{"id":53634,"date":"2019-10-25T10:30:01","date_gmt":"2019-10-25T08:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53634"},"modified":"2019-10-21T20:01:06","modified_gmt":"2019-10-21T18:01:06","slug":"ft-angela-merkel-chiede-uno-sconto-per-la-germania-sul-contributo-al-bilancio-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53634","title":{"rendered":"FT \u2013 Angela Merkel chiede uno sconto per la Germania sul contributo al bilancio UE"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Rododak)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Se Atene piange, Sparta non ride: mentre Boris Johnson combatte in Parlamento per portare a termine la Brexit secondo il mandato popolare, in Unione europea iniziano a volare gli stracci su come dividere il nuovo bilancio, da concordare nel 2021 e che durer\u00e0 sette anni. Non paga di essere il paese che si \u00e8 pi\u00f9 avvantaggiato dell\u2019Unione monetaria, la Germania lamenta che con l\u2019uscita del Regno Unito si ritrover\u00e0 con un fardello troppo pesante. L\u2019Italia, contribuente netto (ovvero\u00a0versa all\u2019Ue pi\u00f9 soldi di quelli che riceve), al momento non fiata. Ne d\u00e0 conto il\u00a0<a href=\"https:\/\/amp.ft.com\/content\/8b6d137a-f0b6-11e9-ad1e-4367d8281195?__twitter_impression=true\">Financial Times.\u00a0<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>17 ottobre 2019<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>La cancelliera afferma che Berlino deve affrontare un \u201conere eccessivo\u201d a causa della Brexit<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Angela Merkel, cancelliera tedesca, ha chiesto che la Germania ottenga uno sconto nell\u2019ambito del prossimo bilancio dell\u2019Ue, affermando che Berlino deve affrontare un \u201conere eccessivo\u201d a causa dell\u2019uscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Cancelliera parlava di fronte al Bundestag in vista di un vertice chiave dell\u2019UE a Bruxelles, dove sar\u00e0 esaminato il prossimo bilancio a lungo termine dell\u2019unione. Il piano di spesa, che dura sette anni, deve essere concordato all\u2019inizio del 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I negoziati su quello che \u00e8 noto a Bruxelles come il quadro finanziario pluriennale (QFP), saranno insolitamente difficili: la Brexit ha aperto un buco nel bilancio e tutti gli stati membri dovranno fare di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 disaccordo su quanto grande debba essere il budget. La Germania, insieme ad altri grandi contribuenti netti come i Paesi Bassi e l\u2019Austria, vuole che sia limitato all\u20191% del reddito nazionale lordo dell\u2019UE, mentre la Commissione europea ha proposto l\u20191,1%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Merkel ha affermato che anche una percentuale dell\u20191% comporterebbe un \u201cchiaro aumento dei contributi\u201d della Germania. I funzionari di Berlino affermano che la Germania dovrebbe pagare in media 40 miliardi di euro lordi, 10 miliardi di euro in pi\u00f9 rispetto a quanto ha attualmente investito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>A causa di questo aumento e dell\u2019imminente uscita della Gran Bretagna dall\u2019Ue, la Germania sar\u00e0 eccessivamente gravata quando si tratter\u00e0 del QFP<\/em>\u201c, ha affermato Angela Merkel. \u201c<em>Per questa ragione dobbiamo parlare di un\u2019equa ripartizione degli oneri sul piano finanziario e di uno sconto per la Germania<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione europea dopo la Brexit vuole eliminare tutti gli sconti per gli stati membri che sono contribuenti netti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo un diplomatico dell\u2019Ue, il contributo netto della Germania al bilancio dell\u2019UE salir\u00e0 a 30 miliardi di euro nel 2027, mano a mano che lo sconto gi\u00e0 previsto verr\u00e0 gradualmente eliminato. L\u2019anno scorso il contributo netto tedesco \u00e8 stato di 13,5 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti alcuni dei maggiori contribuenti netti al bilancio dell\u2019Unione beneficiano gi\u00e0 degli sconti, che hanno origine nella riduzione sui pagamenti \u201ceccessivi\u201d del Regno Unito per i sussidi agricoli dell\u2019Ue, che Margaret Thatcher ottenne dall\u2019Unione a Fontainebleau 35 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questi \u201cmeccanismi compensativi\u201d limitano la somma pagata dai paesi pi\u00f9 ricchi. Mark Rutte, il Primo Ministro olandese, ha sostenuto che queste riduzioni mantengono il sistema \u201cequo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria chiedono che vengano mantenute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia \u00e8 invece il pi\u00f9 grande fautore della eliminazione degli sconti, e anche un gruppo di Stati membri che sono percettori netti di contributi, come Polonia, Ungheria e Paesi baltici, sostiene la loro abolizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Merkel ha dichiarato anche ai parlamentari di sostenere il principio secondo cui l\u2019erogazione dei fondi dell\u2019Ue deve essere strettamente collegata al rispetto dello stato di diritto negli Stati membri, affermando che la questione \u00e8 della \u201cmassima priorit\u00e0\u201d per la Germania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/10\/20\/ft-angela-merkel-chiede-uno-sconto-per-la-germania-sul-contributo-al-bilancio-ue\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/10\/20\/ft-angela-merkel-chiede-uno-sconto-per-la-germania-sul-contributo-al-bilancio-ue\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Rododak) Se Atene piange, Sparta non ride: mentre Boris Johnson combatte in Parlamento per portare a termine la Brexit secondo il mandato popolare, in Unione europea iniziano a volare gli stracci su come dividere il nuovo bilancio, da concordare nel 2021 e che durer\u00e0 sette anni. 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