethe, non dovremmo chiederci il perch&eacute; ma il come delle cose.<\/i><br \/>\n\t<i>Nel chiedere il perch&eacute; c&rsquo;&egrave; un tacito presupposto che dietro ogni cosa ci sia un&rsquo;intenzione, un proposito (appunto, un &ldquo;perch&eacute;&rdquo;) e quindi che ogni cosa sia scomposta o scomponibile in fini e strumenti, o mezzi di produzione, come un&rsquo;azienda umana.<\/i><br \/>\n\t<i>Sotto tutto questo c&rsquo;&egrave; una sottile mentalit&agrave; ottimistica, economicistica, produttivistica.<\/i><br \/>\n\t<i>No. Il mondo opera su un&rsquo;altra dimensione, galleggia nell&rsquo;eterno, &egrave; sospeso nell&rsquo;infinito, ed &egrave; per l&rsquo;appunto questo spostarci nelle sue dimensioni incantate il pi&ugrave; raffinato e prezioso risultato della conoscenza, e non, al contrario, quello di rovesciare il mondo ai nostri piedi<\/i>&raquo; (&ldquo;L&rsquo;anima scientifica&rdquo;, La Finestra, Trento, 2003).<\/p>\n<p>\tPer recuperare il senso del divino, il cristianesimo ormai serve a poco.<br \/>\n\tE&rsquo; troppo compromesso con la modernizzazione, essendosene spesso lasciato usare come puntello e bandiera.<br \/>\n\tLe Chiese sopravvivono nell&rsquo;acquiescenza allo stile di vita radicalmente anticristiano dell&rsquo;uomo consumato dai consumi.<br \/>\n\tIn particolare i Papi, incluso l&rsquo;ultimo, il tradizionalista Ratzinger, si sono arresi a Mammona, e non c&rsquo;&egrave; un prete a pagarlo oro che si scagli contro i moderni mercanti nel tempio: preferiscono i facili anatemi sulle unioni omosessuali e le comode prediche sulla fame in Africa.<br \/>\n\tIl cristiano ha dimenticato il pauperismo di San Francesco d&rsquo;Assisi, ha rinnegato l&rsquo;umanesimo dei pontefici rinascimentali, ha sepolto l&rsquo;antimodernismo del Sillabo, con Lutero e Calvino &egrave; stato all&rsquo;origine stessa dell&rsquo;etica capitalistica.<br \/>\n\tSi &egrave; adattato al materialismo con il Concilio Vaticano II e allo showbusiness con Giovanni Paolo II: rinunciando alla lotta contro il mondo, non costituisce nessuna minaccia per il MacMondo.<br \/>\n\tAnzi gli fa da angolo cottura spirituale.<\/p>\n<p>\tDa chi o da cosa, allora, pu&ograve; venire un aiuto per liberare la divinit&agrave; prigioniera che scalpita dentro di noi?<br \/>\n\tL&rsquo;ostacolo viene dal fatto che il cosiddetto progresso, scomponendo razionalmente la natura e violentandola nell&rsquo;insaziabile tentativo di piegarla, l&rsquo;ha resa muta e l&rsquo;ha eliminata dalla nostra esperienza quotidiana.<br \/>\n\tDa un lato non ci fa pi&ugrave; alcuna paura, la paura ancestrale che &egrave; il moto d&rsquo;animo originario di qualsiasi cultura.<br \/>\n\tDall&rsquo;altro l&rsquo;elemento naturale, incontaminato o non del tutto antropomorfizzato (com&rsquo;erano ancora le vaste campagne nell&rsquo;Ottocento e nel primo Novecento) si &egrave; via via ristretto e diradato.<br \/>\n\tE&rsquo; letteralmente scomparso dalla nostra vista.<\/p>\n<p>\t&nbsp;Oggi la stragrande maggioranza della popolazione mondiale vive concentrata come formiche in centri urbani sovraffollati, dove il verde &egrave; rinchiuso in minuscole riserve talmente artificiose che la regola &egrave; di non calpestare le aiuole.<br \/>\n\tI bambini non fanno pi&ugrave; conoscenza con la terra perch&eacute; non ne hanno pi&ugrave; sotto casa, non s&rsquo;incuriosiscono scoprendo insetti e animali perch&eacute; abitano circondati dal cemento e non si sporcano nemmeno pi&ugrave;, perch&eacute; passano il tempo ipnotizzati davanti a computer, televisione e videogiochi.<br \/>\n\tNei weekend o in vacanza le famigliole si recano diligentemente al mare o in montagna, ma a parte qualche bagno o escursione, inquadrati in ferie organizzate a puntino con tutti i comfort, il contatto con le forze naturali &egrave; minimo, povero, addomesticato.<br \/>\n\tSempre insufficiente a resuscitare una risonanza interiore fra l&rsquo;io individuale e il cosmo, fra il sentimento della propria limitatezza personale e il sentimento di appartenere al tutto, all&rsquo;organismo della vita.<br \/>\n\tE&rsquo; in questa corrispondenza che si pu&ograve; provare la percezione che in un orizzonte, in un albero, in un filo d&rsquo;erba, in un soffio di vento, in ogni singolo nostro respiro esista un&rsquo;anima, cio&egrave; un dio.<br \/>\n\tMa se non si sperimenta in s&eacute; questa immediatezza, anche il discorso pi&ugrave; ispirato resta lettera morta, una pia intenzione romantica.<\/p>\n<p>\tLa gioia immediata di sentirsi partecipe di un grande Essere ci &egrave; preclusa dal sovraccarico di costruzioni mediate, razionalistiche, cervellotiche e meccaniche con cui abbiamo imparato a guardare e toccare ci&ograve; che ci circonda.<br \/>\n\tQuesta &egrave; la malattia che ci portiamo addosso: l&rsquo;eccesso di ragionamenti che desertifica il nostro bosco profondo.<br \/>\n\tL&rsquo;uomo scettico e che la sa lunga ha orrore della naturalit&agrave; nuda e pura, e se non pu&ograve; manipolarla con la sua scienza maniacale e coi suoi aggeggi tecnologici, la respinge, dipingendola come un caos di animalit&agrave; bruta e senza controllo.<br \/>\n\tMa basta uno tsunami, un terremoto o l&rsquo;esplosione di furia omicida (anche questa &egrave; &ldquo;natura&rdquo;) per rendergli la pariglia e mostrargli che Madre Terra, vilipesa e umiliata, &egrave; sempre l&igrave;, pronta a risvegliarsi.<\/p>\n<p>\tScegliere consapevolmente di risvegliarla non &egrave; possibile, per ora, nemmeno nel privato del proprio foro interiore.<br \/>\n\tIl salto &egrave; accessibile solo a una condizione, oggi impraticabile a livello di massa: il ritorno a un sistema di vita pi&ugrave; semplice e scandito dai ritmi naturali, un&#39;alternativa a ci&ograve; che non &egrave; pi&ugrave; Cristiano, un&#39;alternativa pi&ugrave; evoluta, pi&ugrave; chiara, pi&ugrave; onesta, pi&ugrave; vicina all&#39;uomo e alla donna, ai bisogni ed al benessere fisico, psichico e spirituale.<br \/>\n\tL&#39;alternativa allo stile di vita occidentale e occidentalizzato &egrave; prossimo a noi, ma ci &egrave; stato ben insegnato ad odiare l&#39;oppresso invece che a combattere l&#39;oppressore.<\/p>\n<p>\tEppure, se tu che mi leggi non cominci almeno a porti il problema, l&rsquo;impossibile rester&agrave; impossibile per sempre.<\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pino Superbo Labarbuta Dittatura del Popolo Il Natale non fa tutti pi&ugrave; buoni: fa tutti pi&ugrave; vuoti, o quasi. 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