{"id":53817,"date":"2019-10-30T11:00:36","date_gmt":"2019-10-30T10:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53817"},"modified":"2019-10-29T20:02:09","modified_gmt":"2019-10-29T19:02:09","slug":"53817","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53817","title":{"rendered":"La sconfitta PD \u2013 5 Stelle alle elezioni in Umbria \u00e8 quello che succede quando si sbaglia tutto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Stefano Colombo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"btArticleMedia\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"btMediaBox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/movimento74stelle-fritt-1280x672.jpg\" alt=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/movimento74stelle-fritt-1280x672.jpg\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"btArticleContent \">\n<div class=\"btArticleContentInner\">\n<div class=\"btArticleContentInnerInner\">\n<div class=\"bt_bb_wrapper\">\n<h4 style=\"text-align: justify\"><em><strong>La leadership di Di Maio assomiglia sempre di pi\u00f9 a quella della fase della crisi di Renzi: un leader politico che perde sempre, ma che per qualche ragione strutturale del proprio partito non riesce a essere scalzato da qualcun altro.<\/strong><\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche oggi \u00e8 il giorno di un\u2019analisi della sconfitta per il \u201ccentrosinistra\u201d italiano e i suoi nuovi partner pentastellati. Le elezioni in Umbria sono andate male: la destra ha vinto in una regione che da quando sono state fondate le regioni, nel 1970, non era mai riuscita a controllare. Donatella Tesei \u00e8 data al 58%, con circa 20 punti di vantaggio sullo sfidante Vincenzo Bianconi. La Lega viaggia verso il 38%, ma bisogna notare anche il risultato di Fratelli d\u2019Italia, che con il 10% ha superato M5S e Forza Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dato pi\u00f9 rilevante per\u00f2 \u00e8 indubbiamente quello del Movimento 5 Stelle, che esce a dir poco ridimensionato dal confronto. Alle elezioni del 2018 il partito di Casaleggio\u00a0<a href=\"https:\/\/elezioni.repubblica.it\/2018\/cameradeideputati\/14-marche\">aveva incassato il 27,5%<\/a>, e alle Europee aveva\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/elezioni-2019\/europee-risultati\/regione\/umbria_10.shtml\">il 14,63%<\/a>. Praticamente ogni volta che si va a votare il Movimento prende la met\u00e0 dei voti di prima. In queste ore Di Maio sta cercando di continuare a fare il capo, addirittura mettendo mine sotto le possibili alleanze con il Pd in Calabria ed Emilia Romagna \u2014 un perfetto esempio della sbalorditiva astuzia del capo politico 5 Stelle, disposto a sacrificare una vittoria quantomeno possibile, in Emilia, come reazione a una sconfitta che era ampiamente preannunciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 impossibile guardare a questo risultato senza aspettarsi un momento di resa dei conti all\u2019interno del Movimento 5 Stelle. La leadership di Di Maio assomiglia sempre di pi\u00f9 a quella della fase della crisi di Renzi: un leader politico che\u00a0<i>perde sempre<\/i>, ma che per qualche ragione strutturale del proprio partito non riesce a essere scalzato da qualcun altro. I meccanismi che governano il M5S, da questo punto di vista, rendono la tensione interna al partito ancora pi\u00f9 forte, e il rischio di reazioni impulsive \u00e8 ancora pi\u00f9 alto. La compagine parlamentare del Movimento non ha effettivi poteri sul capo politico, e al tempo stesso sembra impossibile immaginare che il lato\u00a0<i>corporate<\/i>\u00a0del Movimento sia particolarmente soddisfatto della performance del partito nell\u2019era Di Maio: da fuori, tuttavia, \u00e8 praticamente impossibile capire dove e come questa tensione verr\u00e0 sfogata, e a quali conclusioni arriver\u00e0 l\u2019amministrazione del partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante i comprensibili proclami di Salvini e Meloni, secondo i quali il governo ha i giorni contati, questa sconfitta della coalizione giallorossa avr\u00e0 probabilmente l\u2019effetto di consolidare la maggioranza. Quando fuori fa freddo bisogna stare stretti: sembra molto difficile che a qualche membro della coalizione governativa venga voglia di far cadere il governo per lanciarsi verso nuove elezioni politiche nazionali, che allo stato di cose attuale potrebbero essere per tutti, tranne forse il Pd, un vero e proprio bagno di sangue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi il segretario Pd Nicola Zingaretti \u00e8, ironicamente, il pi\u00f9 deciso a difendere l\u2019alleanza con il M5S anche alle elezioni locali. La posizione del suo partito in questo caso \u00e8 potenzialmente interessante, ma anche ambigua e pericolosa. L\u2019ideale per il Pd sarebbe infatti cucinare a fuoco lento gli alleati, proprio come ha fatto prima di loro Salvini, cercando di rosicchiare una fetta sempre pi\u00f9 consistente del loro volatile elettorato. Questa tattica, per\u00f2, al momento presenta due problemi: 1) bisogna avere una proposta politica forte e ideologica con cui mettere sotto i 5 Stelle, qualcuno ha sentito qualcosa di forte e ideologico provenire dal Pd? 2) avere tempo e costanza. La rapidit\u00e0 con cui il M5S sta andando incontro a una spaventosa autocombustione rende incerta la loro stessa esistenza di qui a un anno. Visto l\u2019andazzo, a questo punto \u00e8 legittimo discutere se al Pd convenga prolungare questa alleanza anche sul lungo termine. D\u2019altronde, per\u00f2, adesso il Partito non pu\u00f2 scaricare del tutto i grillini, visto che farlo significherebbe far cadere il governo. Una brutta situazione, in cui sembra che ci sia odore di sconfitta su qualsiasi strada si intenda percorrere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 un altro aspetto del problema fondamentale, che sta alla base della coalizione giallorossa:\u00a0<i>ha senso solo se vince,<\/i>\u00a0perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessun legame ideologico forte tra i due partiti, e in questa nuova dinamica post\u2013bipolarista cade anche la retorica del governo di coalizione\u00a0<i>per necessit\u00e0,\u00a0<\/i>come avevano cercato di fare in prima battuta Lega e 5 Stelle. Perch\u00e9 la coalizione possa vivere oltre le speranze di vittoria \u2014 ovvero, di acquisizione del potere \u2014 serve che il Movimento 5 Stelle sappia riconfigurarsi come vera e propria costola populista del centrosinistra. Un\u2019operazione che sotto l\u2019attuale leadership di Di Maio \u00e8 semplicemente impensabile \u2014 ma che resta di fatto l\u2019unica opzione davanti al partito, di fronte a un centrodestra che, lo dicono i numeri, non avr\u00e0 bisogno di stampelle per il prossimo futuro \u2014 e la condizione di stampella per qualcun altro \u00e8 l\u2019unico obiettivo politico a cui il partito sembra poter realisticamente ambire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 dire che sta andando quasi tutto\u00a0<a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2019\/08\/20\/cosa-deve-fare-il-prossimo-governo-per-dimostrare-che-il-problema-e-salvini\/\">come a\u00a0<i>the Submarine<\/i>\u00a0avevamo sperato che non andasse<\/a>. Il governo giallorosso non sta facendo nulla di quello che serve per far dimenticare all\u2019elettorato la destra: misure concrete e di chiaro, immediato effetto economico sui ceti pi\u00f9 bassi della popolazione; scelta e realizzazione di provvedimenti bandiera come la nazionalizzazione delle autostrade; lasciar perdere le divisioni interne o le scissioni ridicole per presentarsi come compatti, relativamente disinteressati e volenterosi. Per spezzare il dominio ideologico della destra, che sta inquinando sempre di pi\u00f9 il modo di pensare di questo paese, non servono coalizioni tenute insieme dalla forza dei numeri, ma dall\u2019intenzione di realizzare politiche ben precise in favore della fascia pi\u00f9 svantaggiata della popolazione. Se questo governo continuer\u00e0 con questa strada, invece, difficilmente la destra potr\u00e0 non essere rafforzata.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2019\/10\/28\/pd-5s-sbagliato-tutto\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2019\/10\/28\/pd-5s-sbagliato-tutto\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Stefano Colombo) La leadership di Di Maio assomiglia sempre di pi\u00f9 a quella della fase della crisi di Renzi: un leader politico che perde sempre, ma che per qualche ragione strutturale del proprio partito non riesce a essere scalzato da qualcun altro. Anche oggi \u00e8 il giorno di un\u2019analisi della sconfitta per il \u201ccentrosinistra\u201d italiano e i suoi nuovi partner pentastellati. 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