{"id":53846,"date":"2019-10-31T08:00:19","date_gmt":"2019-10-31T07:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53846"},"modified":"2019-10-31T07:22:57","modified_gmt":"2019-10-31T06:22:57","slug":"lezioni-dallecuador-la-lotta-paga-lausterita-arretra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53846","title":{"rendered":"Lezioni dall\u2019Ecuador: la lotta paga, l\u2019austerit\u00e0 arretra"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/10\/moren.jpg?w=700\" alt=\"moren\" \/><\/p>\n<p><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi giorni\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2019\/10\/04\/news\/ecuador_stato_di_emergenza-237651639\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">abbiamo assistito<\/a>\u00a0a\u00a0<strong>forti insurrezioni popolari in Ecuador<\/strong>. Per comprendere meglio il quadro politico, occorre fare un piccolo passo indietro nel tempo, partendo da una figura centrale per quel Paese,\u00a0<strong>l\u2019ex presidente Rafael Correa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo primo mandato, Rafael Correa fece riscrivere, attraverso la convocazione di un\u2019assemblea costituente, la Costituzione del paese per poter aumentare il controllo pubblico sull\u2019economia. In questo modo, durante la sua presidenza (2007-2017), l\u2019Ecuador speriment\u00f2 una fase storica e politica estremamente favorevole per le classi pi\u00f9 povere. Per dare una misura dei traguardi raggiunti, tra il 2008 e il 2016, il governo ha aumentato di cinque volte la spesa sanitaria media annua rispetto al periodo 2000-2008.\u00a0<strong>Sono stati costruiti nuovi ospedali pubblici, il numero di dipendenti pubblici \u00e8 aumentato significativamente cos\u00ec come gli stipendi.<\/strong>\u00a0Nel 2008, il governo ha introdotto una copertura previdenziale universale e obbligatoria. Per quanto riguarda i risultati economici, il livello di povert\u00e0 nel 2007 in termini di reddito \u00e8 stato del 36,7% e nel 2015 era sceso al 23,3%, indicando che pi\u00f9 di un milione di ecuadoriani hanno superato la soglia di povert\u00e0; per ci\u00f2 che concerne l\u2019indicatore della povert\u00e0 estrema, l\u2019Ecuador ha registrato una diminuzione di otto punti percentuali rispetto al 2007, attestandosi nel 2015 all\u20198,5%, secondo l\u2019Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti nella sua indagine nazionale del 2015. Tra il 2007 e il 2013, il paese sudamericano ha abbassato il suo coefficiente Gini (un indice che misura la disuguaglianza dei redditi) di 6 punti (da 0,55 a 0,49), mentre nello stesso periodo l\u2019America Latina l\u2019ha ridotto di soli due punti (da 0,52 a 0,50). Secondo la relazione presentata dalla Commissione economica per l\u2019America Latina e i Caraibi (ECLAC) nel dicembre 2015, il PIL \u00e8 cresciuto in media del 3,9% tra il 2007 e il 2015, rispetto al 2,9% in America Latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo ci serve per capire come Rafael Correa goda di enorme gradimento tra la gente. Al termine del suo mandato, fu Correa stesso a proporre e sostenere come suo successore Lenin (come sa essere beffardo il destino alle volte!) Moreno. Quest\u2019ultimo ha poi vinto le elezioni promettendo la continuit\u00e0 del processo politico da tempo avviato. La sua linea, tuttavia, si \u00e8 dimostrata fin da subito impopolare e contraria a quella del suo predecessore avviando un proficuo dialogo con la destra liberale. I risultati della sua scellerata agenda parlano chiaro:\u00a0<strong>forte riduzione della spesa pubblica, liberalizzazione del commercio, avviamento di un processo di privatizzazioni, riduzione delle aliquote fiscali per le grandi imprese e flessibilit\u00e0 del lavoro<\/strong>. Questo quadro rappresenta chiaramente una politica di austerit\u00e0, ribaltando completamente le politiche di sviluppo e ridistribuzione del precedente mandato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un disastro, nonch\u00e9\u00a0<strong>un massacro annunciato per le classi pi\u00f9 povere dell\u2019Ecuador<\/strong>. In questo clima infuocato, sarebbe bastata la famosa ultima goccia per far traboccare il vaso. E, puntualmente, \u00e8 arrivato un temporale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due settimane fa, dopo la firma del decreto 883 che ha eliminato, tra le altre cose, il sussidio per il carburante, sono state scatenate proteste sociali in tutto il paese. Per essere chiari, tale sussidio rappresenta la possibilit\u00e0 materiale per le classi pi\u00f9 povere di comprare il carburante. Ma non finisce qui. La serie di misure adottate dal governo ha incluso una riduzione delle retribuzioni fino al 20% dei contratti a tempo determinato del settore pubblico, la riduzione delle ferie da 30 a 15 giorni per i dipendenti pubblici e la sottrazione di un giorno di stipendio al mese da devolvere al governo. Il Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze, Richard Mart\u00ednez, ha dichiarato che questi aggiustamenti rispondono all\u2019accordo raggiunto a febbraio dal governo con il Fondo Monetario Internazionale (toh eccolo di nuovo!), grazie al quale il paese ha ottenuto l\u2019accesso a crediti per 4,209 milioni di dollari in tre anni, di cui 900 milioni di dollari sono gi\u00e0 stati consegnati. La ricetta del FMI per il \u201crisanamento\u201d delle finanze di un paese \u00e8 sempre la stessa: in cambio di una concessione di prestiti (o investimenti), si impone al governo di turno un\u2019agenda politica caratterizzata da una deregolamentazione del lavoro, privatizzazioni selvagge, riduzione dei sussidi e aumenti delle imposte indirette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, gli scempi del Fondo Monetario Internazionale sono ancora sotto gli occhi di tutti per quanto accaduto alla pi\u00f9 vicina Grecia. Nel 2009, di fronte ad una crisi economica senza precedenti intervenne la cosiddetta Troika in suo \u201csoccorso\u201d: Commissione europea, Banca centrale e proprio l\u2019ineffabile FMI. Un intervento accuratamente subordinato alla sottoscrizione di un Memorandum, un documento in cui il governo greco si impegnava ad implementare una serie di dettagliatissime misure di politica economica: dai tagli alla spesa pubblica agli aumenti delle tasse e all\u2019abolizione delle tutele dei lavoratori. L\u2019effetto di queste misure, come noto, \u00e8 stato devastante dal punto di vista sia economico che sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma,\u00a0<strong>la ricetta-ricatto del Fondo Monetario Internazionale (FMI) \u00e8 una vera e propria macelleria sociale, un banchetto al quale partecipano i falchi (dell\u2019austerit\u00e0) e gli avvoltoi (capitalisti)<\/strong>. Ma, purtroppo,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/09\/28\/argentina-neoliberismo-dipendenza-e-spiragli-di-riscatto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nulla di nuovo sotto al sole<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, la situazione in Ecuador \u00e8 molto diversa da quella in cui si trovava la Grecia nel 2009. L\u2019Ecuador non ha i sintomi di un\u2019economia in procinto di default pubblico o, pi\u00f9 in generale, di crisi imminente. L\u2019economia \u00e8 caratterizzata da una bassa inflazione e una disoccupazione relativamente contenuta. N\u00e9 sembrano esserci problemi di bilancia dei pagamenti, come vedremo tra poco. Tuttavia, alcuni mesi fa il governo ha deciso di avviare un accordo con il Fondo monetario internazionale. Perch\u00e9? Vediamo le possibili ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Ecuador \u00e8 un\u2019economia dollarizzata dal 2000, anno in cui \u00e8 stato sostituito il\u00a0<em>sucre\u00a0<\/em>ecuadoriano con il dollaro statunitense. La dollarizzazione altro non \u00e8 che un sistema monetario nel quale i residenti di un dato Paese utilizzano strumenti monetari e finanziari denominati nella valuta di un altro Paese (in questo caso il dollaro statunitense). La dollarizzazione pu\u00f2 avvenire in modo ufficiale o di fatto. Nel primo caso, una valuta straniera ha corso legale in un Paese dove la banca centrale non esiste oppure ha un ruolo molto limitato, e questo \u00e8 proprio il caso dell\u2019Ecuador. La presenza di un tasso di cambio fisso e la mancanza di una politica monetaria completamente indipendente fanno perdere un importante meccanismo di aggiustamento nel caso in cui\u00a0<strong>un paese dollarizzato<\/strong>\u00a0sia in condizioni economiche molto diverse rispetto al paese della valuta di riferimento. In particolare, non \u00e8 possibile per questo paese svalutare la propria valuta e recuperare in questa maniera competitivit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per un\u2019economia dollarizzata, solitamente, l\u2019instabilit\u00e0 economica deriva da una crisi della bilancia dei pagamenti, che al momento non sembra essere il problema dell\u2019Ecuador. Ora cercheremo di spiegare perch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tal proposito dobbiamo entrare nel dettaglio della bilancia dei pagamenti. Questa \u00e8 formata da due voci: le partite correnti, principalmente rappresentata dal saldo netto delle esportazioni (ossia il valore delle esportazioni meno il valore delle importazioni) e il conto finanziario. La somma di questi due capitoli fornisce il saldo della bilancia dei pagamenti. Dal 2010 l\u2019Ecuador presenta\u00a0<strong>un persistente deficit commerciale<\/strong>, dunque una passivit\u00e0 delle partite correnti, compensato da un attivo del conto finanziario grazie agli investimenti diretti esteri (acquisto di attivit\u00e0 da parte di investitori privati stranieri), ai flussi finanziari a breve termine (acquisto di titoli privati con scadenza ravvicinata) e ai prestiti al governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un contesto caratterizzato da un deficit commerciale strutturale,\u00a0<strong>l\u2019Ecuador ha continua necessit\u00e0 di flussi finanziari a breve termine in entrata per garantire l\u2019equilibrio della bilancia dei pagamenti<\/strong>. Un Paese pu\u00f2 attrarre capitali esteri semplicemente alzando il tasso di interesse interno, che \u00e8 la remunerazione del capitale; l\u2019Ecuador, per\u00f2, stretto tra la necessit\u00e0 di evitare tassi troppo elevati sul debito estero privato ed il peggioramento della bilancia dei pagamenti indotto dalla forte contrazione del prezzo del greggio (-20% tra settembre 2018 e gennaio 2019), ha deciso di arginare gli squilibri commerciali attraverso un prestito concordato con il Fondo Monetario Internazionale, che avrebbe concesso al Paese 6 miliardi di dollari per tre anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I prestiti del Fondo Monetario sono per\u00f2 sempre condizionati all\u2019attuazione di politiche economiche liberiste: se vuoi i loro soldi, devi accettare il loro modello di sviluppo, che \u00e8 quello della globalizzazione e della deregolamentazione selvaggia. Cos\u00ec, nel marzo 2019, il Fondo Monetario osserva che i salari sono cresciuti in Ecuador al di sopra della produttivit\u00e0 nell\u2019ultimo decennio (governo Correa), e che questa dinamica avrebbero compromesso la \u201ccompetitivit\u00e0\u201d del Paese, lasciando il tasso di cambio reale \u201csopravvalutato\u201d. Il problema della competitivit\u00e0 pu\u00f2 essere risolto facendo leva sul tasso di cambio, ma questo richiederebbe l\u2019abbandono della dollarizzazione; piuttosto, il FMI traccia un\u2019altra strada per l\u2019Ecuador, quella della deflazione interna, ossia la compressione dei salari. Eppure, soprattutto per un paese in via di sviluppo come l\u2019Ecuador, la via maestra sarebbe quella di potenziare la capacit\u00e0 produttiva interna, in modo tale da costruire un\u2019indipendenza economica dalle merci estere e limitare le importazioni. Al contrario, per l\u2019Ecuador la soluzione peggiore \u00e8 proprio quella di aprirsi al mercato internazionale, accettando l\u2019ancoraggio al dollaro, perch\u00e9 ci\u00f2 non risolve il problema strutturale del deficit commerciale ma lo perpetua, lasciando il Paese alle dipendenze dei capitali stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una via alternativa a quella indicata dal FMI richiederebbe un massiccio intervento pubblico nell\u2019economia, e questo era la strada tracciata giustamente dal presidente Correa. Ma\u00a0<strong>un\u2019economia con una forte presenza pubblica lascia poco spazio al profitto privato<\/strong>, ed \u00e8 dunque una minaccia per gli interessi che il Fondo Monetario difende con i suoi dollari. Diventa dunque una condizione fondamentale per il FMI imporre un regime di austerit\u00e0 fiscale, affinch\u00e9 il governo rinunci ad un ruolo rilevante nell\u2019economia, lasciando spazio e settori economici alla sete di profitto dei capitalisti. Tuttavia, affinch\u00e9 questi possano ottenere un (mai abbastanza soddisfacente, per loro) profitto bisogna creare un divario tra il prezzo delle merci e il costo del lavoro necessario a produrle. Ora \u00e8 pi\u00f9 facile comprendere come la ricetta del Fondo Monetario chiuda perfettamente il cerchio, attraverso l\u2019imposizione di una deregolamentazione del lavoro e una forte riduzione dei salari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perseguendo la logica dell\u2019austerit\u00e0, il surplus primario del bilancio pubblico ha caratterizzato l\u2019Ecuador nel 2018 e nel 2019: il governo attuale segue fedelmente le ricette imposte dal FMI per indebolire il peso dello Stato in economia e mettere in ginocchio i lavoratori. Le implicazioni sociali e politiche dell\u2019austerit\u00e0 non hanno tardato, come sappiamo, ad arrivare. Gi\u00e0 a marzo, tra l\u2019altro, il FMI aveva affermato molto chiaramente che politiche di questo tipo avrebbero scatenato una resistenza sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed eccoci giunti all\u2019attualit\u00e0. Fortunatamente,\u00a0<strong>le classi subalterne si sono sollevate manifestando per giorni il loro fermo dissenso alle politiche antipopolari del governo<\/strong>. La repressione poliziesca si \u00e8 prontamente manifestata in forme gravissime lasciando sul campo feriti e morti. Malgrado tutto, la pressione popolare \u00e8 riuscita ad ottenere un risultato straordinario:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2019\/10\/14\/news\/ecuador_vince_la_piazza_il_presidente_ritira_il_decreto_benzina-238524324\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il ritiro del pacchetto di misure imposte dal FMI e annunciate dal presidente Moreno<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Manifestiamo la nostra pi\u00f9 profonda solidariet\u00e0 al popolo ecuadoriano nella speranza che le lotte sociali contro il neoliberismo, l\u2019austerit\u00e0 e le politiche di classe mosse contro la maggioranza sociale possano continuare a sortire i loro frutti.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/23\/lezioni-dallecuador-la-lotta-paga-lausterita-arretra\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/10\/23\/lezioni-dallecuador-la-lotta-paga-lausterita-arretra\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA &nbsp; In questi giorni\u00a0abbiamo assistito\u00a0a\u00a0forti insurrezioni popolari in Ecuador. Per comprendere meglio il quadro politico, occorre fare un piccolo passo indietro nel tempo, partendo da una figura centrale per quel Paese,\u00a0l\u2019ex presidente Rafael Correa. Nel suo primo mandato, Rafael Correa fece riscrivere, attraverso la convocazione di un\u2019assemblea costituente, la Costituzione del paese per poter aumentare il controllo pubblico sull\u2019economia. In questo modo, durante la sua presidenza (2007-2017), l\u2019Ecuador speriment\u00f2 una fase storica&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":40187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/coniarerivolta.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-e0u","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53846"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53846"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53848,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53846\/revisions\/53848"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}