{"id":53759,"date":"2019-10-29T09:30:41","date_gmt":"2019-10-29T08:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53759"},"modified":"2019-10-27T18:11:43","modified_gmt":"2019-10-27T17:11:43","slug":"bibliometria-e-barbarie-la-ricerca-universitaria-tra-tagli-e-finta-meritocrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53759","title":{"rendered":"Bibliometria e barbarie. La ricerca universitaria tra tagli e finta meritocrazia"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>SENSO COMUNE<\/strong> (Francesco Paolo Panei)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><i>Un chiarimento su una recente indagine sul mondo della ricerca, presentata dai media italiani in modo parziale o completamente reinterpretato, ma anche un\u2019occasione per evidenziare le distorsioni apportate dall\u2019adottamento irrazionale di indici quantitativi nella valutazione qualitativa del merito scientifico attraverso la riforma Gelmini. Il tutto come appello a proteggere il ruolo dell\u2019Istruzione e della Ricerca ai tempi del pensiero unico meritocratico, competitivo e liberista.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>\u201cIl taglio di fondi inflitto al nostro sistema universitario, con una scure del 21% dei fondi in 10 anni, pu\u00f2 favorire una maggiore collaborazione fra ricercatori, creando un network virtuoso di lavori in sinergia e, in alcuni casi, un arricchimento disciplinare\u201d.<\/strong>\u00a0<\/span><span class=\"s2\">Cos\u00ec viene scritto sul Sole 24 Ore dello scorso mese [<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/boom-auto-citazioni-studio-denuncia-doping-ricerca-italiana-ACnIPdj\"><span class=\"s3\">1<\/span><\/a>] nel riassumere e recensire un recente lavoro di ricerca pubblicato sulla piattaforma open source della Public Library of Science, PLOS ONE [<a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0221212\"><span class=\"s3\">2<\/span><\/a>].\u00a0 Su svariate piattaforme mediatiche sono girate le notizie sulla \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d della ricerca italiana, sul \u201cdoping citazionale\u201d (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/19_settembre_11\/i-professori-si-citano-soli-cosi-si-gonfia-ricerca-c471954a-d4cf-11e9-8dcf-5bb1c565a76e.shtml\"><span class=\"s3\">Corriere<\/span><\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2019\/09\/12\/ricerca-le-troppe-autocitazioni-gonfiano-i-risultati-top-dellitalia\/5447777\/\"><span class=\"s3\">Fatto Quotidiano<\/span><\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/lab\/2019\/09\/12\/ricerca-italia-autoreferenzialita\/\"><span class=\"s3\">Wired<\/span><\/a>\u00a0tra i principali).\u00a0 A meno di una lettura approfondita, gli articoli propongono, con il nome e con i contenuti, una lettura impietosa e colpevolizzante della ricerca italiana, la quale dalla riforma Berlinguer del 1997 ha subito un continuo processo di riduzione degli investimenti pubblici e una progressiva introduzione di logiche meritocratiche di matrice aziendale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>Le varie reazioni sono la testimonianza dell\u2019alto tasso di degrado dei canali mediatici italiani: da un lato si osserva il richiamo alla \u201cnotizia scandalo\u201d per una disperata ricerca di\u00a0<i>audience<\/i>,<\/strong>\u00a0oracolo e guida dei giornali, dall\u2019altro, come nel caso del Sole, reinterpretazioni che sfociano nella distorsione e falsificazione dei contenuti per veicolare messaggi propri, magari in completo contrasto con la fonte originaria di informazione. Una dinamica che non suonerebbe nuova a Winston Smith, funzionario del Ministero della Verit\u00e0 in\u00a0<i>1984<\/i>\u00a0di Orwell. Facciamo chiarezza sulla questione da un punto di vista oggettivo, accompagnato da una successiva interpretazione politica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>Il lavoro (<i>Citation gaming induced by bibliometric evaluation: a country-level comparative analysis\u00a0<\/i>[<a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0221212\"><span class=\"s3\">2<\/span><\/a>])<i>\u00a0<\/i>parte dal recente dibattito che si sta sviluppando intorno ai criteri di valutazione \u201cbibliometrici\u201d<\/strong>\u00a0che sono stati introdotti nel mondo della ricerca. Il dibattito \u00e8 recente in quanto, dopo che il sistema \u00e8 entrato a regime nelle ultime due decadi, solo negli ultimi anni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>[<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/news\/bibliometrics-the-leiden-manifesto-for-research-metrics-1.17351\"><span class=\"s3\">3<\/span><\/a>] si sono cominciate ad osservare delle conseguenze negative sulla ricerca scientifica stessa. Tanto per fare un esempio, uno degli indici di riferimento per i settori di ricerca bibliometrici \u00e8 l\u2019indice di Hirsch (\u2018<i>h-index<\/i>\u2019) che \u00e8 definito in base al numero di pubblicazioni e al numero di citazioni: se si hanno 4 lavori citati almeno 4 volte,\u00a0<i>h<\/i>\u00a0= 4 ; se si hanno 4 lavori citati 40 volte,\u00a0<i>h<\/i>= 4 ; se si hanno 4000 lavori citati 4 volte,\u00a0<i>h\u00a0<\/i>\u00e8 sempre 4.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>Nella parte principale dell\u2019articolo, viene svolta un\u2019indagine relativa all\u2019andamento nel tempo di un parametro creato\u00a0<i>ad hoc\u00a0<\/i>dagli autori<\/strong><i>\u00a0<\/i>(\u2018<i>inwardness\u2019<\/i>, che si potrebbe tradurre autoreferenzialit\u00e0) contenente informazioni sulle dinamiche, a livello nazionale e internazionale, di auto-citazione e di \u201cgruppi di citazione\u201d, ossia semplicemente insiemi di persone (se non di riviste scientifiche stesse) che fanno gioco di squadra per aumentare il numero di citazioni. La tesi scientifica dell\u2019articolo \u00e8 che si riscontra un generale innalzamento di questo parametro di\u00a0<i>inwardness<\/i>, con particolare attenzione per il caso italiano che risulta essere il pi\u00f9 significativo a livello europeo. Viene sottolineata la correlazione tutta italiana di questo primato con il fatto che tali parametri sono tenuti in conto per il reclutamento e l\u2019avanzamento di carriera dei docenti e ricercatori, cosa che raramente succede nelle altre nazioni europee.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3196\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image2-300x266.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"266\" \/><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><i>Figura 1 Grafico dei risultati della ricerca. Si osserva il generale innalzamento e il primato statunitense\u00a0<\/i><a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0221212\"><span class=\"s4\"><i>[2]<\/i><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>La tesi ipotetica dell\u2019articolo, partendo dall\u2019emergere dei dati italiani nel periodo successivo alla riforma Gelmini del 2010<\/strong>\u00a0(L240\/10 [<a href=\"https:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/10240l.htm\"><span class=\"s3\">4<\/span><\/a>]), che ha dato forma e peso alla \u201cbibliometria\u201d nel sistema accademico per i settori scientifici con l\u2019istituzione dell\u2019Agenzia Nazionale Valutazione dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca (ANVUR), \u00e8 che se le conseguenze dell\u2019adozione massiccia di misure bibliometriche di valutazione hanno generato queste distorsioni nella ricerca accademica, forse \u00e8 necessario un ripensamento sull\u2019utilizzo di questi indici in modo cos\u00ec rilevante.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>L\u2019analisi va pi\u00f9 a fondo. Nell\u2019articolo si evidenziano tre fondamentali mutamenti che essa introduce a livello ontologico nella ricerca, attraverso i cosiddetti \u201ceffetti costitutivi\u201d<\/strong>\u00a0[si veda\u00a0<\/span><span class=\"s5\">5<\/span><span class=\"s2\">\u00a0per una traduzione] che vanno a modificare il modo stesso di pensare la ricerca. Il primo \u00e8 lo \u201c<b>spostamento degli obiettivi\u201d<\/b>. Nel momento in cui la propria carriera e\/o autorevolezza scientifica \u00e8 misurata in base agli indici, l\u2019obiettivo primario della ricerca, soprattutto per i giovani ricercatori, non \u00e8 l\u2019argomento scientifico in s\u00e9, quanto piuttosto il conseguire il massimo punteggio in termini di indici. I fattori di massimizzazione sono il numero di articoli e il numero di citazioni. Da una parte quindi si induce il ricercatore a orientare il lavoro affinch\u00e9 sia il pi\u00f9 possibile appetibile per numerose citazioni, ovviamente portandolo a favorire collaborazioni con i gruppi di ricerca forti e collegati con gruppi editoriali ben collocati nel mercato, di cui si \u00e8 parlato all\u2019inizio. Il secondo \u00e8 \u201c<b>l\u2019annullamento dei rischi\u201d<\/b>. A meno di ingenti finanziamenti, quindi probabilmente non pubblici, i gruppi di ricerca sono portati ad evitare i filoni di ricerca poco redditizi, lontani dal\u00a0<i>mainstream<\/i>. Questo porta ad una settorializzazione crescente e ad un classismo interno tra i filoni della ricerca. Il terzo \u00e8 \u201c<b>la riduzione degli impegni\u201d<\/b>. Le attivit\u00e0 che non sono considerate nella definizione degli indici, subiscono inevitabilmente un drastico taglio del tempo che vi \u00e8 impiegato. L\u2019esempio pi\u00f9 drammatico e con le conseguenze pi\u00f9 gravi per la societ\u00e0 \u00e8 quello dell\u2019insegnamento. Seguendo un paradosso etimologico nessun insegnante viene premiato, a livello di progressione di carriera, per la didattica. In Europa del Nord per esempio il peso dell\u2019attivit\u00e0 didattica \u00e8 estremamente determinante per il reclutamento.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>In questo vortice frenetico (definito in gergo \u201c<i>publish or perish\u201d<\/i>, pubblica o muori) si hanno effetti catastrofici sia a livello individuale che settoriale.<\/strong>\u00a0Il ricercatore\/professore \u00e8 pi\u00f9 una macchina produttiva di articoli che un vero e proprio ricercatore o scienziato. Qualsiasi progetto di ricerca che non sia realizzabile nel breve periodo, \u00e8 ostacolato da questa dinamica. Inoltre, essendo i finanziamenti ripartiti in base agli indici, risultano anche delle penalizzazioni dei settori disciplinari con\u00a0<i>h-<\/i>index strutturalmente inferiore, e di un ordine di grandezza, a settori anche molto affini. Per esempio, i ricercatori in Ingegneria non avranno mai gli indici come quelli di Fisica, che non li avranno mai come quelli in Biologia, risultando in una grottesca gerarchia culturale e non di certo nell\u2019affabulato \u201cnetwork virtuoso di lavori in sinergia\u201d. In questo quadro generale, sembra quindi saltare il pilastro della riforma Gelmini, ossia l\u2019identificazione dell\u2019innalzamento quantitativo degli indici con l\u2019innalzamento qualitativo della ricerca scientifica, dando adito a un meccanismo che sacrifica in nome di una malriuscita meritocrazia l\u2019effettivo valore della ricerca scientifica oltre che l\u2019effettivo merito dei ricercatori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>Questa dinamica \u00e8 presente in tutto il mondo scientifico e in Italia ha delle conseguenze pi\u00f9 gravi.<\/strong>\u00a0Ma, nei canali mediatici italiani viene risaltato il solo caso interno, additandolo come\u00a0<i>doping<\/i>, che intrinsecamente richiama una condanna immorale. Dall\u2019alto del loro scranno, hanno anche l\u2019indecenza di condannare un mondo vivace e creativo come quello della ricerca per delle derive aberranti che sono state indotte da scelte politiche miopi, tra l\u2019altro concentrandosi sulla parte pi\u00f9 innocua di queste derive come suddividere in pi\u00f9 articoli quello che originariamente era pensato come un lavoro unico, pubblicare uno stesso lavoro in versioni leggermente differenti, etc\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>Con l\u2019articolo del Sole poi, siamo di fronte ad un agghiacciante caso di disinformazione, ben oltre il limite dell\u2019esposizione interpretata.<\/strong>\u00a0Si tratta di scientifica mistificazione dei contenuti e dei risultati, presentando ai lettori (tra l\u2019altro indubbiamente pi\u00f9 numerosi per il Sole che per PLOS) una visione completamente distorta del ragionamento originale, ridefinita secondo i canoni dittatoriali del pensiero unico enunciato dalla frase in apertura. Un pensiero che \u00e8 scientemente e colpevolmente fiero dei tagli alla spesa pubblica per l\u2019istruzione. Un pensiero coerentemente inserito nel generale e totalizzante contesto liberista, al quale nessuna forza politica di maggioranza si sottrae e specialmente nessuna forza politica di matrice sociale. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di veicolare attraverso questo mendace attacco un\u2019ulteriore e inaccettabile giustificazione ai tagli per l\u2019universit\u00e0 e la ricerca, gestite dai ricercatori universitari italiani \u201ccolpevoli\u201d di aver \u201cdrogato\u201d il sistema delle citazioni, senza minimamente evidenziare che forse \u00e8 questo sistema stesso ad avere delle malformazioni endemiche, le quali portano alla creazione di meccanismi di sopravvivenza.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\"><strong>Le piattaforme dell\u2019istruzione, scolastica per la sua natura formativa delle nuove generazioni, universitaria per il suo impatto sia cognitivo che concreto sulla societ\u00e0 e sull\u2019ambiente,<\/strong>\u00a0sono le pi\u00f9 importanti per qualsiasi forza politica che voglia proporre un rinnovamento. L\u2019inadeguatezza delle dinamiche valutative istituite dalle ultime riforme dell\u2019istruzione deve essere una consapevolezza insita nella volont\u00e0 di chi vuole cambiare il Paese. Cos\u00ec come deve esserlo il rigetto per le sedicenti pratiche meritocratiche che confondono la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0, inserite in un processo di feroce aggressione allo Stato e alle sue istituzioni che va avanti da almeno 30 anni a questa parte.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s2\">Riferimenti essenziali<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s6\">[1]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/boom-auto-citazioni-studio-denuncia-doping-ricerca-italiana-ACnIPdj\"><span class=\"s7\">Articolo del Sole 24 Ore dell\u201911\/09\/2019 ad opera di Alberto Magnani<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s6\">[2]\u00a0<a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0221212\"><span class=\"s7\">Articolo di ricerca pubblicato su PLOS ONE ad opera di A.Baccini, G. De Nicolao, E. Petrovich<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s6\">[3]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/news\/bibliometrics-the-leiden-manifesto-for-research-metrics-1.17351\"><span class=\"s7\">Manifesto di Leiden del 22\/04\/2015: una ricerca pubblicata su Nature sugli effetti dell\u2019introduzione della<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s8\"><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/news\/bibliometrics-the-leiden-manifesto-for-research-metrics-1.17351\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/span>metrica nel mondo della ricerca<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s6\">[4]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/10240l.htm\"><span class=\"s7\">Il testo della riforma Gelmini del 30\/12\/2010<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s6\">[5]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/a-proposito-dellarticolo-sul-doping-citazionale-apparso-su-plos-one\/\"><span class=\"s7\">Un articolo pubblicato su ROARS, di supporto agli argomenti sviluppati<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/bibliometria-e-barbarie-la-ricerca-universitaria-tra-tagli-e-finta-meritocrazia\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/bibliometria-e-barbarie-la-ricerca-universitaria-tra-tagli-e-finta-meritocrazia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di SENSO COMUNE (Francesco Paolo Panei) &nbsp; Un chiarimento su una recente indagine sul mondo della ricerca, presentata dai media italiani in modo parziale o completamente reinterpretato, ma anche un\u2019occasione per evidenziare le distorsioni apportate dall\u2019adottamento irrazionale di indici quantitativi nella valutazione qualitativa del merito scientifico attraverso la riforma Gelmini. 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