{"id":53665,"date":"2019-10-23T09:00:56","date_gmt":"2019-10-23T07:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53665"},"modified":"2019-10-22T17:23:47","modified_gmt":"2019-10-22T15:23:47","slug":"bolla-finanziaria-e-in-arrivo-la-seconda-tempesta-perfetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53665","title":{"rendered":"Bolla finanziaria. \u00c8 in arrivo la (seconda) tempesta perfetta?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Giovanna Cracco)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019estate pi\u00f9 pazza del mondo, cos\u00ec \u00e8 stata definita la stagione da poco conclusa. E lo \u00e8 stata, indubbiamente. Ma non per il Papeete, la caduta del governo giallo-verde, la nascita di quello giallo-rosso ecc. Non per le vicende italiane, insomma. La follia si \u00e8 manifestata nei mercati finanziari europei e statunitensi: da una parte, alcuni dati non si sono storicamente mai registrati prima, dall\u2019altra ce ne sono di gi\u00e0 visti nel 2007, prima dell\u2019esplosione della bolla dei subprime. A mettere insieme le tesserine del puzzle, l\u2019immagine che si viene formando \u00e8 molto pi\u00f9 che preoccupante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parliamo di finanza, materia tecnica complicata, cercheremo di semplificarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel mercato dei titoli di Stato si registrano tassi negativi. La quotazione cambia di giorno in giorno, ma il quadro generale da agosto \u00e8 che i bond sovrani a dieci anni di Germania, Francia, Svizzera, Olanda, Finlandia, Danimarca, Austria, Svezia e Giappone hanno rendimenti sotto lo zero, e quelli di Spagna e Portogallo sono a un passo dall\u2019averli. Per la prima volta nella storia, il 21 agosto la Germania ha emesso un Bund a 30 anni a tasso negativo (-0,11%), collocando 824 milioni su 2 miliardi, arrivando cos\u00ec ad avere rendimenti negativi su tutte le durate dei titoli, a breve e a lunga scadenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche le obbligazioni corporate (emesse da societ\u00e0 private) a tripla A iniziano ad andare sotto lo zero. L\u2019indice Bloomberg Barclays Euro Corporate Bond registra il 27 agosto rendimenti negativi per il 46% dei titoli, in una crescita vertiginosa dato che erano appena il 3% a dicembre 2018 (vedi grafico 1, pag. 8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La logica \u00e8 la medesima in entrambi i comparti: \u00e8 la domanda crescente da parte degli investitori che porta i rendimenti in territori negativi. Semplificando all\u2019estremo, significa che pago per investire il mio capitale invece di guadagnarci, un controsenso in termini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mercato cavalca l\u2019onda e risponde con un aumento dell\u2019offerta. Secondo la banca dati di\u00a0<i>S&amp;P Market Intelligence<\/i>, il 2019 sar\u00e0 un\u2019annata record per le emissioni obbligazionarie corporate in Europa, +30% rispetto ai valori del 2018, che gi\u00e0 era stato un anno eccezionale. Stesso discorso per il mercato statunitense, anche se con un aumento pi\u00f9 contenuto: +16%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltreoceano non si vedono tassi negativi, ma si \u00e8 registrata la cosiddetta \u201cinversione dei tassi\u201d \u2013 quando i rendimenti dei titoli sovrani a breve scadenza superano i rendimenti di quelli a lungo termine. \u00c8 una situazione atipica perch\u00e9 di norma pi\u00f9 \u00e8 lunga la scadenza pi\u00f9 il bond paga un interesse pi\u00f9 alto, per premiare l\u2019investitore del rischio maggiore dato da tenere fermo il capitale per pi\u00f9 tempo; la curva si inverte quando c\u2019\u00e8 una forte richiesta sul titolo a lunga scadenza, su cui si preferisce investire perch\u00e9 la situazione economica a breve \u00e8 incerta. \u00c8 un dato che dal 1960 ha sempre annunciato una recessione. L\u2019ultima volta si \u00e8 visto nel 2007, prima dell\u2019esplosione della crisi finanziaria, e quest\u2019anno ha fatto capolino gi\u00e0 diverse volte, a marzo, maggio e nuovamente ad agosto, quando il tasso dei titoli di Stato statunitensi a 2 anni ha superato quello dei decennali. Ad agosto l\u2019inversione si \u00e8 registrata anche sui bond della Gran Bretagna, mentre la curva dei tassi dei titoli tedeschi \u00e8 piatta da tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo quindi davanti a una corsa alle obbligazioni, sintomo di un timore crescente di un rallentamento in arrivo nell\u2019economia reale, ma questo \u00e8 un altro discorso. Ci\u00f2 che qui preme evidenziare, \u00e8 che il volume degli investimenti nel mercato dei bond \u00e8 cresciuto al punto da portare i tassi in negativo e da registrare l\u2019inversione della curva. Diverse analisi di istituti finanziari riportati dai quotidiani economici \u2013 tra cui Il Sole 24 ore, ma non \u00e8 l\u2019unico \u2013 iniziano timidamente a definirla per quello che sembra: una bolla che prima o poi rischia di scoppiare, innescando un crollo dei mercati finanziari. Cosa questo significhi l\u2019abbiamo visto nel 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 la sola bolla cresciuta negli ultimi anni e se questa sui bond \u00e8 nuova, un\u2019altra ha il sapore del\u00a0<i>d\u00e9j\u00e0 vu<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si chiamano\u00a0<i>leveraged loans<\/i>. Sono prestiti erogati a imprese gi\u00e0 molto indebitate e generalmente classificate al di sotto del livello di investimento. Hanno oggi un volume di mercato di 1.400 miliardi di dollari, dimensioni simili a quelle del settore dei subprime nel 2007 (1.300 miliardi), e come i subprime vengono cartolarizzati e impacchettati in titoli finanziari: CDO (<i>Collateralized Debt Obligation<\/i>) si chiamavano quelli dei subprime di ieri, CLO (<i>Collateralized Loan Obligations<\/i>) quelli dei leveraged loans di oggi. Di fatto, come le banche statunitensi concedevano mutui per la casa (subprime) a persone che non avevano un reddito sufficiente per poi far fronte alle rate, oggi concedono prestiti a societ\u00e0 che non saranno in grado di ripagarli. Semplificando:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li style=\"list-style-type: none\">\n<ul>\n<li>una banca presta soldi a un\u2019impresa gi\u00e0 piena di debiti;<\/li>\n<li>cartolarizza il suo credito, ossia lo vende a una SPV (Special Purpose Vehicle, una societ\u00e0 finanziaria, quasi sempre di propriet\u00e0 della banca stessa), rientrando cos\u00ec immediatamente dei soldi erogati: in tal modo la banca ha la liquidit\u00e0 necessaria per concedere subito altri prestiti ad altre aziende, e scarica anche il rischio insolvenza sulla SPV;<\/li>\n<li>per acquistare il prestito la SPV ha bisogno di soldi che non ha, quindi li cerca sul mercato emettendo CLO, obbligazioni in cui sono\u00a0<i>impacchettati\u00a0<\/i>i leveraged loans, altamente rischiosi vista la pessima situazione finanziaria delle imprese a cui \u00e8 stato concesso il prestito originario, con altre tipologie di prestiti pi\u00f9 sicuri;<\/li>\n<li>la SPV vende quindi il CLO sul mercato in\u00a0<i>tranche<\/i>, che hanno rating e rischio diversi:\u00a0<i>senior tranche<\/i>, le migliori, le definiamo tripla A per semplificare, e a scendere\u00a0<i>junior tranche\u00a0<\/i>e\u00a0<i>subordinated tranche<\/i>, che arrivano a un rating B e pagano interessi maggiori, essendo pi\u00f9 rischiose. Di fatto, il rischio di insolvenza del prestito originario viene dunque scaricato sugli investitori di CLO; \u00e8 la ragione per cui la banca non ha alcun problema a dare denaro a soggetti che non sono in grado di restituirlo, salvo il rischio sistemico di un crollo del mercato finanziario, come \u00e8 accaduto con i subprime.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Grafico 1. Fonte: Il Sole 24 ore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1251.jpg\" alt=\"cracco1251\" width=\"600\" height=\"752\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante la diversificazione del rischio, l\u2019impacchettamento consente di avere rating pi\u00f9 alti sulle\u00a0<i>subordinated tranche<\/i>, ed \u00e8 per questo che viene fatto: un CLO composto solo da leveraged loans sarebbe infatti qualificato come fortemente speculativo, quindi acquistato solo da una limitata tipologia di investitori. \u00c8 l\u2019identico meccanismo attuato con i CDO sui mutui subprime. In teoria, chi compra tranche A compra un titolo sicuro. In realt\u00e0, quello che \u00e8 successo con i subprime, \u00e8 che quando i debitori originari delle tranche B hanno smesso di pagare le rate dei mutui, il mercato \u00e8 collassato. Perch\u00e9 la SPV \u00e8 una scatola vuota, fa parte dello Shadow Banking System, non ha obblighi di riserva n\u00e9 di patrimonio, e oltre un tasso di insolvenza sui prestiti originari (per i subprime \u00e8 stato dell\u20198%) diventa insolvente anche sulle tranche A, trascinandosi dietro l\u2019intero castello di carta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 22 settembre la Banca dei Regolamenti internazionali (BRI) ha lanciato l\u2019allarme (1), paragonando le caratteristiche delle due obbligazioni e la loro incidenza sul mercato. Se da un lato, perlomeno, sui CLO non sono stati creati prodotti finanziari derivati, come era invece avvenuto con i cosiddetti CDO al quadrato e CDO al cubo (i famigerati CDO sintetici), a preoccupare \u00e8 la crescita che si \u00e8 registrata: a caccia di prodotti finanziari che riconoscessero alti rendimenti \u2013 visti i tassi addirittura negativi che si registrano nel comparto obbligazionario \u2013 la richiesta di CLO \u00e8 cresciuta, quindi sono aumentati i prestiti alle societ\u00e0 super indebitate per poter poi cartolarizzare ed emettere CLO sul mercato; al punto che per \u2018truccare\u2019 il calcolo della leva finanziaria, sulla base del quale vengono concessi i prestiti, e fare apparire le societ\u00e0 pi\u00f9 solide e quindi in grado di pagare le rate, si \u00e8 inventato l\u2019<i>addback\u00a0<\/i>sull\u2019Ebitda: senza entrate in eccessivi tecnicismi, il prestito viene ora rilasciato su ipotetici miglioramenti reddituali futuri a 18 mesi; in pratica, sul nulla. Ne consegue che la qualit\u00e0 dei CLO \u00e8 andata sempre pi\u00f9 peggiorando, meno tranche A e pi\u00f9 tranche B all\u2019interno, e che le SPV hanno un livello di indebitamento sempre pi\u00f9 alto e\u00a0<i>cattivo<\/i>. Inoltre, segnala ancora il report della BRI, sono diminuite le garanzie contrattuali dei prestiti: se nel 2012 solo il 20% dei leveraged loans erano concessi senza clausole di garanzia a protezione degli investitori (chiamate covenant) oggi l\u201980% del mercato ne \u00e8 privo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Grafico 2. Fonte: Il Sole 24 ore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1252.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1252rid.jpg\" alt=\"cracco1252rid\" width=\"650\" height=\"343\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerati i 1.400 miliardi di dollari a cui sono arrivati i leveraged loans, \u00e8 una potenziale bolla pronta a scoppiare non appena le imprese smetteranno di pagare le rate dei prestiti, perch\u00e9 al di sopra delle loro possibilit\u00e0 finanziarie come \u00e8 stato per i mutui subprime, o per l\u2019arrivo della recessione economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E gi\u00e0 siamo a due bolle. Ce n\u2019\u00e8 anche una terza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul fronte azionario, a Wall Street la pratica del buyback (2) ha raggiunto numeri da record. Il 6 febbraio scorso Il Sole 24 ore citava i dati di Fidelity International al terzo trimestre 2018: l\u2019ammontare di denaro impiegato dalle aziende statunitensi per riacquistare le proprie azioni sul mercato ha superato il valore del bilancio della Fed dopo il Qe: 4.685 miliardi di dollari di buyback contro 4.106 di bilancio Fed (vedi grafico 2, pag. 9). Il 9 agosto, sempre il Sole 24 ore, citava diversi dati: secondo le stime di Bank of America Merrill Lynch, nel 2019 le imprese americane metteranno 823 miliardi di dollari in buyback, 940 secondo Goldman Sachs (+13% rispetto al 2018), e per il secondo anno consecutivo spenderanno pi\u00f9 soldi per riacquistare azioni proprie che per investimenti produttivi; per BofA Merrill Lynch, negli ultimi due anni, per ogni 100 dollari di investimenti le imprese quotate a Wall Street ne hanno spesi 114 in buyback, quando nei precedenti diciannove anni il rapporto era 60 buyback su 100 di investimenti. Una pratica alimentata anche dal basso costo del denaro, che ha portato le aziende a indebitarsi \u2013 sia chiedendo soldi alle banche sia emettendo obbligazioni (da qui anche l\u2019offerta in aumento sul mercato dei bond corporate) \u2013 per acquistare azioni proprie: S&amp;P Global ha calcolato che dal 2008 al 2018 il debito delle societ\u00e0 non finanziarie \u00e8 cresciuto del 41%, e Jp Morgan ha rilevato che alla fine del 2018 circa il 14% dei buyback effettuati dalle societ\u00e0 era finanziato a debito \u2013 in anni precedenti, a tassi del denaro ancora pi\u00f9 bassi, si \u00e8 arrivati anche al 30%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Acquistare azioni proprie gonfia artificiosamente il valore della quotazione e fa aumentare il dividendo per azione; l\u2019innovazione produttiva resta ferma, l\u2019impresa diventa dunque meno competitiva e perde di conseguenza posizioni sul mercato, ma fa utili nella finanza. Irreali, perch\u00e9 l\u2019alto valore in Borsa dell\u2019azienda non ha pi\u00f9 a che vedere con la sua capacit\u00e0 produttiva ma con i giochi finanziari; si crea in tal modo una bolla pronta a esplodere nel momento in cui gli investitori, per timore di una vicina recessione economica, abbandonano il mercato azionario per spostarsi sui beni rifugio \u2013 cosa che, come abbiamo visto dai dati del mercato obbligazionario, sta gi\u00e0 accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altri segnali sono meno preoccupanti ma tracciano una tendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si chiamano\u00a0<i>Asset depletion loans<\/i>,\u00a0<i>Asset dissipation loans<\/i>,\u00a0<i>NonQM<\/i>, acronimo di\u00a0<i>Non Qualified Mortgages<\/i>. Sono prestiti personali ad alto rischio. I primi due sono concessi sulla base degli\u00a0<i>asset\u00a0<\/i>che una persona detiene, ossia il patrimonio, non il reddito: nati originariamente per chi possiede capitale liquido, sono stati estesi a chiunque non abbia n\u00e9 entrate regolari n\u00e9 patrimonio. I NonQM sono mutui concessi senza i necessari requisiti di reddito, di fatto una fotocopia dei subprime. Tutti questi prestiti vengono sempre pi\u00f9 cartolarizzati e impacchettati in obbligazioni vendute sul mercato. Secondo dati pubblicati dal Sole 24 ore, oggi Goldman Sachs ha in piedi 4,75 miliardi di prestiti personali e il 13% \u00e8 considerato a rischio come lo erano i subprime; i NonQM nel 2018 hanno raggiunto quota 45 miliardi, il massimo registrato dal 2008, e nell\u2019ultimo anno oltre 70 miliardi di mutui, a vario rischio, sono finiti cartolarizzati in bond \u201cprivate label\u201d, un record dal 2007. Numeri che non sfiorano nemmeno quelli del leveraged loans, ma che fotografano una situazione gi\u00e0 vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Grafico 3. Fonte: Il Sole 24 ore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1253.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1253rid.jpg\" alt=\"cracco1253rid\" width=\"650\" height=\"350\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1.300 miliardi sono invece i prestiti auto attualmente in piedi nel mercato statunitense, +40% in dieci anni. Sono considerati meno pericolosi a livello sistemico perch\u00e9 poco cartolarizzati, ma si registrano sempre pi\u00f9 insolvenze sulle rate (7 milioni nel 2018, un record) mentre la cartolarizzazione \u00e8 arrivata a 107 miliardi di titoli, contro i 59 del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza dimenticare i derivati finanziari, di cui nulla di fatto si sa \u2013 perch\u00e9 non sono regolamentati e circolano la gran parte nei mercati OTC (Over the Counter) \u2013 se non quando fanno danni, come i CDO al quadrato e al cubo, miccia d\u2019innesco dei subprime del 2007. A ottobre 2018 l\u2019Esma (Autorit\u00e0 europea degli strumenti finanziari e dei mercati) ha pubblicato il suo primo rapporto sui derivati trattati sui soli mercati europei, quantificandoli in 660 mila miliardi; affiancando a questo studio le stime della Banca dei regolamenti internazionali, secondo la quale i derivati sui mercati europei rappresentano meno di un quarto del volume mondiale, significa che il valore globale dei derivati finanziari in circolazione \u00e8 di 2,2 milioni di miliardi di dollari, pari a 33 volte il Pil mondiale e 4 volte superiore a quanto si ipotizzava; l\u201980% fa capo alle prime 55 banche dell\u2019area Europa, Stati Uniti e Giappone. E sono dati del 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 dell\u2019ovvia considerazione che nulla \u00e8 mutato nella finanza, in termini di regolamentazione e meccanismi, nonostante il crollo del 2007,\u00a0tira vento di un\u2019altra tempesta perfetta in arrivo. E sembra che Fed e Bce abbiano annusato l\u2019aria. Perch\u00e9 \u00e8 vero che i numeri dell\u2019economia reale globale fanno pensare a una prossima recessione, ma non paiono ancora allarmanti al punto da giustificare il pronto intervento che \u00e8 stato messo in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Grafico 4. Fonte: Il Sole 24 ore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1254.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/cracco1254rid.jpg\" alt=\"cracco1254rid\" width=\"650\" height=\"350\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Bce, che ha gi\u00e0 un tasso base sul denaro fermo allo 0% da marzo 2016, ha portato a -0,50% (dal precedente -0,40) l\u2019interesse sui depositi delle banche eccedenti le riserve obbligatorie: l\u2019obiettivo \u00e8 spingere gli istituti a utilizzare il denaro e non \u00e8 stato loro imposto, come avvenuto in passato con alcuni interventi monetari, di immetterlo esclusivamente nell\u2019economia reale; pu\u00f2 dunque andare anche nella finanza. Ha poi riaperto il Quantitave Easing, programmando di acquistare 20 miliardi al mese tra bond sovrani e corporate a partire dal prossimo primo novembre, senza aver fissato alcun fine corsa: un\u2019anomalia, poich\u00e9 in passato il Qe ha sempre avuto una scadenza dichiarata fin dalla sua apertura. La Bce inietter\u00e0 quindi liquidit\u00e0\u00a0<i>ad libitum\u00a0<\/i>in un mercato obbligazionario gi\u00e0 gonfio di liquidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Fed ha tagliato il tasso base due volte tra la fine di luglio e la met\u00e0 di settembre, arrivando al 2%, e ha abbassato di 0,30 l\u2019interesse sulle riserve bancarie eccedenti la quota obbligatoria, portandolo a 1,8%, con lo stesso obiettivo di spingere le banche a utilizzarlo. Non solo: sta iniettando quasi quotidianamente denaro nel circuito interbancario dal 17 settembre: ha iniziato con 53 miliardi di dollari, poi aumentati a 75, a 100, per arrivare a 160: si tratta di immissioni a brevissimo termine, overnight (una notte) e due settimane, e non avveniva dal 2008. Jerome Powell, presidente della Fed, ha dichiarato che la momentanea carenza di liquidit\u00e0 delle banche americane \u00e8 dovuta a ragioni \u201ctecniche\u201d (su cui non ci addentriamo per non appesantire il discorso) e si \u00e8 impegnato a intervenire giornalmente, secondo necessit\u00e0, fino al 10 ottobre, ma gi\u00e0 al 26 settembre gli analisti della Bank of America invocavano un intervento strutturato sotto forma di riapertura del Quantitative easing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La narrazione d\u00e0 per scontato che questa nuova ondata di soldi finisca nell\u2019economia reale, ma se guardiamo ai numeri delle prime cinque banche centrali (Fed, Bce, Banca d\u2019Inghilterra, Banca del Giappone e Bank of China) registrati dall\u2019esplosione della crisi finanziaria del 2007, qualcosa non torna (vedi grafico 3, pag. 11). In totale, i cinque bilanci sono aumentati di quasi 15.000 miliardi di dollari: in gergo, le banche centrali hanno \u2018stampato moneta\u2019 per 15.000 miliardi di dollari. Il dato \u00e8 ancora pi\u00f9 impressionante se lo si rapporta in percentuale al Pil dei rispettivi Paesi (vedi grafico 4, pag. 12): se guardiamo alla Bce, ha in portafoglio titoli per un valore pari al 43,7% del Pil dell\u2019Unione europea. Dov\u2019\u00e8 andato tutto questo denaro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dieci anni di politiche monetarie espansive, liquidit\u00e0, soldi facili, tassi addirittura a zero in Europa, eppure l\u2019economia reale non \u00e8 ripartita, se non per pochi anni e debolmente e non in tutti i Paesi, e siamo davanti a un\u2019altra recessione. Contemporaneamente, il mercato finanziario ha bolle ovunque lo si guardi. Bolle, e qui sembra essere la differenza con il 2007 che evidentemente ha fatto scuola, che non si vuole far scoppiare. Fed e Bce si sono dunque mosse in anticipo. La nuova immissione di liquidit\u00e0 \u00e8 destinata alla finanza, non all\u2019economia reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se a questo affianchiamo una regolamentazione che non \u00e8 avvenuta dopo il 2007 \u2013 nemmeno la pi\u00f9 banale, la separazione tra le banche commerciali, che operano nell\u2019economia reale, e quelle d\u2019affari, che agiscono nei mercati finanziari, soprattutto attraverso la speculazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 \u00e8 chiaro che la questione \u00e8 strutturale e investe l\u2019architettura stessa del sistema economico. Quando si afferma che \u00e8 il capitalismo finanziario a dominare e non quello produttivo, questo significa. Ma non c\u2019\u00e8 stato alcunch\u00e9 di naturale n\u00e9 inevitabile in questa trasformazione avvenuta a partire dagli anni Ottanta: \u00e8 stata la politica a disegnare il quadro in cui ci troviamo, attraverso leggi che hanno via via deregolamentato il settore finanziario, fino a farlo diventare quello che \u00e8 oggi. Le ultime mosse della Fed e della Bce dicono che non c\u2019\u00e8 alcuna intenzione di cambiare strada, mentre crescono povert\u00e0 (3) e diseguaglianze socioeconomiche.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Note<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">1) Cfr. <a href=\"https:\/\/www.bis.org\/publ\/qtrpdf\/r_qt1909w.htm\">https:\/\/www.bis.org\/publ\/qtrpdf\/r_qt1909w.htm<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">2) Il buyback \u00e8 l\u2019operazione di acquisto di azioni proprie sul mercato da parte di una societ\u00e0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">quotata<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">3) Cfr. Giovanna Cracco,\u00a0Per chi sta realmente lavorando questa economia?, Paginauno n. 63\/2019<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/16122-giovanna-cracco-bolla-finanziaria-e-in-arrivo-la-seconda-tempesta-perfetta.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/16122-giovanna-cracco-bolla-finanziaria-e-in-arrivo-la-seconda-tempesta-perfetta.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Giovanna Cracco) &nbsp; L\u2019estate pi\u00f9 pazza del mondo, cos\u00ec \u00e8 stata definita la stagione da poco conclusa. E lo \u00e8 stata, indubbiamente. Ma non per il Papeete, la caduta del governo giallo-verde, la nascita di quello giallo-rosso ecc. Non per le vicende italiane, insomma. La follia si \u00e8 manifestata nei mercati finanziari europei e statunitensi: da una parte, alcuni dati non si sono storicamente mai registrati prima, dall\u2019altra ce ne sono&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-dXz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53665"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53665"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53667,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53665\/revisions\/53667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}