{"id":53714,"date":"2019-10-25T13:19:26","date_gmt":"2019-10-25T11:19:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53714"},"modified":"2019-10-25T13:19:26","modified_gmt":"2019-10-25T11:19:26","slug":"il-silenzio-dellecuador","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53714","title":{"rendered":"Il silenzio dell&#8217;Ecuador"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il silenzio dei media mainstream su quanto sta succedendo in Ecuador \u00e8 assordante. Sono gli stessi media che ci hanno bombardato per mesi con informazioni quotidiane sugli scontri fra il governo socialista venezuelano e l\u2019opposizione di destra, le cui violente mobilitazioni, alimentate e sostenute dagli Stati Uniti, venivano presentate come lotta per la \u201cdemocrazia\u201d contro il regime \u201ctotalitario\u201d di Maduro (sorvolando sul fatto che, mentre costui \u00e8 stato eletto dal popolo, il suo antagonista Guaid\u00f2 era a capo di un tentativo di golpe). <span id=\"more-27936\"><\/span>Fallito il golpe \u00e8 calato un deluso silenzio. Un silenzio che ora accompagna, per opposte ragioni, la feroce repressione dell\u2019esercito e della polizia ecuadoriani nei confronti delle grandi nobilitazioni popolari contro il governo del presidente Lenin Moreno, il quale, al contrario di Guaid\u00f2, \u00e8 riuscito nel compito di invertire il processo rivoluzionario avviato dal suo predecessore Raphael Correa, riportando il Paese sotto l\u2019egida dell\u2019egemonia neoliberista (in cambio di un prestito da parte del Fondo Monetario Internazionale, Moreno sta smantellando il welfare, tagliando i salari e imponendo drastiche misure di austerit\u00e0 che hanno scatenato la rabbia popolare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sei anni fa ho avuto modo di condurre una ricerca sul campo in Ecuador, conoscendo e intervistando molti protagonisti di quella \u201cRivolucion ciudadana\u201d che, nella seconda met\u00e0 del primo decennio del nostro secolo, aveva affratellato il popolo ecuadoriano a quelli della Bolivia e del Venezuela, unendo i tre Paesi nel comune progetto di dare vita a un socialismo del secolo XXI, un esperimento innovativo, caratterizzato dalla conquista del potere per vie legali, dal riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni schiacciati da secoli di oppressione coloniale, dalla promulgazione di costituzioni innovative che garantivano avanzamenti tanto sul piano dei diritti civili che dei diritti sociali, dalla convivenza fra un rinnovato peso dello Stato in economia e il mantenimento di ampi spazi alla iniziativa privata e dal tentativo di affiancare alla democrazia rappresentativa nuove istituzioni di democrazia diretta e partecipativa. Un socialismo \u201cbolivariano\u201d che veniva ad aggiungersi alla svolta a sinistra di altri Paesi sudamericani, come Argentina, Uruguay e\u00a0 Brasile, e che non poteva non inquietare gli Stati Uniti, terrorizzati dall\u2019idea di vedersi sottrarre il controllo sul proprio \u201ccortile di casa\u201d, come hanno sempre considerato il subcontinente latinoamericano. La controffensiva politica, economica e culturale \u00e8 stata massiccia e immediata e, dopo avere raggiunto i propri obiettivi in Argentina e Brasile, \u00e8 andata all\u2019attacco del nucleo pi\u00f9 pericoloso, vale a dire dei tre Paesi che, non limitandosi a rinnegare il neoliberismo, avevano preteso di incamminarsi verso un vero e proprio cambio di sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco a Venezuela ed Ecuador ha seguito vie diverse: nel primo caso \u00e8 stato diretto e violento, anche se finora ha fortunatamente mancato l\u2019obiettivo, nel secondo \u00e8 passato attraverso la corruzione delle stesse forze politiche che avevano promosso il processo rivoluzionario. Lenin Moreno, infatti, ha vinto le ultime elezioni presidenziali come candidato di Alianza Pais (il partito creato da Raphael Correa) contro il candidato delle destre liberiste. Subito dopo le elezioni, tuttavia, ha cambiato linea politica, allineandosi con gli obiettivi dell\u2019opposizione di destra, calpestando lo spirito e la lettera della Costituzione approvata nel 2008 e riportando il Paese sotto il tallone di ferro del capitalismo globale e delle sue istituzioni (Fmi in testa). Il prezzo economico e sociale che la popolazione ha dovuto pagare per una svolta che tradisce le ragioni per cui avevano votato questo presidente \u00e8 alla radice dell\u2019attuale rivolta. Una rivolta che viene soffocata nel sangue <a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-ecuador__un_massacro_la_dittatura_di_moreno_soffoca_nel_sangue_le_proteste_popolari_contro_il_fmi\/5694_31130\/\">come documentano una serie di servizi di giornalisti indipendenti che operano sul campo<\/a> e come ho appreso dagli amici ecuadoriani che mi hanno inviato una serie di file audio e video sulla repressione. Temo che queste resteranno le uniche fonti sugli eventi in corso, visto che non possiamo aspettarci che i giornali e i network televisivi controllati da chi appoggia le politiche neoliberiste nei Paesi occidentali (e inneggia ai golpe che le reintroducono in America Latina) documenti le repressioni che vengono perpetrate in nome di quelle stesse politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=27936\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=27936<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI Il silenzio dei media mainstream su quanto sta succedendo in Ecuador \u00e8 assordante. 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