{"id":53823,"date":"2019-10-30T08:00:33","date_gmt":"2019-10-30T07:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53823"},"modified":"2019-10-29T21:40:03","modified_gmt":"2019-10-29T20:40:03","slug":"abolire-quota-100-la-guerra-alle-briciole-per-le-briciole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53823","title":{"rendered":"Abolire Quota 100: la guerra alle briciole per le briciole"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/10\/pensionati.jpg?w=700\" alt=\"pensionati\" \/><\/p>\n<p><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che \u2018Quota 100\u2019 fosse una misura limitatissima e di corto respiro rispetto alle gravissime falle e inadeguatezze sociali del sistema pensionistico italiano,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/01\/18\/il-naufragio-delle-promesse-pensionistiche-quota-100-ridotta-al-nulla\/\">era chiaro sin dall\u2019introduzione della misura.<\/a>\u00a0Il provvedimento, lo ricordiamo, consente in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, agli iscritti all\u2019INPS, di conseguire il diritto alla pensione anticipata non appena venga raggiunta un\u2019et\u00e0 anagrafica di almeno 62 anni e un\u2019et\u00e0 contributiva di almeno 38 anni. Una misura che\u00a0<strong>non risolve in alcun modo il problema delle esigue pensioni\u00a0<\/strong>attese dai lavoratori per via del combinato disposto di sistema contributivo e carriere lavorative precarie e che, proprio nella logica perversa del contributivo, offre ai lavoratori una triste alternativa tra anticipo del diritto alla pensione ed entit\u00e0 della pensione stessa. Insomma, un mero lenitivo che, per soli tre anni, ha reso meno rigido il sistema di accesso anagrafico e da\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/04\/18\/riforme-lacrime-e-sangue-storia-recente-del-saccheggio-pensionistico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">anzianit\u00e0 contributiva alla pensione<\/a>, consentendo a molti la possibilit\u00e0 di godersi\u00a0<strong>qualche anno in pi\u00f9 di meritato riposo a spese di un minor reddito pensionistico<\/strong>. Tutte queste caratteristiche hanno mostrato, con grande evidenza, la linea velleitaria e del tutto subordinata alla politica economica patrocinata dalle classi dominanti e dalla reg\u00eca europea dei pochissimi e striminziti provvedimenti sociali del precedente governo giallo-verde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, nel dibattito riguardante la predisposizione, ancora in corso, del disegno di legge di bilancio del nuovo Governo, si \u00e8 giunti ad un\u2019evoluzione che supera la stessa immaginazione, con punte di apparente masochismo politico. Dopo qualche settimana di rassicurazioni sul mantenimento di Quota 100, sotto la spinta martellante del neo-partito di Renzi \u2018Italia Viva\u2019,\u00a0<strong>la maggioranza ancora dibatte vivacemente sulla possibilit\u00e0 di abolire Quota 100<\/strong>, di anticiparne la fine al 2020 o, quanto meno, di allungare le finestre da tre a sei mesi per l\u2019effettivo godimento della pensione da parte di coloro che faranno uso di Quota 100 nel 2020. In tutti e tre i casi si tratterebbe di\u00a0<strong>una meschina guerra verso le briciole\u00a0<\/strong>rappresentate da un provvedimento gi\u00e0 di per s\u00e9 del tutto inadeguato nella sua concretizzazione temporanea triennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli esiti finali di questa vivace e miserevole discussione ancora non sono conoscibili. Ma il solo fatto che la discussione esista fa sorgere interessanti interrogativi. C\u2019\u00e8 da chiedersi come mai un governo di nuova formazione alla sua prima finanziaria, dovrebbe andare a rosicchiare un provvedimento dall\u2019impatto cos\u00ec immediato per centinaia di migliaia di persone con l\u2019evidente rischio di scontare una forte impopolarit\u00e0. Abolire Quota 100 da subito, o farla decadere un anno in anticipo rispetto alla sua scadenza naturale, o ancora anche solo allungare il tempo per l\u2019effettivo godimento della pensione mensile, significherebbe rivedere o addirittura negare, dopo solo pochi mesi dalla sua approvazione, un sacrosanto diritto sociale acquisito, stravolgendo i piani di vita di lavoratori prossimi alla chiusura della propria carriera.\u00a0<strong>Una sorta di dramma degli esodati-bis<\/strong>. L\u2019impatto di impopolarit\u00e0 e il parallelo aumento di consenso incassato dalla Lega di Salvini, che di quel provvedimento aveva fatto un pallido simbolo della sua presunta e inesistente politica sociale, sarebbe clamoroso: un ostentato autogol politico per racimolare qualche miliardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, Italia Viva insiste, e con martellante pervicacia ha ingaggiato una campagna ideologica di inedita aggressivit\u00e0, rispolverando in pochi giorni\u00a0<strong>tutti i luoghi comuni liberisti pi\u00f9 dirompenti\u00a0<\/strong>sul funzionamento del sistema pensionistico, del mercato del lavoro e del rapporto tra giovani e anziani. Le fa eco una buona parte del PD che, pur non arrivando a chiedere l\u2019abolizione della misura, ne caldeggia modifiche o la descrive pubblicamente come terribilmente iniqua. Lasciamo parlare i protagonisti delle reiterate affermazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il pi\u00f9 agguerrito detrattore di Quota 100, che sembra addirittura aver sorpassato a destra l\u2019ex presidente dell\u2019<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/10\/16\/pensioni-pensavamo-fosse-quota-100-e-invece-era-lapocalisse-almeno-per-boeri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">INPS Tito Boeri<\/a>, \u00e8\u00a0Luigi Marattin di Italia Viva, giunto a definirla l\u2019emblema della \u201cpolitica pi\u00f9 ingiusta degli ultimi 25 anni\u201d. A seguire Matteo Renzi, che ha pi\u00f9 volte detto di volerla cancellare al fine di reperire risorse da destinare all\u2019assegno unico per i figli proposto dal suo partito. Ed ancora Renzi: \u201cQuota 100 \u00e8 un provvedimento pensato solo per chi ha gi\u00e0 diritti\u201d. E, ancora, direttamente dalla kermesse della Leopolda: \u201cQuando diciamo che Quota 100 non va bene non stiamo attaccando gli anziani: dico che 20 miliardi di euro messi tutti insieme su centocinquantamila persone sono un\u2019assurdit\u00e0. Gli 80 euro valgono 10 miliardi e vanno a 10 milioni di persone, Quota 100 va a 150.000 persone ed \u00e8 un\u2019ingiustizia\u201d. Infine, Maria Elena Boschi, dalle stesse fila: \u201cQuota 100 obiettivamente crea un\u2019ipoteca sul futuro delle nuove generazioni. \u00c8 molto onerosa. Noi diciamo: aiutiamo le nuove generazioni e sosteniamole con investimenti veri sulle famiglie per contrastare anche il fenomeno della denatalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non manca neanche il neo-ministro dell\u2019economia di area PD,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.blastingnews.com\/lavoro\/2019\/10\/pensioni-gualtieri-quota-100-andra-ad-esaurimento-ma-non-la-rinnoveremo-002993523.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Roberto Gualtieri<\/a>. \u201cQuota 100\u00a0fortunatamente andr\u00e0 ad esaurimento e noi certo non la rinnoveremo. La misura, almeno nei piani di questo governo, non sar\u00e0 resa strutturale, n\u00e9 si intende prorogarla cos\u00ec com\u2019\u00e8. Magari faremo qualche manutenzione. Comunque non l\u2019avrei mai fatta\u201d. Una vera e propria ostinata battaglia, che possiamo interpretare attraverso una duplice lente di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/03\/nuovo-governo-vecchia-austerita-la-nadef-parla-chiaro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">l\u2019ennesimo governo dell\u2019austerit\u00e0<\/a>, amico ostentato dell\u2019Europa, deve fare comunque\u00a0<strong>i conti con il proprio padrone<\/strong>, contrattando con Bruxelles gli angusti spazi di flessibilit\u00e0 per distribuire qualche briciola. \u00c9 di questi giorni\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/economia\/news\/manovra_lettera_ue_italia-4813518.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la notizia della consueta letterina sospettosa<\/a>\u00a0giunta dalla commissione europea per vederci pi\u00f9 chiaro sulle coperture finanziarie annunciate dal governo a fronte del pur limitatissimo programma di spesa pubblica. Si tratta della\u00a0<strong>solita dinamica di controllo che la Commissione europea esercita in modo costante e soffocante su tutti i paesi e tutti i governi<\/strong>, persino quelli esteriormente pi\u00f9 affidabili, per mantenere alto il livello di tensione e di potere dissuasorio a fronte di rischi anche minimi di una qualche ipotetica velleit\u00e0 di allentare la morsa dell\u2019austerit\u00e0. Una strategia del terrore preventiva che colpisce tutti i governi. In questa grottesca guerra per ottenere una modestissima quota di flessibilit\u00e0 di manovra, i governi compiono scelte selettive, in cui, sostanzialmente, ci\u00f2 che si da con una mano, con l\u2019altra viene tolto, e in cui ogni minimo provvedimento di spesa entra in immediata collisione con un altro. \u00c8 la logica perversa e artificiale delle\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/03\/03\/oltre-il-mito-del-debito-pubblico-non-ci-sono-i-soldi-o-non-ce-li-fanno-toccare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">presunte risorse scarse<\/a>\u00a0che di anno in anno, ad ogni finanziaria, si esaspera ed aggrava alla luce dell\u2019impietosa tabella di marcia del Fiscal Compact che scandisce nel tempo gli impegni di riduzione del rapporto debito-PIL stabiliti nel 2012 a perfezionamento del Trattato di Maastricht.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E cos\u00ec, se si vogliono\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/05\/14\/il-ricatto-delliva-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">disinnescare le clausole IVA<\/a>,\u00a0<strong>occorre trovare i soldi da qualche parte a parit\u00e0 di deficit consentito<\/strong>. Se poi, magari,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/politica\/manovra_2020_iva_aliquote_deficit_evasione_news-4768362.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">i 7 miliardi di lotta all\u2019evasione\u00a0<\/a>ottimisticamente annunciata dal governo vengono giudicati fantasiosi dalla Commissione, allora ecco rinnovarsi la necessit\u00e0 di andare a rosicchiare da una parte e dall\u2019altra cominciando preferibilmente dalle briciole di Stato sociale ancora esistenti. Questa pietosa ricerca di risorse a scapito di voci di spesa sociale trova una sua copertura ideologica nel conflitto titanico tra obiettivi enfatizzato ad arte. I giovani e i bambini contro gli anziani, la sanit\u00e0 contro le pensioni, la scuola contro i bambini che consumano merendine e bevande gassate, le infrastrutture e gli investimenti contro la spesa corrente per gli stipendi pubblici, i diritti degli italiani contro i diritti degli immigrati; e, pi\u00f9 modestamente, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.finanzaonline.com\/notizie\/assegno-da-240-euro-al-mese-per-ogni-figlio-il-governo-ci-pensa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">bonus di 240 euro a figlio proposto da Italia Viva<\/a>\u00a0(peraltro a scapito dell\u2019attuale sistema di detrazioni per figli a carico) contro la presunta generosit\u00e0 di Quota 100. Questo piano ideologico, nel caso dell\u2019attacco frontale a Quota 100, riveste a ben vedere una funzione ancora pi\u00f9 profonda che spiega, assieme all\u2019esercizio del triste conflitto tra obiettivi escludentisi nel contesto dell\u2019austerit\u00e0 e la lotta per una manciata di miliardi, la foga con cui l\u2019argomento viene trattato in queste settimane. Deve passare il messaggio che una revisione anche blanda del sistema pensionistico verso una minore rigidit\u00e0 di uscita \u00e8 qualcosa di impensabile e di gravemente lesiva dei diritti dei pi\u00f9 giovani. Quando Marattin afferma che Quota 100 \u00e8 l\u2019emblema della politica pi\u00f9 ingiusta degli ultimi 25 anni, o quando si ripete ossessivamente che Quota 100 ipotecher\u00e0 il futuro dei giovani,\u00a0<strong>si vuole affondare il coltello nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/primo-piano\/un-falso-conflitto-generazionale-eta-pensionabile-e-occupazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">assurda e devastante idea secondo la quale esiste un inevitabile conflitto tra giovani e anziani<\/a>\u00a0<\/strong>e secondo cui le pensioni godute dagli anziani di oggi sono soldi permanentemente sottratti ai giovani che non solo soffrirebbero le conseguenze dell\u2019amaro destino del lavoro precario, ma sarebbero anche costretti a finanziare i propri padri e nonni che hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00e0 al tempo delle vacche grasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La coerenza di simili argomentazioni si scontra, per\u00f2, con due questioni: in primo luogo, il problema della precariet\u00e0 del lavoro e la discontinuit\u00e0 lavorativa che indubbiamente impediscono ai lavoratori di oggi di avere diritto ad una dignitosa pensione futura si risolve, molto semplicemente,\u00a0<strong>eliminando quella precariet\u00e0 e quella discontinuit\u00e0 lavorativa<\/strong>, non evitando agli anziani (ossia i lavoratori di ieri) di poter andare in pensione prima. In secondo luogo, il tempo delle \u201cvacche grasse\u201d a cui si allude, appellativo dispregiativo affibbiato ad un periodo in cui era in vigore un sistema pensionistico di tipo retributivo\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/04\/18\/riforme-lacrime-e-sangue-storia-recente-del-saccheggio-pensionistico\/\">e in cui l\u2019importo della pensione media attesa era superiore rispetto a quello attuale<\/a>, era tale proprio perch\u00e9, in ultima analisi, gli importi pensionistici erano pi\u00f9 alti rispetto agli odierni. Se, dunque, si affronta la questione di un livello dignitoso della pensione per i lavoratori di oggi, allora il problema risiede nella struttura del sistema pensionistico attuale, e non nel fatto che, in sintesi, gli anziani di oggi ricevono pensioni pi\u00f9 elevate di quelle che percepiranno i loro nipoti (gli anziani di domani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019, dunque, questo, un attacco ideologico frontale che svia l\u2019attenzione dal vero nemico comune, la classe sociale dominante,\u00a0<strong>verso il falso nemico generazionale<\/strong>, i vecchi cosiddetti privilegiati figli dell\u2019insostenibile e obsoleto stato sociale novecentesco. Un attacco ideologico ad\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/03\/17\/le-pensioni-fanno-gola-ai-mercati-ecco-perche-leuropa-chiede-le-riforme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un mondo che si vuol far scomparire<\/a>, in cui una buona e piena occupazione veniva logicamente vista come il naturale preludio ad un forte sistema pensionistico pubblico e in cui a nessuno saltava in mente di contrapporre gli interessi oggettivi di giovani e anziani della stessa classe sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Italia Viva e il PD, entrambi manifestazione del progetto neoliberale nella sua variante \u201cprogressista\u201d, devono cos\u00ec svolgere a qualsiasi costo e ordinatamente il ruolo materiale e ideologico per cui esistono come forze politiche. Costi quel che costi, anche in termini di perdita di consenso elettorale immediato. Lo stesso ruolo, del resto, che la Lega e i vari frammenti di centro-destra devono svolgere cavalcando simili, ma diversi, conflitti ed agitando il popolo contro analoghi, ma diversi, falsi obiettivi. Nel mezzo, il sostanziale silenzio o la disarmante passivit\u00e0 post-ideologica dei 5 Stelle, nuovo ago della bilancia di un bipolarismo risorto, buoni per ogni stagione ed ogni ammucchiata reclamata dai padroni del vapore per stabilizzare il sistema politico sulle linee della compatibilit\u00e0 con le politiche economiche dominanti.\u00a0<strong>Immigrati, anziani o lavoratori sindacalizzati, nella logica delle risorse scarse cambia il capro espiatorio, ma non cambia l\u2019obiettivo: coprire il volto della classe dominante.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/26\/abolire-quota-100-la-guerra-alle-briciole-per-le-briciole\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/26\/abolire-quota-100-la-guerra-alle-briciole-per-le-briciole\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA &nbsp; Che \u2018Quota 100\u2019 fosse una misura limitatissima e di corto respiro rispetto alle gravissime falle e inadeguatezze sociali del sistema pensionistico italiano,\u00a0era chiaro sin dall\u2019introduzione della misura.\u00a0Il provvedimento, lo ricordiamo, consente in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, agli iscritti all\u2019INPS, di conseguire il diritto alla pensione anticipata non appena venga raggiunta un\u2019et\u00e0 anagrafica di almeno 62 anni e un\u2019et\u00e0 contributiva di almeno 38 anni. 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