{"id":53721,"date":"2019-10-28T09:30:37","date_gmt":"2019-10-28T08:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53721"},"modified":"2019-10-26T11:30:32","modified_gmt":"2019-10-26T09:30:32","slug":"leredita-di-mario-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53721","title":{"rendered":"L\u2019eredit\u00e0 di Mario Draghi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>KEYNES BLOG (Guglielmo Forges Davanzati)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019Unione ha dimostrato, negli anni pi\u00f9 recenti, una sorprendente capacit\u00e0 di auto-riformarsi. E l\u2019indiscusso protagonista di questi cambiamenti \u00e8 stato Mario Draghi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2014\/11\/draghie.jpg?w=560&amp;h=335\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">La nota di accompagnamento al documento di Economia e Finanza (la cosiddetta NADEF) \u00e8 stata definita da alcuni commentatori \u201cecumenica\u201d, dal momento che, nei limiti delle risorse disponibili e di quelle aggiuntive derivanti dalla maggiore \u2018flessibilit\u00e0\u2019 sul deficit che verr\u00e0 presumibilmente accordata dalla commissione europea, si propone di accontentare piccole imprese, partite IVA, lavoratori dipendenti, in mancanza \u2013 si osserva \u2013 di una visione strategica e di lungo periodo sul modello di sviluppo dell\u2019economia italiana. L\u2019intera manovra, in effetti, si basa sul tentativo di riportare l\u2019economia italiana su un sentiero di crescita (previsto per un modesto 0,3%) attraverso il solo blocco delle clausole di salvaguardia, ovvero attraverso interventi finalizzati a impedire l\u2019aumento dell\u2019IVA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Si tratta di una valutazione per certi aspetti ingenerosa: il Governo Conte 2 si trova a gestire un\u2019eredit\u00e0 difficile, soprattutto nei rapporti con l\u2019Europa, deteriorati dal lungo (e sostanzialmente fallimentare) braccio di ferro che il precedente Governo, a trazione leghista, ha intrapreso con le Istituzioni europee. Nessuno pu\u00f2 avere dubbi in merito al fatto che, per come \u00e8 stata disegnata, l\u2019Unione monetaria europea \u00e8 indifendibile: produce crescenti divergenze regionali \u2013 si pensi ai divari dei tassi di crescita fra Paesi periferici e Paesi centrali del continente \u2013 tassi di disoccupazione elevati e crescenti \u2013 soprattutto relativi alla disoccupazione giovanile \u2013 fallimenti di imprese, elevate diseguaglianze distributive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><strong>L\u2019assenza di una politica fiscale comune<\/strong>\u00a0e la sua fondazione neo-mercantilista (ovvero la convinzione che si possa crescere solo esportando) costituiscono le cause del sostanziale fallimento del progetto europeo, almeno nella versione \u2018solidaristica\u2019 immaginata dal Manifesto di Ventotene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Ci\u00f2 detto, \u00e8 anche vero che\u00a0<strong>l\u2019Unione ha dimostrato, negli anni pi\u00f9 recenti, una sorprendente capacit\u00e0 di auto-riformarsi.<\/strong>\u00a0Ci si riferisce a due episodi, in particolare: la dichiarazione di Mario Draghi del luglio 2012, preludio del\u00a0<strong>quantitative easing<\/strong>, ovvero di politiche monetarie fortemente espansive finalizzate a ridurre il rapporto debito\/Pil dei Paesi pi\u00f9 indebitati dell\u2019Unione (anche mediante l\u2019acquisto di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea) e la recente dichiarazione dello stesso Mario Draghi relativa all\u2019inefficacia delle politiche monetarie per generare crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Si tratta \u2013 nel primo come nel secondo caso \u2013 di dichiarazioni di portata storica, comunque le si voglia valutare. La seconda dichiarazione \u2013 quella pi\u00f9 recente \u2013 \u00e8 teoricamente e politicamente una novit\u00e0 assoluta se pronunciata da un governatore di una banca centrale e lascia ben sperare, a condizione che il successore di Draghi, la signora Lagarde, ne condivida i contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">In sostanza, Draghi ha provato a far capire ai pi\u00f9 intransigenti sostenitori delle politiche di austerit\u00e0 che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">1.\u00a0<strong>In una fase recessiva del ciclo economico, occorre uno stimolo fiscale da parte dei Governi, con maggiore spesa pubblica.<\/strong>\u00a0Si consideri che la recessione europea segue a un periodo di relativa crescita, a partire dal 2015, ma nel quale la crescita dell\u2019Eurozona \u00e8 stata comunque inferiore alla met\u00e0 della media OCSE;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">2. La BCE ha fatto il possibile e, se le si chiede di pi\u00f9, potrebbe spingersi fino all\u2019ipotesi estrema della \u201cmoneta-elicottero\u201d, ovvero dell\u2019attuazione di politiche monetarie ancora pi\u00f9 espansive che facciano arrivare moneta dalla Banca centrale direttamente a imprese e consumatori. Alcuni commentatori la hanno definita il\u00a0<em>quantitavive easing for the people<\/em>\u00a0(ovvero trasferimento senza intermediazioni di moneta dalla Banca centrale ai cittadini e imprese residenti nell\u2019Eurozona). In ogni caso, la recente decisione della BCE di rilanciare il quantitative easing senza predeterminarne la scadenza pare stia avendo risultati positivi, almeno nel breve temine, sull\u2019andamento dello spread.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Quest\u2019ultimo punto \u00e8 rilevante per la ripresa dei consumi e degli investimenti, soprattutto nel caso italiano. Come scriveva una grande economista di inizi Novecento, Joan Robinson, la \u201cfinanza segue\u201d l\u2019economia reale, per dire che in fasi recessive sia l\u2019offerta di prestiti sia la domanda di credito da parte di imprese e consumatori declina. Ed \u00e8 quanto sta succedendo, come ampiamente documentato da Banca d\u2019Italia: si pensi alla difficolt\u00e0 per gran parte dei cittadini italiani di accedere a mutui. Detto diversamente, l\u2019offerta di credito da parte delle banche \u00e8 pro-ciclica: aumenta nelle fasi espansive, si riduce nelle fasi recessive. In pi\u00f9, almeno nel caso italiano, nelle fasi recessive \u00e8 soprattutto la domanda di credito da parte delle imprese a ridursi, per effetto del peggioramento delle aspettative. E,\u00a0<strong>quando sia la domanda sia l\u2019offerta di prestiti bancari si riducono, si attiva una spirale viziosa che si autoalimenta<\/strong>, fatta di riduzione di prestiti, riduzione degli investimenti, calo della domanda aggregata, calo dei profitti, aumento delle insolvenze e, a seguire, ulteriore restrizione del credito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">E\u2019 chiaro \u2013 ed \u00e8 questo il messaggio lanciato da Draghi nella sua ultima dichiarazione come Governatore della BCE \u2013 che\u00a0<strong>per bloccare questa spirale occorrono interventi esterni<\/strong>, da parte della BCE o, ancor meglio, da parte dei Governi con aumenti di spesa pubblica. Un aumento della spesa pubblica, infatti, accrescendo la domanda interna, avrebbe come effetti un aumento delle vendite e dei profitti per le tante imprese italiane che operano sul mercato interno (soprattutto imprese meridionali). La conseguente crescita dei loro profitti le renderebbe pi\u00f9 solvibili nei confronti del settore bancario, invertendo la spirale viziosa in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\">Il monito di Draghi \u2013 immediatamente oggetto di critiche nel Board della Banca centrale europea \u2013 fa implicitamente riferimento non solo all\u2019inefficacia della politica monetaria,\u00a0<strong>ma anche all\u2019incepparsi dei tradizionali meccanismi di trasmissione della stessa<\/strong>: le iniezioni di liquidit\u00e0 da parte della BCE, infatti, si traducono in larga misura in crescita delle attivit\u00e0 speculative da parte degli Istituti di credito. Un provvedimento in vigore dagli anni Trenta agli anni Novanta (il Glass-Steagall Act, abolito dall\u2019amministrazione Clinton nel novembre del 1999) evitava questo effetto, introducendo la distinzione fra attivit\u00e0 bancaria tradizionale e attivit\u00e0 bancaria speculativa. La completa deregolamentazione dei mercati finanziari negli ultimi decenni ha contribuito, per contro, ad accentuare il problema dell\u2019inefficacia delle politiche monetarie. E la BCE a guida Draghi ci ricorda ora che \u00e8 probabilmente arrivato il momento di voltare pagina, tornando a misure di regolamentazione che tutto sommato hanno prodotto risultati migliori rispetto a quelle di deregolamentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-adtags-visited=\"true\"><em>Da \u201cNuovo Quotidiano di Puglia\u201d, 16 ottobre 2019.<\/em><\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/keynesblog.com\/2019\/10\/25\/leredita-di-mario-draghi\/#more-8028\">https:\/\/keynesblog.com\/2019\/10\/25\/leredita-di-mario-draghi\/#more-8028<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KEYNES BLOG (Guglielmo Forges Davanzati) L\u2019Unione ha dimostrato, negli anni pi\u00f9 recenti, una sorprendente capacit\u00e0 di auto-riformarsi. 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