{"id":53695,"date":"2019-10-25T03:25:11","date_gmt":"2019-10-25T01:25:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53695"},"modified":"2019-10-25T00:05:07","modified_gmt":"2019-10-24T22:05:07","slug":"propaganda-percezione-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53695","title":{"rendered":"Propaganda, percezione e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di GILBERTO TROMBETTA (FSI Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAbbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilit\u00e0\u00bb, \u00abMe la ricordo l\u2019Italietta della liretta!\u00bb, \u00abSiamo un Paese di corrotti e lavatavi\u00bb, \u00abLa Germania \u00e8 pi\u00f9 virtuosa e credibile, \u00e8 la locomotiva d\u2019Europa\u00bb, \u00abL\u2019Europa ci ha regalato 70 anni di pace\u00bb, \u00abL\u2019Italia \u00e8 un Paese di analfabeti funzionali\u00bb, \u00abIl debito pubblico \u00e8 un fardello sulle spalle delle generazioni future\u00bb, \u00abLo Stato \u00e8 come una famiglia\u00bb, \u00abIn Italia usano tutti il contante perch\u00e9 \u00e8 un Paese di evasori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E si potrebbe andare avanti a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I luoghi comuni che servono a giustificare le politiche deflattive, di austerit\u00e0, quelle che aumentano le disuguaglianze, nascono da una propaganda che punta principalmente su una vuota esterofilia e un autorazzismo colpevolizzante. \u00c8 soprattutto caratterizzata, la propaganda liberale, da una scarsissima aderenza alla realt\u00e0. Spesso nulla. Al punto di arrivare addirittura a stravolgerla. Ci hanno fatto talmente tanto il lavaggio del cervello che ci pisciano in testa, ci dicono che ci stanno pisciando in testa, ma noi diciamo che piove perch\u00e9 mica siamo complottisti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL DEBITO PUBBLICO E LE GENERAZIONI FUTURE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci giro intorno. Al netto delle passivit\u00e0 con l\u2019estero, il deficit dello Stato corrisponde, per mera identit\u00e0 contabile, al credito del settore privato. Cio\u00e8 alla ricchezza di famiglie, imprese e settore bancario nazionale (grafico 1).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53696\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g1-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g1-300x212.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il debito pubblico \u00e8 una ricchezza non solo per chi detiene titoli di Stato italiani (storicamente uno dei principali beni rifugio, insieme al mattone, per le famiglie italiane), ma per tutti noi che usufruiamo quotidianamente di ci\u00f2 che con quel debito \u00e8 stato realizzato nel corso degli anni (autostrade, ferrovie, reti elettriche e telefoniche, scuole, ospedali) e dei servizi resi dai dipendenti pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, tecnicamente, il debito pubblico non si ripaga, si rinnova con l\u2019emissione di nuovi titoli di stato. Non esiste nessuna generazione futura di nessun Paese che dovr\u00e0 ripagare il debito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi a dirla tutta \u00e8 il contrario, \u00e8 il basso debito pubblico che ruba il futuro alle prossime generazioni. Non \u00e8 un caso infatti se tra i Paesi pi\u00f9 ricchi e sviluppati ci siano quelli col debito pubblico pi\u00f9 alto (USA, Cina, Italia, Giappone, Francia) mentre quelli con debiti particolarmente bassi sono, di solito, Paesi del terzo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ha neanche senso il paragone della gestione dello Stato come una famiglia. Conoscete famiglie che emettano moneta e tassino gli abitanti del loro quartiere? Ecco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo all\u2019interno dell\u2019Eurozona e del franco CFA gli Stati si sono effettivamente ridotti al livello delle famiglie costrette a indebitarsi quando hanno bisogno di pi\u00f9 soldi di quanti ne entrino col reddito (le tasse nel caso dello Stato). Ma nel mondo normale uno Stato pu\u00f2 finanziarsi quando vuole e non corre rischio di fallire. Lo ha detto addirittura la BCE \u00abSe il debito pubblico \u00e8 denominato nella valuta nazionale, non esiste il rischio di default\u00bb \u00b9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UN PAESE DI CORROTTI ED EVASORI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un problema tipicamente italiano. <em>Italienischer selbsthass<\/em>, lo chiamano i tedeschi. Un odio di s\u00e9 e del proprio Paese tipicamente nostrano. Un problema affatto recente se gi\u00e0 Mattei nel 1961\u00b2 constatava con amarezza la sua esistenza, perseveranza e diffusione. Eppure basterebbe conoscere la storia per sapere che, per quanto piccolo, siamo un Paese che ha da sempre, nei secoli, saputo innovare, produrre, trasformare, creare, stupire tutto il mondo. In tutti i settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza contare il patrimonio artistico. Il nostro mare, le nostre montagne e le nostre colline. La nostra cucina. Eppure oggi molti di noi pensano il peggio possibile. Tanto del Paese, quanto dei suoi abitanti (escludendo ovviamente se stessi e, forse, gli affetti pi\u00f9 stretti). Ma anche in questo per fortuna, ci viene in soccorso la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensiamo alla corruzione. La tanto sbandierata classifica, quella di Transparency International, che ci vede tra gli ultimi posti al mondo insieme a improbabili Paesi, si basa infatti sulla percezione. E quale potr\u00e0 mai essere la percezione degli abitanti di un Paese che da decenni, da dopo Tangentopoli almeno &#8211; complice una certa stampa che su quest\u2019immagine ci ha costruito la propria fortuna &#8211; si vede dipingere come un popolo di corrotti ed evasori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il 97% degli italiani ritiene che la corruzione sia diffusa in Italia, contro una media UE del 76% \u00b3. Ma si tratta appunto di indici soggettivi, basati cio\u00e8 su una percezione distorta della realt\u00e0. Non appena si consultano studi e pubblicazioni (EURSIPES e ISTAT\u2074) basate su dati oggettivi, la realt\u00e0 cambia clamorosamente. l\u2019Italia \u00e8 infatti uno dei Paesi europei con la minore incidenza per quanto riguardo le esperienze personali di corruzione: solo l\u20191,2% delle famiglie italiane \u00e8 stato coinvolto direttamente in episodi di corruzione negli ultimi 12 mesi (grafico 2).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53697\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g2-292x300.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g2-292x300.jpg 292w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g2.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8 che risultiamo tra i meno corrotti d\u2019Europa incrociando i dati Eurispes con quelli ISTAT. L\u2019Italia \u00e8 alla pari della Francia in termini di \u201cepisodi di corruzione diretti o indiretti\u201d, col 5% delle persone coinvolte, e fa meglio di Paesi come Olanda e Belgio col loro 7% di intervistati coinvolti o testimoni: l\u2019Italia \u00e8 ottava su 27 paesi europei per \u201cesperienza diretta o indiretta di episodi di corruzione negli ultimi 12 mesi\u201d (grafico 3).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53698\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g3-290x300.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g3-290x300.jpg 290w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g3.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la corruzione, gli italiani sono vittime di una sindrome e di un paradosso. Quella del Botswana e quello del Trocadero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima consiste nella tendenza ad accostarci, sempre nell\u2019accezione pi\u00f9 negativa possibile, a Stati difficilmente assimilabili al nostro per benessere e ricchezza, il secondo si verifica poich\u00e9 pi\u00f9 si perseguono i fenomeni corruttivi sul piano della prevenzione e della repressione, maggiore \u00e8 la percezione del fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 evasione in Italia? Sicuramente s\u00ec. Come in tutti i Paesi. \u00c8 particolarmente alta? In media con quella dei Paesi con tassazioni molto elevate. S\u00ec perch\u00e9 mentre c\u2019\u00e8 una correlazione tra livello della tassazione ed evasione, non ce n\u2019\u00e8 nessuno tra quest\u2019ultima e l\u2019uso del contante,. A proposito, sapete qual \u00e8 il Paese in europa con l\u2019evasione pi\u00f9 alta? La Germania, con 351 miliardi di euro di economia sommersa che sfugge a qualsiasi tipo di controllo. Un danno all&#8217;erario tedesco di circa 65 miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Francia e Inghilterra superano l\u2019Italia come evasione stando a un recente studio della Commissione Europea\u2075. Non solo, calcolando l\u2019evasione in termini percentuali rispetto al PIL, l\u2019Italia \u00e8 addirittura sotto alla media europea con l\u20198,1% contro il 9,7% (grafico 4).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53699\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g4-300x250.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g4-300x250.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g4.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UN PAESE DI DIPENDENTI PUBBLICI E DI LAVATIVI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro che essere pieni di dipendenti pubblici. Numeri alla mano l\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi col minor numero di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione d\u2019Europa (grafico 5).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53700\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g5-300x236.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g5-300x236.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g5.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura 2 milioni e mezzo in meno rispetto a Paesi come Francia e Inghilterra (tabella 1).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53701\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t1-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t1-300x192.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E no, non \u00e8 dovuto al fatto che noi non computiamo alcuni settori rispetto ad altri Paesi. Anzi ci informa Eurostat che \u00e8 il contrario. Per esempio noi computiamo sia i dipendenti pubblici dell\u2019istruzione che quelli della sanit\u00e0 mentre altri Paesi, come la Germania, no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stesso fenomeno vale per la fama di Paese di scansafatiche. Dati alla mano (Ocse), l\u2019Italia \u00e8 ai primi posti nella classifica dei Paesi dell\u2019area europea dove si lavorano pi\u00f9 ore alla settimana. 33 ore, 3 in pi\u00f9 rispetto alla media europea e 7 ore in pi\u00f9 rispetto alla Germania. In poche parole, lavoriamo quasi un giorno in pi\u00f9 alla settimana rispetto ai tedeschi (grafico 6).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53702\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g6-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g6-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g6.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UN PAESE DI ANALFABETI FUNZIONALI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;In Italia 7 persone su 10 sono analfabeti funzionali!&#8221;. Quante volte lo avete letto? Lo dice laScienza!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente no. Tralasciando l\u2019uso a mo di insulto della parola, e quindi distorsivo del suo vero significato, bisogna tenere conto della lettura spesso superficiale &#8211; quando non del tutto errata &#8211; dei dati e dei limiti delle diverse scale di misurazione (fattore g, QI, PISA, TIMSS e PIRLS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un lavoro di qualche anno fa\u2076, Heiner Rindermann si era preso la briga di comparare i vari indicatori per avere risultati pi\u00f9 affidabili e omogenei. Indovinate un po&#8217;? Non solo l&#8217;Italia non occupa le ultime posizioni, non \u00e8 abitata da un vasto esercito di analfabeti funzionali, ma &#8211; anzi &#8211; si attesta come uno dei Paesi messi meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volete sapere qual \u00e8 il numero effettivo di analfabeti in Italia? Non \u00e8 il 70%. E neanche il 30%. Si tratta del 5,4%\u2077.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA LOCOMOTIVA D\u2019EUROPA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania viene spesso portata come esempio virtuoso in quasi tutti gli ambiti in cui, secondo la propaganda, l\u2019Italia e gli italiani invece sarebbero manchevoli. Come \u00e8 distorta, stravolta l\u2019immagine, quindi la percezione, che abbiamo dell\u2019Italia, vale lo stesso per la Germania. Ma al contrario. Lungi dall\u2019essere quall\u2019esempio da imitare, la leggendaria locomotiva d\u2019Europa, la Germania vanta invece tanti primati. Di quelli pessimi per\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maggior evasione\u2078, scandali di corruzioni tra i pi\u00f9 grandi al mondo\u2079, aiuti di Stato alle banche\u00b9\u2070, clientelismo\u00b9\u00b9. Non solo, secondo l\u2019istituto per l\u2019Economia tedesca di Colonia, nel 2017 tra i 9 e gli 11 milioni di tedeschi hanno lavorato occasionalmente &#8220;in nero&#8221; e 2 milioni e mezzo esclusivamente &#8220;in nero&#8221;. In molti casi per non perdere sussidi e aiuti destinati ai disoccupati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I PRIMI DELLA CLASSE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra cosa che sfugge a molti \u00e8 l&#8217;effettivo comportamento dell\u2019Italia all\u2019interno della UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo uno dei Paesi che ha sempre rispettato gli assurdi vincoli imposti dalla UE, come il tetto del 3% del rapporto deficit\/PIL (poi sostituito con l\u2019ancora pi\u00f9 assurdo Output Gap). Questo mentre altri stati membri se ne fregavano e sforavano anche pi\u00f9 del triplo il tetto (grafico 7).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53704\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t2-1-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t2-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t2-1.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando \u00e8 entrata nella UE, l\u2019Italia \u00e8 il Paese che in termini percentuali ha visto aumentare meno di tutti il proprio rapporto debito\/PIL (tabella 2)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53705\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g8-300x143.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g8-300x143.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g8.jpg 455w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo in avanzo primario da quasi 30 anni, dal 1992. Tutti gli anni tranne uno, il 2009 (grafico 8).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53706\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g9-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g9-300x211.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/g9.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vuole dire che da un trentennio lo Stato italiano toglie ai propri cittadini, ogni anno, pi\u00f9 di quanto gli abbia dato in beni, servizi e stipendi. Solo tra il 1995 e il 2015, la differenza tra quanto lo Stato ci ha dato e quello che ci ha tolto \u00e8 stata di 700 miliardi di euro (grafico 9).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53707\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t4-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t4-300x199.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/t4.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sapete qual \u00e8 invece uno dei Paesi che delle regole europee se n&#8217;\u00e8 sempre fregato, interpretandole, piegandole per se stesso a e applicandole rigidamente agli altri? Esatto, sempre lei, la Germania\u00b9\u00b2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u00b9\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ecb.europa.eu%2Fpub%2Feconomic-research%2Fresbull%2F2017%2Fhtml%2Fecb.rb170629.en.pdf%3F7475f87a93b476dd363cbc5d4bb3d738%26fbclid%3DIwAR1Q0V-prq_bzd-TJF9mxonZtMWqJ_H4G-8apvZtVnBvrrYMtWpqwWm2vAk&amp;h=AT2vqSisp4TzB1XImlDox8ErV7Gyp6fcJmudY-vOW7va_wOt7vTALwJzxYpO8Hu44chSAwx0XrvdCHBrHA6CmVpe1G8ODltccnnlh9-90iciLG8Z7CmSgwHJWTS5nYl105Jrg8ovT1nsdXbt2EVEmyxpCME9TBRh9A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\">https:\/\/www.ecb.europa.eu\/\u2026\/\u2026\/2017\/html\/ecb.rb170629.en.pdf\u2026<\/a><br \/>\n\u00b2\u00a0<a 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