{"id":53569,"date":"2019-10-21T10:30:59","date_gmt":"2019-10-21T08:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53569"},"modified":"2019-10-19T13:56:38","modified_gmt":"2019-10-19T11:56:38","slug":"le-svalutazioni-non-sono-piu-quelle-di-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53569","title":{"rendered":"Le svalutazioni non sono pi\u00f9 quelle di una volta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>KEYNES BLOG<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><em>Pu\u00f2 apparire controintuitivo, ma una svalutazione pu\u00f2 tramutarsi in una riduzione delle esportazioni, invece che un\u2019espansione delle stesse. E\u2019 quanto Valentina Bruno e Hyun Song Shin rilevano analizzando i dati dell\u2019export mondiale a livello dettagliato in relazione all\u2019andamento del dollaro. Un apprezzamento del dollaro, e quindi una svalutazione delle altre valute, frena il commercio internazionale, pesando sul funzionamento delle catene del valore globali ad alta intensit\u00e0 di credito (GVC) che proprio sul dollaro basano gran parte delle transazioni commerciali. Immaginiamo un\u2019impresa che, per produrre un elettrodomestico destinata all\u2019esportazione, importa parte dei componenti. Per pagarli (in dollari, come spesso accade), dovr\u00e0 accedere al credito bancario e le condizioni di tale credito contribuiranno a determinare il prezzo del prodotto. In caso di apprezzamento del dollaro, quindi, i costi da sostenere potranno essere cos\u00ec elevati da superare la competitivit\u00e0 di prezzo guadagnata con la svalutazione della propria valuta. Questo meccanismo perverso per\u00f2 colpir\u00e0 anche il produttore del componente stesso, e il produttore dei componenti del componente, fino all\u2019importatore delle materie prime.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><em>Pi\u00f9 lunga \u00e8 la catena del valore, e pi\u00f9 questa \u00e8 legata al finanziamento in dollari, pi\u00f9 il rischio sar\u00e0 quello di perdere competitivit\u00e0 invece di guadagnarla. Il grafico qui riportato, tratto dal paper che presentiamo, evidenzia la relazione inversa tra la forza relativa del dollaro rispetto alle altre valute e l\u2019export globale (a sinistra) e il credito in dollari alle imprese non finanziarie.\u00a0<\/em><em>[Keynes blog]\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-8020 aligncenter\" src=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2019\/10\/screenshot_20191016_190810.png?w=560&amp;h=307\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"307\" data-attachment-id=\"8020\" data-permalink=\"https:\/\/keynesblog.com\/2019\/10\/17\/le-svalutazioni-non-sono-piu-quelle-di-una-volta\/screenshot_20191016_190810\/\" data-orig-file=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2019\/10\/screenshot_20191016_190810.png\" data-orig-size=\"834,457\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot_20191016_190810\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2019\/10\/screenshot_20191016_190810.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2019\/10\/screenshot_20191016_190810.png?w=560\" \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><em>\u00a0<\/em><span id=\"more-8017\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Il tasso di cambio del dollaro influisce sui risultati reali non solo attraverso la competitivit\u00e0, ma anche attraverso le fluttuazioni dell\u2019offerta di credito. Utilizzando i dati dettagliati delle esportazioni a livello di impresa, troviamo che il tasso di cambio del dollaro influisce sulle esportazioni e, a seconda della struttura finanziaria delle imprese e delle banche, opera in direzione opposta rispetto al canale della competitivit\u00e0. A parit\u00e0 di altre condizioni, le imprese che dipendono maggiormente dalle banche per i finanziamenti in dollari, subiscono un maggiore effetto negativo sulle esportazioni in seguito all\u2019apprezzamento del dollaro. L\u2019effetto \u00e8 particolarmente pronunciato per le imprese con lunghe catene di produzione. Identifichiamo un canale finanziario del tasso di cambio del dollaro che opera attraverso la fornitura di credito bancario all\u2019azienda esportatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><strong>Contributo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Siamo abituati a tracciare un collegamento automatico, da manuale, tra i tassi di cambio e l\u2019andamento delle esportazioni attraverso il canale della competitivit\u00e0 commerciale, secondo il quale un dollaro USA forte stimola le esportazioni delle economie non americane. Paradossalmente, un dollaro forte pu\u00f2 effettivamente servire a ridurre i volumi commerciali, piuttosto che a stimolarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Un\u2019analisi empirica dettagliata, basata su 4,6 milioni di osservazioni delle spedizioni di esportazione suddivise per categoria di prodotti, mostra che quando le condizioni di credito in dollari si restringono, le imprese che si affidano maggiormente alle banche per i finanziamenti in dollari subiscono una maggiore contrazione delle esportazioni. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto ad un maggiore rigore nell\u2019accesso al capitale circolante per sostenere le catene globali del valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><strong>Risultati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">In primo luogo, a seguito di un apprezzamento del dollaro, le banche con un elevato ricorso alla raccolta all\u2019ingrosso in dollari riducono l\u2019offerta di credito in dollari rispetto alle banche con una bassa esposizione al finanziamento all\u2019ingrosso in dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">In secondo luogo, le imprese pi\u00f9 esposte alle banche finanziate all\u2019ingrosso in dollari (e che quindi subiscono un calo dell\u2019offerta di credito), registrano un rallentamento delle esportazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">In terzo luogo, le esportazioni delle imprese che hanno un maggiore fabbisogno di capitale circolante e che fanno parte di catene di produzione pi\u00f9 lunghe sono maggiormente colpite dall\u2019apprezzamento del dollaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Nel complesso, i risultati evidenziano l\u2019effetto di soppressione degli scambi commerciali dell\u2019apprezzamento del dollaro che opera attraverso il canale del credito bancario globale. I nostri risultati sono coerenti con il canale della competitivit\u00e0 commerciale convenzionale, in quanto osserviamo anche l\u2019effetto positivo sulle esportazioni derivante dal canale della competitivit\u00e0 commerciale, ma solo in quelle aziende che prendono in prestito da banche meno esposte al finanziamento all\u2019ingrosso in dollari o che non lo sono affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Link al Working paper\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bis.org\/publ\/work819.htm?fbclid=IwAR2k2OVqRr5hdqBuiAxFymvpbTJYIyISw-h30irrtNe9CF6GQatd7B5QWyc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em><strong>Dollar exchange rate as a credit supply factor \u2013 evidence from firm-level exports<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><em>Sullo stesso argomento segnaliamo anche il paper\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bis.org\/publ\/qtrpdf\/r_qt1909g.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Financial conditions and purchasing managers\u2019 indices: exploring the links<\/strong><\/a>, sempre pubblicato dalla BIS, che evidenzia tra le altre cose la correlazione inversa tra valore del dollaro e indice della fiducia delle imprese (Purchasing Managers\u2019 Index), un consolidato predittore del Pil. I ricercatori trovano che l\u2019apprezzamento del dollaro (svalutazione delle altre valute) \u00e8 correlata con un peggioramento del PMI e viceversa: \u201cIl legame tra PMI e dollaro \u00e8 in contrasto le variazioni della competitivit\u00e0 commerciale, suggerendo un ruolo del dollaro come indicatore delle condizioni di finanziamento globale\u201d [KB].<\/em><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/keynesblog.com\/2019\/10\/17\/le-svalutazioni-non-sono-piu-quelle-di-una-volta\/#more-8017\">https:\/\/keynesblog.com\/2019\/10\/17\/le-svalutazioni-non-sono-piu-quelle-di-una-volta\/#more-8017<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KEYNES BLOG Pu\u00f2 apparire controintuitivo, ma una svalutazione pu\u00f2 tramutarsi in una riduzione delle esportazioni, invece che un\u2019espansione delle stesse. 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