{"id":53537,"date":"2019-10-17T08:00:40","date_gmt":"2019-10-17T06:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53537"},"modified":"2019-10-16T20:10:31","modified_gmt":"2019-10-16T18:10:31","slug":"non-ce-speranza-per-un-servizio-sanitario-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53537","title":{"rendered":"Non c\u2019\u00e8 Speranza per un servizio sanitario universale"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/10\/svendesi.jpg?w=700\" alt=\"CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 85\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da diversi giorni si dibatte sull\u2019intenzione\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/canale_saluteebenessere\/notizie\/sanita\/2019\/10\/01\/def-speranza-2-miliardi-in-piu-per-la-sanita_e2b050cd-6b5c-4a13-bbbe-a0da90cbf130.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">annunciata<\/a>\u00a0dal Ministro della sanit\u00e0 Speranza di modificare il sistema di tasse sulle prestazioni sanitarie, ossia il conosciutissimo\u00a0<strong>ticket<\/strong>. La proposta sembra vertere su una rimodulazione dei ticket in base alle fasce di reddito e sull\u2019abolizione del super-ticket, un obolo di 10 euro che dal 2007 si somma al ticket ordinario su ogni prestazione gi\u00e0 gravata dalla tassa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cosiddetto ticket sanitario esiste formalmente in Italia dal 1989 e venne applicato per la prima volta nel 1993. Nato come tassa simbolica con l\u2019intenzione di disincentivare la domanda smodata di sanit\u00e0 frenando gli abusi, con il tempo \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 elevato acquisendo un peso molto consistente che negli anni pi\u00f9 recenti si \u00e8 attestato mediamente a circa 4-5 miliardi di euro annui complessivi di spesa compartecipata (ossia proveniente direttamente dai cittadini che pagano il ticket). Il ticket colpisce una quantit\u00e0 cospicua di farmaci e tutte le visite mediche diagnostiche, e pu\u00f2 superare la cifra di 40-50 euro per diverse prestazioni a seconda delle regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sistema, sin dagli inizi, ha garantito delle fasce di esenzione legate a fattori di reddito, condizioni di salute ed et\u00e0. Attualmente \u00e8 prevista l\u2019esenzione solo per:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>persone sopra i 60 anni e bambini sotto i 6 anni che appartengono ad un nucleo familiare con reddito inferiore a 36.000 euro annui lordi;<\/li>\n<li>disoccupati che appartengono ad un nucleo familiare con reddito inferiore agli 11.000 euro lordi annui;<\/li>\n<li>soggetti affetti da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/esenzioni\/dettaglioContenutiEsenzioni.jsp?lingua=italiano&amp;id=1017&amp;area=esenzioni&amp;menu=vuoto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">determinate malattie croniche<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">La gran parte delle persone, dunque, anche se povere ed anche se affette da svariate patologie croniche non incluse nella lista delle esenzioni, si ritrovano a pagare il ticket per ogni prestazione sanitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli argomenti usati per giustificare l\u2019esistenza dei ticket sono essenzialmente due:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>il primo, gi\u00e0 menzionato e usato come cavallo di Troia per spianare la strada all\u2019introduzione della tassa, \u00e8\u00a0<strong>il presunto effetto disincentivante<\/strong>\u00a0al fine di favorire un utilizzo appropriato della sanit\u00e0;<\/li>\n<li>il secondo, emerso in modo crescente negli anni a venire con il consolidamento delle politiche di austerit\u00e0 in Italia e in Europa, \u00e8\u00a0<strong>la presunta necessit\u00e0 di garantire un cofinanziamento a carico del paziente<\/strong>\u00a0in un contesto di scarsit\u00e0 e difficolt\u00e0 di reperimento delle risorse pubbliche.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto al primo elemento, va rilevata la profonda iniquit\u00e0 di un approccio che vorrebbe sostituire la sacrosanta educazione sanitaria di medici e pazienti, utile ad evitare un sovra-utilizzo abusivo delle strutture sanitarie, con l\u2019arma del disincentivo economico che colpisce a pioggia tutti i soggetti, venendo cos\u00ec a creare un pericoloso effetto \u2018distorsivo\u2019 sulla prevenzione e la cura anche laddove, sia la prevenzione che la cura, fossero pienamente giustificate ed utili. Politiche di controllo dei medici curanti e campagne di sensibilizzazione ed educazione sanitaria capillari sortirebbero, viceversa, un effetto potenziale di moderazione degli abusi senza gravare sulle tasche dei cittadini bisognosi di percorsi di indagine diagnostica e di cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo elemento, base essenziale delle politiche economiche adottate nell\u2019ultimo trentennio, va smontato radicalmente dalle fondamenta:\u00a0<strong>non esiste scarsit\u00e0 di risorse pubbliche in un sistema economico con una disoccupazione a doppia cifra lontanissimo dal pieno impiego<\/strong>. Lo Stato potrebbe spendere risorse in deficit creando occupazione, crescita e servizi per il cittadino, compresi quelli sanitari; inoltre, anche in un sistema che, per ipotesi, abbia raggiunto\u00a0il pieno impiego, le risorse per un sistema sanitario andrebbero reperite tramite\u00a0<strong>uno sforzo collettivo di tipo progressivo<\/strong>\u00a0che gravi in modo crescente, tramite la tassazione diretta, sui redditi pi\u00f9 alti e sulla generalit\u00e0 delle persone anzich\u00e9 sulla persona in stato di bisogno sanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 infatti evidente\u00a0<strong>la forte regressivit\u00e0 di una tassa quale il ticket sanitario<\/strong>\u00a0che colpisce con cifre fisse una prestazione, indipendentemente dal reddito del soggetto che ne usufruisce, andando dunque a gravare in modo infinitamente pi\u00f9 forte sul povero rispetto al ricco. E\u2019 altres\u00ec evidente la regressivit\u00e0 che quella tassa genera rispetto allo stato di bisogno, indipendentemente dal reddito percepito, nella misura esatta in cui colpisce il malato, il bisognoso, colui che deve intraprendere un percorso diagnostico per necessit\u00e0 e non invece colui che quel percorso ha la fortuna di non doverlo intraprendere perch\u00e9 \u00e8 in buone condizioni di salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando alla proposta di Speranza, che ricalca peraltro una proposta gi\u00e0 annunciata nel 2014 dal governo Renzi e poi mai attuata, l\u2019idea di una rimodulazione dei ticket sanitari sulla base dei livelli di reddito potrebbe a prima vista sembrare ragionevole nella misura in cui introduce dei minimi elementi di progressivit\u00e0 in quell\u2019impianto che, come abbiamo visto, impone\u00a0<strong>una tassa in somma fissa dagli effetti gravemente regressivi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure le cose non sono cos\u00ec ovvie e ci sono ottime ragioni per ritenere l\u2019approccio della proposta viziato all\u2019origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partiamo da una prima considerazione: l\u2019accesso alle cure e il mantenimento della salute\u00a0<strong>\u00e8 un diritto universale<\/strong>, tra i pi\u00f9 basilari che una societ\u00e0 dovrebbe riconoscere ad una persona. La malattia, la sofferenza, lo stato di bisogno psico-fisico sono esigenze che sorgono per accidenti della vita e non certo per responsabilit\u00e0 individuali (se non in casi molto marginali). Si tratta quindi di un bisogno di cui l\u2019intera societ\u00e0 dovrebbe farsi carico con risorse collettive senza che sia il bisognoso di turno a sostenerne il costo. Si potrebbe obiettare: ma se il bisognoso \u00e8 ricco non avr\u00e0 certo problemi a finanziare almeno in parte il costo di un percorso diagnostico ed aiuter\u00e0 cos\u00ec il sistema a reperire risorse per i pi\u00f9 poveri! L\u2019obiezione \u00e8 sbagliata per almeno due motivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo motivo \u00e8 che\u00a0<strong>ricchi e poveri devono essere discriminati a monte nel processo di imposizione fiscale<\/strong>, e non a valle al momento dell\u2019accesso ad un servizio a buona ragione giudicato universale. E\u2019 la progressivit\u00e0 generale delle imposte, vergognosamente\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/03\/20\/flat-tax-ancora-tu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ridotta al lumicino<\/a>\u00a0nel sistema italiano degli ultimi decenni, a garantire, all\u2019origine, la progressivit\u00e0 del finanziamento di un servizio come quello sanitario. Il vero obiettivo, dunque, dovrebbe essere quello di\u00a0<strong>incrementare drasticamente il grado di progressivit\u00e0 del sistema tributario<\/strong>\u00a0(in direzione diametralmente opposta rispetto\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/06\/20\/flat-tax-tagliare-le-tasse-ai-ricchi-per-tagliare-i-servizi-a-tutti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">alla proposta leghista<\/a>\u00a0della\u00a0<em>flat tax<\/em>) nella sua struttura facendo pagare tante imposte a chi pu\u00f2 permetterselo e poi finanziare con questo gettito i servizi pubblici universali per tutti, al netto peraltro dell\u2019ampia possibilit\u00e0 di finanziamento in deficit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Voler ripristinare la progressivit\u00e0 perduta a valle rappresenta un palliativo non solo iniquo, ma anche inefficace e persino pericoloso.\u00a0<strong>Iniquo<\/strong>, perch\u00e9 si decide di tassare il benestante malato e bisognoso al posto della generalit\u00e0 dei benestanti.\u00a0<strong>Inefficace<\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 ben noto che i pi\u00f9 ricchi non fanno uso della sanit\u00e0 pubblica, ricorrendo nella maggioranza dei casi a diagnostica e cura privata coperta da laute assicurazioni.\u00a0<strong>Pericoloso<\/strong>, infine, perch\u00e9 apre la pista ad un nuovo concetto di stato sociale che da anni, non solo in ambito sanitario, si tenta di affermare nei Paesi europei sulla scia del modello anglosassone e sulla spinta delle\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/12\/20\/ce-lo-chiede-leuropa-disoccupazione-disuguaglianza-e-precarieta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">politiche di austerit\u00e0<\/a>: ossia quello di uno Stato sociale compassionevole con i soggetti pi\u00f9 poveri e che viene finanziato, di fatto, da quelli un po\u2019 meno poveri tramite sistemi impositivi sempre meno progressivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo Stato sociale universalistico di molte nazioni europee si svilupp\u00f2 nel corso del Novecento e in particolare nei tre decenni che seguono la fine della seconda guerra mondiale sulla base di un principio generale:\u00a0<strong>lo Stato \u00e8 in grado di intervenire nell\u2019economia garantendo a tutti servizi socialmente rilevanti, che devono essere sottratti alla logica del mercato, e che possono essere finanziati collettivamente, o tramite ricorso al deficit o tramite imposte fortemente progressive<\/strong>. Istruzione e sanit\u00e0 hanno rappresentato da sempre i capisaldi dello Stato sociale universalistico assieme ad altri ambiti parzialmente o integralmente sottratti alla logica del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il modello di stato sociale anglosassone di marca statunitense \u00e8 sempre stato invece di natura ben diversa: lo Stato interviene coprendo con servizi essenziali diretti o finanziando monetariamente l\u2019uso di servizi privati, le esigenze primarie della popolazione pi\u00f9 povera, mentre tutti gli altri, compresa la gran massa della classe media e medio-bassa, non povera ma certo non ricca, si pagano cure, istruzioni e servizi di ogni altro genere da s\u00e9 in genere tramite un sistema assicurativo privato. Il tutto basato su un sistema di imposizione fiscale meno progressivo degli omologhi europei che implica un forte carico sulla classe media.\u00a0Si chiama Stato sociale compassionevole, limitato alla popolazione pi\u00f9 povera, basato non sull\u2019idea del diritto sociale universale ma su quella dell\u2019assistenza minima e spesso scadente, limitata agli indigenti. Un sistema che nei fatti implica\u00a0<strong>una redistribuzione di risorse dalla classa media e medio-bassa ai pi\u00f9 poveri<\/strong>\u00a0(quindi interna alla classe lavoratrice) mentre i ricchi godono senza affanni di servizi privati di eccellenza e finanziano solo marginalmente i limitati servizi universali. Un sistema che, come noto, in ambito sanitario crea\u00a0<strong>mancato accesso alle cure<\/strong>, alla prevenzione e una spesa privata abnorme a tutto vantaggio di assicurazioni e sanit\u00e0 privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In campo sanitario, per fortuna, l\u2019Italia \u00e8 ancora lontana dall\u2019aver adottato il modello nord-americano, potendo vantare uno dei sistemi di cura della malattia universalistici pi\u00f9 avanzati e accessibili al mondo. Tuttavia, nell\u2019ambito diagnostico e di prevenzione il processo di mercificazione e privatizzazione \u00e8 in corso da molti anni e in via di preoccupante avanzamento.\u00a0Il ticket sempre pi\u00f9 esoso e, ancora di pi\u00f9,\u00a0<strong>le liste di attesa chilometriche<\/strong>\u00a0che implicano attese fino ad un anno per prestazioni anche importanti, hanno spianato volutamente la strada alla sanit\u00e0 privata o ad odiosi sistemi intermedi come l\u2019Intramoenia di uso semi-privato di strutture pubbliche che consentono, pagando di pi\u00f9, di scavalcare le liste estenuanti. A ci\u00f2 si aggiunge il grave processo di regionalizzazione avviato dal 2001 con la Riforma del Titolo V che ha creato pesanti disparit\u00e0 territoriali in termini di qualit\u00e0, costo ed entit\u00e0 delle liste di attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Di fronte a questa situazione emergenziale la proposta del ministro Speranza, al netto del condivisibile proposito di abolizione\u00a0<em>erga omnes\u00a0<\/em>del super-ticket, non introduce alcun vero cambiamento di prospettiva, ma finisce per cristallizzare molte delle tendenze in atto.\u00a0<\/strong>Limitarsi a rimodulare i ticket facendo pagare meno ai poveri e presumibilmente di pi\u00f9 ai meno poveri (la proposta avanzata da Speranza \u00e8, infatti, a tutti gli effetti, una riforma a costo zero e a parit\u00e0 di introiti sanitari), coprendo ideologicamente il tutto con l\u2019esempio del tutto marginale del ricco che finalmente pagher\u00e0 di pi\u00f9 per accedere a servizi iniquamente garantiti sotto-costo, ha un significato e delle implicazioni molto chiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019adozione di una proposta simile significa\u00a0<strong>rinunciare in modo ufficiale all\u2019universalit\u00e0 del servizio sanitario<\/strong>; significa praticare una redistribuzione interna alla classe lavoratrice tra redditi medi e bassi ovvero\u00a0<strong>una guerra tra poveri e un po\u2019 meno poveri<\/strong>; significa infine trascurare il fatto che la mercificazione e la privatizzazione strisciante del sistema di prevenzione e diagnostica sono dovute sia alla presenza dei ticket gravanti sulla generalit\u00e0 della fasce di reddito medie e basse, sia, soprattutto, alle mostruose liste di attesa che spostano fette crescenti della popolazione dal pubblico al privato a tutto beneficio di cliniche private lautamente convenzionate e assicurazioni private. Una situazione scandalosa che vede il servizio pubblico di diagnostica e prevenzione non solo sempre pi\u00f9 costoso, ma spesso semplicemente inesistente poich\u00e9 attendere un anno per poter ottenere delle analisi la cui utilit\u00e0 si misura in giorni o settimane significa, di fatto assenza conclamata del servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una vera alternativa, se cos\u00ec vuole chiamarsi, in campo sanitario, dovrebbe dunque basarsi: sul\u00a0<strong>ripristino della centralit\u00e0 del servizio pubblico gratuito e universale<\/strong>; sulla\u00a0<strong>totale abolizione del ticket per tutti<\/strong>; la\u00a0<strong>riduzione drastica delle liste di attesa<\/strong>\u00a0attraverso, ad esempio, cospicui\u00a0<strong>investimenti nella sanit\u00e0 pubblica<\/strong>, che prevedano la costruzione di ospedali nuovi e che contemplino nuove e\u00a0<strong>maggiori assunzioni di medici e infermieri<\/strong>; sul riorientamento della spesa pubblica oggi destinata a centri privati a favore di pi\u00f9 capillari\u00a0<strong>servizi pubblici<\/strong>; sull\u2019abolizione di sistemi semi-privati come l\u2019intramoenia; ed infine sulla ricentralizzazione territoriale del servizio per\u00a0<strong>superare le intollerabili asimmetrie regionali<\/strong>\u00a0oggi esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019impostazione che richiede, a monte,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/03\/03\/oltre-il-mito-del-debito-pubblico-non-ci-sono-i-soldi-o-non-ce-li-fanno-toccare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lo scardinamento del dogma della scarsit\u00e0 delle risorse<\/a>\u00a0imposto\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/12\/20\/ce-lo-chiede-leuropa-disoccupazione-disuguaglianza-e-precarieta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dall\u2019austerit\u00e0 fiscale di matrice europea<\/a>, una drastica inversione di tendenza nelle politiche tributarie a favore di sistemi che siano realmente progressivi e la fine dell\u2019assoggettamento dell\u2019interesse pubblico agli interessi del capitale privato in ambito sanitario e in ogni ambito della vita economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/15\/non-ce-speranza-per-un-servizio-sanitario-universale\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/15\/non-ce-speranza-per-un-servizio-sanitario-universale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA &nbsp; Da diversi giorni si dibatte sull\u2019intenzione\u00a0annunciata\u00a0dal Ministro della sanit\u00e0 Speranza di modificare il sistema di tasse sulle prestazioni sanitarie, ossia il conosciutissimo\u00a0ticket. 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